Test-match: Tebaldi e Venditti le due novità nell’Italia anti-Australia

Il ct Conor O’Shea ha annunciato la formazione titolare che scenderà in campo sabato a Brisbane, alle ore 7 italiane, contro l’Australia. Dentro dal primo minuto Tebaldi e Venditti, Minto ancora capitano. Diretta tv su SkySport
Il comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha reso nota la formazione che sabato 24 giugno al Suncorp Stadium di Brisbane (ore 15 locali, 7 di mattino in Italia, diretta Sky Sport) affronterà l’Australia nel terzo e conclusivo test-match del tour estivo. 

Per gli ottanta minuti che concludono la stagione 2016/2017, destinata a rimanere nella storia del rugby azzurro per la vittoria di Firenze contro il Sudafrica, il CT punta ancora sulla continuità nelle scelte, apportando solo tre cambiamenti al XV titolare rispetto alla squadra scesa in campo a Suva contro Fiji avendo a disposizione 30 dei 31 convocati, con il solo Robert Barbieri fermato da un infortunio alla caviglia. 

O’Shea completa la turnazione tra i tre mediani di mischia convocati per il tour affidando la cabina di regia, sin dal primo minuto, a Tito Tebaldi, sceso in campo nei minuti finali alle Fiji. Il numero nove nocetano della Benetton Rugby divide la gestione della squadra con Tommaso Allan, confermato titolare all’apertura come nelle precedenti due gare della tournée.

Nella linea arretrata la novità è rappresentata da Giovambattista Venditti, uno dei veterani tra i trequarti della Nazionale, che rileva il posto da Leonardo Sarto all’ala mentre in mischia staffetta sudafricana per la maglia numero otto, con Van Schalkwyk dal primo minuto in sostituzione di Steyn.

Francesco Minto, con la maglia numero sei, guida la Nazionale come capitano per la seconda volta in carriera.

In panchina O’Shea mescola esperienza – Gori, Benvenuti – all’entusiasmo di alcuni Azzurri alle prime apparizioni internazionali, con il seconda e terza linea friulano Marco Lazzaroni in odore di esordio internazionale con la maglia numero 19. 

 “Pressione sull’Australia e rispetto del nostro piano di gioco: saranno queste le chiavi della partita di sabato contro i Wallabies” ha detto O’Shea annunciando l’ultima squadra del secondo anno della propria gestione.

“L’Australia è una grande squadra, ferita dalla sconfitta interna contro la Scozia, e vorrà chiudere questo trittico di partite con una vittoria di qualità contro di noi. Non glielo dobbiamo permettere. Dobbiamo scendere in campo e giocare da Italia, sapendo che sarà una gara molto più difficile di quella contro Fiji”.

Il CT ha voluto poi evidenziare l’evoluzione del giovane gruppo che ha preso parte al tour e ringraziare gli atleti che non sono stati utilizzati in partita: “La squadra è cresciuta in queste settimane e, nonostante so quanto sia difficile per quei ragazzi che non hanno avuto l’opportunità di giocare, tutti hanno contribuito a questo tour, nel corso del quale abbiamo già consegnato quattro nuovi caps e potremmo avere un quinto esordiente sabato, con Marco Lazzaroni pronto ad entrare dalla panchina.  Inoltre – ha detto O’Shea – abbiamo permesso a molti giovani di acquisire importanti esperienze. Non ho dubbi che se continueremo a fare i cambiamenti che stiamo apportando al sistema e manterremo questo incredibile spirito di gruppo e questo entusiasmo l’Italia tornerà nelle prossime stagioni ad occupare il posto che le spetta sulla scena internazionale”.

Questa la formazione per la partita di sabato a Brisbane:

15 Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 13 caps)*
14 Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby, 13 caps)*
13 Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 31 caps)*
12 Tommaso BONI (Zebre Rugby, 4 caps)*
11 Giovambattista VENDITTI (Zebre Rugby, 42 caps)*
10 Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 32 caps)
9 Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 21 caps)
8 Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 14 caps)
7 Maxime MBANDA’ (Zebre Rugby, 10 caps)*
6 Francesco MINTO (Benetton Rugby, 35 caps) – capitano
5 Dean BUDD (Benetton Rugby, 2 caps)
4 Marco FUSER (Benetton Rugby, 23 caps)*
3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 4 caps)
2 Luca BIGI (Benetton Rugby, 2 caps)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 16 caps)*

a disposizione
16 Ornel GEGA (Benetton Rugby, 14 caps)

17 Federico ZANI (Benetton Rugby, 2 caps)
18 Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 8 caps)
19 Marco LAZZARONI (Benetton Rugby, esordiente)*
20 Abraham STEYN (Benetton Rugby, 13 caps)
21 Edoardo GORI (Benetton Rugby, 62 caps)*
22 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 21 caps)
23 Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 44 caps)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Note e curiosità
Il test-match di sabato al Suncorp Stadium segna il diciannovesimo scontro diretto tra Australia e Italia, il terzo a disputarsi nella città del Queensland.

L’Australia è, insieme alla Nuova Zelanda (14-0), all’Inghilterra (23-0) e alle Isole Cook (1-0), una delle Nazionali mai battute dall’Italia.

A Brisbane, nei due incontri disputati in precedenza, i Wallabies hanno superato l’Italia 39-18 l’1 giugno 1986 e 23-20 il 18 giugno del 1994.

Nell’ultimo scontro diretto, il 9 novembre del 2013 all’Olimpico di Torino, l’Australia ha superato l’Italia per 20-50.

L’Italia occupa al momento il quindicesimo posto nel ranking internazionale con 71 punti, l’Australia è scivolata in quarta posizione con 84.63 dopo essere stata battuta in casa dalla Scozia a Sydney la settimana scorsa. 

Questa invece la formazione dell’Australia, ancora da decidere la composizione della panchina:

15. Israel Folau (54 Tests)
14. Dane Haylett-Petty (16 Tests)
13. Rob Horne (33 Tests)
12. Karmichael Hunt (2 Tests)
11. Sefa Naivalu (6 Tests)
10. Bernard Foley (44 Tests)
9. Will Genia (77 Tests)
8. Lopeti Timani (6 Tests)
7. Michael Hooper (67 Tests)
6. Ned Hanigan (2 Tests)
5. Adam Coleman (11 Tests)
4. Rory Arnold (11 Tests)
3. Allan Alaalatoa (11 Tests)
2. Stephen Moore (c) (119 Tests)
1. Scott Sio (31 Tests)

Verso Italia-Australia: gli azzurri e quella voglia di chiudere al meglio il tour estivo

ph. Fotosportit/FIR

Le sconfitte contro Scozia e Fiji hanno lasciato il segno: “Ora è tempo di fare risultati. Siamo delusi ed arrabbiati” dice coach De Carli, al quale fanno eco le parole di Benvenuti e Van Schalkwyk. Si gioca sabato mattina alle 7, ora italiana

Un brutto ko con la Scozia, una sconfitta con Fiji arrivata con un drop nei minuti di recupero al termine di una gara certo non da incorniciare ma con qualche timidissimo segnale di risveglio. Ribadisco: davvero timidissimo.
Ora arriva l’Australia: sabato a Brisbane si chiude il tour di giugno della nazionale azzurra. Una finestra internazionale, quella estiva, che tradizionalmente è per noi parecchio complicata e che quest’anno ci ha portato a girovagare tra sud-est asiatico e Oceania per affrontare tre formazioni di livello davvero elevato. Perché la Scozia è in una fase di grande crescita e la prova (se mai fosse servita) dopo il miglior Sei Nazioni da tanti anni a questa parte è la vittoria di una settimana fa proprio contro l’Australia; le Fiji sono una squadra ostica e scorbutica, non molto organizzata (anche se non come un po’ di anni fa) ma che sotto il profilo fisico e tecnico possono giocarsela quasi con chiunque. E poi ci sono i wallabies, formazione che qualche problema ce l’ha al pari del movimento che rappresentano, ma che hanno tradizione, tecnica e una profondità di scelte che noi ci sogniamo.

La comitiva azzurra attende una partita che li vede partire ovviamente da sfavoriti con tranquillità e con la volontà di far vedere in campo che il gruppo di O’Shea può dire la sua anche con i vicecampioni del mondo in carica.
Andries Van Schalkwyk non si nasconde: “Abbiamo studiato molto gli australiani, dopo la sconfitta contro la Scozia hanno avuto molte critiche ma molta gente dimentica che la Scozia è una grande Nazione di rugby, nella Top5 del nostro sport oggi, e sta ottenendo ottimi risultati. Non siamo qui per accontentarci, vogliamo vincere e rendere il rugby italiano fiero di questa squadra. Io sono sudafricano, e sarei bugiardo nel dire che giocare per gli Springboks non era il mio sogno, ma oggi sono orgoglioso di giocare per questa squadra e rappresentare la bandiera italiana nel rugby internazionale. Vogliamo diventare una squadra difficile da affrontare per chiunque e speriamo già da questo week-end di riuscire a fare un po’ di confusione e mettere in crisi gli australiani”.
Gli fa eco Tommaso Benvenuti: “Avremmo dovuto vincere contro Fiji, ma ora siamo qui per provare a lasciare un segno su questo tour. L’Australia ha trequarti di grande classe, individualità di primissimo livello. Ma possono contare anche su una grande fisicità e sulla velocità del loro gioco”.
Chiudo con la videointervista di Giampiero De Carli, responsabile tecnico degli avanti dell’Italia: “Dobbiamo avere la capacità e la forza di cogliere le nostre opportunità, di portare a casa partite come quella con Fiji. Non è stata una bellissima prestazione, ma eravamo in partita: ora è tempo di fare risultati. Siamo delusi ed arrabbiati. Non possiamo accampare scuse, noi siamo qui per far sì che i risultati arrivino: ci sono stati progressi ma anche tanti errori”.

Problemi da emisfero sud: Australia, un paese che sta “dimenticando” il rugby a 15?

Un documento ufficiale del governo del paese down under dice che il rugby (union) non è nella lista dei 20 sport più praticati

Parliamo spesso, spessissimo di Italia e del suo movimento. Cosa ovviamente inevitabile, ma questo continuo guardarsi l’ombelico ci fa perdere – a volte – il panorama generale in cui si muove il nostro rugby. E a volte anche altri, con nomi (storie, tradizioni) ben più blasonati, passano dei brutti quarti d’ora. Ok, problemi diversi, un po’ come quello che era abituato al filetto e deve magari accontentarsi di un taglio meno nobile mentre noi siamo dalle parti della scelta tra toast e tramezzino.
L’Inghilterra – ad esempio – ha passato qualche anno di crisi da risultati agonistici, la Francia deve registrare meglio il rapporto club-federazione, Irlanda e Scozia hanno messo mano a una produzione (bruttissima parola, ma rende l’idea) di giocatori forse quantitativamente non all’altezza della bisogna. Ci sono i sudafricani, bravissimi a complicarsi la vita da soli. Chi non sembra avere mai problemi, o quasi, è la Nuova Zelanda, ma dalle quelle parti hanno dovuto aspettare 20 anni per vincere un Mondiale pur presentandosi ogni volta al nastro di partenza da favoritissimi. Qualche meccanismo da oliare c’era anche lì, quindi. Va da sé che si tratta di un elenco fatto su due piedi, che questi sono solo alcuni dei problemi che attanagliano qualsiasi movimento. Il paradiso in terra, anche ad Ovalia, non esiste.

C’è poi il caso Australia. Sono capitato per caso su un documento dell’Australian Sports Commission, l’ufficio governativo che si occupa di gestire la pratica sportiva in senso lato nella terra dei canguri. Sul sito ufficiale si legge che “11,3 million Australian adults participate in sport or physical activity three or more times per week” e che “17 million Australian adults participate in a sport or physical activity every year”. Senza dimenticare i più piccoli: “3,2 million Australian children participate in organised sport or physical activity outside of school”, il tutto un paese dove lo sport è parte integrante di (quasi) ogni tipo e livello di scuola. Il contrario di quanto avviene alle nostre latitudini. Ah: l’Australia ha in tutto 24 milioni di abitanti: la percentuale di chi pratica sport in maniera abituale e continua è quindi molto elevata.

Un quadro favorevole (eufemismo) alle discipline sportive. Come è messo il rugby? Male. Malissimo. Perché abbiamo sempre detto che il nostro amato sport deve battagliare con il calcio, il football australiano e – ovviamente – il rugby a 13. Ma l’AusPlay survey, ovvero il documento di cui sopra, ci dice che la situazione in cui si trova a dibattere l’ARU è molto più complicata. Guardate un po’ pure voi:

Rugby a 15 presente solo tra i bambini e nella parte bassa della classifica. C’è poi la classifica aggregata, diciamo così, sotto la dicitura “Club sport (Adults and Children combined) Top activities che vi presento nell’ultimo update di fine aprile:

Dove è il rugby a 15? Secondo il numero di All Rugby in edicola ora è addirittura al 24° posto. Possibilissimo. Non conosco le dinamiche demografiche e culturali della società australiana, ma come dicevo prima stiamo parlando di una realtà in cui lo sport è largamente praticato e in cui non manca certo una cultura sportiva. Dice: sì, ma una cosa è dover fare a gomitate in un panorama di questo tipo, un’altra è dover guerreggiare con un mostro a mille teste come il calcio in un paese con poca cultura sportiva e ove si fa sport solo fuori dalla scuola. Vero, ma l’intenzione non era quella di fare un paragone Italia/Australia, ma di presentare un aspetto (non l’unico) che negli ultimi anni sta minando uno dei movimenti-cardine del rugby mondiale.

Rugby Championship: l’Australia tira fuori l’orgoglio e batte il Sudafrica (26-19)

A Perth i wallabies raddrizzano nel secondo tempo una partita che il Sudafrica aveva guidato per lungo tempo. Una vittoria che ridà fiato al XV in maglia gialla e che allontana le critiche e le polemiche sul futuro della panchina di Robbie Deans. Il rovescio della medaglia è un ko che mette in mostra alcuni limiti dell’attuale Sudafrica (Vittorio Munari in telecronaca li ha definiti “di leaderhip”, probabilmente la migliore definizione che si possa dare). Comunque una partita avvincente.

Italia-Australia inizia a Prato. Oltre due mesi prima del fischio d’inizio

dall’ufficio stampa FIR

In attesa che il 24 novembre gli Azzurri di Monsieur Brunel sfidino al Franchi di Firenze iWallabies australiani nell’ultimo dei Cariparma Test Match 2012, il 14 settembre Prato accenderà idealmente la fiamma “ovale”. La città alle porte di Firenze si prepara ad ospitare, infatti, dal 14 al 23 settembre un serie di eventi dedicati al Rugby pratese.

A far da cornice alla rassegna organizzata dall’amministrazione comunale la mostra “Fango e Sudore, le Maglie del Rugby Mondiale” che dopo Milano, Parma, Roma, Treviso, Benevento, Agropoli (Salerno), L’Aquila, Trieste e Sora (Frosinone) giunge in Toscana per essere esposta in uno dei monumenti più suggestivi della Città di Prato: il Cassero Medievale, o “corridore” come veniva definito anticamente, camminamento fortificato risalente al XIV secolo.

I due livelli del Cassero Medievale ospiteranno l’esposizione di una parte delle maglie e dei cimeli storici appartenenti alla collezione del Museo del Rugby ed una sezione interamente dedicata al Rugby pratese, dalle sue origini ad oggi: immagini, trofei, documenti, poster storici, maglie da rugby (tra cui anche la gloriosa casacca dei Sorci Verdi, prima squadra pratese, fondata nel 1958) messe a disposizione dal C.I.A.R., il Club Italia Amatori Rugby.

L’epilogo della manifestazione coinciderà con il week-end che darà l’avvio alla stagione 2012-2013 delCampionato Rugby d’Eccellenza, con I Cavalieri Prato che riceveranno sabato 22 settembre al Chersoni i neopromossi dell’M-Three Am. San Donà.

La rassegna pratese verrà presentata alle Autorità, ai Media ed agli Sponsor lunedì 10 settembre alle ore 12.00,  nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Sala Giunta del Comune di Prato (Piazza del Comune, 2).

Si ricorda che i biglietti per il Cariparma Test Match del 24 novembre possono essere acquistati attraverso i consueti canali di vendita FIR: online su www.listicket.it, con la possibilità di stampare a casa il biglietto direttamente dal proprio computer o di ricevere al proprio domicilio un corriere espresso incaricato della consegna; tramite il Call Center LIS (tel. 892.982), sempre con consegna a domicilio o ritiro all’ “Artemio Franchi” nel giorno di gara; in uno dei moltissimi punti vendita ufficiali LIS presenti sul territorio nazionale (www.listicket.it per individuare il punto vendita più vicino).

Di seguito i prezzi dei biglietti ed un riepilogo dei canali di vendita ufficiali:
Canali di vendita
– Online su www.listicket.it
– Call Center LIS 892.982
– Punti LIS – elenco completo su www.listicket.it
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Biglietti interi
Poltrone/Poltroncine 80€
Tribuna Laterale 55€
Tribuna Maratona 45€
Parterre Tribuna 30€
Curva Fiesole/Curva Ferrovia 20€
Settore Ospiti 15€
Curva Fiesole (settori da N9 a N13) 15€
Curva Ferrovia (settori da S8 a S12) 15€
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Ridotti U18/Over 65
Poltrone/Poltroncine 64€
Tribuna Laterale 44€
Tribuna Maratona 36€
Parterre Tribuna 24€
Curva Fiesole/Curva Ferrovia 16€
Settore ospiti 12€
Curva Fiesole (settori da N9 a N13) 12€
Curva Ferrovia (settori da S8 a S12) 12€
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Ridotti Rugby Club
Informazioni su ticket.federugby.it