I XV Aironi per Biarritz: molte le novità

Dall’ufficio stampa degli Aironi:

Montepaschi Aironi cambiano pelle per affrontare la trasferta di Biarritz valida per il quarto turno di Heineken Cup. La squadra che domani alle 19 al Parc des Sports Aguilera (nessuna diretta tv perché la televisione francese non produce la partita) presenta infatti diverse novità rispetto alla squadra vittoriosa sabato.

Tra i confermati ci sono comunque Julien Laharrague, autore del drop decisivo per il 28-27, all’estremo e Giulio Toniolatti – autore della seconda meta – all’ala. Matteo Pratichetti (anche lui in meta sabato, quand’era stato schierato all’ala) torna invece a giocare centro. Confermata anche la seconda linea con il capitano Quintin Geldenhuys e Marco Bortolami, oltre che per Fabio Staibano sul lato destro della mischia.

Per il resto tante novità dovute in parte a turnover (l’infermeria si è ormai quasi del tutto svuotata, con l’eccezione di Kaine Robertson e di Danwel Demas) e in parte a qualche acciacco eredità della partita di sabato scorso.

Tra i trequarti rientrano così sia Gabriel Pizarro con la maglia numero 12 che Giulio Rubini all’ala. In mediana spazio invece alla coppia azzurra formata da Pablo Canavosio e Riccardo Bocchino. Terza linea inedita, con Erasmus numero 8 e Favaro flanker assieme a Liebenberg, seconda linea sudafricana che lo staff tecnico vuole provare in una nuova posizione. In prima linea rientra Totò Perugini, mentre il tallonatore sarà Gigi Ferraro.

In panchina Santamaria, Gamboa e Aguero per la prima linea, Sole e Krause per dare cambio a seconda e terza linea, Wilson e Marshall per la mediana e il neopapà Giovanbattista Venditti per i trequarti.

LA FORMAZIONE

15 Julien Laharrague; 14 Giulio Toniolatti, 13 Matteo Pratichetti, 12 Gabriel Pizarro, 11 Giulio Rubini; 10 Riccardo Bocchino, 9 Pablo Canavosio; 8 Jaco Erasmus, 7 Simone Favaro, 6 Vickus Liebenberg; 5 Quintin Geldenhuys (cap), 4 Marco Bortolami; 3 Fabio Staibano, 2 Luigi Ferraro, 1 Salvatore Perugini. (A disp.: 16 Roberto Santamaria, 17 Ulyses Gamboa, 18 Matias Aguero, 19 Josh Sole, 20 Gareth Krause, 21 Michael Wilson, 22 James Marshall, 23 Giovanbattista Venditti).

 

FIR a consiglio, domani e sabato

E’ convocata per venerdì 17 e sabato 18 dicembre, presso la sede dello Stadio Olimpico di Roma, la riunione del Consiglio Federale della FIR presieduto da Giancarlo Dondi.
All’ordine del giorno, per l’ultima assemblea del 2010, l’approvazione del bilancio preventivo 2011.

Il duro novembre di Lievremont

Dov’è finita la Francia spettacolare vista nel Sei Nazioni 2010? I test-match di giugno e novembre hanno riconsegnato una squadra ridimensionata nel gioco e nei risultati. L’analisi di Rugby 1823

Sembra lontanissimo il successo nell’ultimo Sei Nazioni per Marc Lievremont e la sua Francia. Le sconfitte estive con Sud Africa e, soprattutto, Argentina e un novembre in cui la “vendetta” sui Pumas non è bastata a convincere tifosi e stampa hanno lasciato il segno e il coach transalpino è sulla graticola a pochi mesi dai Mondiali. Ecco perché, ora, Lievremont parte al contrattacco, difendendo le sue scelte e, soprattutto, assumendo il comando totale delle operazioni.
Un passo indietro importante chiesto ai suoi assistenti, Emile Ntamack e Didier Retière, e la volontà di curare nei minimi particolari ogni aspetto della squadra, affinché si vada tutti nella stessa direzione. Ex uomo di mischia, Lievremont ha dato in passato ampi poteri a Ntamack nella gestione dei trequarti, ma i risultati non sono quelli che l’allenatore si aspettava. “Ho delegato il lavoro sui trequarti a Milou (Ntamack), ma l’ho lasciato troppo solo. Ho provato a risolvere la soluzione affiancandogli Gonzalo Quesada, coach dei calciatori, ma non ha funzionato e io ci ho messo troppo tempo a capirlo” le parole di Lievremont. Ma sono tante le novità che aspetteranno i Bleus in vista del prossimo RBS Six Nations e dell’RWC in Nuova Zelanda.
A partire dai rapporti con la stampa, che diveranno di responsabilità unica di Lievremont, evitando così che altre voci confondano idee e pensieri di una squadre che, invece, deve mostrarsi compatta al suo interno e verso l’esterno. Inoltre, gli aspetti tattici e tecnici in vista dei match verranno discussi e chiariti il lunedì prima dell’incontro e non, invece, nell’arco della settimana, una prassi che ha portato confusione e incertezza tra i giocatori.
Ma anche il rapporto con il capitano, Thierry Dusautoir, dovrà cambiare. “Sono stato molto duro con Dusautoir dopo il match con l’Australia, ma non ho mai messo in dubbio il suo ruolo di capitano – dice Lievremont –. L’ho scelto io e non si cambia, anche se avevo sperato in un rapporto più stretto, non tra lui e lo staff, ma tra lui e me. Gli ho chiesto di concentrarsi di più sul suo gioco, perché come capitano ha sofferto troppo il rapporto con la stampa”.
Insomma, dopo la gloria del Grande Slam per Marc Lievremont sono arrivati mesi difficili. Ora ha un Sei Nazioni e un Mondiale per dimostrare che lui non è solo “il bravo ragazzo, ma inesperto e incompetente” come qualcuno (anche nella Federazione Francese) ha voluto dipingerlo.

Laharrague, un drop per svoltare la stagione

Il numero 15 degli Aironi, determinate sabato scorso nella sfida con il Biarritz, ha rilasciato una intervista a Jean-François Paturaud di Rugby365.fr
Eccola

Julien Laharrague, il successo per 28-27 contro il Biarritz deve essere una grande soddisfazione…
Sì, effettivamente. Ci serviva vincere, non ci eravamo ancora riusciti fino ad ora. Ci cercavamo in campo, ma non avevamo un gioco ancora completo. Allo stesso tempo battere una squadra di connazionali è sempre particolare, ti dispiace sempre un po’, specialmente sapendo che con la vittoria si sarebbero qualificati. Abbiamo battuto un buon Biarritz, siamo soddisfatti.
Come spieghi l’essere giunti a registrare la prima vittoria solo ora?
Bisogna dire che fino ad ora abbiamo avuto un sacco di infortunati, in particolare giocatori di calibro internazionale. Non siamo mai stati al completo. Per questa sfida col Biarritz, finalmente avevamo una rosa all’altezza della competizione europea.
Avete subito due mete nel primo quarto d’ora di gioco, ma non avete mollato…
Fino a quindici giorni fa sarebbe accaduto il contrario. Stiamo lavorando proprio su questo. C’è stato bisogno di alzare il livello di pressione su noi stessi per capire veramente a che livello competiamo qui e alla fine sabato abbiamo giocato la miglior partita della nostra stagione.
Avete avuto l’impressione che Biarritz vi prendesse alla leggera?
Non saprei. La loro sconfitta è apparsa anormale. Quando si è una squadra francese e si viene a giocare in Italia lo si fa solo per venire a vincere. Sulla carta la nostra squadra è interessante e Biarritz lo sapeva. Non so se pensavano di avere già vinto. A conti fatti noi siamo riusciti a portarla a casa solo nel finale
Sembra che questa vittoria contro una squadra francese ti dispiaccia un pochino…
Conosco diversi dei loro giocatori e mi auguro che facciano molta strada nella Heineken. Ma quel che conta è che volevamo vincere e l’abbiamo fatto.
A titolo personale, sei stato decisivo con un drop nei minuti conclusivi…
Sì, alla fine serve sempre qualcuno che faccia quei punti decisivi… ma non importa, sono contento per la squadra.
Come ti trovi con gli Aironi?
Bene, nonostante un difficile inizio di stagione. In queste situazioni, quando sei l’estremo non hai molte palle giocabili di qualità. In quei casi bisogna essere pazienti e puntare su un gioco sicuro. Adesso stiamo cominciando a trovarci bene a livello di giocate dei trequarti e facciamo vedere del buon rugby. Ora la cosa comincia a farsi interessante. Personalmente entro di più nel gioco e quindi nella squadra.
Dopo 11 sconfitte consecutive ti sei domandato se fosse stata la scelta giusta venire a giocare in Italia?
Inevitabilmente sì. Ma chiunque se lo sarebbe chiesto. Effettivamente mi sono posto delle domande. Ma dopo questa vittoria tutto ricomincia da zero. E’ un po’ come nel golf. Puoi andare male in diciassette buche e alla diciottesima tirare fuori un colpo da maestro che riequilibra tutto. Però da qui a vedere se saremo all’altezza venerdì prossimo…
In effetti rischiate di andare a Biarritz contro un avversario che vi aspetta per prendersi la rivincita…
Certamente. Loro hanno bisogno disperato di punti per passare il turno e faranno di tutto per vincere. Noi sappiamo quel che ci attende. Se non risponderemo presenti so già che sono capaci di mandarci a casa con trenta punti di distacco. Dovremo avere fame di vittoria.
Per te sarà una soddisfazione tornare in Francia per giocare questo match?
Sicuramente, è sempre un piacere e sempre contro squadre di ottimo livello. Ci sarà molto gioco al largo che permetterà di segnare delle mete. Dovremo essere molto attenti in difesa.

Benetton-Scarlets, la presentazione

Così l’ufficio stampa della squadra veneta presenta il match di ritorno con i gallesi, valido per la Heineken Cup

L’Heineken Cup ritorna a Treviso. Nel quarto turno della fase di qualificazione, di fronte i Campioni d’Italia del Benetton e i gallesi degli Scarlets. Dopo tre settimane di assenza, il grande rugby ritorna dunque a Monigo per una sfida che si ripete a distanza di una settimana. Italiani e gallesi, infatti, si sono già affrontati sabato scorso in una partita che ha visto il Benetton tenere testa ad un avversario che sta vivendo un momento importante della sua stagione. In Celtic League occupa il secondo posto alle spalle degli irlandesi del Munster e in Heineken Cup, proprio in virtù dei risultati della scorsa settimana, ha intatte possibilità di poter puntare ad un posto di prestigio e, perché no, raggiungere anche i quarti di finale. Proprio per questo la prestazione del Benetton di sabato scorso a Llanelli assume ancor più valore, al di là delle 3 mete segnate e in campo internazionale riuscire a segnare tanto fuori casa non è cosa di poco conto, o al di là della mancata concessione di una meta tecnica all’ultimo istante che avrebbe dato a Treviso due punti di bonus.

Quando si parla degli Scarlets non può non tornare alla mente la sfida d’esordio del Benetton in Celtic League. La compagine gallese tenne infatti a battesimo lo storico primo incontro dei trevigiani nel torneo celtico. Una partita che Treviso seppe far sua grazie ad un secondo tempo magistrale, durante il quale seppe recuperare uno svantaggio di 13 punti e vincere poi con 6 lunghezze di margine grazie ad un parziale di 25-6. Per gli Scarlets fu una battuta a vuoto che lasciò il segno. Da allora, però, i gallesi hanno cambiato marcia, riuscendo a scalare posizioni su posizioni in Celtic League e portandosi ai vertici nel girone della Heineken Cup, tant’è che adesso possono benissimo lottare su due fronti, uno più prestigioso dell’altro.

Il Benetton ha dato molto nella sfida di sabato scorso, ma è anche consapevole di non aver raccolto quanto seminato e in particolare nella seconda parte della gara non ha avuto la giusta ricompensa per il gran lavoro svolto. Gli Scarlets sono certamente consapevoli che il passaggio del turno deve per forza passare anche attraverso una vittoria a Treviso, facile pertanto attendersi una squadra agguerrita e che in settimana non ha lasciato nulla al caso, ma il Benetton ha tanta voglia di prendersi una rivincita e tornare ad avere un vantaggio nelle sfide dirette con i gallesi.
Quattro, infatti, i precedenti tra le due franchigie, tre in Heineken Cup – oltre a quella di sabato scorso, altre due gare nella stagione 1997/98 – quindi una in Celtic League, appunto quella dell’esordio trevigiano: due vittorie a testa, finora, con la squadra di casa sempre vincente.