Movimento italia, riforme e aggiustamenti non si possono più rimandare. Anche perché c’è chi si muove…

Ci sono cose che necessitano di tempistiche medio-lunghe perché diano risultati, altre invece sarebbero molto più veloci. Ma la precondizione necessaria è farle, renderle concrete. Invece non si fa nulla e allora…

Secondo Sei Nazioni senza vittorie, numeri nel complesso un po’ migliori (o meno peggiori?) rispetto al 2017 ma da essere soddisfatti c’è davvero molto poco. Anche perché quello di un anno fa (ma pure il 2016 non scherzava affatto…) è stato il peggiore per la nostra nazionale da quando è stata fatta entrare nel torneo più antico e affascinante di tutta Ovalia, quindi fare meglio non era poi così difficile/impossibile.
Sì, lo so che in realtà i Sei Nazioni senza vittorie sono addirittura tre (e quelli in cui non si vince in casa ancora di più), ma qui si parla della sola gestione O’Shea. Perché quello che addetti ai lavori, media e anche gli appassionati si attendono ora sono un po’ di cambiamenti e aggiustamenti nella struttura e nella filiera.
A dirla tutta se li aspetta lo stesso ct azzurro, se le parole valgono ancora qualcosa. Il 19 marzo 2017, appena terminato il Sei Nazioni, il tecnico irlandese rilasciava dichiarazioni che non avevano bisogno di spiegazioni:

“(…) gli investimenti devono essere fatti nell’interesse esclusivo della Nazionale. E’ l’Italia l’unica cosa che conta. Le decisioni che dovremo prendere faranno male a qualcuno, ma Irlanda, Galles, Scozia hanno fatto scelte difficili per il rugby di club, investito sulle franchigie. E’ facile fare questi cambiamenti, a patto di volerlo. Sarà difficile? Sì, ma è fattibile e deve essere fatto. Qualcuno dovrà mettere il proprio ego da parte nell’interesse della maglia azzurra. Vogliamo cambiare molte cose e ci sarà gente che ci resterà male, ma i cambiamenti non possono essere indolore. Ripeto, non si pensi al proprio ego”.

Per dimostrare di non essere venuto in Italia solo per il sole, la pizza e la pasta – se mai ce ne fosse bisogno – O’Shea è stato più esplicito a novembre, quando ha ribadito e spiegato il concetto:

Il fatto di dover tornare sull’argomento significa che niente era è stato fatto. Anzi: niente è stato fatto, ancora ad oggi. La cosa diventa – se vogliamo – anche tragicomica se teniamo conto che a gennaio, cioè due soli mesi fa, il presidente FIR Alfredo Gavazzi diceva questa cosa qui:

“E comunque resto convinto che non tutti a vent’anni siano pronti: Lazzaroni adesso è un giocatore internazionale, ma a Treviso i primi due anni ha giocato pochissimo. Sarebbe stato meglio che avesse fatto più partite, magari giocando anche in campionato”.

Ovvero dire le stesse cose e non fare nulla, anche se si hanno in mano leve e bottoni del comando. Sarò anche prevenuto e un po’ all’antica, però se si gestisce un movimento le cose si possono anche dire/annunciare, basta poi metterle in pratica. Altrimenti un bel silenzio non fu mai scritto.
Anche perché poi le cose si muovono da sole: lo scorso fine settembre ho riportato la notizia di un accordo tra Benetton Treviso e Petrarca riguardante Filippo Filippetto, con i biancoverdi che hanno ceduto in prestito il giocatore ai padovani, che però si allena in Ghirada e nel caso di un suo non utilizzo nel Pro14 va a giocare in Eccellenza. Di volta in volta i due club decidono il da farsi.

Si mormora che di contratti così ce ne siano altri. Giusto per chiarire: se la FIR non si muove bene fanno franchigie e club ad accordarsi per una gestione sensata degli atleti, ma una normativa comune e riconosciuta da tutti sarebbe indubbiamente la soluzione migliore. Indiscrezioni raccolte da più fonti raccontano infatti anche di qualche malumore da parte dei club al momento “esclusi” da questo genere di contratti mentre chi ne beneficia frenerebbe una soluzione più generale, perché al momento la situazione lo favorirebbe.
Il Grillotalpa ha provato a raccogliere dichiarazioni ufficiali ma nessuno parla, quello che è certo è che le società hanno il tema sul tavolo (incontri in tal senso ce ne sarebbero già stati) e la sensazione è che presto si giungerà a una qualche soluzione, che sarà comunque migliore della situazione attuale. Comunque dai, ci si è (forse) arrivati dopo solo 8 anni di richieste in tal senso. Cosa volete che siano 8 anni?

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11 risposte a "Movimento italia, riforme e aggiustamenti non si possono più rimandare. Anche perché c’è chi si muove…"

  1. Giovanni

    Franchigie e club fanno bene ad accordarsi privatamente con forme di collaborazioni, leggasi giocatori “in sharing”, ma io mi chiedo: a cosa serve allora una federazione? A farsi pagare le tasse-gara? A far fare passerella ai mandarini durante il 6N ed i TM? Il preside lo ha ribadito anche in un’intervista riproposta sui social subito dopo Italia-Scozia: “l’Eccellenza è fondamentale per la crescita dei nostri giocatori”. Benissimo, e quindi?

    1. massimiliano

      …e quindi è giusto che i giocatori di prospettiva restino un paio d’anni a far muffa in eccellenza, magari a città del capo.

  2. Paolo

    «Cosa vuoi che siano 8 anni?»
    Beh, sono stati il tempo necessario affinché stia diventando chiaro a tutti che è una scelta che fa male a tutti,anche a quelli che pensavano di guadagnarci.
    Adesso che sta diventando una scelta demenziale per tutti e tutti stanno cominciando ad avvertire effetti negativi si decideranno a far qualcosa sperando di riuscire a salvare qualche cavolo.
    (chiedo scusa per le ripetizioni, ma se ne toglievo qualcuna qualche concetto si poteva capire male)
    Paolo.

    1. Gysie

      Grazie LiukMarc per l’evergreen. Interessante vedere come, dopo un successo, non si dorma sugli allori ma si intenda andare oltre. Argentina e Irlanda ne sono un buon esempio; noi uno pessimo, dato che, dopo l’entrata nel 6 Nazioni, ci siamo tranquillamente adagiati (viene in mente il grandissimo Ennio Flaiano, che diceva qualcosa tipo “la laurea è il pezzo di carta su cui sediamo per rivendicare il nostro diritto all’ignoranza”). Tanto premesso, la realtà italiana è molto diversa anche da quella argentina. In astratto è vero, il punto di partenza sono i club; però, laggiù hanno una tradizione ed una base che noi ce la sogniamo – mi pare di avere già postato questo link, però non fa mai male http://rugby.com.ar/marista/

  3. MF

    ….”qualcuno dovrà mettere il proprio ego da parte…” è sempre questo il problema.
    La FIR è un espressione “politica” delle società e dei loro personalissimi “ego”, se non si è disposti a metterlo da parte per il bene comune (rinunciando a qualcosa), nella tornata elettorale successiva non si raggiungono i voti necessari e si passa la mano (sia chiaro un po di alternanza può fare solo bene, anche perché è difficile fare peggio).
    Non occorre aggiungere altro…..siamo intrappolati nelle solite questioni italiche, dove tutti fanno proclami, ma alla fine ciò che conta è solo il proprio piccolo, a volte piccolissimo e misero, giardino.

  4. Tomas de Torquemada

    Eccellenza? Fate le valigie ragazzi, certo farete anche panchina ma vi modelleranno anima e corpo

  5. Pingback: Maturare con l’Eccellenza, un orologio con le lancette che girano troppo piano | Il Grillotalpa

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