Dal “paradigma Nadolo” ai punti di bonus con vista sul Galles: il Sei Nazioni arriva nel Tinello di Vittorio Munari

Ancora qualche giorno e finalmente si parte: Scozia-Irlanda e Inghilterra-Francia (sabato 4 febbraio ), poi Italia-Galles (domenica 5) danno il via al torneo più atteso e amato dell’emisfero nord. Vittorio Munari ci presenta l’edizione 2017 partendo dalla sua novità più importante, ovvero l’introduzione dei punti di bonus, per chiudere poi con alcune considerazioni sulla sfida dello stadio Olimpico.
Che dire… kick-off!

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16 thoughts on “Dal “paradigma Nadolo” ai punti di bonus con vista sul Galles: il Sei Nazioni arriva nel Tinello di Vittorio Munari

  1. Stefo

    Bellissimi i dati sui nati all’estero li avevo visti anche io in un sito francese.

    Da dire che si la francia ne ha solo 4 ma son tutti e 4 per residenza, la scozia ne ha solo 3 per residenza ma ben 8 passaportati dai nonni, tutta gente pescata dal loro scout internazionale assunto apposta per cercarli.

    Piu’ complicato il discorso di quelli coi genitori specialmente con gente nata in Inghilterra ma che gioca per Galles, Scozia o Irlanda,..Munari fa il caso di Heaslip e PArisse ma molto simili sono casi come Dillane, North, ben diverso invece uno come Te’o che si qualifica per i genitori.

    Per me proprio vedendo la lista e di come si qualificano per le differenti nazionali cambiare la regola ai 5 anni sembra un brodino cosi’ tnto per dire che si e’ fatto qualcosa, con l’aggiunta che se ormai si portano i giocatori a 18 anni non cambia molto.

    1. LiukMarc

      Per l’italia (ero convinto fossero di più sinceramente) “paga” la fine del blocco argentino (e i vari Gelde, Van Zyl), che abbassano i numeri. Certo, poi alla fine della fiera il succo è che tanti o pochi, gli altri hanno Stander, Vakatawa, Maitland e Huges, mica bruscolini…
      Comunque il poaching a 17-18 concordo che sia una pratica anche più deleteria e penalizzante della regola dei 3-5 anni per le nazioni di partenza.
      Ma i franzosi non dovevano chiudere le accademie alle Fiji..?

      1. Giovanni

        Per tamponare il poaching si potrebbe aggiungere la clausola che, se si viene “arruolati” dopo il compimento del 14esimo anno, si mantiene la nazionalità d’origine e valgono i 5 anni, contandoli però a partire dai 18. Io la metterei giù ancora più rigida: valgono i 5 anni di residenza, ma li si conta a partire dal compimento dei 20, in modo da introdurre anche l’armonizzazione della convocazione vincolante per tutte le federazioni e porre fine alla discrezionalità attuale (per alcune vale la under20, per altre la nazionale A). Chi venisse “arruolato” prima dei 14, dovrebbe comunque attendere i 20 anni prima di poter essere schierato (quindi non convocabile per le under16-18-20 della nuova nazione). In questo modo l’equiparazione comincerebbe non prima dei 25 anni d’età. Per il discorso antenati, mi fermerei ai genitori: che uno giochi per il Paese dei nonni mi sembra francamente anacronistico. Mi rendo conto che, in un mondo sempre più dinamico e globalizzato, è quasi impossibile regolamentare tutte le situazioni, ma mettere un freno al caos odierno mi pare quanto mai urgente.

      2. malpensante

        Come fermare una piena col tramaglio…poco da fare se non bloccare tutti gli u20 per il cap in qualsiasi competizione ufficiale e pretendere che i giocatori abbiano la cittadinanza del paese per cui giochino. Per la tratta dei minori la responsabilità è di ordine legislativo e statale, non sportivo.

      3. malpensante

        Ciao presidente, senza arrivare agli estremi basta fare un giro per i campi dove si allenano i ragazzini della pallatonda delle varie cantere, come fa moda chiamarle, sia dei club importanti e meno, sia dei subappaltatori. Ci sono procuratori (spesso in realtà prestanome) con migliaia di procure per minori extracomunitari, in larghissima parte africani ma anche moldavi, russi, ex sovietici, mediorientali: difficile che finiscano tutti tra la A e la Legapro. Il tutto “legalmente” e senza scomodare la malavita.

      4. fracassosandonà

        ciao Mal…
        l’ho presa alla lontana ma sono d’accordo con te…
        è il tanto decantato modello Ajax… che sfocia poi in prime squadre composte anche da tanti giocatori del vivaio, nessuno dei quali nato in Italia, con i genitori in Africa e loro residenti in collegio da quando hanno 14 anni…

      5. Stefo

        Far contare 5 anni dal compimento del 18mo anno di eta’ secondo em cambia pochissimo se non nulla, tra i 18 ed i 20 comunque parliamo di Academy anche all’estero quindi
        Per me puo’ restare beissimo anche a 3 anni ma sei eleggibile al compimento del 28emo anno di eta’ che tu arrivi a 20 o 25 anni! A meno che non ti sia dotato di passaporto nel qualcaso amen. Ovvio tutto questo con il vincolo che se hai giocato in U20 sei “bruciato”.

        La materia poi e’ complessa, un Faletau od un Cabery arrivati in Galles o qua in eta’ giovanissima per motivi famigliari veri sono tra gli equiparati per residenza ma son piu’ espressione dei movimenti locali di quelli coi nonni portatori di passaporto sano!

  2. Interessante come sempre.
    I Placcaggi: era ora che “uno che ne sa” dicesse qual’è la vera falla della nostra difesa e mi fermo al Benetton.
    Se non c’è l’istinto al gesto, se sull’istinto prevale il ricordo di qualche clavicola spezzata beh, c’è poco che possa fare Goosen. Più utile, forse, uno psicologo o un allenatore di under 14 che fa replicare il gesto fino alla noia.

    1. superignazzio

      hai ragione e il mental coach questo fa di mestiere, ma il work rate non dice bugie

      da questo punto di vista ho sempre pensato che McLean fosse uno che rientrasse in questa categoria, invece nei test di novembre giù placcaggi e sfondamenti da vero centro

      1. LiukMarc

        Pare che abbia detto durante la conferenza stampa che alcune scelte erano proprio “per Malpensante” 🙂

  3. LiukMarc

    @Stefo, è uscita la formazione U20 dell’isola di smeraldo. Any thoughts?
    Ireland U20: 15 Jack Kelly(c), 14 Jordan Larmour, 13 Gavin Mullin, 12 Ciaran Frawley, 11 Colm Hogan, 10 Johnny McPhillips, 9 Johnny Stewart, 8 Caelan Doris, 7 Paul Boyle, 6 Cillian Gallagher, 5 Oisin Dowling, 4 Fineen Wycherley, 3 Peter Cooper, 2 Tadgh McElroy, 1 Joey Conway
    Replacements: 16 Adam Moloney, 17 Rory Mulvihill, 18 Charlie Connolly, 19 Jack Regan, 20 Marcus Rea, 21 Jack Lyons, 22 Conor Fitzgerald, 23 Tommy O’Brien

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