Cilindrate e profondità vere e presunte: Italia-Australia e Irlanda-All Blacks nel Tinello di Vittorio Munari torna

Le partite di Padova e Dublino vengono spulciate in profondità: che cosa “lasciano” e ci dicono le sconfitte di Italia e Nuova Zelanda rispettivamente contro Australia e Irlanda? E sabato a Roma la sfida tra azzurri e tuttineri

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10 risposte a "Cilindrate e profondità vere e presunte: Italia-Australia e Irlanda-All Blacks nel Tinello di Vittorio Munari torna"

  1. Massimiliano

    Domanda per Munari: ha detto che l’italia è ben messa in campo, poi che non si possono perdere sette touche dopo l’uscita di Zanni. Non preparare valide alternative in salto e’ mettere bene in campo la squadra? Siamo sicuri che con una touche decente l’australia avrebbe vinto comunque? E se in Italia non esistono alternative ai saltatori inseriti nei 23, obbligare la squadra a provare per i pali?

  2. D’accordo con Vittorio su Italia Australia, ma possiamo dire che Gauzere è incappato in un’orrenda giornata?
    Analizzando la sua gestione della mischia ordinata non è crollata nessuna mischia a introduzione aussie tutte, o quasi le nostre introduzioni reset, crolli e noi siamo stati puniti più degli australiani … non mi pare logico.

  3. LiukMarc

    Cruda verità: la nostra cilindrata è questa, la stessa (se non qualcosa di meno) di 10 anni fa (fatto poco per aumentarla, e qui non c’entrano gli allenatori), ma non è che Co’S può dire “regà, io ci provo, ma ho giocatori che non sanno fare due passaggi in fila, ai 5 m si fanno prendere dalla foga invece di capire come segnare o perdono una touche si e una no, che altro volete che faccia?”. Se no poi ha ragione Munari quando dice che figurati se i giocatori lo seguono.
    Si fa quel che si può, e comunque 10-11 squadre hanno (chi più chi meno) talento, competenze e tecnica che noi non abbiamo. Punto. Speriamo solo che la strada intrapresa porti i suoi frutti (ovviamente chi pensa lo faccia entro il 2020 o giù di li si sbaglia alla grande)

  4. Hrothepert

    Oh, ce ne fosse uno che dice che l’ unica seconda di ruolo, di livello, che c’ è in Italia, non la porta nemmeno in panchina; poi COS avrà le sue ragioni e nessuno le discute (anche perchè, oltre al fatto che lui è l’ Head Coach e noi siamo…nessuno, non le ha mai spiegate!!), ma questa è la constatazione della realtà!!!
    Per il resto quoto totalmente il Munari pensiero, l’ Italia è migliorata come attitudine, game plane, ordine e disciplina, rimane semplicemente la questione di differenza di cilindrata nei giocatori.

  5. Gysie

    Noi del rugby italiano siamo pochi, però abbiamo sicuramente le migliori telecronache! Devo dire che i primi minuti della puntata sono stati magistrali. Proprio perché siamo (meglio: sono!) pochi c’è il problema di cilindrata. Sulla meta di Stockdale, lungi da contraddire Munari (e ci mancherebbe!), ho un approccio più “individuale”: è stato il pezzo di bravura tattica di un giocatore che ha visto che dietro il suo avversario non c’era ormai più nessuno e, con la velocità che si ritrova, ha fatto una scelta che lo ha premiato. Chissà se in Italia si tornerà a capire l’importanza del piede “educato”, che poi è la classica arma a disposizione di una squadra inferiore.

    1. Giovanni

      Credo che però si riferisse alla fase preparatoria che ha portato alla meta di Stockdale: c’è la touche sulla sinistra del fronte d’attacco, l’ovale che sembra debba venir trasmesso verso destra, Aki fa il “pivot” ed all’improvviso ricicla alle proprie spalle e l’ovale viene rimandato verso sinistra. Si vede, in una ripresa alle spalle della difesa, che le linea AB si sposta verso il lato opposto (in particolare McKenzie e B.Smith) per anticipare il fronte d’attacco. Ciò causa uno sbilanciamento che viene letto benissimo da Stockdale che perciò può calciare sulla profondità e battere in 1-c-1 A.Smith. L’ala irlandese ha eseguito perfettamente, ma è la fase preparatoria, con l’improvviso cambio di fronte , ad aver fatto la differenza.

    2. sentenza

      Giusto, ecco trovato lo sport più adatto dove siamo sicuramente tier1, non solo nel rugby: il telecronismo. Italiani popolo di santi poeti navigatori e telecronisti. Ma non di rugbisti buoni.

  6. Poros

    Sono un po’ sorpreso nel leggere quelle che a me paiono ovvietà. Sapevamo della cilindrata da un bel po’. Dov’è la notizia? Secondo me Munari ha ben evidenziato i meriti dei giocatori e dello staff: va dato atto dei miglioramenti, a mio modo di vedere tangibili, su come la squadra tiene il campo.
    A me pare ingeneroso e gratuitamente mortificante per tutti quanti lamentarsi di quello che non siamo e non abbiamo. Giochiamo il rugby di cui siamo capaci, cerchiamo di migliorarci, a tutti i livelli, e mi pare che con la nuova gestione tecnica si riconosca un percorso.
    Credo che tutti ricordiamo della sconfitta patita dai ns. U20 contro gli australiani in 14 per 60 minuti. Accadeva circa un anno fa!
    Sappiamo delle difficoltà dello sport italiano nel complesso, nell’atletica leggera siamo praticamente scomparsi, ecc. ecc.

  7. Giovanni

    “La seconda linea è notoriamente uno dei ruoli in cui siamo più scoperti…”
    “Perchè, invece a mediano di mischia siamo un ira di Dio…?”
    Su altro forum ho scritto che, da quando non c’è più uno specialista come Bortolami, siamo andati avanti mettendo pezze in touche con Parisse e Zanni. Sabato s’è visto che senza di loro non abbiamo più soluzioni. Per quanto riguarda la profondità, ovvio che COS difenda i giocatori e fa bene, ma qui da un po’ di tempo qualcuno ha preso a spacciare l’orzo per caffè. Poi si va in campo e alle parole subentrano i fatti…come ha sottolineato, l’Australia è in crisi, ma ricca di talenti e si vede: basti dire, tanto per fare un esempio, che, rispetto alla buona prova contro la Georgia, Polledri e Negri son spariti al cospetto di Hooker e Pocock.

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