A Chicago per sfidare l’Irlanda ma con la Georgia (un po’ troppo) dietro l’angolo

Il prossimo novembre l’Italia affronterà il XV in maglia verde nella windy city, meno di 7 giorni prima della sfida con i Lelos, una partita che davvero non possiamo perdere. E la domanda non può essere evitata: al netto dell’aspetto economico, la trasferta su Lago Michigan era proprio necessaria?

“Inizia a pochi passi dal Lago di Garda il tour estivo della Nazionale Italiana Rugby che si raduna questa sera a Montichiari, in provincia di Brescia, in vista della partenza per il Giappone fissata per venerdì da Milano Malpensa.
Tra domani mattina e giovedì sera i 31 Azzurri convocati dal CT Conor O’Shea si alleneranno presso gli impianti dei Rugby Calvisano per preparare i tre incontri che, nelle prossime settimane, li vedranno impegnati nella terra del Sol Levante: primo appuntamento a Nagano il 2 giugno contro gli Yamaha Jubilo, uno dei top-club della massima divisione giapponese, per un incontro non ufficiale che vedrà gli Azzurri in campo con la denominazione di Italia XV”.
Con questo comunicato diffuso lunedì pomeriggio la FIR annuncia il via all’operazione test-match di giugno, davvero molto importanti come abbiamo scritto più volte su questo blog negli ultimi mesi.

Oggi però vorrei soffermarmi brevemente su un altro comunicato federale, diffuso lo scorso 15 maggio, una nota che inizia così: “La stagione 2018/19 della Nazionale Italiana Rugby prenderà il via sabato 3 novembre al Soldier Field di Chicago, storico campo di casa della franchigia di NFL dei Bears, con un test-match che metterà di fronte gli Azzurri di Conor O’Shea all’Irlanda, dominatrice del NatWest 6 Nazioni 2018”.
Un test-match in più per gli azzurri, che avevano già in programma quello con la Georgia del 10 novembre, con l’Australia una settimana dopo e la sfida con gli All Blacks il 24 novembre. Una partita che dovrebbe garantire una buona visibilità alla nostra nazionale nel nuovo e ambitissimo mercato statunitense contro una squadra che in quella città può contare su una numerosa comunità. Come sottolinea lo stesso comunicato federale si tratta di “un’occasione di far conoscere sempre più il rugby italiano anche al di là dell’Atlantico”, con un occhio molto interessato all’aspetto commerciale della vicenda, che comunque vada un qualche gruzzolo le due federazioni coinvolte se lo metteranno sicuramente in tasca. Giustamente.

Tutto bene? Beh, quasi. Il “però” riguarda un aspetto tecnico/logistico. La partita con l’Irlanda nella bellissima Chicago si giocherà il 3 novembre, solo 7 giorni prima del test di novembre forse più importante degli ultimi anni. Perché con la Georgia abbiamo un solo risultato a disposizione. Perdere quella partita, anche di un solo punto, sarebbe un vero disastro per i nostri equilibri internazionali. Gli azzurri sono più forti, ne sono convinto, ma i Lelos verranno in Italia con il coltello tra i denti, consci di avere finalmente la possibilità di giocare un match che attendono da anni, con la volontà di dimostrare a tutti che possono legittimamente ambire a entrare in qualche modo nel Sei Nazioni.
L’Italia che negli ultimi tre anni ha perso la gran parte delle partite disputate non può permettersi passi falsi. Ecco, qui sta il mio “però”: la trasferta di Chicago non è la più agevole da un punto di vista logistico con 9 ore di volo e 7 ore di fuso orario da smaltire in meno di una settimana (la partita verrà giocata alla nostra mezzanotte tra sabato e domenica, il sabato pomeriggio successivo scenderemo in campo contro i georgiani). Vero che gli azzurri non viaggeranno in economy e che esistono “aiuti” farmacologici assolutamente legittimi e consentiti che permettono di superare quel contrattempo in un tempo più limitato, ma il dubbio resta: quella partita nella windy city era proprio necessaria? Il calendario è quello che è, grandi spazi di manovra non sono consentiti. Ma forse (e sottolineo con la penna rossa il “forse”) quella è una manovra che non andava proprio fatta.

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35 risposte a "A Chicago per sfidare l’Irlanda ma con la Georgia (un po’ troppo) dietro l’angolo"

  1. superignazzio

    Buongiorno Paolo,

    sì quel forse di cui accenna anche in chiusura è veramente tragico…

    vuole il rugby italiano ergersi al livello di tier 1 e comportarsi come tale? allora il test è giusto giocarlo per i motivi spiegati, puramente economici e commerciali

    vuole il rugby italiano continuare a volteggiare nel limbo tra tier 1, status, e tier 2, ranking? allora il test di chicago è una scemenza

    Personalmente ritengo giusto ragionare come i grandi e pedalare forte visto che la bicicletta l’abbiamo voluta ed ottenuta, quindi sotto con il match di chicago per aumentare quello che è l’appeal e la vendibilità del rugby italiano e sotto con la partita con i georgiani che verranno sicuramente con il coltello tra i denti, ma questo coltello ha fatto a malapena danno al galles 2 1/2 lo scorso anno quindi fiducia e impegno

  2. LiukMarc

    Per me potevano anche farla, ma a quel punto la facessero dopo gli All Blacks, portando su una squadra più sperimentale con diversi volti nuovi (cosa che potrebbero anche fare anche in questa situazione comunque, non credo che Co’S sia cosi stupido da sottovalutare l’importanza della partita con la Georgia e quindi i rischi di infortuni, affaticamenti e simili contro l’Irlanda). Sta di fatto che la Fir sta a corto di dindini, e non avendo fatto nulla negli anni per promuovere il rugby qui da noi come si deve, si attacca al treno dei test match fuori dalle finestre internazionali in altre sedi.
    Solo che noi la profondità e solidità di Irlanda e Galles non ce l’abbiamo, ma vabbè…

    1. massimiliano

      Mi auguro tu abbia ragione, e COS faccia qualche esperimento a Chicago.
      In quanto al fatto che l’Italia non possa perdere contro la Georgia, mi sembra limitativo; neppure una vittoria risicata basterebbe. Bisogna vincere bene.

      1. Ginger

        Io credo che alla partita con la Georgia ci arriveremo caricati come delle molle e in questo caso vedrete che la stampa, che normalmente si disinteressa delle cose ovali, proporrà articoli grondanti retorica. Pioveranno luoghi comuni a piene mani e i giocatori, i tecnici e l’ambiente in generale che non è abituato a tanta tensione rischierà di sovraccaricarsi di aspettative con la inconscia paura di deluderle. Quindi a me basterebbe vincerla e non stravincerla questa sfida perché perderla aprirebbe un baratro dentro cui finiremmo tutti.

      2. “in questo caso vedrete che la stampa, che normalmente si disinteressa delle cose ovali, proporrà articoli grondanti retorica”. Non so, io ho forti dubbi in merito. Quel tipo di stampa parlerà abbondantemente di rugby solo se la perderemo quella partita

  3. Giulio

    Vado controcorrente e dico che se avessimo rifiutato di incontrare l’Irlanda a Chicago avremmo dato un segnale di debolezza ai georgiani e ai nostri stessi giocatori, mettendo su di loro ulteriore pressione.
    Se vogliamo fare veramente la nazione Tier 1 dobbiamo giocare questi match, non possiamo tirarci indietro, anche perché, come fanno notare in molti, portano dei soldini nelle casse della Federazione.
    La Georgia verrà col coltello tra i denti, ma i nostri, secondo voi li accoglieranno col tappeto rosso dopo tutte le insinuazioni degli ultimi anni? Secondo me no. Poi sarà il campo a giudicare, ma l’Italia vista contro la Scozia non credo possa perdere contro la Georgia, anche se nello sport non vale la proprietà transitiva.

    1. Verissimo tutto quello che dici. Mi limito a osservare che “l’Italia vista contro la Scozia” l’abbiamo vista raramente in questi ultimi anni. E che abbiamo comunque perso quella gara contro un avversario non irresistibile

      1. Giulio

        Vero, ultimamente le prestazioni sono state orrende, ma qualcosa si muove.
        Mi piace pensare (sono un ottimista di natura) che la partita con la Scozia sia stata un primo tassello, ora vedremo se i nostri saranno in grado di confermarsi contro il Giappone. Secondo me i convocati di O’Shea per il tour nipponico sono una gran bella squadra. Il fatto che anche i caucasici giochino contro il Giappone potrà, forse, dare qualche indicazione in più.

        Chiudo con un’osservazione per provare a vedere la cosa da un’altra prospettiva: noi, magari giustamente, ci buttiamo la croce addosso, ma cosa avrebbe detto il mondo ovale se fosse stata la Georgia, e non noi, a mettere alle corde e a rischiare di vincere contro la squadra che un paio di settimane prima aveva strapazzato l’Inghilterra? 😉

    2. Ginger

      Io credo che alla partita con la Georgia ci arriveremo caricati come delle molle e in questo caso vedrete che la stampa, che normalmente si disinteressa delle cose ovali, proporrà articoli grondanti retorica. Pioveranno luoghi comuni a piene mani e i giocatori, i tecnici e l’ambiente in generale che non è abituato a tanta tensione rischierà di sovraccaricarsi di aspettative con la inconscia paura di deluderle. Quindi a me basterebbe vincerla e non stravincerla questa sfida perché perderla aprirebbe un baratro dentro cui finiremmo tutti.

  4. Mr Ian

    Marchetta commerciale per cercare di tirare su qualche spicciolo. Considerando anche i soldi in ballo non penso gli americani si accontenteranno di vedere in campo le seconde scelte..il rischio è di quelli grossi e non penso che lo staff tecnico sia contento di tutto questo.
    I veri responsabili a mio avviso sono quelli di World Rugby, devono dare una linea di indirizzo anche sull organizzazione dei match internazionali fuori dalle finestre, altrimenti se a loro va bene così perchè gli porta visibilità e pubblicità, allora ogni federazione si organizza le partite come vuole e contro chi vuole. Un anno l Italia va in America e la settimana successiva giocherà in casa contro Belgio e Lituania…

    1. Nuvole!

      Purtroppo o per fortuna l’unico nostro giocatore rappresentativo a livello mondiale, Parisse, non ci sará per infortunio.
      Gli altri a livello mondiale sono molto meno conosciuti.

      1. Allora provo a ripostare, dal momento che quando l’ho fatto (il 22 Maggio) non sono stato fortunato.

        Quoto Wikipedia
        “The Georgia Rugby Union was founded in 1964, but until the late 1980s it was part of the Soviet Union’s rugby federation.”
        “(Wales) Rugby union took root in Wales in 1850”.

        Un secolo abbondante di differenza, non esattamente poco in termini di reputazione e, soprattutto, “proposizione di valore” diretta e indiretta complessiva.

        Spero di riuscire ad esser pubblicato. Grazie.

    1. Hrothepert

      Questo è un dato che significa assolutamente niente, Galles 3.063.456!!!
      L’ Italia deve vincere (e, sono convintissimo vincerà), semplicemente è perchè di un livello superiore a quello dei “Fenomeni dell’ Est”, punto!!!
      Buona giornata.

      1. Ginger

        Se bastasse questo…Anche l’Italia doveva essere superiore alla Svezia ma poi ai mondiali ci va quest’ultima.

    2. Aggiungo una interessante sorgente d’informazione: il link con cui “World Rugby” comunica i rugby practiotioners (registrati e non) nazione per nazione aggiornato al 2016 https://pulse-static-files.s3.amazonaws.com/worldrugby/document/2017/03/09/766b1947-4543-4bc5-9240-8d139046b653/2016-PARTICIPATION-MAP-FINAL.pdf
      Tra parentesi c’è un anno che, probabilmente, è associato ad una pietra miliare storica (fondazione?). Non mi sembra che sia specificato.
      Comunque interessantissimo. Molto suggestivo.

      Penso che sia un po’ naive pensare che non ci siano considerazioni economiche a tutti i livelli di Ovalia, soprattutto quelli alti, che generino indicazioni, strategie e tattiche. Figuriamoci poi su di un torneo come il 6 Nazioni.

      Anzi, sarebbe il caso che diverse società in Italia partissero sul serio a capire come sostenersi economicamente, con strategia e pianificazione. Anche le grandi. E del sistema fa parte anche Mamma FIR che dovrebbe organizzarlo/supportarlo.

      Lo dico con qualche ragion veduta.

      Ciao.

  5. Con tutto il rispetto possibile.. dopo anni di 6n e PRO14, dove giochiamo ogni 6-7 giorni, contro avversari molto + forti della Georgia.. non possiamo permetterci queste scuse(bisogna tener conto anche dei fiumi di soldi entrati in federazione con il 6n rispetto i lelos?).. fuso orario o meno..

  6. gian

    sono felice di vedere che è pieno di gente che è certa che noi si sia tier unissimo, più o meno gli stessi che contestano COS ad ogni uscita.
    la partita a chicago, ad oggi, per noi è un rischio con la georgia alle porte, poi se non vogliamo ammetterlo, questo è un altro discorso. al momento non abbiamo ancora dimostrato di poterci permettere di fare gli sboroni, adesso vedremo contro il giappone cosa saremo in grado di fare, due vittorie normali e, forse, l’americanata potremmo anche permettercela, differentemente cominciamo a sperare che ci vada dritta

  7. glooka

    Voglio viaggiare con la fantasia e l’ironia: Gavazzi ha organizzato questa trasferta e qualora l’Italia dovesse perdere contro la Georgia sarebbe pronto ad incolpare World Rugby per averci obbligato a giocare.
    A parte gli scherzi, c’è modo di sapere se la partita è stata organizzata dalle federazioni italiana e irlandese oppure da World Rugby?

  8. sentenza

    Non c’è nessun problema. Quella con la Georgia è la classica partita “politica” il cui risultato DEVE corrispondere alla decisione politica già presa prima. Se si è deciso per un cambiamento del 6n la Georgia vincerà, se invece tutto deve restare com’è vinceremo noi, e pure bene, dovessimo pure arrivare da Chicago il giorno stesso. In un senso o nell’altro sarà un’altra Grenoble.

    1. fracassosandonà

      dài sentenza che la lista dei ministri non è ancora chiusa…

      l’italia vista contro la Scozia il 17 marzo 2018 può battere sia Giappone sia Georgia, senza problemi…
      l’Italia vista da Novembre 2016 a marzo 2018 si fa battere in casa pure da Tonga…
      (sì, mi sono già dimenticato la vittoria contro quel SAF, che si è rifatto con gli interessi 12 mesi dopo)…

      CoS bello, buono e bravo e semidio parte della sacra triade quanto volete, ma non ne ha ancora vinta una al 6N e ha portato a casa sinora quattro scalpi, rimettendocelo spesso di brutto le altre 18 volte…

      ci vuole fiducia nel lavoro di tutti, ma se uno bravo come lui ha bisogno di prelevare 1/3 dei giocatori all’estero per perdere così tanto, qualcuno nel settore tecnico dovrebbe farsi qualche domanda sul proprio lavoro…

      ps: Cockerill ha portato una squadra della pellagra come edimburgo ai playoff al primo anno, lasciandosi alle spalle la Benetton su cui Crowley sta lavorando da due anni: è evidente che il punto di partenza (la qualità del materiale a disposizione, intese come capacità tecniche ed atletiche dei giocatori e non certo per colpa loro, beninteso…) sia completamente diverso…

      1. Nuvole!

        Sará che in Scozia il punto di partenza é migliore, peró nella rosa di Edimburgo con Cockerill ci sono passati un paio di Italiani (addirittura fuori dal giro della nazionale), che evidentemente in quel contesto non sfigurano.
        Magari é migliore l’organizzazione?

  9. luis

    Trovo le preoccupazioni di Paolo legittime, ma purtroppo il problema per la Fir sono i soldi ( anzi, più che un problema un incubo, che si sono comunque cercati), quindi si farà di necessità virtù con ampia rotazione di giocatori ( presumo ). Per mille e un motivi con la Georgia dobbiamo solo vincere, altrimenti saranno guai seri. . . .
    Per quanto riguarda i 2 tm con il Giapone credo che saranno dolori : hanno 4/6 indigeni e il resto sono isolani o nz naturalizzati. La vedo male ma spero vivamente di sbagliarmi.

  10. Rovato boy

    È chiaro cho oggi la Fir pensa a qualsiasi modo per fare un po’ di soldi Coni ha allungato di 12 mesi il rientro del passivo per cui la Georgia sarà un problema relativo al sabato successivo. D’altra parte a Gavazzi perdere contro la Georgia non darebbe “grane” diverse da quelle avute dopo aver perso contro Tonga. Siamo in Italia e si rimandano i pareggi di bilancio di una Federazione tecnicamente fallita figuriamoci se non potranno sopportare una non scontata sconfitta contro la Georgia. Questi sono li per vanità personale non certo per rettitudine morale e competenze.

  11. Teo 33

    Era l’anno scorso o due anni fa che l’Irlanda ha giocato nel medesimo stadio (?) con gli A.B ?
    Francamente non capisco il valore che possa avere per loro una partita del genere e detta oggi, quale contributo possa portare lItalia alla diffusione del rugby negli USA…

  12. Nuvole!

    Sono d’accordissimo che vincere con la Georgia (possibilmente dandogli la tariffa piú grande il possibile, giocando per segnare fino all’ultimo) é importantissimo per mettersi alle spalle certi chiacchiericci velenosi che mi piacerebbe non sentire piú.
    Purtroppo dal mio divano posso solo incrociare le dita.

  13. Paolo (da Brandizzo)

    E se anche perdessimo con la Georgia? Il contratto con 6N scade nel 2024 se non ero…. quindi fieno in cascina oggi… poi si vedrà

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