Sei Nazioni: l’Irlanda chiude la porta in faccia all’Inghilterra (13-9), la Francia fa sua la battaglia infinita col Galles (20-18)

Irlanda-Inghilterra 2017

Cala il sipario sul Sei Nazioni 2017: la Francia doma il Galles con una meta al minuto numero 100 (!), l’Irlanda stoppa la corsa dell’Inghilterra: per Eddie Jones vittoria nel torneo senza Grande Slam e niente record assoluto di vittorie consecutive.
In Italia anticipo d’Eccellenza: Rovigo batte la Lazio 51-36

IRLANDA-INGHILTERRA 13-9
Partita che nel primo tempo conferma le impressioni lasciate dalle due squadre nel corso del torneo: inglesi che non convincono ma che sono sempre difficilissimi da affrontare e che ogni volta che attaccano danno l’impressione di poter far male, Irlanda che ha fiammate di bel gioco ma che non riesce sempre a mantenere quello standard, commettendo qualche errore di troppo, ma che comunque chiude la frazione avanti (con merito) 10 a 3.
Secondo tempo in cui l’Inghilterra alza il baricentro, si piazza sostanzialmente nelle metà campo irlandese ma rimane lontana dai 22 metri avversari, l’Irlanda da parte sua si difende bene e appena può cerca di rovesciarsi verso la meta. Sexton (preso davvero di mira dagli inglesi) risponde a Farrell da fermo.
Con il passare dei minuti i padroni di casa risalgono il campo e l’Inghilterra non porta più pericoli. Finisce 13 a 9, con l’Irlanda che batte con merito l’Inghilterra che ha già il torneo in bacheca e ha la soddisfazione di torgliere il Grande Slam agli avversari di sempre, nonché il record assoluto di vittorie consecutive (che si ferma a 18, come gli All Blacks).

Irlanda: 15 Jared Payne, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Simon Zebo, 10 Johnny Sexton, 9 Kieran Marmion, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 CJ Stander, 5 Iain Henderson, 4 Donnacha Ryan, 3 Tadgh Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Niall Scannell, 17 Cian Healy, 18 John Ryan, 19 Devin Toner, 20 Peter O’Mahony, 21 Luke McGrath, 22 Paddy Jackson, 23 Andrew Conway
Mete: Henderson (23′)
Conversioni: Sexton (24′)
Punizioni: Sexton (10′, 62′)

Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Elliot Daly, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 James Haskell, 6 Maro Itoje, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Joe Marler
Riserve: 16 Jamie George, 17 Mako Vunipola, 18 Kyle Sinckler, 19 Tom Wood, 20 Nathan Hughes, 21 Danny Care, 22 Ben Te’o, 23 Jack Nowell
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Farrell (18′, 50′, 67′)

 

FRANCIA-GALLES 20-18
C’è la partita che arriva fino al minuto 80, e poi c’è quella che arriva al minuto 100. La Francia spinge di più, si porta sul 10 a 0 ma il Galles pur non segnando mete si tiene attaccato con i piazzati di Halfpenny e alla fine del primo tempo il tabellone dice 10-9. Galletti che cercano sempre di tenere in mano le redini del gioco, ospiti che aspettano i bleus ma sempre pronti a ripartire per pungerli e così facendo si arriva sul 13-18, risultato con cui si arriva al minuto 80′, quando in teoria la partita dovrebbe finire. In realtà si giocherà fino al 100′. Oddio, giocare è una parola grossissima: in realtà la Francia si piazza sui 5 metri e il Galles prova a respingere gli ultimi furibondi attacchi dei padroni di casa, tra fischi arbitrali continui, cronometro che in un paio di occasioni non viene fermato, vantaggi infiniti, un giocatore gallese che viene ammonito nei minuti di recupero e fa in tempo a tornare in campo. Soprattutto manca l’unica cosa sensata in tutto quel marasma, ovvero l’assegnazione di una meta tecnica alla Francia, ma l’arbitro Barnes decide diversamente. Al 100′ arriva la marcatura di Chat e la conversione di Lopez: vince la Francia.

Francia: 15 Brice Dulin, 14 Noa Nakaitaci, 13 Rémi Lamerat, 12 Gaël Fickou, 11 Virimi Vakatawa, 10 Camille Lopez, 9 Baptiste Serin, 8 Louis Picamoles, 7 Kévin Gourdon, 6 Fabien Sanconnie, 5 Yoann Maestri, 4 Sébastien Vahaamahina, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Cyril Baille
Riserve: 16 Camille Chat, 17 Uini Atonio, 18 Eddy Ben Arous, 19 Julien Le Devedec, 20 Bernard Le Roux, 21 Antoine Dupont, 22 François Trinh-Duc, 23 Yoann Huget
Mete: Lamerat (7′), Chat (100′)
Conversioni: Lopez (7′, 100′)
Punizioni: Lopez (16′, 66′)

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Warburton, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
Riserve: 16 Scott Baldwin, 17 Nicky Smith, 18 Samson Lee, 19 Luke Charteris, 20 Taulupe Faletau, 21 Gareth Davies, 22 Sam Davies, 23 Jamie Roberts
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Halfpenny (20′, 28′, 39′, 54′, 65′, 70′)

 

 

ECCELLENZA: ROVIGO-LAZIO 51-36
Anticipo della 14a giornata del massimo campionato italiano oggi a Rovigo. I rossoblu hanno battuto la Lazio penultima in classifica ma hanno incassato ben 36 punti, con gli ospiti che se ne tornano nella capitale con il bonus offensivo. Primo tempo equilibrato che si chiude sul 19-17, poi i campioni d’Italia – al centro delle polemiche in settimana dopo la sconfitta con il Calvisano – prendono il largo.
Questo il programma di domani:

Le partite di domenica, calcio d’inizio ore 15
San Donà v Reggio Emilia
Fiamme Oro v Petrarca Padova
Viadana v Calvisano
Lyons Piacenza v Mogliano

Calvisano 59; Petrarca 49; Rovigo 46; San Donà, Viadana 29; Fiamme Oro 27; Mogliano 26; Reggio 22; Lazio 21; Piacenza 15

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12 risposte a Sei Nazioni: l’Irlanda chiude la porta in faccia all’Inghilterra (13-9), la Francia fa sua la battaglia infinita col Galles (20-18)

  1. LiukMarc ha detto:

    Sarò sincero, senza Murray (e Heaslip) non pensavo ce l’avrebbero fatta. Well done Ireland!

  2. Stefo ha detto:

    Grandissima provo di orgolio e palle dei ragazzi, difesa egregia, gli abbiamo spento le fonti del gioco per la gran aprte del tempo. In attacco siamo ancora poco incisivi per scelta nostra di non cercare offloads (guarda caso Payne ne fa uno e quasi mette in meta Earls) ma oggi da dire che di nuovo le condizioni climatiche non erano ideali. Prestazione mostruosa delle terze in particolare POM…infortunio di Heaslip blessing in disguise nel rsicaldamento. Marmion che fa la sua ma quel calcetto di McGrath a pochi minuti dalla fine che trova il lineout e’ stato qualcosa di murrayesco per idea ed esecuzione.
    Di nuovo gestione dei cambi per me assurda…Furlong e’ uscita in campo che non aveva piu’ polmoni ed in mischia soffriva da una quindicina di minuti, stesso discorso Best.
    Loro: la partitona con la Scozia e’ stata una fiammata alla fine del loro gioco, anche oggi han faticato nonostante i rientri dei Vunipola, Farrell in difesa ha sofferto sto giro, lo abbiam cercato coi panzer ed ha sofferto.
    Capitolo Itoje…e’ il nuovo Martin Johnson nel bene e nel male, bravissiomo giocatore ma e’ di uno zozzo che meta’ basta, placaggi alti, in ritardo…tutto il repertorio inosmma…bravo quanto stronzo insomma ed io uno cosi’ lo vorrei sempre in squadra e come capitano possibilmente…titolare in NZ subito coi Lions che uno cosi’ servira’ come il pane.

    Infine caccia a Sexton oggi indecente, e lui ha due coglioni grandi come una casa…le prende e si rialza (qausi) ogni volta.

    • Mez10 ha detto:

      Botte date spesso in ritardo dopo aver scaricato, per segnarlo..
      ma è il destino delle aperture, specie se campioni assoluti!!!

  3. frank ha detto:

    Grandi verdi! 200 franchi portati a casa grazie a loro.

    La Banda Brunel come al solito sarebbe meglio non giocarla invece 😓

  4. Giovanni ha detto:

    Quei 20 minuti in più di Parigi son stati francamente imbarazzanti: mai vista una roba del genere in tanti anni. Ad un certo punto la mischia gallese ha preso in giro Barnes, col pilone che si buttava a terra prima ancora d’ingaggiare e, dopo il giallo, il titolare che era sparito ed il quarto uomo che non ne sapeva nulla. Quindi la seconda serie d’ingaggi con l’inglese che chiama a sé il capitano dei dragoni e gli dice che se non la smettono gli da un altro giallo! Della meta tecnica non ha mai sentito parlare…?
    A Dublino grande prova di carattere dei Verdi che celebrano S.Patrizio nel migliore dei modi. Azione decisiva quella di O’Mahony che, sulla touche dei bianchi nei 22 dei padroni di casa, anticipa secco Itoje, soffiandogli il grisby dalle manine. Partita non bella, ma molto intensa ed a tratti ruvida. Furlong da museo d’arte moderna, Sexton stoico e bianchi che, tra caccia alla Fox e Slam indigesto, confermano di essere in fase calante rispetto alla macchina da guerra messa in mostra in Australia a giugno scorso.

  5. Rabbidaniel ha detto:

    Stefo ha già detto tutto. Non si può che applaudire la forza morale di un gruppo che ha saputo rialzarsi dopo una dura battaglia persa a Cardiff. Senza Conor e senza Heasplip, con Toner sorprendentemente in panchina.
    Per me la fotografia della partita è Payne: esplorato senza pietà, sembrava dovesse cedere di brutto, invece ha stretto i denti fino alla fine.
    Shoulder to shoulder!

  6. AdG ha detto:

    Irlandesi che riscattano la partita incolore di avvio torneo che aveva un po’ tratto tutti in inganno sulla reale consistenza della squadra. E’ forse l’unica formazione che nel giro di due serie di test mach consecutivi, batte tutte quelle le stanno davanti nel ranking.
    Pur senza Heaslip, grande prestazione delle terze dalle quali dipendono moltissimo i successi di questa squadra.
    Vittoria di prestigio e Sexton c’era.

    Solo due cose da rilevare in Francia Galles. La prima è che il tabù dell’ “ottantesimo” è stato ampiamente violato e la seconda che la “rinascita” della Francia in questo 6N passa anch’essa da un gruppo di terze linee maiuscole ( Gourdon e Picamoles su tutti).

  7. Stefo ha detto:

    Beh se qualcuno vuole il giochino dei Lions 2017 post 6N:

    Piloni:

    Sinistri: McGrath e MArler per me sicuri: ottimi scrummager, gran lavoro per il campo, sono abbstanza irrinunciabili. Ponendo che ne porti 3 (altrimenti outsiders) Vunipola ed Healy: piu’ dinamici e pericolosi in campo aperto, meno solidi in mischia ordinata.
    Destri: Furlong e Cole: questi due per me non si discutono col primo titolare (possibilemnte non 75-80 minuti). Terzo posto Fagerson molto probabilme ma se Nel al rientro dall’infortunio fara’ bene se la gioca.

    Tallonatori:

    Simaptico come un gatto aggrappato alle palle ma il piu’ solido nel ruolo: Hartley. Dietro di lui vedo Ken Owens, gran torneo di sostanza il suo. Terza scelta io porterei George che secondo me e’ il piu’ forte potenzialmente, outsider Rory Best.

    Seconde:

    gran competizione ma parto da quelli secondo me sicuri: Itoje senza se e senza ma, AWJ non grande torneo ma sempr euno dei migliori nel ruolo.
    Dietro di loro io Johnny Gray lo porterei, per il quarto psoto dcompetizione aperta: Launchbury gran torneo ma Kruis era infortunato, se tornera’ e giochera’ bene se la giochera. Un gradino sotto Richie Gray, Toner e Donncha Ryan.

    Terze:

    Di nuovo ruolo dove scegliere sara’ durissima. I sicuri a mio avviso: Billy Vunipola numero 8 titoalre e giocatore chiave. Warburton ha fatto un torneo al suo livello e secondo me sara’ anche capitano. Tipuric altro che dovrebbe ssere del gruppo.
    Ora ciene il difficile…gli altri: Stander per me lo dovrebbe portare, copre due ruoli, ha la forza bruta e dirompente necessaria, puo’ fare l’impact player dalla panca. Haskell un altro che ha fatto un signor torneo e secondo me dovrebbe far parte del gruppo.
    Resta probabilmente un solo posto…Hardie Wilson e Barclay, O’Brien ed O’Mahony, Faletau per ognuno di loro si potrebbe discutere che meritano…in bocca al lupo a Gatland.

    MM:

    Murray per me titolare senza se e senza ma: controllo del gioco e presenza difensiva sono indiscutibili. Laidlaw e Young le alternative in ordine di personale preferenza. Webb un po’ cosi’ in questo torneo…ma ho come l’impressione che gatland lo portera’ (Young fuori per me allora).

    Apertura:

    Sexton se stara’ bene ovviamente andra’. Io poi metto Farrell i questo ruolo, da primo centro non penso lo vedremo con gatland che preferisce giocatori piu’ fisici, non vedo Gats fare un Sexton-Farrell come 10-12. Terza opzione: Ford, Biggar, Russell…l’inglese non ha trabiliato, ma neanche il Gallese ha fatto un torneo al suo livello. Russell dei 3 ha fatto il miglior torneo ma secondo me e’ un po’ troppo acerbo ancora.

    Centri: detto che Farrell io da 12 non lo vedo nel gioco di Gatland, secondo me il work rate di Henshaw e’ fuori discussione e lo vedra’ andare in NZ. Scott Williams ha a mio avviso deluso e non lo porterei. Jonatahn Davies e Joseph li vedo molto probabili nel gruppo. Resta un posto: Huw Jones o Ringrose per em gli dinziiati ma anche Dunbar nel gruppo dei papabili. Ben Te’o l’outsider calcolando la passione epr il centro grosso e potente di Gatland.

    Ali: alla fine della fiera North andra’, e’ potenzialmente la miglior ala ma non sta giocando per me benissimo ma andra’. Liam Williams, coi suoi pro ed i suoi contro e’ in buona posizione per andare. Io Nowell lo porterei sempre ma non so se sia il giocatore da Gatland. Maitland e/o Visser li vedo piu’ come tipologia una sua scelta ma non penso entrambi. Zebo per me ha fatto un torneo per acrificio e lavoro incredibile, ma come Nowell non sicuro sia il tipo di giocatore che Gatland vede nel suo sistema. Discorso simile per Daly, gran torneo ma non come giocatore ci’ che di solito Gatland schiera.

    Estremi: Hogg e Brown per me per come han giocato sarebbero le scelte d’obbligo,ma il piede di Halfpenny e’ difficile da lasciare a casa, al di la’ di un Six Nations non super.

    • AdG ha detto:

      Trovare l’amalgama di squadra, dovrebbe andare oltre il valore “assoluto” dei singoli. Io sono molto in difficoltà nel dare i nomi. Credo che i due mediani e le terze saranno l’architrave su cui costruire la squadra.

      • Stefo ha detto:

        L’amalgama o la difficlta’ nel crearla e’ una delle cose che rende affascinante i Lions per me, e che, banalita’ nelle banalita’, puo’ coincidere col successo od il fallimento del tour.
        Avra’ le settimane che precedono il tour per crearla una volta scelti i giocatori che piu’ si adattano oviamente alla sua idea di gioco per il tour, Gatland ha senza dubbio dimostrato di non guardare in faccia a nessuno e di essere pronto a metterci la faccia con le sue scelte.

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