Rock Ruck Rugby – Di lauree azzurre, cambiamenti che arrivano dal passato, Sei Nazioni, scozzesi e Rugby nei Parchi!

Torna il podcast del Grillotalpa e Antonio Raimondi! Di nuovo al microfono, di nuovo con le cuffie dopo Italia-Francia, Inghilterra-Scozia e Galles-Irlanda. Ospiti il freschissimo dottore Giovambattista Venditti e Vittorio Munari. Poi il nostro saluto a Quintin Geldenhuys, le voci di Carlo Canna e del ct Conor O’Shea che invoca/annuncia quei cambiamenti che da diversi anni qualcuno chiedeva rimanendo inascoltato… Magari è la volta buona. E poi si parla di Rugby nei Parchi 2017!!!
Qui sotto potete ascoltare o scaricare la puntata. Per il supporto tecnico si ringrazia ancora una volta PES!

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21 thoughts on “Rock Ruck Rugby – Di lauree azzurre, cambiamenti che arrivano dal passato, Sei Nazioni, scozzesi e Rugby nei Parchi!

  1. gsp

    ga ragione Vittorio, meglio parlare e che si parli di partite della nazionale e di rugby internazionale. meno si parla di quello interno meglio e’. che si lavori sotto traccia, in silenzio e fidandosi di chi e’ pagato per fare quelle scelte.

    1. AdG

      Il fatto che Munari si sottragga al giudizio sullo stato attuale dell’arte dimostra molta intelligenza. Molta di più di coloro che lo tirano costantemente iper la giacchetta. E, in fin dei conti, ha pure ragione quando dice che il fatto che debba venire un Irlandese ( o due) a dirci cosa fare è una dimostrazione di debolezza. Ma si può essere deboli e coglioni oppure deboli e astuti. Ed è interessante la valutazione sugli atleti, se danno il massimo, vanno rispettati, sempre e comunque.

      1. Mr Ian

        cosa tu sia debole lo si sapeva dall entrata nel torneo, cosa che a tutti andava bene e per l Italia era una sfida. Che invece tu sia poco scaltro, coglione lo hai detto tu, lo hai dimostrato nel corso degli anni, anzi non hai mai fatto nulla per farci ricredere…

  2. xnebiax

    Io penso che molta responsabilità sulla mischia sia di Ciccio De Carli. Prima che arrivasse lui, quando la mischia la allenava Brunel da solo, la mischia era ancora forte.
    Comunque con Ferrari, Ceccarelli, Quaglio, Panico, Zanusso, Riccioni qualche speranza per le mischie future ce l’ho.

    1. Stefo

      Non e’ proprio cosi’, anzi ai tempi di brunel inizio’ a scricchiolare inizialmente si aprlo’ di problema legato alle nuove regole sia per la NAzionale che le franchigie se ricordi.
      Il fatto e’ che secondo me e’ andata in pensione una generazione incredibile sia di prime linee che di seconde che erano veramente forti nel sostenere la fase di spinta della mischia.
      Oggi ci sono diversi ragazzi giovani interessanti in prima linea nelle franchigie e nella U20 che dovrebbero aiutare in un futuro ravvicinato pe rme.
      Di quelli che ci sono alcuni stanno faticando piu’ rispetto alle ultime stagioni (Lovotti e Chistolini per esempio, anche alle Zebre li ho visti in difficolta’ piu’ rispetto al passato recente) mentre altri hanno bisogno di passare al livlelo superiore (Panico secondo me e’ buono ma dall’Eccellenza al Rugby Internazionale difficile non patire). Il vero rpoblema pero’ per me nasce in seconda, dove si fatica a trovare “puntelli” come erano i Borto, Gelde per esempio…Fuser su questo fatica e non poco (rivedere con l’Irlanda come PArisse passa da 8 a flanker sul lato di Fuser in mischia ordinata per aiutarlo) e VS diventa necessario in seconda anche per questo visto che lui bene o male e’ abbastanza performante in questa fase.

      PEnso che una soluzione in prticolare contro pack dominanti come quello francese potrebbe essere ricorrere sulle mishcie di propria introduzione ad una tallonata veloce per “nascondere” il problema.

      1. Mr Ian

        Sono anche cambiate le abilità che si richiedono ai piloni, fatto non da poco…sabato mi ha impressionato il buon Chistolini, che vagaga in mezzo al campo senza una precisa collocazione. Eppure lo consideravo uno dei prospetti migliori nel suo ruolo.
        La mischia chiusa è fondamentale, ma il lavoro in campo aperto ormai non lo si può sottovalutare

      2. xnebiax

        Ah sì, certamente al momento manca in un certo senso il personale che avevamo fino a qualche anno fa. Castro, Perugini, Aguero, Nieto…
        Però io mi ricordo anche di un certo setback nelle prestazioni da quando c’è Ciccio. Potrebbe essere un mio pensiero sbagliato e magari anche un allenatore rinomato non farebbe meglio. Però ora Brunel è allenatore della mischia a Bordeaux se non sbaglio.
        Per quanto riguarda le seconde linee, anche lì non ci sono più i giocatori di qualche anno fa. Ma anche qui, per fortuna, qualcosa sta venendo fuori.
        Ruzza non so quanto spinge, probabilmente deve migliorare in questa fase. Dalle ultime U20 qualche nuovo volto dovrebbe arrivare a presto nelle franchigie. Venditti e Fragnito hanno già ora un gran fisico. E poi c’è Gideone.
        Nel frattempo bisogna prendere spunto dal Giappone e tallonare velocemente. Ma anche loro sono migliorati tantissimo.
        E poi vorrei far notare che l’Argentina, e ancora di più gli Jaguares nel SR, pur di avere piloni mobili si accontentano di avere prestazioni orrende in mischia. È anche questione di scelte. Panico o Zanusso. Anche se Panico mi pare abbia fatto decentemente in mischia questo 6N (ne avrà fatte 6 o 7 massimo di mischie ma ok).

      3. Stefo

        Il ruolo dei piloni e’ da mo che e’ cambaito, anzi diro’ di piu’ con le nuove regole d’ingaggio sono tornati ad essere piu’ importanti alcuni aspetti dello scrummaging rispetto ai tempi dell’engage-scatto dai blocchi della finale dei 100m.
        Orami i piloni che sianommobili, dotati di buoni sckills sono necessari da un bel po’, ma sono tornate ad essere fondamentali aspetti tecnici sui cui si lavorava di meno nel recente passato.

    2. AdG

      @xne due cose:
      1) dall’elenco mancano alcuni atleti che tu dimentichi sempre: Zilocchi e Rimpelli
      2) la mischia, dal cambio delle regole, necessita di una maggiore tecnica e fare il confronto Brunel prima e De Carli dopo non è facile.

    3. Severino Cicerchia

      Ciao Xne, per quanto riguarda la prima linea io mi sarei aspettato di piu’ soprattutto dagli ex baby tigers: Pasquali a dx, che temevamo addirittura che gli inglesi volessero ciularcelo, e Brugnara a sx, ad oggi desaparecidos?

  3. BaoBao

    E’ brutto parlare male del lavoro altrui, soprattutto se si tiene conto di tutte le variabili di infortuni ecc. ecc. però che la mischia italiana sia ben lungi dall’essere dominante a livello internazionale è un fatto. Se in un primo momento si poteva pagare dazio alle nuove regole di ingaggio adesso il tempo per adeguarsi c’è stato eccome. Io sono dell’opinione che una squadra performante anche a livello di gioco aperto debba avere dei set-pieces solidissimi (il famoso “remettre l’église au milieu du village” di brunelliana memoria). Esempio più recente Novès con la Francia: spazio al french flair in prospettiva, ma prima di tutto un pacchetto di avanti che diano solidità. Il materiale umano c’è nel bene o nel male, quindi?

    1. Bombarolo

      Prima di tutto congratulazioni a Venditti per la laurea! Anche io sinceramente sono basito che si torni a parlare di lui ai centri…se ci sono due cose che proprio non riesce a fare sono la difesa in linea, dove cicca un sacco di placcaggie legge male l’attacco avversario, ed i passaggi in velocità che siano più lunghi di 5 metri. Mi ricordo un’ azione delle Zebre nella partita del 31 Dicembre contro Edimburgo in cui i trequarti hanno fatto una bella azione, parecchio complessa e quindi penso preparata, fatta per concentrare la difesa al centro del campo e liberare l’ ala, la palla arriva a Venditti in velocità che deve “solo” passare la palla per sfruttare la superiorità numerica a largo, invece se la mangia e va a sbattere contro la difesa che in quel punto si è addensata (perchè quello doveva succedere in quel tipo di giocata); come risultato l’azione si ferma ed in un paio di fasi arriva l’immancabile in avanti, tipico di quando si è parso il ritmo dell’azione. Ora, c’è una sorta di svalutazione del ruolo dell’ala nel nostro movimento, forse perchè siamo ancora abituati al personaggio di Barbini che aspetta la palla buona poggiando una sola gamba per non congelare l’ altra… Facciamo giocare Venditti nella sua posizione e magari impieghiamolo al meglio per le sue caratteristiche ed i suoi limiti (e che magari lui giochi in modo più intelligente in campo).

      1. Nuvole!

        …per esempio facendolo rientrare spesso in velocita’ dalla parte chiusa, tra il mediano di mischia e l’apertura…

  4. Mr Ian

    Munari come suo solito centra perfettamente il punto della situazione, aspettavi O’Shea per sapere cosa non va nel rugby italiano?!?!!? Pretendi che sia lui a prendersi le responsabilità delle proposte in modo che se qualcosa va storto ci sarà l ennesimo capro espiatorio?
    Quanto alle critiche su chi critica, io non penso che siano rivolte ai tifosi, anche perchè già scappano, se gli fai il cazziatone peggio…molte critiche pesanti, soprattutto ai giocatori, sono arrivate da illustri ex, che mettevano in risalto la loro golden age, c’è realmante mai stata??? criticando aspramente i nostri attuali azzurri, cosa di una bassezza senza limiti

      1. Mr Ian

        su facebook il buon Francescato, ma anche Giovannelli, sono stati abbastanza critici con i ragazzi, rivendicando la loro golden age e che se in questo momento loro son lì e tutto merito della vecchia generazione…
        A mio avviso la critica andrebbe rivista, i tempi dei Francescato sono molto diversi da quelli attuali, che a l iper professionismo di oggi ci ha travolti, sia in termini sportivi che dirigenziali

  5. Rabbidaniel

    Chi diceva che il sistema era irrazionale era tacciato di essere un traditore della patria e/o un boccalone che pendeva dalle labbra di personaggi cinici e disonesti.
    Non era certo Munari che andava in giro a dire che bisognava fare accademie ovunque e che, nero su bianco, metteva in campagna elettorale la necessità di una direzione che ora, pare, COS e la trimurti tutta ritiene essere infruttuosa.

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