Quando si dice la programmazione: la Francia ha già praticamente organizzato il tour estivo del 2013, che la porterà in Nuova Zelanda per tre sfide agli All Blacks. La riedizione dell’ultima finale della Coppa del Mondo andrà in scena il 9 giugno all’Eden Park di Auckland, il 16 giugno ad Hamilton e il 23 a New Plymouth.
La federazione ha già deciso che i Bleus partiranno in due gruppi separati, con il secondo che decollerà da Parigi il 5 giugno, tre giorni dopo la finalissima del Top 14.
Mese: giugno 2012
Un mese di test-match, cosa rimane?
E’ finita la tornata di test-match estivi. Conti alla mano ha stravinto l’emisfero sud, ma i dettagli sono importanti e possono cambiare il quadro d’insieme. Almeno un po’.
Argentina: la sorpresa assoluta. Due vittorie (con Italia e Francia) e una sconfitta (ancora la Francia). Uno score ottenuto con una squadra di debuttanti o quasi, tenendo a riposo il 90% dei titolari in vista del Rugby Championship. Margini di crescita pazzeschi.
Australia: era uscita ridimensionata dal Mondiale, si riprende il suo posto. Tre vittorie contro l’attuale migliore squadra europea, il Galles vincitore del Sei Nazioni con tanto di Grande Slam. Ha perso contro la Scozia, vero, in una partita però segnata da condizioni ambientali molto più che disagevoli. E trova un’apertura – Barrick Barnes – di livello assoluto.
Francia: bicchiere decisamente mezzo pieno. I Bleus sono andati in Argentina lasciando a casa diversi punti fermi della nazionale per dare un po’ di respiro a giocatori che non si fermavano dallo scorso luglio (capitan Dusautoir in testa). Certo, se il “rimpiazzo” si chiama Michalak… Hanno perso la prima sfida con i Pumas lottando fino in fondo, hanno stravinto la seconda.
Galles: tre ko con l’Australia, però la squadra non esce affatto ridimensionata da questo mese di giugno. I Dragoni hanno sempre tenuto il campo fino alla fine, giocando spesso molto bene e in due occasioni hanno perso per calci piazzati segnati all’ultimo minuto. Insomma, la dea bendata guardava altrove.
Inghilterra: due ko e un pareggio con il Sudafrica. Ma sono state tre battaglie con botte da orbi e spesso i due XV si sono presentati in campo con un monte-caps davvero sbilanciato a favore degli springboks. Un tour che farà crescere tantissimo la giovanissima nazionale di Stuart Lancaster.
Irlanda: aveva il compito più arduo, quello di affrontare i campioni del mondo. Hanno preso una imbarcata (la prima partita) e una scuffia colossale (la terza, un 60 a 0 che fa malissimo). La seconda gara l’hanno persa solo per un drop in pieno recupero di Dan Carter. Il bicchiere è decisamente mezzo vuoto.
Italia: gli azzurri hanno battuto Canada e USA ma perso in malo modo con l’Argentina. Confermo il mio personalissimo giudizio sostanzialmente negativo proprio per quel ko contro la squadra più forte del mazzo ma alla nostra portata. Non mancano però i segnali incoraggianti. Si sono visti un po’ di giovani interessanti, la mischia non è più la cassaforte quasi insuperabile di qualche anno fa ma è comunque una certezza, si sono visti schemi e tentativi come non mai per allargare il gioco e “snaturarne” la tradizione degli ultimi anni. Tanta buona volontà e tanti errori, la strada però parrebbe quella giusta. Ma è lunga, molto lunga.
Nuova Zelanda: un nuovo ct e la domanda: “saranno appagati dopo la vittoria la Mondiale”? Risposta: 3 vittorie su 3 sull’Irlanda, due schiaccianti e una fortunosa, ma l’hanno comunque portata a casa. La solita impressione di potenza e tecnica. Con una infornata di giovanissimi dalle qualità enormi.
Pacifiche: meno impegnate delle altre per la concomitanza della Pacific Nations Cup. Fiji e Samoa hanno affrontato la Scozia uscendone sconfitte, anche se i samoani hanno perso per una meta subita nei minuti finali. Impossibile trarne conclusioni a largo spettro.
Scozia: applausi. Una squadra che sembrava allo sbando dopo un Sei Nazioni davvero negativo. Invece una storica vittoria in Australia sotto il diluvio ricompatta il gruppo che poi vince con Fiji e Samoa. E con un Tim Visser in più su cui contare.
Sudafrica: tante facce conosciute ma non poche quelle nuove. Una squadra che ha iniziato un periodo di “muta” che presumibilmente durerà un po’ visto che il ct Meyer sembra deciso a fare davvero un passo alla volta, senza fretta. Potenza fisica quasi brutale, capacità di grandi giocate anche sotto il profilo tecnico. E una serie di rincalzi dal grandissimo futuro.
Video: il direttissimo Chris Ashton in arrivo al binario Gio Aplon
Mauro Bergamasco “invade” Milano
Martedì 26 giugno “Giro estate 2012” passerà da Milano. Un pomeriggio con i ragazzi del Segrate Summer Camp, l’incontro con il pubblico al Football Corner Store di Piazza del Duomo e una serata ad inviti.
Da un tour all’altro, Mauro Bergamasco non si ferma mai. Dopo l’impegno con la Nazionale italiana in Argentina, Canada e Stati Uniti, con una sconfitta e due vittorie, parte “Giro estate 2012” che porterà il campione azzurro in giro per l’Italia per presentare la nuova collezione Ruckfield dedicata all’Italia. Nel suo personale Giro d’Italia Mauro Bergamasco martedì sarà a Milano. Particolarmente atteso martedì pomeriggio alle 15.30 l’incontro con i ragazzi partecipanti al Segrate Summer Camp organizzato dal Cus Milano Rugby in svolgimento in questi giorni al Centro Sportivo Alhambra in Via Pacinotti a Segrate. Sarà un’occasione in più per la “Scuola dei Giochi”, questo il titolo del Campus, perché dopo aver provato diversi sport dal rugby al basket, dal calcio alla pallavolo, senza trascurare lo studio, come quello dell’inglese legato in modo particolare al rugby, avranno modo di giocare con un campione come Mauro Bergamasco (92 cap con l’Italia, 15 mete segnate). La tappa milanese del Tour continuerà alle 18 al Football Corner Store di Piazza del Duomo, dove il campione azzurro incontrerà il pubblico per raccontare la propria esperienza sportiva. In serata chiusura ad inviti in uno dei “covi” dei rugbisti milanesi, il Ristorante Carne e Dintorni di Via Sirtori.
Lomu fa visita all’Australia e dice al mondo che sta bene
Per qualche strano “rigurgito” della Rete nell’ultima settimana dalle nostre parti ha ricominciato a circolare un articolo di qualche mese fa, quando Jonah Lomu venne ricoverato d’urgenza. In molti ci sono cascati e non si sono accorti di quanto fosse datata la notizia. Per fortuna dall’Australia arriva la conferma che invece le condizioni dell’ex stella All Black sono quantomeno stabili, se non addirittura buone: Lomu infatti venerdì era a Sydney e ha incontrato un po’ di giocatori della nazionale australiana nel loro albergo prima della terza sfida al Galles. Grandi saluti, pacche sulle spalle ed un Sitaleki Timani particolarmente emozionato, visto che Lomu è da sempre il suo idolo. E la bella notizia è che sta – tutto sommato – bene.

