Un mese di test-match, cosa rimane?

E’ finita la tornata di test-match estivi. Conti alla mano ha stravinto l’emisfero sud, ma i dettagli sono importanti e possono cambiare il quadro d’insieme. Almeno un po’.

Argentina: la sorpresa assoluta. Due vittorie (con Italia e Francia) e una sconfitta (ancora la Francia). Uno score ottenuto con una squadra di debuttanti o quasi, tenendo a riposo il 90% dei titolari in vista del Rugby Championship. Margini di crescita pazzeschi.

Australia: era uscita ridimensionata dal Mondiale, si riprende il suo posto. Tre vittorie contro l’attuale migliore squadra europea, il Galles vincitore del Sei Nazioni con tanto di Grande Slam. Ha perso contro la Scozia, vero, in una partita però segnata da condizioni ambientali molto più che disagevoli. E trova un’apertura – Barrick Barnes – di livello assoluto.

Francia: bicchiere decisamente mezzo pieno. I Bleus sono andati in Argentina lasciando a casa diversi punti fermi della nazionale per dare un po’ di respiro a giocatori che non si fermavano dallo scorso luglio (capitan Dusautoir in testa). Certo, se il “rimpiazzo” si chiama Michalak… Hanno perso la prima sfida con i Pumas lottando fino in fondo, hanno stravinto la seconda.

Galles: tre ko con l’Australia, però la squadra non esce affatto ridimensionata da questo mese di giugno. I Dragoni hanno sempre tenuto il campo fino alla fine, giocando spesso molto bene e in due occasioni hanno perso per calci piazzati segnati all’ultimo minuto. Insomma, la dea bendata guardava altrove.

Inghilterra: due ko e un pareggio con il Sudafrica. Ma sono state tre battaglie con botte da orbi e spesso i due XV si sono presentati in campo con un monte-caps davvero sbilanciato a favore degli springboks. Un tour che farà crescere tantissimo la giovanissima nazionale di Stuart Lancaster.

Irlanda: aveva il compito più arduo, quello di affrontare i campioni del mondo. Hanno preso una imbarcata (la prima partita) e una scuffia colossale (la terza, un 60 a 0 che fa malissimo). La seconda gara l’hanno persa solo per un drop in pieno recupero di Dan Carter. Il bicchiere è decisamente mezzo vuoto.

Italia: gli azzurri hanno battuto Canada e USA ma perso in malo modo con l’Argentina. Confermo il mio personalissimo giudizio sostanzialmente negativo proprio per quel ko contro la squadra più forte del mazzo ma alla nostra portata. Non mancano però i segnali incoraggianti. Si sono visti un po’ di giovani interessanti, la mischia non è più la cassaforte quasi insuperabile di qualche anno fa ma è comunque una certezza, si sono visti schemi e tentativi come non mai per allargare il gioco e “snaturarne” la tradizione degli ultimi anni. Tanta buona volontà e tanti errori, la strada però parrebbe quella giusta. Ma è lunga, molto lunga.

Nuova Zelanda: un nuovo ct e la domanda: “saranno appagati dopo la vittoria la Mondiale”? Risposta: 3 vittorie su 3 sull’Irlanda, due schiaccianti e una fortunosa, ma l’hanno comunque portata a casa. La solita impressione di potenza e tecnica. Con una infornata di giovanissimi dalle qualità enormi.

Pacifiche: meno impegnate delle altre per la concomitanza della Pacific Nations Cup. Fiji e Samoa hanno affrontato la Scozia uscendone sconfitte, anche se i samoani hanno perso per una meta subita nei minuti finali. Impossibile trarne conclusioni a largo spettro.

Scozia: applausi. Una squadra che sembrava allo sbando dopo un Sei Nazioni davvero negativo. Invece una storica vittoria in Australia sotto il diluvio ricompatta il gruppo che poi vince con Fiji e Samoa. E con un Tim Visser in più su cui contare.

Sudafrica: tante facce conosciute ma non poche quelle nuove. Una squadra che ha iniziato un periodo di “muta” che presumibilmente durerà un po’ visto che il ct Meyer sembra deciso a fare davvero un passo alla volta, senza fretta. Potenza fisica quasi brutale, capacità di grandi giocate anche sotto il profilo tecnico. E una serie di rincalzi dal grandissimo futuro.

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15 risposte a "Un mese di test-match, cosa rimane?"

  1. Stefo

    Per me invece l’Australia esce da questo mese con molti punti di domanda e dubbi, si ha vinto 3 partite con il Galles ma almeno 2 le poteva perdere tranquillamente ed a parte il primo tempo della prima partita non ha mai dominato il Galles anzi e’ stato messo spesso in estrema difficolta’.

    1. And

      nota che però mancavano o sono mancati in alcune partite molti 3/4 da cui l’Australia nn può prescindere, mentre il Galles è stato sostanzialmente sempre in formazione-tipo. Contando che le loro franchigie arrancano nel S15 il bilancio degli Aussies rimane positivo

      1. Stefo

        @ and

        all’Asutralia a conti fatti mancavano Cooper ed O’Connor come veramente importanti (Fainga’a non sono convinto terra’ il posto); Genia, Barnes, Ashley-Cooper, Ioane, Beale, McCabe erano tutti presenti. I Boks hanno lanciato diversi volti nuovi ed anche gli AB hanno fatto i loro esperimenti…al Galles poi mancava Roberts ricorderei giocatore abbastanza chiave per il gioco dei dragoni.

        Argentina: calcolando chi schieravano non credo si possa troppo guardare alla sconfitta di ieri, gia’ battere una volta la Francia con i giocatori che l’Argentina ha schierato e’ stato un gran risultato…la Francia aveva si le sue assenze ma i Parra, Thrin Duc, Pape, Picamoles, Ouedraogo, Szarzewski, Mermoz e altri erano tutti presenti…ed hanno perso la prima.

  2. And

    solo 2 cose, per il resto condivido

    1: Berrick Barnes nn è una scoperta dell’ultima ora
    2: Argentina sorpresa assoluta in parte: la sconfiita con la Francia del secondo Test credo rimanga negli annali per la pesantezza del punteggio

  3. tony

    Un paio di considerazioni su Irlanda e italia: l’Irlanda deve quanto prima completare il suo cambio generazionale senò si troverà nella medesima situazione del Munster che non riesce a reggere una serie di partite a ritmi elevati. Italia la strada intrapresa è quella giusta, le carenze sono quelle note speriamo e dobbiamo limarle restano ancora incertezze sul futuro di 3-4 figure dove facciamo fatica a trovare interpreti.una 3a che sappia giocare oltre la linea,all’apertura siamo così così, considerando Benvenuti un centro un pò di problemi alle ali, e anche ci manca un grande interprete ad estremo. Inoltre oltre a riuscire a giocare velocizzando il gioco bisogna che migliori la difesa deve essere più avanzante e organizzata, e anche in attacco dobbiamo cercare maggiormente di giocare oltre la linea e in avanzamento…….Quindi lavoro tanto, interpreti non tutti all’altezza….ma qualcosa c’è

    1. Stefo

      @ tony

      l’Irlanda ormai ha solo certi giocatori della vecchia generazione, purtroppo sono i veri leaders ma nel suo insieme il ricambio e’ iniziato anni fa. Trovare i sostituti a POC, BOD e D’Arcy gli ultimi vecchi rimasti insieme a Rog in panca non e’ facile.

      Sull’Italia, pienamente d’accordo sull’analisi dei 3/4 pero’ la domanda da porsi e’ allora, viste le carenze ed i limiti e’ giusto cercare d’impostare un gioco che presuppone ben altri interpreti per essere efficace?Si si vedono tentativi di giocare ma tentativi sterili tra palloni persi per limiti di skills e fasi in cui si fa da destra a sinistra e poi da sinistra a destra senza veramente avanzare…come ho detto ieri, serve tempo per giudicare il lavoro, 3 partite non possono dire molto ma trovo assurdi certi commenti sul gioco, alcuni si gasano perche’ vedono i 3/4 passarsi di piu’ l’ovale ma se non avanzi e’ inutile. Sulla difesa poi anche aspettiamo pero’ ricordiamo che eravamoa rrivati ad avere una buonissima difesa negli ultimi anni che ora e’ scomparsa.

  4. mistral

    se proprio si volgiono tirare conclusioni, scalzare dal podio del ranking le tre sudiste eccellenti(critiche all’australia comprese) mi pare impresa che possa riuscire, stabilmente, solo ad argentina (che crescerà, oh se crescerà) e in prospettiva agli inglesi… galles e scozia confermano l’una una scula di eccellenza votata al bel gioco (ed a volte a cocenti sconfitte) l’altra ad un gioco sempre oltre l’ostacolo… le pacifiche confermano il trend, gioco fantasioso, atletico, divertente… la francia mi è parsa un po’ svagata, sembra sempre debba ritrovare il gioco champagne da un minuto all’altro, ma poi… l’irlanda è a una svolta, ma può permettersi (a livello caratteriale) una scoppola come quella ultima, o le conseguenze saranno ancora lunghe da digerire?… e poi l’italietta che in superiorità (anche doppia) per quasi un quarto d’ora riesce a mettere 20 punti di distacco ad una squadra usa di cui tutto si può dire ma che se incontrava anche “solo” la scozia, tanto per avere un riferimento continentale alla nostra portata (?) si beccava 50 punti… lo disse già bartali con accento italo-toscano, spero che brunel ne capisca il senso compiuto ed accantoni i “cattivi” consiglieri: … gli é tutto da rifare!

  5. tony

    Ho appena letto un articolo interessantissimo di Antonio Liviero ‘un grande’ fa una disamina molto intelligente sul settore giovanile in Italia da leggere. (gazzettino)

      1. Condivido il giudizio sull’Argentina.
        Poi ho visto una Nuova Zelanda veramente impressionante, imbattibile.
        La seconda partita della serie decisamente un passo falso.
        L’Italia per me bicchiere mezzo vuoto, mi piacerebbe che in mischia si iniziasse ad osare qualche cambio più almeno per garantire la crescita di giovani, non ho ancora visto il match contro gli USA però… Speriamo bene, io mi fido di Brunel, per il momento.
        Il Galles è la dimostrazione di come anche il Rugby al Nord possa essere giocato ad alti livelli, hanno perso la serie, ma, sinceramente, l’Australia è un pessimo cliente, discontinuo quanto si vuole, ma in grado di battere chiunque, non inganni il divario minimo.
        Una squadra che non mi ha convinto è il Sud Africa, ha delle potenzialità invidiabili ma gioca un Rugby a tratti orrendo. Mai una palla al largo in velocità, mai! Continuano a giocare un Rugby basato sul piede di Steyn e, secondo me, se non hai più Matfield & Botha non sono sicuro che sia una carta vincente ai massimi livelli.
        Bella squadra l’Inghilterra, con un Robshaw sottostimato, ma per me è un 7 già a livelli mondiali, con dei tre quarti che ricordano la generazione degli Underwood Guscott e soci come quantità di talento. È stata, insieme all’immancabile Galles, la mia preferita del nostro Emisfero.
        Non mi è piaciuta per niente l’Irlanda, non mi piace come gioca e credo abbia solo che da sprecare i suoi talenti atttuali/futuri (O’Brien Healy e Bowe in particolare) se non cambia il modo di giocare. Per me Sexton non è all’altezza del livello cui gli Irlandesi ambiscono (per noi sarebbe d’oro si intende).
        Se preferiscono contiuare a giocare il Rugby di 15 anni fa è meglio O’Gara, ma se vogliono fare un qualcosa che si avvicini alle grandi devono trovare un 10 con una migliore fantasia o visione di gioco, altrimenti meglio un 10 metronomico come Ronnie.

    1. Stefo

      @ Maureddu

      scusa ma credo che il problema di Sexton sia principalemnte nel modo in cui Kidney li fa giocare, Sexton e’ con gli altri giocatori da te nominati uno dei talenti maggiormente sprecato dall’attuale tecnico…a cominciare da con chi gioca in mediana…mi spiego, la mediana Reddan-Sexton e’ una delle chiavi delle vittorie Leinster delle ultime stagioni e’ possibile che davanti ai risultati del Leinster ed alle ottime performances di questa mediana in Naizonale Kindey abbia schierato negli ultimi 3 anni Reddan-Sexton titolari insieme dal pimo minuto massimo 3 volte (non e’ un’esagerazione)?Gli e’ stato prima preferito O’Leary che con Sexton proprio non si trovava, ora gli viene poreferito Murray che e’ di sicuro un buon talento (che pero’ con la regola dei 5 secondi soffrira’) ma credo che schierare solo 3 volte la coppia di mediana Reddan-Sexton titolare sia un’ottusita’ del tecnico.
      Sulla visione di gioco e capacita’ di creare gioco alla mano di Sexton poi direi che forse devi riguardare almeno gli ultimi 3-4 anni di Sexton in maglia Leinster…se il gioco glielo permette e’ uno die migliori nel ruolo nell’emisfero nord.

      Concordo pero’ che se Kidney resta e non cambia modo di gioco meglio schierare un ROG…almeno non si spreca talento.

      1. Ciao,
        per inciso per motivi di account, ne avevo uno wordpress, qui mi chiamo Maurreddu, altrove mi firmo Andria… Ci conosciamo via web. :p
        Non saprei, io vedo Sexton come un bravo giocatore che esegue bene ma non gli vedo il guizzo, l’invenzione che quando guardo il Leinster vedo sì ma grazie ad una linea dei tre quarti che schiera gente come Brian O’Driscoll. Ho dimenticato un altro di quei giocatori in verde che mi piacciono molto molto e cioè Rob Kearney, che, insomma, lo metto insieme a Beale e Dagg.
        Poi, alla fine, tutto dipende da come ti fanno giocare.
        Quindi capisco discorso Kidney, non mi dispiaceva dopo O’Sullivan, adesso credo sia meglio che dia le dimissioni. Ovvio che il selezionatore un giocatore come Sexton deve saperlo sfruttare al meglio.
        D’altra parte ha molto senso attingere al club più in forma del momento l’intera cerniera.
        Non dimentichiamo che uno dei punti di forza del Rugby irlandese è proprio quello di avere, ai massimi livelli, solo 4 squadre: praticamente delle selezioni! In teoria, ma secondo me anche in pratica, ciò dovrebbe aiutare molto la nazionale.
        Squadra inguardabile ma visto il materiale umano colpa tutta del signor Declano.
        Io però il dubbio ce l’ho e siccome sono solito ridiscutere anche le mie certezze (per esempio ha fatto bene Santandrè a provare Fred perché Trinh-Duc sono mesi che sembra scoppiato, finito, a meno che non si metta a giocare a Montpellier come due anni fa non so nemmeno se lo riconvocherei, stesso discorso per Parra) mi piacerebbe vedere qualche alternativa all’attuali soluzioni per il 10 dell’Irlanda, insomma un pò di sana competizione per la maglia…

    2. Stefo

      ah cia Andria/Maureddu.

      Su Thrin Duc sai come la penso, grande giocatore in una maniera di giocare ma un one trick pony, se gli chiedi di fare un gioco diverso escono i limiti…per carita’ in quello in cui e’ bravo e’ proprio bravo ma ha lacune che non lo rnedono un’apertura completa a mio avviso…comunque si direi che pareva abbastanza scoppiato fisicamente negli utlimi mesi.

      Sexton…con il Leinster si vede un giocatore completamente diverso, molto creativo in grado di aprire la linea difensiva avversaria con le sue giocate…cosa che a sprazzi si e’ vista anche con l’Irlanda ma troppo a sprazzi. I limiti del gioco di Declan sono ormai chiari, andava bene 4 anni fa quando c’era una crta squadra ora ha cambiato molto gli interpreti ma si ostina a non cambiare gioco adattandolo a chi c’e’ oggi…anche Heaslip possibile che con il Leinster si faccia sentire nella fase d’attacco in maniera immensamente superiore che in Naizonale?
      In questo Tour poi Declan ha regalato chicche assurede: Earls primo centro ruolo che non ha mai ricoperto a livello di club (mentre McFadden si ma era relegato all’ala), andare a richiamare un Paddy Wallace non solo in vacanza da settimane ma che le ultime volte che era stato chiamato in Nazionale aveva dimostrato di non averne piu’ e sabato e’ stato imbarazzante, il continuare a negare Reddan-Sexton come mediana titolare e altre.

      Ormai mi sa che ce lo teniamo almeno fino a fine 6N 2013 poi si vedra’, spero che il prossimo 6N sia la fine, la prossima estate complice il tour dei Lions l’Irlanda andra’ con una squadra forzatamente sperimentale in USA e Canada…far partire li’ il nuovo ciclo sarebbe intelligente.

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