Sei Nazioni senza scampo per l’Italia. O almeno così dicono i bookmakers

©INPHO/Dan Sheridan

Il trionfo azzurro viene dato a 501, le squadre più vicine  – si fa per dire – sono Scozia e Galles, quotate a 13 (e solo per un bookmaker). E per le prime due gare? Poche le quote già disponibili ma chiudere dopo Inghilterra e Irlanda con un -30/40 complessivo di gap tra punti subiti e incassati non sarebbe un risultato da buttare via. Sperando, ovviamente, di andare meglio

Inghilterra favorita assoluta, Irlanda prima inseguitrice. Poi, più distanti, ci sono Galles, Scozia e Francia, con posizioni intercambiabili a seconda del bookmaker ma comunque molto vicini tra loro. In fondo, lontanissima, c’è l’Italia. Così chi gestisce le scommesse vede il Sei Nazioni 2018. In un articolo – che potete leggere qui nella sua interezza – della scorsa settimana R1823 raccoglie le principali quote sulla vittoria finale dei tre principali bookmakers. Qui mi limito a ricordare che la vittoria dell’Inghilterra è data a meno di 2, che l’Irlanda viaggia abbondantemente oltre al 3, che Galles, Scozia e Francia stanno tra il 7.50 e il 13 e che l’Italia è data da tutti a 501. Per chi gestisce le scommesse è quasi più facile che arrivino i marziani che non assistere al trionfo degli azzurri.

L’Italia oltretutto nelle prime due giornate incontrerà proprio le due grandi favorite: l’Inghilterra (a Roma) e l’Irlanda (a Dublino). E cosa dicono i bookmakers in quel caso? La vittoria di Sergio Parisse e compagni è data tra i 6.75 e 9.5 mentre quella inglese va da 1.08 a 1.9: scommettitori che sembrano avere idee molto chiare quindi. A oggi solo betfair ha già aperto quote su Irlanda-Italia e dà la vittoria dei padroni di casa scontata (1.08) mentre quella dell’Italia un mezzo miracolo (18).
Io, nel mio piccolo, mi accontenterei di chiudere l prime due partite con un gap tra punti fatti e incassati a -30/40. Sperando ovviamente di essere smentito.

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9 risposte a "Sei Nazioni senza scampo per l’Italia. O almeno così dicono i bookmakers"

  1. superignazzio

    Mi accontenterei di vedere un gioco offensivo almeno accennato e un pò più di coraggio nell’attaccare
    Tanto male che vada sempre 3 mete di distanze di distacco ci daranno se tutto va bene

    1. a.d.g.

      Io credo, Superignazzio, che il tema del come affrontare questo 6N sia complesso. Bradley sta evidenziando che con il possesso e il gioco alla mano ( senza calciare troppo, per intenderci) qualche buon risultato è arrivato. la povertà della rosa ha altresì evidenziato che senza 23 giocatori di buon livello sempre in campo difficilmente reggi il ritmo necessario per praticare questo tipo di gioco. Per questo tipo di gioco servono, non solo 3/4 ma, anche e soprattutto terze linee in grado di sostenere questa strategia. Allenate a questo “game plane” sono solo le terze di Parma ( Giammarioli, Licata e Mbandà, su tutti). La mia curiosità è vedere se O’Shea vorrà fare questo ulteriore azzardo o se praticherà un piano di gioco più conservativo e prudente ( tipo Benetton). Di certo , oggi, qualunque possa essere il piano, Irlanda e Inghilterra sono fuori portata, Scozia pure, Galles e Francia più a rischio di congiunture a loro sfavorevoli.
      Parlando poi di bookmakers, non credo che nessuno possa pensare quote diverse da quelle elencate, anche se le uniche quote che ci potrebbero essere di qualche interesse sono quelle relative allo scontro Italia-Francia e Italia-Galles.

      1. Superignazzio

        Caro AdG sono d’accordissimo
        Però da qualche parte si dovrà pur iniziare a concepire degli schemi offensivi

  2. gianni berton

    Stiamo attraversando il deserto…e si e’ portati a credere ai miraggi…
    Personalmente non mi interessa minimamente che scarti negativi potremo avere.
    Confido molto di più in una costante crescita dei nostri giovani, in tutti i reparti, in prospettiva 2019.
    Tutto il resto è ( a ) noia…

    1. purtroppo pare si continui ancora con i bonus :
      Like in the 2017 tournament, the tournament will continue to use the bonus point system common to most other professional rugby union tournaments

  3. Tonius71

    Bhe.. che dire? Lo si sapeva già ..La distanza tra noi e loro è enorme. Ma come si dice,primo: riconoscere di essere malati. Secondo: trovare una cura.Terzo: essere determinati e costanti nel somministrarla . Quarto: essere pazienti .
    Diciamo che noi siamo al Terzo punto ,per quanto mi riguarda .
    Come ho già detto altre volte : sarà un 6N duro (tre fuori…) ma io a Roma ci vado tutte e due le volte.. Hai visto mai..

    1. rugbydinasty

      Mah, a me han detto, che non siamo ancora riusciti ad individuare di quale malattia si tratta….Visto il periodo….influenza?…

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