Benetton e Zebre e un mese (abbondante) un po’ così: 12 partite, due sole vittorie

Non sono mancate le belle prove, non sono mancate le gare sfuggite di un nulla, non sono mancate nemmeno alcune partite giocate male: sono mancate però le affermazioni 

La frenata c’è stata, innegabile. Nelle ultime due giornate di Pro14 Benetton Treviso e Zebre hanno messo assieme 4 sconfitte in altrettante partite giocate: i veneti sono stati battuti in cada da Edimburgo e poi sono stati piegati in casa degli Scarlets mentre le Zebre sono state beffate a Parma con i Cheetahs per poi perdere in maniera piuttosto netta a Cardiff per mano dei Blues. A dirla tutta l’ultima vittoria di una formazione italiana è di un mese fa, quando il Benetton superava 31 a 3 i Kings mentre l’ultimo sorriso delle Zebre risale al 30 settembre, con l’affermazione sull’Ulster, e in mezzo ci sono stati i 4 ko nelle coppe europee.
Ogni partita è una storia a sé e va sottolineato che grandi disastri non si sono visti, le partite più negative in termini di qualità delle prestazioni sono state quasi degli episodi isolati (quasi): per Treviso molto negativa è stata la gara interna con l’Edimburgo, per i bianconeri l’ultima con i Blues e la prima di Challenge in casa dell’Agen.

Mettiamoci anche i tanti infortunati, le partite perse di un nulla (non poche) e i giocatori tenuti a riposo per il turn-over o per le convocazioni in nazionale, però quello che rimane è una lunga sequela di sconfitte. Che per quanto combattute e magari immeritate – e alcune lo sono state di sicuro – rimangono tali. Ora le Zebre sono penultime della loro pool, con un solo punto di vantaggio sugli Ospreys, squadra quest’anno in grandissima difficoltà; va un po’ meglio al Benetton, che ha due squadre alle sue spalle che sono anche più distanti (i Dragons a 4 lunghezze e i Kings addirittura a 12).
Forse l’avvicinarsi del mese di nazionale e le convocazioni legate al mese di novembre ha influito inconsciamente a livello mentale, di concentrazione, tanto più in un momento in cui le carte si stanno mischiando non poco nel gruppo azzurro. Però questo è uno step che va superato: perdere nelle settimane in cui è impegnata anche la nazionale è cosa che va messa in conto per un movimento come il nostro che comunque ha ancora una base-giocatori non molto larga, farlo però con un mese di anticipo è tutta un’altra faccenda.

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21 thoughts on “Benetton e Zebre e un mese (abbondante) un po’ così: 12 partite, due sole vittorie

  1. Bangkok

    Parlando solo di Benetton l’unica partita in cui si avevano speranze di vittoria era quella contro Edimburgo, io alla vigilia avevo scritto che era la partita più importante della stagione.
    Era vero, avrebbe segnato il livello di maturità di questa squadra.
    Benetton l’ha toppato, ma non mi stancherò mai di dare, nonostante tutto, la scusante dell’essere arriva ti a quel match dopo 2 battaglie durissime.
    Dopodiché nelle altre partite nessuno avrebbe scommesso un centesimo su Treviso ed invece la squadra ha disputato delle egregie partite (super quella con Tolone).
    Perciò personalmente considero positivo ciò che Treviso ha mostrato in questo mese.
    Per quanto riguarda le Zebre…tutti conoscono i loro limiti l’organico quindi era scontato dovessero prima o poi pagare dazio.
    Ma i giocatori sono tutti da applaudire.

  2. Mr Ian

    Se si leggono solo i numeri l analisi che ne verrebbe fuori è un pò fredda e farebbe pensare a dei fuochi di paglia…in realtà proprio così non è, nel senso che si è vero che sono arrivate delle sconfitte, ma comunque si è visto squadre lottare fino alla fine, cosa che non accadeva fino allo scorso anno.
    Ovviamente nelle sconfitte tra Benetton e Zebre ci sono delle differenze. I primi seppur difendono bene, sono pressocchè nulli in attacco ed alla fine a furia solo di difendere si sprecono il doppio delle energie e gli altri prima o poi segnano. Esemplare la partita contro gli Scarlets, alla fine la meta è arrivata perchè c’ stata l invenzione del singolo, o forse l errore del difensore, ma per il resto Treviso non si è mai avvicinato ai 22 degli Scarlets, in compenso han fatto una solidissima prestazione difensiva.
    Quanto alle Zebre, diciamo che forse è finito l effetto sorpresa, da armata brancaleone che potevano essere ad inizio stagione, in realtà col passare del tempo si sono meritati il rispetto degli avversari sul campo e di conseguenza chiunque li dovrà affrontare sa che deve studiarli bene e fino in fondo se vuole portare a casa la vittoria..Ovviamente ad oggi Bradley sta facendo miracoli, di cui qualcun è pronto a prendere il merito anche quando non c’è. La squadra è maledettamente corta e anche per portare a casa qualche risultato in più dovranno invertarsi qualcosa di nuovo….cmq sempre meglio dello scorso anno…

    1. a.d.g.

      Non credo sarebbe cambiato molto. E’ la chimica di squadra che deve essere creata oggi come un mese fa, la forma dei giocatori è pressochè la stessa.

  3. a.d.g.

    Le Zebre vanno giudicate, compiutamente, a campionato finito. Quel risultato, così come quelli fino ad ora raggiunti, sarà merito o demerito in egual misura di giocatori, staff e proprietà
    In un’intervista , Biagi, ha affermato che è solo l’inizio di un cammino che traguarda almeno a tre anni. Io credo sia nel giusto..

    1. Bangkok

      Ecco, questo è l’errore di chi non vuole mai dare le giuste responsabilità a chi le ha.
      Le nuove Zebre sono nate in maniera a di poco travagliata. Senza far riassunti di fatti ben noti a tutti, non si può dividere responsabilità e tantomeno meriti in eguale misura tra giocatori, staff è dirigenza (Fir). Troppo comodo e molto scorretto nei confronti di chi ha sudato, faticato e reso pur se messo in condizioni tutt’altro che ottimali.
      I risultati ed il gioco con qui visti (molto buoni) vanno ascritti a staff e giocatori non ad una dirigenza che ha costruito un gruppo ridotto a minimi termini e che si sta affidando totalmente al “salvagente” dei PP x poter schierarsi squadra numericamente sufficiente.
      Se da adesso in poi i risultati, visti usura ed infortuni, non saranno positivi le responsabilità (colpe) saranno tutte e solo della dirigenza non di chi si fa un mazzo così in campo ed in panchina.

      1. Vorrei anche menzionare dee due anni persi e disastrosi della gestione “privata” delle Zebre.

        Quelle modalità chi le ha decise, Zio Paperone? Eppure non ho sentito alcuna autocritica, ma solo scaricabarile.

    2. Teo33

      No!
      I meriti sono da dividere fra chi ha faticato e magari passato qualche notte insonne, per l’incertezza del futuro, cioè’ giocatori e staff e addetti tutti dell’ insieme Zebre.
      Le colpe hanno nome cognome .

  4. Io ci metterei anche il fatto dell’estate anomala con i B&I Lions in tour, e probabilmente preparazioni atletiche diverse da parte delle squadre di vertice.

  5. Poros

    A me pare degno di nota che la partecipazione italiana alle coppe europee sia credibile agonisticamente. Un po’ meno le Zebre X le note carenze di organico. Il segnale che hanno mandato ai perplessi e ai detrattori è positivo: vogliamo esserci e lotteremo per esserci meritatamente. Qualcosa in questo senso mi pare accada anche X la terza coppa. Quella è la scena: hic rodus, hit salta: l’Europa, il mondo.

  6. a.d.g

    Il modo di ragionare di chi divide meriti e demeriti a seconda dell’ora del giorno é tipico e proprio di chi ragiona per preconcetti. In ogni sport di squadra , le Zebre non fanno eccezione, le cose funzionano e i risultati arrivano se giocatori, staff e proprietà fanno tutto quello che é possibile fare per l’ottenimento del risultato finale. E questo a Parma sta succedendo.
    1) la proprietà garantisce la sicurezza economico-finanziaria nel rispetto del budget
    2) lo staff assicura il funzionamento tecnico logistico della società
    3) i giocatori “sudano e si fanno il mazzo” sul campo

    1. rugbydinasty

      “Il modo di ragionare di chi divide meriti e demeriti a seconda dell’ora del giorno é tipico e proprio di chi ragiona per preconcetti”.
      In questa categoria, mi sembra che ci sguazzi anche tu…Vista dal tuo lato.

  7. Bangkok

    La sicurezza economica con decurtazione obbligata degli stipendi
    Ed il resto?
    Il mettere a disposizione dello staff una rosa di giocatori che permetta una corretta rotazione e minutaggio senza mettere a repentaglio la salute di chi si fa il mazzo in campo?
    Questo non conta?
    Chi gioca deve fare il meglio ma chi dirige ha il dovere di mettere a disposizione il meglio.

      1. Tolgo le frasi inutilmente provocatorie, come a tutti, ma il senso del commento non viene mai nemmeno sfiorato. Qui funziona così, se non ti va bene non è un mio problema

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