IN AVANTI POPOLO! – Di sentenze del tribunale Federale, di comunicati e di rettifiche

Una sentenza di un tribunale federale, un comunicato che dice una cosa che però non c’è nel dispositivo ufficiale della sentenza. Una differenza che dà adito a nuove polemiche e che apre nuovi fronti che verranno combattuti dalle parti coinvolte a colpi di carte bollate.
La vicenda è quella che ha portato all’inibizione di Gianni Amore, Roberto Zanovello e Fulvio Lorigiola, ma qui si parla di altro, ovvero di un’accusa nei confronti di Marzio Innocenti e Federica Montanarini, di cui però non c’è traccia nella sentenza. Una situazione di contrasto e frizioni che si poteva evitare, o per lo meno limitare.
Da sottolineare che proprio ieri, poco dopo la registrazione di questo video, la FIR ha reso disponibile (a questo link) le motivazioni della sentenza e la ricostruzione puntuale dell’intero procedimento: sono 20 pagine piuttosto noiose da leggere, ma con alcuni momenti che – per come sono raccontati – sembrano uscire da un film di Totò e Peppino. Una ricostruzione che però non chiarisce quella differenza di cui sopra.

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34 risposte a "IN AVANTI POPOLO! – Di sentenze del tribunale Federale, di comunicati e di rettifiche"

  1. Kristian Gatta

    Più che Toto e Peppino (chapo a tutti e due) sembra quando in un pollaio tutte le galline iniziano a svolazzare contemporaneamente creando casini e piume svolazzanti.
    Recentemente ci fu una visita del Supermegapresidente a “casa” della Montanarini. Sembrava iniziare una fase di lento disgelo, ma sembra invece che da qualche parte ci sia del Permafrost.
    Però oggi mi sarei aspettato una disamina delle dichiarazioni di COS sul sito di PRO14.

      1. Kristian Gatta

        Non era da intendere come una mancanza, anzi. Denota il fatto che io conosco molto meno fatti ovali di te.
        Comunque grazie!

  2. RR

    Ciao Paolo (se me lo consenti mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo), sono Riccardo Roman, Presidente PalC, commento solo per dire che ti ringrazio per l’equilibrio e la limpidezza del tuo intervento. Noi siamo parte in causa e quindi facciamo ciò che ci compete, combattendo anche con crudezza per una causa che riteniamo importante, sentiamo di doverlo fare, quindi lo facciamo e lo faremo fino a che servirà. Ma mi sta a cuore dirti che vorremmo tanto occuparci solo di rugby, di aiutare chi fa rugby sotto la pioggia, o sotto il solleone, spero presto si riesca a smetterla di parlare di carte bollate, che l’aria si ripulisca e si possa competere con degli avversari e non con dei nemici. Penso che quel giorno molte cose cominceranno ad andare meglio…

  3. a.d.g.

    Commentare le sentenze è vizio italico. Chi soccombe dice che è una questione di libertà ribellarsi a ciò che stabiliscono i giudici, chi esce vincitore usa gli argomenti dei giudici. E’ un film già visto e rivisto. L’unica cosa rilevabile, dal mio punto di vista è che ridurre ogni cosa ai comunicati delle parti in causa è un gioco che non vale la candela. Non vedo alcuna prospettiva. Non voglio nemmeno fare il moralista, ma oggi tra la lettera di Conor O’Shea appara sul sito del Pro14 e questa polemica, vince la prima 10-0 in relazione all’impatto sul rugby italico.

    1. infatti il commento non è sulla sentenza, ma su un’accusa – grave – presentata da un comunicato ufficiale della FIR come una decisione del tribunale e che in realtà non esiste, non c’è. E sulla contemporanea assenza di una sentenza di assoluzione che invece c’è. Ma mi rendo conto di sprecare il mio tempo nonostante il concetto sia estremamente semplice.
      E, perdonami, ma sul mio blog pubblico quello che pare a me. Non vado in casa d’altri a dire di che colore devono essere le pareti. Evidentemente abbiamo un concetto diverso di rispetto. Il web è grande.

      1. a.d.g.

        Non solo pubblichi, correttamente , quello che vuoi, ma stabilisci, sempre correttamente, il taglio degli interventi. Quanto al fatto che le pareti di casa sua uno le dipinge come vuole è vero, salvo che però non chieda se sono belle o meno.

  4. Vinicio

    Caro AdG sarebbe come chiedere a te di essere neutrale nelle questioni che riguardano Gavazzi. Tu che saresti disponibile a giurare che il presidente federale è un uomo di classe, magro e pure elegante non riesci ad ammettere un uso distorto della giustizia federale.Questa ha assolto Innocenti dando volontariamente errata comunicazione cosa grave ma di poco conto rispetto al vero obbrobrio , la condanna di Zanovello, fiero e competente oppositore, ad una pena che potrebbe toglierlo per sempre dalla scena polita.

    1. a.d.g

      CVD. Legalisti quando i fatti avvantaggiano i propri interessi, giustizialisti negli altri casi. Ognuno assegna le proprie priorità. Credimi, Vinicio, non mi scaldo più di tanto, c’era una sola cosa che Gavazzi doveva fare e l’ha fatta: dare l’ incarico a Conor O’Shea. Dietrologi e rancorosi non se ne sono ancora accorti, ma prima o poi se ne accorgeranno.

  5. Mez10

    “We’re focused on laying the foundations and not merely papering over the cracks, because building a team, a squad and a national system takes time. It’s a journey of constant growth and although not everyone stays on until the finish, everyone can have an impact on where you end up.”..COS

    1. Mez10

      Veramente! aspetta che tra poco si scatenano con l’interrogazione parlamentare di un radical chic che non ha di meglio da fare certamente!
      In prima linea quando c’è da attaccare, spariti tutti quando c’è da aiutare..ad esempio quando mai sti politici han messo la parola sport nei loro programmi elettorali???

      1. gian

        non mi interessa se la mozione la fanno per attaccare chi mi stà più simpatico o più antipatico, chi ritengo degno o chi ritengo indwgno, che la faccia un rappresentante della parte politica per cui parteggio o meno, ho sempre trovato queste interrogazioni parlamentari su fatti direttamente od indirettamente sportivi, estremamente fastidiose, leggendole sempre come attacchi politici di una parte all’altra fatti da gente che, normalmente, lo sport lo segue di striscio, legati a convenienze politiche o amicizie parte in causa, sinceramente fastidioso

      2. Bangkok

        Giusto Mez, ma il succo dell’interrogazione -cioè il fallimento dei conti finanziari della FIR e la bocciatura del programma di “recupero”- mi pare oggettivamente ben grave, no?
        Che poi i politici abbiano poco da insegnare ci sta, ma i numeri esibiti sono terribili.
        E qualche spiegazione seria la Fir, il Coni o chissà altro dovrà pur darla.

      3. Bangkok

        …dimenticavo, qualche responsabile ci sarà anche, vero?
        Oppure adesso siamo tutti buoni e basta dare del “Benito”?

      4. gian

        @bangkok, il problema non è che il fatto non esista o sia colpa di uno o dell’altro o solo una gran sfortuna, ci sono enti preposti a controllare e regolare queste cose, poi ci sono i giudici se qualcuno ritiene che serva passare oltre, i politici con queste mossette, servono solo ad avvelenare i pozzi tramite gli amichetti o chi ci può guadagnare qualcosa. vade retro, dovrebbero avere qualcosa più importanti da fare, anche per lo sport, invece che i siparietti, i nostri politici

      5. Bangkok

        Perciò il problema grave e vero non è il fatto che sono stati bruciati milioni di euro e che una delle federazioni sportive più ricche in 5/6 anni sia stata amministrata in maniera così colpevolmente inappropriata -e ho volutamente evitato di usare il termine “dolosamente”-. Il fatto riprovevole è che se ne sia occupata la politica!
        Guardiamo il legnetto e non vogliamo vedere il tronco!
        L’importante per me è che venga fatta chiarezza sul “come” e “perché” sono stati dilapidati tutti questi soldi!
        Se non si fosse voluta un’inopportuna interpellanza parlamentare sarebbe bastato che il Coni si fosse attivato celermente, mentre mi pare che al momento non è stato dibattuto nulla su tutto ciò.
        E poi, non facciamo gli ingenui…le nomine al Coni pensate davvero che non siano frutto di accordi “politici”?
        Non fate la Verginelle.

      6. Mez10

        Esatto gian!
        Bangkok prima di emettere sentenze o esprimere giudizi approssimativi aspetterei almeno quelli della giustizia sportiva..
        E ti invito a leggere le carte, non i commenti di una dell’altra fazione..
        le sentenze si accettano!

      7. Accettare le sentenze significa anche scrivere che uno è stato assolto, se il tribunale ha deciso così. Oppure non scrivere che potrebbe aver manomesso delle prove, se il tribunale non lo dice. Perché questo è quello che è successo.

      8. Bangkok

        Ehi Mez, ma che cosa ti è successo?
        Lo fai o lo sei?
        Ieri TU hai parlato dell’interrogazione parlamentare criticando l’intervento politico.
        Io ti ho risposto SU QUELLO dicendoti che avevi ragione nel vedere con fastidio tale intervento, MA che però il fatto realmente grave è l’argomento di tale interrogazione, cioè la guida finanziaria tenuta dalla Fir in questi anni che ha portato ad un impoverimento clamoroso.
        I numeri non mentono, da un segno + nel 2011 si è arrivati ad un pesante – attuale ed ad una conseguente bocciatura del piano di rientro!
        Mi dici quale sentenza dovrei aspettare?
        I numeri sono quelli o no?
        Non ho accusato nessuno, ho scritto che se i numeri sono corretti qualcuno sarà ben responsabile.
        Perciò fammi capire una cosa, cosa ti è successo nell’ultimo anno o poco più?
        Hai fatto un giro a piedi nell’entroterra di Olbia e una voce proveniente da un rovo in fiamme ti ha parlato?

  6. Gervasio

    Che pena!…Ma tutta questa gente che parla a vanvera sul rugby dove vuole arrivare? Cronisti, giornalisti, tecnici, supervisori, commissari, assessor, citing commissioner, manager…Fatela finita e lasciate il rugby in mano di chi lo conosce.

    1. Approfitto di questo spazio per dire all’utente che mi ha appena accusato di “censura” che se evitasse di definire “stronzate” le opinioni altrui probabilmente aiuterebbe. Nemmeno poco.

  7. Pingback: IN AVANTI POPOLO! – Un ricorso al giorno leva il medico di torno. O forse no? | Il Grillotalpa

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