Il buon senso inattaccabile di Conor O’Shea per chiudere in un cassetto 7 e passa anni

Un articolo scritto dal ct scatta una foto del positivo avvio di stagione delle squadre italiane, delle cose fatte e ancora da fare da quando lui è in Italia. Concetti che però non sono affatto una novità e la “colpa” (tra mille virgolette) non è certo dell’irlandese

“Con questo non voglio dire che l’Italia vincerà questi trofei, ma solo dire che il successo non arriva dal giorno alla notte”.
“Siamo concentrati sulle fondamenta. Costruire una squadra e un sistema richiede tempo. E’ un cammino di crescita e anche se qualcuno non resta fino alla fine, tutti possono avere un impatto e influenzare il tuo percorso”.
“Il nostro compito riguarda il futuro del rugby italiano. Con il nostro lavoro iniziamo a vedere i risultati. Non abbiamo le possibilità economiche delle altre federazioni: dobbiamo darci delle priorità e il fitness è certamente la prima della lista .I giocatori di Treviso e Zebre stanno migliorando la loro condizione fisica e sono tra le squadre che segnano di più nell’ultimo quarto”
“Ogni mese facciamo un incontro con i Team Manager delle franchigie, Franco Ascione, Pete Atkinson, Steve Aboud e Maurizio Zaffiri per confrontarci e assicurarci che stiamo migliorando in tutte le aree e andando nella direzione giusta”.
“Stiamo aumentando la profondità della squadra nazionale e la chiave perché ciò accada è fare in modo che avvenga alle franchigie, così i giocatori possono ruotare e riposare senza creare cali di prestazione. Vogliamo che i migliori giovani entrino in un sistema in cui franchigie e nazionale lavorano assieme. Bisogna creare un ambiente competitivo dove i giocatori siano costantemente testati al più alto livello”.
“Guadagnare rispetto dalle altre nazioni comporterà delle sfide. Quando i tuoi avversari ti considerano più forte lavorano più duramente per contenere i tuoi punti di forza ma fa parte della strada per arrivare all’élite: abbiamo una lunga strada da fare per portare il rugby italiano dove tutti vogliamo che arrivi. Chiudo con una domanda: ho chiesto a tutti se possiamo arrivare al livello dell’Argentina e tutti hanno detto di sì”

Sono alcune frasi tratte da un articolo scritto dal ct Conor O’Shea per il sito ufficiale del Pro14 e di cui nelle ultime 24-36 ore si è parlato parecchio sui media ovali italiani. Sono dichiarazioni intelligenti, ma questo non deve stupire perché il tecnico irlandese è un uomo intelligente e preparato.
I concetti sostenuti sono inappuntabili, senza se e senza ma, però davvero c’era bisogno di un “papa straniero” per applaudire parole che per quanto di assoluto buon senso non sono esattamente la prima volta che si sentono al di qua delle Alpi? Perché il miglioramento del fitness, un coordinamento vero tra le due celtiche e il resto del movimento, la creazione di un ambiente competitivo che non faccia sentire nessuno sicuro di una maglia, l’allargamento del parco giocatori, un indirizzo tecnico che sia condiviso e allargato a un po’ tutto l’alto livello… beh, sono tutte cose che ad essere davvero onesti alcuni addetti ai lavori, osservatori ma anche semplici appassionati e tifosi hanno sostenuto più volte da quando è iniziata l’avventura nell’allora Celtic League. Tipo dal 2010, qualcosa come 7 anni fa.
Intendiamoci, il problema non sta nella bocca di chi pronuncia quelle parole ma nelle orecchie di chi ascolta. Conor O’Shea, lo ripeto, dice cose vere. Forse bisognerebbe chiedersi – sia chiaro: noi e non certo lui – perché sia il primo messo nelle condizioni di poter pensare di poter davvero concretizzare quegli assunti.
Certo, dirsi che “l’importante è che alla fine le cose si facciano” (cosa che sono strasicuro qualcuno farà) è un buon modo di non farsi grandi domande. Legittimo, per carità. E anche molto italiano. Ma lo scurdammoce o’ ppassato è anche la condizione migliore per ritornare a fare i soliti errori, prima o poi. Perché dicono che la storia qualcosa insegna. O almeno dovrebbe.

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68 thoughts on “Il buon senso inattaccabile di Conor O’Shea per chiudere in un cassetto 7 e passa anni

  1. superignazzio

    Paolo è tutto vero, non scordiamoci il passato, speriamo vada meglio nel futuro eccetera eccetera

    L’accusa rivolta a chi gestisce il movimento è giusta e condivisibile, c’è da ammettere anche che è la stessa amministrazione del rugby italiano ad aver trovato il coraggio di affrontare la situazione e trovare il rimedio, e di questo bisogna darne atto

    Detto anche questo non abbiamo ancora fatto niente, non abbiamo concluso niente, non abbiamo vinto niente, quindi in definitiva la situazione al momento è la stessa degli altri anni
    Si vede qualche bel segnale di miglioramento che necessariamente dovrà concretizzarsi nei tre test match di novembre e nel 6 Nazioni dell’anno prossimo.

    Forza Azzurri sempre e comunque

    PS: Paolo, la foto è abbastanza sconsolante, scegliamo una meglio dai 🙂
    Un saluto

    1. ginomonza

      Scusa Mr Ian non capisco questo commento!
      Vuoi dire che possiamo licenziare COS tanto ormai tutti abbiamo l’acqua caldo in casa?

      1. Mr Ian

        assolutamente no, non capisco lo stupore di chi commenta….O’Shea dice cose che per un movimento pro dovrebbero essere scontate, che in Italia andavano dette anni fa o forse se qualcuno lo diceva non veniva ascoltato perchè gli altri erano impegnati a spendere i tesoretti…

  2. Vinicio

    Per ora siamo se non la peggiore, una delle peggiori Italia di sempre. Poi vedremo quando chiuderà il suo ciclo di 4 anni a che punto saremo.

    1. kinky

      Hai ragione da vendere, però durante questo percorso di 4 anni è anche giusto chiedrsi e commentare come stia andando l’operato, ti pare?

      1. Vero, ha battuto il Sudafrica. E perso con All Blacks, Tonga, Francia, Scozia, Irlanda, Inghilterra, Galles, Scozia (ancora), Fiji e Australia.
        Guarda, io sono un tifoso dell’Italia e di Conor O’Shea, però non è che mi metto la benda sugli occhi: se giochi 11 partite e ne vinci solo una c’è poco da esaltarsi e la vittoria che hai portato a casa è una eccezione. Bella quanto vuoi, ma una eccezione. senza contare che abbiamo giocato un Sei Nazioni probabilmente peggiore nel complesso dei due che lo hanno preceduto, che già erano molto negativi. Il panorama complessivo è questo, aggrapparsi al Sudafrica è controproducente nel medio-lungo periodo

      2. ginomonza

        sarà come dici ma io ho l’impressione che tu sia contento se perde, l’italia.
        Magari mi sbaglio eh !

      3. wolframius

        Paolo, l’avevi scritto anche tu in un vecchio articolo. Tutte le squadre che abbiamo incontrato tranne Tonga (che ci ha superato dopo aver vinto con noi) erano davanti nel ranking. A volte di molto. Ci sta perdere 10 partite su 11, considerando che le ultime due e Tonga abbiamo rischiato di portarle a casa.

      4. Certo che giochiamo sempre con le più forti. Però continuò a pensare che 10 ko su 11 partite non siano un bilancio soddisfacente, anche se giochi con i più forti

      5. Bangkok

        Vero Wolframius, ma tieni conto che 2 perse con Scozia, 1 Argentina e poi Tonga e Fiji.
        Le prime 2 con alle spalle Federazioni che hanno lavorato alla grande a differenza della nostra

      6. Mez10

        Sarà come dici, ma mai una nazionale italiana era andata vicina a battere il Saf, qualcuna ha beccato persino 100 punti, quindi se questo scrive “la peggiore Italia mai vista”, oltretutto dopo un anno appena l’insediamento del nuovo staff, che tra mille difficoltà sta operando bene per farci uscire da questo guado, mi pare il minimo rispondere che la peggiore Italia di sempre ha battuto il sud Africa!
        quindi non ci si attacca o nasconde dietro un bel niente, è un semplice dato di fatto!
        Ma al solito i conti si faranno alla fine..
        Gino li aspetteremo al varco 😜

      7. Mez10

        Comunque mi sa che ha ragione Gino, in troppi son contenti quando perde l’italia..e non gioiscono ovviamente quando vince..
        Manco quando si batte il sud Africa, perché “era meglio perdere col Saf e vincere con Tonga”…

      8. Secondo me dimostra meno supporto per la propria nazionale chi continua a commentare contro uno dei nostri giocatori ( Padovani ) augurandosi che a Tolone si rovini completamente, semplicemente perchè in disaccordo con la sua scelta, piuttosto di chi a “bocce ferme” in una fase di approfondimento dice che era meglio vincere con Tonga che con il Sudafrica. Mio modesto parere naturalmente.

      9. Mez10

        Argentina ultime 16 partite 2 sole vittorie..c’è chi, preso a esempio costantemente, fa anche peggio!

  3. Vinicio

    Certo però da uno che ha capito di avere zero chance al mondiale , vero appuntamento per un allenatore, parola grossa per lui, che può solo sperare di non arrivare ultimo ai prossimi 6 nazioni,costretto a rifugiarsi nelle parole di Hansen per avere un qualche obbiettivo da raggiungere che quando anche quelli non troveranno riscontro ma lui sarà ad allenare il Canada, mi infastidisce parecchio.

  4. a.d.g

    Mr ian la vita non é un’ideologia é una sommatoria di fatti concreti quotidiani, dalla notte dei tempi. Puó darsi che qualcuno abbia detto, negli anni passati, “cosa bisognava fare per”, ma alla fine ci vuole qualcuno che queste cose le faccia. E gli va dato merito. Tutti sono capaci di dire “servono i talenti”, io lo scrivo ogni 3×2, ma se non ci fosse stato il Rugby Miraglia, il Cus Catania, l”Accademia di Catania e la Francescato oggi noi Licata non l’avremmo. In barba a tutti i tinelli di Munari e tutti i tuoi e i miei pistolotti.
    E se a Gavazzi non fosse venuto in mente di consegnare le chiavi di casa agli Irlandesi, oggi, noi, saremmo ancora qui a menare il torrone.
    Dire agli altri quel che devono fare é lo sport preferito dei “perdenti” non degli “illuminati”.
    Dire, altresí, che nulla ancora é stato fatto significa non vedere e non capire nulla di sport e di rugby, visto che Zebre e Benetton sono dove sono in Pro 14. Dire che molto resta ancora da fare é già piú consono e intelligente, in quanto ,almeno, sappiamo dove andare.

    1. la “sommatoria di fatti concreti quotidiani” dice che per parecchi anni diverse persone hanno detto esattamente quello che oggi dice Conor o’Shea, solo che le prime erano catalogate come disfattiste e il secondo è il salvatore della patria. Ma va bene così, una bella lavata di coscienza (e non sono per nulla sicura che tutte ne siano provvisti) e scurdammocce o’ppassato. E la “sommatoria di fatti concreti quotidiani” ci dice quante partite sono state vinte e perse negli ultimi 7 anni, a ben vedere: le vogliamo contare?

      1. Mr Ian

        siamo un movimento così fragile che basta una piccola gioia per cancellare anni di sconfitte, ma ci può stare e posso capire….forse siamo stati tra i pochi a mettere in bilancio le sconfitte onorevoli valutandole come mezze vittorie, per cui nel momento che ne arrivava una era un giubilo infinito

      2. venezuela

        scusa Paolo: “dice che per parecchi anni diverse persone hanno detto esattamente quello che oggi dice Conor o’Shea”….io ricordo anche parecchie battute se non addirittura sberleffi sull’argomento fitness….se si dice tutto ed il contrario di tutto è logico che qualcuno ci azzecca ma poi resta da fare ed è proprio qui che entrano i gioco le qualità superiori di alcuni piuttosto che altri.

      3. Bangkok

        La sommatoria dei fatti quotidiani dice anche che, oltre alle persone che dicevano le stesse cose che dice e mette in pratica adesso O’Shea, in questi ultimi 7 anni ci sono state persone (purtroppo alla guida del movimento) che non solo non hanno ascoltato ma hanno fatto l’esatto contrario e cosi facendo hanno dissipato grandi potenzialità e risorse sportive (e non solo)

      4. a.d.g.

        Contento tu. Tre anni fa facesti un post su Or, dove accennasti all’ipotesi non di un DOR, ma di un amministratore delegato per la FIR, vai a leggere le risposte, perchè fore se te le sei dimenticate.

      5. ricordo solo il pezzo, se non sbaglio dicevo che accanto a un presidente di rappresentanza servisse un CEO, come avviene in gran parte di altre unions, e di un DoR per la parte tecnica. Di nuovo: che c’azzecca con l’articolo di oggi? Sono due sport diversi.

    2. Mr Ian

      come si deve fare lo sta dicendo O’Shea, mica io…e se tutti siamo d accordo con O’Shea ma nessuno lo faceva prima, vuol dire che il problema sta in chi ascoltava…
      Il discorso su Licata non va più fatto perchè quel sistema che ha permesso di raccogliere un diamante grezzo oggi non c’è più, considerando anche che negli anni passati come oggi, chi trova il diamante grezzo non ha mai avuto neanche i premi adeguati per il lavoro svolto….anzi i discorsi si rifaranno il giorno in cui andremo ad analizzare i dati dei reali praticanti in Italia

    3. rugbydinasty

      “E se a Gavazzi non fosse venuto in mente di consegnare le chiavi di casa agli Irlandesi, oggi, noi, saremmo ancora qui a menare il torrone”.
      Ecco, un bell’esempio di progetti per il futuro. Farsi “venire in mente”. Dovremmo trovare altre persone, esperte del “farsi venire in mente” come nuova strategia in quattro e quattrotto siamo primi nel ranking.

  5. I 7 anni precedenti rimangono lì a testimoniare che anche a livello dirigenziale non siamo adeguati x il professionismo.. ma un sistema che sceglie tra i dilettanti il “capo”.. non puoi pretendere che abbia molta lungimiranza verso il rugby pro.. al momento la cosa migliore che è stata fatta, non penso sia stata tanto il scegliere O’Shea, ma farlo lavorare come vuole lui.. che sia una precisa decisione di chi lo ha scelto(ammettendo di non capire una mazza di come portare avanti il rugby di alto livello) oppure una precisa richiesta di conor x venire ad allenare qua.. speriamo che qualche personaggio tronfio dei successi o deluso dai risultati, non si metta in mezzo a far casino.. secondo me qualcosa di sensato si è visto o si intravede all’orizzonte.. ma i risultati non è così ovvio che arrivino soprattutto in ottica nazionale..

  6. atley73

    Il solito atteggiamento ipercritico con retroattività illimitata: leggendo questo ed altri forum sul rugby, pare quasi che a molti commentatori dia fastidio il fatto che a mettere in atto quello che tutti ritenevano dovesse essere fatto da tempo, sia stato l’attuale presidente della FIR… Sembra quasi che il disprezzo maturato (anche legettimamente, per carità) nei confronti di Gavazzi, offuschi la serenità di chi è chiamato a valutare la portata delle dichiarazioni del DOR della nazionale italiana che mi sembrano completamente condivisibili. Trovo così ingiusto, paternalistico e senza costrutto tecnico arrivare ad affermare che ciò che in Italia non è mai stato fatto da nessuno dei tecnici che si sono sin qui susseguiti, possa essere ricondotto alla modesta categoria delle “affermazioni di buon senso” (i più salaci parlano della scoperta dell’acqua calda e via discorrendo). Francamente, per me che sono un mero spettatore entusista (direi senza mezzi termini: tifoso del rugby italiano), è sconcertante leggere commenti che vanno – nella migliore delle ipotesi – dal sufficiente al derisorio, anche adesso che – finalmente – è stata intrapresa una via che la maggioranza dei commentatori invocavano già ai tempi di Brunel…Va bene problematizzare, discutere, criticare, ma non a senso unico e non anche di fronte alle novità positive del nostro provincialissimo mondo…Un’ultima nota: forse più in altri forum, ma ho sempre sentito parlare di Ascione (per me illustre sconosciuto) come del diavolo nero del rugby e mi sorprende veramente molto leggere continui attestati di stima da parte di CoS e compagnia….o Ascione è il cugino di Riina, o forse anche su questo sono state dette troppe sciocchezze…

    1. Il Camerlengo

      quoto al 100% il commento di @Atley73.
      Non c’è null’altro da aggiungere a quello da te qui sopra scritto.

      1. Mez10

        No anche io!
        Perché non son tutti di questa o di quella fazione, c’è anche chi lavora disinteressatamente per il rugby italiano e non gliene frega una mazza delle beghe di condominio..

    2. Bangkok

      Scusa Atley, ma nessuno ironizza su ciò che O’Shea ha affermato.
      Si fa solo notare che sta affermando tutte cose condivisibili, ma incredibilmente ovvie.
      E che, come viene ben specificato nell’articolo, il problema non sono le sue parole ma il fatto che pur essendo cosi concretamente realistiche ed ovvie per ben 7 anni nessuno di quello che avevano la guida della Federazione si sia degnato di ascoltarle.
      I risultati e la bassa considerazione che il rugby italiano hanno raggiunto in questi anni sono dovuti in gran parte proprio dal non aver saputo o voluto seguire quelle semplici ed ovvie linee guida

      1. atley73

        Incredibilmente ovvie…come no…peccato che da Mallet (o da prima, io non sono un profondo conoscitore della materia) in qua nessuno le abbia fatte…peccato che il primo allenatore a cui sia stato dato l’incarico di DOR sia stato proprio O’Shea e peccato anche che ad aver capito che quella era l’unica alternativa sia stato il vituperato Gavazzi che in qualche anno meno di Dondi è arrivato a conclusioni forse ovvie da esprimere ma non così ovvie da mettere in atto…se poi vogliamo anche dire che i giovani che stanno dando un pò di speranze a tutto il movimento sono arrivati per caso e non per merito del perfettibilissimo sistema italiano diciamo anche quello, ma io ho sempre l’impressione di leggere commenti di persone così innamorate delle proprie tesi che sarebbero disposte a morire pur di non dire che magari non hanno sempre e solo ragione loro…

      2. Bangkok

        Guarda che Dondi comunque l’Italia l’ha portata nel 6N, Gavazzi la stava portando al punto che si discuteva di una sua uscita.
        Dondi aveva lasciato le casse piene, Gavazzi ha sperperato tutto.
        Adesso non facciamone un eroe moderno perché, arrivato con la melma al mento ha deciso di prendere delle decisioni ovvie e necessarie.

  7. Io penso che un pò di sana critica per un blog che vuole provare a fare approfondimento è il minimo… comunque : Io concordo con la linea dell’articolo, ma nonostante ciò vi assicuro che tifo l’Italia e il rugby italiano, ho esultato come non mai alla vittoria contro il Sud Africa e sono rimasto deluso come non mai della sconfitta con Tonga che poteva essere la prova del 9.
    Non ho più l’età ( peccato ) dove pensavo che l’unico modo per ripartire ( la famosa “rivoluzione” ) si potesse fare solo se prima si radeva al suolo tutto quello che c’era ( naturalmente non parlo solo di rugby ), al punto di sperare in qualche sconfitta ( perchè così capiscono che bisogna cambiare ). No, la storia ha insegnato che non funziona così.
    Io ho speranze in questa Italia, io tifo questa Italia nonostante sia critico sugli ultimi anni, nonostante preferirei un presidente dai modi meno divisivi.
    Siamo peggio della sinistra italiana 🙂 , siamo in 4 gatti e vogliamo fare 5 partiti 🙂

  8. Qualcuno di voi è riuscito a capire se il CONI si sia ufficialmente espresso rispetto al piano di rientro presentato dalla Federazione?

    Complimenti per il bel bilancio in rosso alla FIR.

      1. No. La pietra di paragone sono i risultati ottenuti e i costi sostenuti per raggiungere quegli obiettivi stessi.

        Quindi è pleonastico il paragone tra il bilancio italiano e irlandese.

      2. a.d.g

        Io lascerei stare i pleonasmi, e mi concentrerei sui costi. Qual è il giusto costo per far uscire dal “sistema” Minozzi, Giammarioli, Licata, Zanon, Riccioni, Bianchi, Vaccari, Lamaro ecc. Se ce lo dici tu ,smettiamo subito a romperci il capo. E smettiamo anche con i pleonasmi.

  9. il carogna

    Ci sta mettendo l’anima oltre che il cuore e il fegato gonfio; uno che è stato la quinta scelta di Gavazzi !! (1 Cheika, 2 Galthiè, 3 Wayne Smith e 4 Eddie Jones).

    1. atley73

      scusa, tu ti sei sposato/ fidanzato con la prima che hai trovato? quindi, la tua attuale compagna, che immagino sia una delle persone più importanti della tua vita, cos’è? la settantatreesima scelta?

      1. il carogna

        La cosa priva di senso è dire ai giornali che purtroppo Cheika aveva rifirmato con l’australia, che aveva già preso in considerazione prima Galthiè e poi Smith e che purtroppo Jones se lo erano presi gli inglesi.
        Non so se usando il medesimo sistema con le donne, mi sarei sposato.

    2. rugbydinasty

      Questo dimostra, (se è vero) che non è stata una scelta meditata, ma di ripiego…..Dopo averci propinato la strada degli allenatori Italiani nell’alto livello, che anche un cieco sordo muto aveva qualcosa da ridire.

  10. atley73

    @Bangkok: non sono gavazziano, nè dondiano…la mia era una riflessione di carattere molto generale. Mi vien da dire, con l’assoluta incompetenza che mi caratterizza, che se da una parte Dondi ha fatto un ottimo lavoro lasciando fieno in cascina per la federazione, per altro verso mi pare di poter dire che lo stesso fieno non sia stato lasciato dal suddetto sotto il profilo dell’assetto organizzativo e delle struttre (campionati, gestione e crescita dei giovani ecc). Tutti i nodi che oggi ci si trova a dover risolvere per rilanciare il nostro movimento (…le cose ovvie di cui sopra)
    Detto questo mi auguro di poter assistere ad un vero rilancio della nazionale e del rugby italiano in generale, poco importandomi se dovrò di ciò rendere grazie a Conor, a Gavazzi, a Dondi, ad Ascione o a chi ci ospita in questo blog (e in tal caso gli farei molti e sentiti complimenti) …

  11. luis

    Scusate ma plaudere alle scelte fatte da chi vi è stato COSTRETTO dai risultati ( sportivi e finanziari, visto a come ha ridotto le casse fir), mi fa ridere : gli sono voluti solo sette anni per capirlo ?Vi siete scordati quello che diceva che gli allenatori delle franchigie dovevano essere italiani e adesso ne ha due di stranieri che stanno cominciando a farle funzionare? No non fatelo passare per un illuminato perché ha tutti i fatti di questi ultimi anni che gli parlano contro, le “ciacole” non contano . . .Vero anche che abbiamo vinto con il SA: il peggiore di tutta la sua storia, tant’è che la partita successiva le abbiamo prese dai “mostri” di Tonga . . . mah

  12. RR

    Tifo Italia, sempre ed a prescindere, stimo O’shea per cio che dice, spero riesca a concretizzare i suoi progetti e spero di vederne presto i risultati in campo, riconosco a Gavazzi la paternità della scelta e mi auguro con tutto il cuore che abbia visto giusto.
    Ció detto, il buco di bilancio c’è e non trova giustificazioni in termini di investimenti per la crescita del movimento,le recenti decisioni riguardanti, ad esempio, i centri di formazione e le franchigie sono l’opposto di quanto aveva proposto nel suo programma elettorale, il sud rischia di diventare un deserto rugbistico, i risultati sportivi sono oggettivamente, sin qui, deludenti, ecc…
    Come vedete l’una cosa non cancella le altre… Questo è il rugby italiano oggi, piaccia o non piaccia… La responsabilità o il merito vanno a chi lo gestisce, come in ogni ambito, dalla famiglia al governo…
    Riccardo Roman

    1. ginomonza

      Che il buco di bilancio ci sia nessuno lo nega.
      Però bisogna capire come e dove si è creato e da quando.
      Ho la vaga impressione che l’aumento dato a TV per la celtic qualcosa c”entri.

  13. tony

    Il buco di bilancio si è creato con il finanziamento Celtic , parliamo di oltre 10 milioni annui. che prima non c’era.. chi afferma il contrario è in malafede, poco informato o incapace di fare comparazioni di bilancio.

  14. paredes

    Pare che per alcuni possa essere tutto solo bianco o nero… battere gli Springbok fa morale e fa battere il cuore (e io a Firenze c’ero… al mattino il diluvio universale pareva impedirlo, ma nel pomeriggio il sole, che faceva capolino tra le nubi, era preannuncio di una partita radiosa), ma l’esaltazione del momento non esenta il rugbista raziocinante dal constatare la pochezza dell’avversario del giorno, in crisi di risultati e di gioco, eppure così supponente da non calciare tra i pali numerose punizioni, alla ricerca di una grandinata di mete (e sappiamo com’è finita….)
    Al contempo si possono riconoscere i meriti di C_O’S, sopra ogni cosa l’insistenza per fitness e il focus mentale (che prima non erano percepiti come problema…. si lamentavano i ricorrenti crolli dopo il 60′, senza individuarne una precisa causa), e pur segnalare invece che altro di quanto detto non è il frutto unico e irripetibile di una mente illuminata, ma cose ovvie già da tempo.
    E ancora si può dare merito a Gavazzi di aver portato una persona meritevole al vertice tecnico del rugby italiano, con tanto di staff adeguato, senza dimenticare tutto il resto, dal discutibilissimo modo di porsi e relazionarsi con gli “altri” (leggi chiunque non la pensi come lui), a un cospicuo numero di scelte…. sbagliate? ma si diciamolo!
    Tecnici italiani per le franchighie (i risultati parlano), privatizzazione delle Zebre (vedi prima), etc etc

    1. Giovanni

      “io a Firenze c’ero… al mattino il diluvio universale pareva impedirlo, ma nel pomeriggio il sole, che faceva capolino tra le nubi, era preannuncio di una partita radiosa”.
      Siamo alla poesia pura: io direi di fermare qui i commenti, per oggi… 🙂

  15. Scrissi già in altro luogo che il discorso di COS pare sicuramente interessante e finalmente inizia a spiegare alcuni obiettivi… peccato la scivolata, leccata, su Ascione, forse deve mantenere certi equilibri…
    Però… certe volte COS sembra un po’ quello che insegna alla tribù indigena ad accendere il fuoco… e poi esce a cena con i capi tribù che avevano l’accendino in tasca!!!
    E il popolo degli indigeni inneggia all’uomo venuto da lontano (quasi un dio) grazie al quale si scalda, finalmente, col fuoco!
    Aggiungo in merito al tanto decantato fitness ( che a scanso di equivoci ritengo fondamentale essendoci passato di persona da questa lacuna…), soprattutto per i tifosi degli ultimi anni : l’Italia di George Coste era già fittissima negli anni ’90 ( COS lo sa bene…) e pure molto fit nel periodo Smith a Treviso con 7imo posto in pro 12 e 2 vittorie al 6 Nazioni… quindi? dov’è la novità miracolosa? Spiegatemi che non c’arrivo… 😊

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