Ieri la FIR ha annunciato l’accordo con Adidas. Per vedere maglie e il resto dell’abbigliamento tecnico dovremo aspettare metà settembre.
Anche la Francia dal primo luglio è entrata nella famiglia Adidas, ma al di là delle Alpi si è visto qualcosa: la maglia di allenamento (la prima che vedete qua sotto) e poi qualche felpa, polo e t-shirt
Categoria: Francia
Francia, varcata la soglia dei 450mila praticanti
In Francia, a La Baule–Escoublac, si è tenuta la 122a Assemblea Generale della FFR, la federazione rugbistica d’oltralpe. Tanti i temi trattati dagli oltre 800 partecipanti.
Tra i dati più interessanti quelli dei tesserati: Pierre Camou, presidente della FFR, ha fatto sapere che nella stagione 2011/2012 il numero dei praticanti ha superato di poco la cifra di 450mila, il 10% in più dell’anno precedente.
Francia, a Evry la nuova “maison” del rugby
La federazione francese ha scelto Evry, a sud di parigi, quale sede dello stadio che ospiterà almeno 5 o 6 partite della nazionale ovale e molti altri eventi. Costo dei lavori 600 milioni di euro, stadio pronto già nel 2017. La cittadina ha battuto la concorrenza di una dozzina di altre località. Nella foto la ricostruzione grafica del nuovo stadio.
Francia, già organizzato il tour 2013 in Nuova Zelanda
Quando si dice la programmazione: la Francia ha già praticamente organizzato il tour estivo del 2013, che la porterà in Nuova Zelanda per tre sfide agli All Blacks. La riedizione dell’ultima finale della Coppa del Mondo andrà in scena il 9 giugno all’Eden Park di Auckland, il 16 giugno ad Hamilton e il 23 a New Plymouth.
La federazione ha già deciso che i Bleus partiranno in due gruppi separati, con il secondo che decollerà da Parigi il 5 giugno, tre giorni dopo la finalissima del Top 14.
Un mese di test-match, cosa rimane?
E’ finita la tornata di test-match estivi. Conti alla mano ha stravinto l’emisfero sud, ma i dettagli sono importanti e possono cambiare il quadro d’insieme. Almeno un po’.
Argentina: la sorpresa assoluta. Due vittorie (con Italia e Francia) e una sconfitta (ancora la Francia). Uno score ottenuto con una squadra di debuttanti o quasi, tenendo a riposo il 90% dei titolari in vista del Rugby Championship. Margini di crescita pazzeschi.
Australia: era uscita ridimensionata dal Mondiale, si riprende il suo posto. Tre vittorie contro l’attuale migliore squadra europea, il Galles vincitore del Sei Nazioni con tanto di Grande Slam. Ha perso contro la Scozia, vero, in una partita però segnata da condizioni ambientali molto più che disagevoli. E trova un’apertura – Barrick Barnes – di livello assoluto.
Francia: bicchiere decisamente mezzo pieno. I Bleus sono andati in Argentina lasciando a casa diversi punti fermi della nazionale per dare un po’ di respiro a giocatori che non si fermavano dallo scorso luglio (capitan Dusautoir in testa). Certo, se il “rimpiazzo” si chiama Michalak… Hanno perso la prima sfida con i Pumas lottando fino in fondo, hanno stravinto la seconda.
Galles: tre ko con l’Australia, però la squadra non esce affatto ridimensionata da questo mese di giugno. I Dragoni hanno sempre tenuto il campo fino alla fine, giocando spesso molto bene e in due occasioni hanno perso per calci piazzati segnati all’ultimo minuto. Insomma, la dea bendata guardava altrove.
Inghilterra: due ko e un pareggio con il Sudafrica. Ma sono state tre battaglie con botte da orbi e spesso i due XV si sono presentati in campo con un monte-caps davvero sbilanciato a favore degli springboks. Un tour che farà crescere tantissimo la giovanissima nazionale di Stuart Lancaster.
Irlanda: aveva il compito più arduo, quello di affrontare i campioni del mondo. Hanno preso una imbarcata (la prima partita) e una scuffia colossale (la terza, un 60 a 0 che fa malissimo). La seconda gara l’hanno persa solo per un drop in pieno recupero di Dan Carter. Il bicchiere è decisamente mezzo vuoto.
Italia: gli azzurri hanno battuto Canada e USA ma perso in malo modo con l’Argentina. Confermo il mio personalissimo giudizio sostanzialmente negativo proprio per quel ko contro la squadra più forte del mazzo ma alla nostra portata. Non mancano però i segnali incoraggianti. Si sono visti un po’ di giovani interessanti, la mischia non è più la cassaforte quasi insuperabile di qualche anno fa ma è comunque una certezza, si sono visti schemi e tentativi come non mai per allargare il gioco e “snaturarne” la tradizione degli ultimi anni. Tanta buona volontà e tanti errori, la strada però parrebbe quella giusta. Ma è lunga, molto lunga.
Nuova Zelanda: un nuovo ct e la domanda: “saranno appagati dopo la vittoria la Mondiale”? Risposta: 3 vittorie su 3 sull’Irlanda, due schiaccianti e una fortunosa, ma l’hanno comunque portata a casa. La solita impressione di potenza e tecnica. Con una infornata di giovanissimi dalle qualità enormi.
Pacifiche: meno impegnate delle altre per la concomitanza della Pacific Nations Cup. Fiji e Samoa hanno affrontato la Scozia uscendone sconfitte, anche se i samoani hanno perso per una meta subita nei minuti finali. Impossibile trarne conclusioni a largo spettro.
Scozia: applausi. Una squadra che sembrava allo sbando dopo un Sei Nazioni davvero negativo. Invece una storica vittoria in Australia sotto il diluvio ricompatta il gruppo che poi vince con Fiji e Samoa. E con un Tim Visser in più su cui contare.
Sudafrica: tante facce conosciute ma non poche quelle nuove. Una squadra che ha iniziato un periodo di “muta” che presumibilmente durerà un po’ visto che il ct Meyer sembra deciso a fare davvero un passo alla volta, senza fretta. Potenza fisica quasi brutale, capacità di grandi giocate anche sotto il profilo tecnico. E una serie di rincalzi dal grandissimo futuro.



