Troppi errori, vittorie scontate e calendari un po’ così. E poi quello che non dicono le Fiamme Oro

Un fine settimana di partite che non spostano molto quanto detto sette giorni fa. Il pepe ce lo mette, almeno un po’, il presidente delle Fiamme Oro. Ma andiamo con ordine.

CHALLENGE CUP: HARLEQUINS – BENETTON TREVISO 20-9
Dopo la bella e importante vittoria del Monigo la squadra biancoverde era chiamata a confermare quanto fatto vedere contro i forti inglesi. Allo Stoop il bicchiere è rimasto mezzo vuoto: per la sconfitta, ovviamente, ma rimane l’amaro in bocca per un match che tutto sommato si poteva anche portare a casa. I Quins partono abbastanza bene in una gara spezzettata ma a fare la differenza vera sono state le mancanze e gli errori dei ragazzi di Kieran Crowley, soprattutto nella fase offensiva.
Succede, per carità, la palla è ovale e non si può certo vincere sempre ma l’impressione (personale) è quella di essere davanti a una occasione sprecata. Treviso che in classifica viene scavalcata proprio dai londinesi e che ora è seconda ma la situazione è apertissima con tutte e quattro le squadre del girone che sono in un fazzoletto di due punti. A gennaio i veneti ospiteranno l’Agen nella quinta giornata.

CHALLENGE CUP: ZEBRE – ENISEI 58-14
Come una settimana fa: i ducali hanno fatto quello che dovevano fare. E non è un modo di sminuire il tutto, anzi, visto che a volte non erano riusciti a farlo. Ostacolo russo regolato senza patemi marcando 10 mete, che potevano essere di più se la formazione allenata da Michael Bradley avesse tenuto – soprattutto nel primo tempo – un atteggiamento un po’ più umile. Ma va bene uguale.
Situazione di classifica che però peggiora non poco per i bianconeri: La Rochelle è stata sconfitta in Francia per 13 a 3 da Bristol e ora i Bears sono a due punti alle spalle del XV italiano. Il problema è che nelle ultime due giornate George Biagi e compagni dovranno vedersela due volte proprio con i transalpini mentre gli inglesi hanno il certo non insormontabile ostacolo dell’Enisei. Ipotizzare per loro due vittorie con bonus non è certo molto complicato…

CONTINENTAL SHIELD: ROVIGO STRAVINCE, CALVISANO KO
Si sono giocate anche le gare della “cosa”, ovvero la terza competizione europea. Nessun problema per Rovigo che travolge in casa i Belgian Barbarians per 68-12, passo falso pesante invece del Calvisano che si fa battere tra le mura amiche dal Lokomotive Tblisi: 13-20 il risultato finale. I georgiani vincono nella Bassa dopo aver sconfitto a Roma le Fiamme Oro. Classifiche:
Girone 1: Calvisano 10; Tblisi 9; Fiamme Oro 1
Girone 2: Petrarca 13; Rovigo 7; Barbarians 0

IL PEPE DEL FINE SETTIMANA: COSA DICE ARMANDO FORGIONE. E DI COSA NON PARLA
Sabato mattina il Tempo ha pubblicato una intervista al presidente delle Fiamme Oro Armando Forgione, che mette il dito in quella che forse al momento è la piaga più evidente della squadra allenata da Guidi, ovvero l’approccio mentale discontinuo: “Spesso nel momento decisivo ci manca quella cattiveria, quella voglia di portare a casa il risultato che fa la differenza. (…) Nello sport come nella vita è sempre una questione di motivazioni. Credo fortemente nel lavoro che il club e il settore tecnico stanno facendo sui ragazzi per estirpare questo male”.
Poi una stoccata alla FIR sul tema terza franchigia/trasloco a Roma delle Zebre: “Penso che non abbiamo bisogno di parole ma di programmi e obiettivi precisi. Sarebbe bello per tutto il movimento e le Fiamme Oro sono pronte a fare la loro parte per sostenere un progetto del genere, ma di cosa parliamo se ancora non è stato individuato un campo per le partite? Il Flaminio? Il Tre Fontane? Per realizzare un progetto simile ci vuole seria programmazione, io ancora non la vedo”. Certo non le manda a dire.
Infine, dopo aver ricordato che la Lega dei club ancora non è partita perché hanno finora prevalso “interessi particolari di basso profilo tra le varie società piuttosto che l’interesse comune”, torna a caldeggiare la nascita dell’associazione, che viene definita più che necessaria: “Il movimento ha urgente bisogno di una Lega dei club di Top 12 che giochi il fondamentale ruolo di interlocutore nei confronti della Federazione”.
Però come scrivevo all’inizio a me ha colpito soprattutto il non detto: nell’intervista non c’è infatti una sola parola sull’annunciato progetto dell’Accademia per il Seven che deve essere messo in moto entro la fine dell’anno, o così era stato annunciato. Oppure bisogna usare la parola “doveva”?

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3 risposte a "Troppi errori, vittorie scontate e calendari un po’ così. E poi quello che non dicono le Fiamme Oro"

  1. Rabbidaniel

    Nel caso del trasloco delle Zebre a Roma (nel qual caso, almeno per decenza, dovrebbero ribattezzare Lupi) con il supporto delle FFOO, avremmo una franchigia Federal-ministeriale, il massimo.

  2. gian

    treviso sprecone che, come ad agen, buttano via punti, almeno uno, che con il senno del poi, servirebbero come l’aria da respirare, vista la situazone creatasi, speriamo abbiano finito di gettare alle ortiche quanto di buono possono fare e concretizzino, è dura, ma non è ancora finita, le zebre, invece, sono un po’ sfortunate, già avrebbero dovuto portare a casa punti con i francesi per provarci, ma gli incroci astrali potevano mettergli davanti una squadra B all’ultima, invece si trovano in una situazione di testa a testa all’ultimo respiro, dove chi sbaglia paga e saluta, anche qui è tutt’altro che finita, ma è durissima.
    la coppetta, rovigo fa il compitino, dimostrando che il nostro domestico è ben superiore al livello di squadre da six nations B che arrivano con una selezione nazionale a prendere sberle dai nostri club, come succedeva a noi trent’anni fa quando le squadre storiche UK venivano a fare i tour ed incontravano le nostre selezioni di zona, bastonandoci puntualmente, con i georgiani il discorso è diverso, sappiamo che sono squadre che qui in italia si giocherebbero i PO, forse, anche, abbiamo ridotto il gap o li abbiamo superati, addirittura, negli ultimi anni, ma la sconfitta ci stà, vero che calvisano si è complicato la vita non poco, ma non la considererei una disfatta imbarazzante, anzi stiamo dimostrando, a livello domestico, di essere uno dei movimenti migliori, e non continuare a guardarci l’ombelico, a mio parere, non ci fa così male.
    discorso forgione, io, al contrario tuo, PW, ci trovo, invece, l’ammissione di colpa del solito dirigente che vive e succhia a spese del “sistema”, dov’è la franchigia, noi siamo disponibili, etc etc, indica una società che punta a vivere alle spalle di una franchigia locale (o diventarlo, in sostanza cambia poco), si incita alla lega, quando è chiaro che diventerebbe la longa manu federale, viste certe uscite, non si parla dell’accademia seven (che anche quella in mano alle forze armate per scaricare spese e responsabilità tra fir, coni e FFOO, mi fa rabbrividire, come idea, quando qualcuno aveva proposto una seria programmazione con la rete CUS anche per drenare risorse umane da altri sport), forse perché è stata accantonata per regalie più importanti, etc etc.
    sì, stò pensando male, ma che un presidente di club, strettamente, ormai, inserito in un’orbita fed, si lamenti dell’immobilismo federale su questioni diverse dal top12 ed accusi gli altri di non finire in braccio ai federales che vorrebbero gestirsi a loro uso e consumo il domestico, con il probabile fantasma alle spalle, di chi comanda realmente, mi fa molto sorridere

    1. massimiliano

      gian sono completamente d’accordo con te. I CUS dovrebbero essere la strada maestra del rugby italiano, con un doppio binario studio/sport per i ragazzi. Sulla militarizzazione dello sport mi sono già espresso tempo addietro e mi censuro da solo, al volo! Treviso: i ragazzi stanno dimostrando enormi progressi, ma non nell’area prevista, la testa. Si son perse gare davvero sanguinose, per tanti motivi interni ed esterni. Però bisogna ammettere che la crescita è evidente, anche a livello organizzativo. Adesso i giocatori vengono scelti e contrattualizzati con anticipo annuale, non è cosa da poco.

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