Un Sudafrica un po’ Dr Jekyll e un po’ Mr Hyde. Ma l’Italia deve farsi trovare pronta

Dr Jekyll Mr Hyde

Un anno dopo la storica vittoria azzurra di Firenze ci ritroviamo di fonte a degli Springboks con tanti problemi tecnici e ambientali e che sono al termine di un’altra stagione altalenante. Ma che rimangono una montagna altissima da scalare

Tre vittorie sulla Francia a giugno, con risultati pressoché identici (37-14, 37-15 e 35-12), poi un Rugby Championship un po’ così con due vittorie (entrambe contro l’Argentina), due pareggi con l’Australia e due ko con gli All Blacks che più diversi non potevano essere: al pesantissimo 57 a 0 di Albany è seguito il 24-25 di Cape Town con il terzo posto finale nel torneo e un -18 di differenza punti complessiva. Quindi le prime due sfide di questo mese di novembre confermano l’anima double face di questo Sudafrica targato 2017: prima la sconfitta nettissima e davvero dura di Dublino (38-3), poi l’affermazione di misura di Parigi ancora una volta contro i galletti per 18 a 17. E sabato a Padova gli springboks sono attesi dall’Italia, quindi la conclusione della lunghissima stagione la settimana dopo – il 2 dicembre – a Cardiff contro il Galles.

Un’annata da non buttare via, dove non mancano delle luci ma dove a dominare sono comunque le tinte un po’ fosche e in cui ci si aspettava una continuità maggiore, soprattutto una dimostrazione di personalità che si è intravista solo a tratti dopo un 2016 disastroso. Che lo scorso anno, lo ricordiamo, lo score del XV della nazione arcobaleno parla di un pareggio, 4 vittorie e 8 sconfitte. Un annus horribilis ben fotografato dai test-match di quel novembre che registrarono il 31 a 31 con i Barbarians e poi le tre sconfitte con Inghilterra, Galles e – soprattutto – con l’Italia.
Azzurri e Sudafrica si ritrovano ora di fronte a un anno da quella gioiosa – per noi – giornata di Firenze, rimasta purtroppo solo un exploit visto che la vittoria successiva i ragazzi di Conor O’Shea l’hanno raccolta solo una decina di giorni fa contro le Fiji a Catania.

A Padova l’Italia dovrà tirare fuori dal cilindro una prestazione maiuscola sotto tanti punti di vista per almeno 80 minuti, non uno di meno. Anzi, un paio in più non sarebbe male. E non è affatto detto che basti: perché vero che siamo davanti a una nazionale sudafricana che sembra voler vestire i ruoli di Dr Jekyll e Mr Hyde, ma che avrà anche il dente avvelenatissimo per quanto accaduto lo scorso anno al Franchi. La volontà di dimostrare che quello è stato solo un episodio sarà fortissima. Però.
Però il Sudafrica visto finora ha appunto convinto solo per brevi tratti e anche la vittoria di Parigi dello scorso sabato è stata ottenuta più con i muscoli e con l’abnegazione che non con la qualità e la testa. Qualità sudafricana che comunque c’è, avercene, sia chiaro, ma è una squadra ancora alla ricerca di una vera identità, con tanti problemi che coinvolgono sia il gruppo dei giocatori che lo staff tecnico (quest’ultimo sempre molto traballante).

Un risultato che dipenderà più da loro che non da noi, perché è inutile girarci troppo attorno: l’Italia è in quella fase in cui per vincere una partita del genere tutto deve andare alla perfezione e contemporaneamente dall’altra parte tante cose non devono funzionare a dovere. Non siamo a quel livello e la strada per raggiungerlo è davvero lunga, ma possiamo e dobbiamo provarci, farci trovare pronti (sono pronto a scommettere che vedremo un po’ di novità nel nostro XV titolare, con forze fresche o utilizzate poco che partiranno dal primo minuto), perché metti caso che sabato il Sudafrica indossi i panni di Mr Hyde…

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14 thoughts on “Un Sudafrica un po’ Dr Jekyll e un po’ Mr Hyde. Ma l’Italia deve farsi trovare pronta

  1. Hrothepert

    “Un risultato che dipenderà più da loro che non da noi, perché è inutile girarci troppo attorno: l’Italia è in quella fase in cui per vincere una partita del genere tutto deve andare alla perfezione e contemporaneamente dall’altra parte tante cose non devono funzionare a dovere. Non siamo a quel livello e la strada per raggiungerlo è davvero lunga, ma possiamo e dobbiamo provarci, farci trovare pronti……, perché metti caso che sabato il Sudafrica indossi i panni di Mr Hyde…”
    E’ tutto racchiuso nella tua chiosa; come sostenevo l’ altro giorno, circa la partita contro l’ Argentina, il Rugby è uno sport dove, solitamente, nel corso di una partita i valori, alla lunga, vengono fuori, quindi non facciamoci illusioni, ma, se capitasse che i Bokke sono in giornata Mr Hyde, dobbiamo essere lì pronti a cercare di approfittarne.

    1. a.d.g.

      ” il Rugby è uno sport dove, solitamente, nel corso di una partita i valori, alla lunga, vengono fuori” , purtroppo molto spesso e in molti commenti ce lo dimentichiamo e ….. voliamo sull’ottovolante.

  2. gian

    l’italia, in questa partita, rischia solo una cosa, di mostrarsi una squadra senza la fame, di essere sempre, nel bene e nel male, una formazione che aspetta gli venga regalata l’occasione d’oro.
    appurato che SA abita al piano di sopra, a livello di squadra nazionale, dato che quello che si doveva provare a fare a livello di risultati e di “edificazione” della squadra è stato fatto, personalmente butterei una squadra d’assalto per testare un diverso approccio alla partita.
    la prima linea è a posti, seconda dinamica con ruzza e lazzaroni, terza i ragazzini terribili con steyn o negri e l’altro in panca, mediana tv, boni e bellini a centri, alla ali sarto ed esposito, estremo minozzi (ho qualche dubbio su sarto, in caso minozzi ala e rita o padovani ad estremo), in caso anche l’opzione canna+rita a 12, se si pensa di attaccare sempre e comunque, potrebbe essere buona al posto di mck e boni
    tant’è che o ci proviamo come se non ci fosse un domani o il SA, fosse anche in versione mostro buono della disney, è in grado di farci male

    1. tony

      @gian prima linea concordo, seconda Fuser per puntellare la chiusa e uno dei due che citi ok, terza e mediana ok come dici Te, centri Boni e Bellini ok , ali non saprei perchè se vogliamo vedere il vero Minozzi deve essere ad estremo dove l’alternativa altrimenti è Padovani, Haiward in panca a fare l’utility così oltre alle sue indiscusse qualità tecniche migliora l’attitudine a difendere.

    2. LiukMarc

      Al di là dei nomi (su gran parte dei quali concordo) è l’approccio e la tenuta. Non pensare già dall’inizio che si possa replicare Firenze senza una concentrazione e applicazione al 120%, nè staccare la spina (fisica e prima ancora mentale) al 60′ o se dopo un tempo siamo sotto di 20 (cosa possibile con gente del genere dall’altra parte).
      CO’S avrà pensato a come affrontarli, vedendo secondo me non tanto la partita di Dublino (l’Irlanda ha schemi e sistemi di gioco che ci sognamo) quanto quella di Parigi (non che la Francia non ci sia superiore, ma è stata una partita di autoscontri più che di rugby champagne). Per me è durissima e a “freddo” direi che ce le prendiamo, ma la Nazionale è un po’ come la lotteria, sarai anche scettico ma alla fine ci speri sempre fino all’ultimo

  3. Gianni berton

    Nel basket, negli ultimi venti anni, e’ nato un solo super campione : Gallinari.
    Quando avremo la possibilità/culo/bravura di avere nel rugby un 3/4 di livello mondiale ( meglio se in mediana ), allora faremo un gran bel salto in avanti.
    E visto che nella palla a spicchi si gioca in 5 e qui in 15, se ne venissero fuori due…defloriamo Twickenham & Parc des Princes…

    1. Nuvole!

      Negli ultimi vent’anni abbiamo anche avuto, a volte, un 3/4 di livello mondiale (diciamo Dominguez…), peró con uno non riesci a vare chissá che a lungo. A rugby serve la squadra.

      1. Kristian Gatta

        Vicino a Twickenham ce n’è uno carino, con tutte le statuette dei giocatori in vetrina a mò di gnomi

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