Cernusco in festa, tre giorni di palla ovale

Ricevo e pubblico

Tutto il Rugby Cernusco al completo torna in campo e lo fa nel migliore dei modi. Tre giorni di festa, di gioco, di passione e di voglia di stare insieme per affrontare al meglio la stagione 2012/2013. Sole (speriamo), tutte le squadre in campo, tutto lo staff a disposizione e come per ogni festa che si rispetti tanta birra e tante salamelle.
“Cernusco in campo 2012” è la prima edizione della festa che unisce in unico abbraccio tutte le realtà grigio amaranto con il preciso scopo di presentarsi e presentare alla città e agli amici la stagione agonistica. Non è tutto, chi vorrà avvicinarsi al rugby e al Cernusco potrà farlo nell’Open Day e durante tutte le attività previste sul campo. Tutto lo staff è a disposizione per qualsiasi tipo di informazione e aiuto.“Dopo il successo del Milano Rugby Festival, confermatissimo anche per il 2013″ spiega il capo del settore tecnico e allenatore della prima squadra Mauro Gazzoni ” abbiamo deciso che era il momento di fare una festa finalmente dedicata a noi. Vogliamo far vedere quello che siamo e ci piace condividere tutti insieme lo spirito e la voglia che ci hanno
guidato fino a questo punto. Abbiamo tanta voglia però anche di condividere la nostra passione, e chi vorrà venire a conoscerci o a provare sarà il benvenuto!”
La manifestazione fa parte dell’iniziativa comunale “Sport da Londra a Cernusco” organizzata dall’Amministrazione, in collaborazione con la Consulta dello Sport di Cernusco sul Naviglio.

Ecco il programma del Cernusco scende in campo 2012

Quando: dal 14 al 16 Settembre
Dove: Al Campo sportivo di Cernusco S/N, via Buonarroti 80

MEMORIAL BUZZINI venerdì 14/09/12

Ore 20:30 Triangolare VETERANS
Ore 21:30 Welcome Party, per iniziare al meglio la stagione

15/09/12
Ore 15:00Pomeriggio partita Under 14
Ore 17:00 Presentazione della società e delle Squadre
Ore 18.00 Partita dell’Under 20
Ore 21:00 Terzo tempo per tutti

16/09/12
Ore 10.00 Attività Minirugby, dai 6 ai 12 anni
Ore 17.00 Open Day: Vuoi giocare a Rugby? Provaci!
Ore 18.00 Quadrangolare “Generale Gazza” con Rugby Cernusco, Grande Milano, Rivoli Rugby, Brescia Rugby

Contatti

http://lnx.rugbycernusco.it/2012/08/si-torna-in-campo-ed-e-subito-festa-tre-giorni-da-road-runners/

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Rugby Championship: l’Australia perde Moore per il Sudafrica

Poteva forse l’Australia passare una intera settimana senza lamentare un qualche infortunio? Ovviamente no. A “riempire” quella casella ancora vuota ci ha pensato Stephen Moore, che sabato a Perth non potrà così scendere in campo contro l’Australia e al suo posto giocherà Tatafu Polota Nau, mentre in panchina andrà Saia Fainga’a.

Questa è la “nuova” formazione australiana:

(15-1) Kurtley Beale; Dominic Shipperley, Adam Ashley-Cooper, Berrick Barnes, Digby Ioane; Quade Cooper, Will Genia; Radike Samo, Michael Hooper, Dave Dennis; Nathan Sharpe, Sitaleki Timani; Ben Alexander, Tatafu Polota Nau, Benn Robinson.

Replacements: James Slipper, Scott Higginbotham, Liam Gill, Nick Phipps, Mike Harris, Anthony Fainga’a, Saia Fainga’a

Zebre al debutto casalingo tra curiosità e nonsense

Ci siamo, venerdì sera le Zebre si mostreranno finalmente al pubblico italiano. Finora abbiamo visto poco o nulla, giusto qualche highlights estivo, davvero poco per farsi una qualsiasi idea sulla squadra. Anche al di là dei risultati.
C’è curiosità attorno al tipo di accoglienza che i bianconeri avranno al Moletolo, sia da un punto di vista quantitativo che da quello qualitativo. Quanti spettatori ci saranno? Come si comporteranno? La “morte” degli Aironi, il frettoloso parto della franchigia federale, la decisione di giocare a Parma hanno lasciato strascichi, inevitabilmente.
L’atmosfera che mi pare di cogliere attorno alla squadra è quella di una fredda curiosità: in molti domani sera saranno davanti alla tv ma preferisco sorvolare sulle speranze circa il risultato di parecchi di questi spettatori…
Il fatto è che questo atteggiamento non mi piace. D’accordo, la fine degli Aironi non è stata quella che si può definire “chiara e trasparente”. In surplus devo aggiungere che invidio tantissimo quelli che hanno certezze nitide, del tipo “FIR cattiva e Melegari buono”, perché credo che quella a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi è una vicenda che non ha davvero eroi positivi e negativi, ma (a mio parere!) è una bella massa di zona grigia dove colpe e responsabilità si compenetrano in entrambi gli schieramenti.
Ma questo è il passato. L’oggi ci dice che c’è una squadra che si appresta ad affrontare una stagione probabilmente difficilissima e che necessità di aiuto, e lo sanno benissimo anche alle Zebre: i continui richiami di queste settimane da parte di allenatori, dirigenti e giocatori ai tifosi della città di Parma e non solo tradiscono un timore tutt’altro che nascosto.
Però credo che i ragazzi che scendono in campo non abbiano nessuna colpa, non possono essere addossate a loro le eventuali colpe di Dondi, Melegari o chissà chi. Che ci potevano fare Bortolami, Mauro Bergamasco, Totò Perugini o Geldenhuys? Perché fischiare Cattina, Belardo o Chiesa? Perché sperare che perdano sul campo, magari sotto una valanga di mete, giusto per fare un dispetto al presidente FIR? Davvero, non capisco.
Che poi la vicenda-Aironi vada chiarita fino in fondo è lapalissiano. E devo dire che mi aspetto moltissimo dal nuovo Consiglio Federale. Se l’aria che si respira verrà confermata dal voto, avremo un nuovo presidente (chiunque sarà) eletto senza percentuali bulgare, il che significa avere un consiglio decisamente vivo e poco “addomesticato”, come invece è stato negli ultimi anni. Un Consiglio che non avrà paura a mettere sul tavolo e affrontare problemi che possono magari infastidire chi sta seduto sulla poltrona più importante. E questo sarà un vantaggio per tutto il movimento. Nel frattempo, forza Zebre.

Elezioni FIR – Lettera aperta e domande di GIRA ai candidati presidenti

Ricevo da GIRA, la nuova associazione che tutela i giocatori e che raccoglie la quasi totalità degli atleti celtici e molti atleti d’Eccellenza, e pubblico

Egregi Signori, GIANNI AMORE – ALFREDO GAVAZZI – AMERINO ZATTA

Spettabili, CANDIDATI IN QUOTA-GIOCATORI

Oggetto: prossime elezioni Consiglio F.I.R. – Quesiti

G.I.R.A. – Giocatori d’Italia Rugby Associati vuole richiamare l’attenzione dei Candidati alla Presidenza della Federazione Italiana Rugby, e soprattutto dei Candidati al Consiglio Federale in quota-giocatori, circa alcune questioni di proprio interesse, sulle quali sarebbe lieta di avere espressa un’opinione.

(1) L’attuale sistema elettorale vincola, di fatto, il voto dei Giocatori alle sorti della Società di appartenenza. Infatti, se nell’anno delle elezioni un atleta dovesse militare in un team estero o in una franchigia italiana del RaboDirectPro12 o in una qualsiasi squadra in ritardo con il versamento delle quote di affiliazione/riaffiliazione/tesseramento, i rispettivi giocatori si vedrebbero precluso o limitato il voto.
La fattispecie del voto dei giocatori “celtici”, peraltro, neppure è presa in considerazione dallo Statuto, essendo forse “sfuggita” (…) al Commissario ad acta ed alla Giunta del CONI, che hanno operato gli ultimi aggiornamenti statutari. Gli stessi Giocatori, in verità, sono venuti a conoscenza della problematica da poco.
Puntualizzato che G.I.R.A. non sostiene o favorisce alcun Candidato, ma difende il diritto di voto di tutti Giocatori, sembra paradossale che i Rugbisti italiani più rappresentativi non possano scegliere i propri rappresentanti in Consiglio Federale.
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusta una modifica statutaria che cambi l’attuale sistema elettorale, andando a riconoscere il diritto di voto anche ai giocatori italiani all’estero e a quelli “celtici”?
I Candidati ritengono possibile e/o giusta una modifica statutaria che riconosca il diritto di voto ai giocatori solamente in quanto tesserati FIR, a prescindere dalla situazione delle SSD/ASD di appartenenza?

(2) Negli ultimi anni troppo spesso i giocatori si sono trovati al cospetto di inadempimenti contrattuali o insoluti da parte delle proprie Società Sportive, con grave pregiudizio per loro e per le rispettive famiglie. Bisogna rammentare che gli atleti professionisti e semi-professionisti traggono la – esclusiva o prevalente – fonte di reddito dall’attività sportiva, e fanno conto su di essa per pagare mutui, affitti, etc.. Eppure, certi personaggi (che hanno condotto al fallimento talune Società Sportive o non hanno onorato i propri impegni) continuano a rivestire ruoli dirigenziali, magari sotto diversa denominazione societaria. Sebbene non trascurandosi l’attuale situazione economica, tale da rendere inimmaginabile l’imposizione di garanzie bancarie o assicurative gravose per le SSD/ASD, tuttavia si ritiene che così non si possa continuare.
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusto che ad una (doverosa) valutazione economica/finanziaria/patrimoniale delle Società che chiedano l’iscrizione ai Campionati (nazionali ed internazionali), debba accompagnarsi anche la prestazione di garanzie, fideiussorie o di altro tipo, atte a garantire il rispetto integrale degli impegni finanziari assunti nei confronti dei giocatori?
I Candidati ritengono possibile e/o giusto che si restringano i “limiti” alle iscrizioni ai campionati di Squadre che non abbiano rimediato precedenti inadempimenti contrattuali o insoluti? Lo stesso discorso può valere anche per Squadre nuove o subentranti ad altre cadute in dissesto?

(3) Secondo G.I.R.A. ogni componente del movimento rugbistico deve avere voce e partecipazione nelle fasi decisionali, al fine di raggiungere un contemperamento tra gli interessi imprenditoriali delle Società Sportive, professionali dei Giocatori, sociali economici ed istituzionali delle realtà territoriali. In particolare, stanno molto a cuore gli aspetti della tutela della salute e connesse questioni assicurative, della libera circolazione e dell’autodeterminazione nelle scelte che incidono sulla propria carriera, delle formazione sportivo-professionale dei giovani rugbisti. Ad oggi, per esempio, andrebbe fortemente tutelato il diritto dei Giocatori di riunirsi in assemblea, magari non rimettendo il potere di convocazione in capo ai Presidenti (a tal proposito si esprime preoccupazione perché alcuni Presidenti pare non abbiano convocato l’assemblea dei Giocatori per l’elezione del delegato).
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusto strutturare delle forme di confronto ed interazione dirette e continuative tra Ordinamento Federale, Società Sportive e Giocatori? Quali sono le proposte in tal senso per quanto riguarda in particolare il coinvolgimento degli atleti?
I Candidati ritengono possibile e/o giusto che la Federazione contribuisca alla formazione professionale dei Giocatori anche in termini di coinvolgimento in attività, corsi, commissioni, di natura tecnico-sportiva?

Il rugby, Bologna, il calcio e un’occasione da ripensare per placcare il terremoto

Paolo Mulazzi per Qui Modena

Dici Emilia-Romagna e dici una delle regioni più importanti a livello rugbystico, sia come numero di praticanti che a livello di storia. Quella storia che racconta di Bologna come
una delle culle del rugby italiano: era il 1928. Se dici Emilia-Romagna, la storia di oggi fa venire in mente, per prima cosa, il sisma del maggio scorso. Il rugby, nella figura della Fir e del suo presidente emiliano, il parmigiano Giancarlo Dondi, si mobilitò subito stanziando 50.000 euro e istituendo altresì un conto corrente dedicato presso lo sponsor azzurro Cariparma per chiunque volesse contribuire. E qui entra in gioco di nuovo Bologna. Prima che si verificasse la tragedia, la Fir aveva designato lo stadio Dall’Ara quale sede del Cariparma test match tra Italia ed Australia del 24 novembre. E qualora chi di dovere avesse dato conferma per il Dall’Ara, la Fir avrebbe provveduto a versare una quota dell’incasso a favore dei terremotati. Ma come spesso capita sul suolo italico, la palla tonda si mette di traverso ed il Bologna football club disse no con la solita scusa: si rovina il campo. Il rimpallo tra Comune e società rossoblu, per dirla in gergo calcistico, ha favorito quest’ultima e cosi Italia-Irlanda del 20 dicembre 1997 resta l’ultima partita giocata dagli
azzurri nella città felsinea. E siccome le sciagure non arrivano mai sole, col trasferimento del test match da Bologna a Firenze, si è persa per strada la quota sull’incasso da devolvere.
Bologna sarebbe stata strategica: gli azzurri si sarebbero allenati in quel territorio martoriato dalla forza della natura con tutto quello che ne poteva conseguire a livello di sensibilizzazione e di ‘spot light’. Era un’occasione non solo per intervenire con un altro bonus economico ma di contatto con quel mondo sempre preso a modello per valori, principi, forza, coraggio, indomita perseveranza.
Cancellata(si) Bologna, cancellato tutto. Così è, se vi pare.
Giancarlo Dondi terminerà a giorni ed in modo definitivo la sua lunga parentesi da presidente federale per cui la domanda che gli abbiamo posto sarebbe da riformulare al suo successore ovvero se vi può essere la possibilità, se non di un’amichevole, di un’iniziativa
che coinvolga in qualche modo la nazionale che possa ridare un po’ di ‘sostegno’ a quelle popolazioni che ancora vivono in disagio. «Purtroppo durante il mese dei test-match non
sarà possibile fare allenamenti in zona per ovvi motivi ma non vogliamo nemmeno fare una semplice passerella. Bologna sarebbe caduta a fagiolo», commenta Dondi. «Si può pensare a quei giocatori che non sono considerati per i test, tipo per infortunio. In ogni caso per iniziative o se si può essere utili per sensibilizzare ulteriormente credo non ci saranno problemi». Ai posteri, o meglio al suo postero, l’ardua sentenza.