Elezioni FIR – Lettera aperta e domande di GIRA ai candidati presidenti

Ricevo da GIRA, la nuova associazione che tutela i giocatori e che raccoglie la quasi totalità degli atleti celtici e molti atleti d’Eccellenza, e pubblico

Egregi Signori, GIANNI AMORE – ALFREDO GAVAZZI – AMERINO ZATTA

Spettabili, CANDIDATI IN QUOTA-GIOCATORI

Oggetto: prossime elezioni Consiglio F.I.R. – Quesiti

G.I.R.A. – Giocatori d’Italia Rugby Associati vuole richiamare l’attenzione dei Candidati alla Presidenza della Federazione Italiana Rugby, e soprattutto dei Candidati al Consiglio Federale in quota-giocatori, circa alcune questioni di proprio interesse, sulle quali sarebbe lieta di avere espressa un’opinione.

(1) L’attuale sistema elettorale vincola, di fatto, il voto dei Giocatori alle sorti della Società di appartenenza. Infatti, se nell’anno delle elezioni un atleta dovesse militare in un team estero o in una franchigia italiana del RaboDirectPro12 o in una qualsiasi squadra in ritardo con il versamento delle quote di affiliazione/riaffiliazione/tesseramento, i rispettivi giocatori si vedrebbero precluso o limitato il voto.
La fattispecie del voto dei giocatori “celtici”, peraltro, neppure è presa in considerazione dallo Statuto, essendo forse “sfuggita” (…) al Commissario ad acta ed alla Giunta del CONI, che hanno operato gli ultimi aggiornamenti statutari. Gli stessi Giocatori, in verità, sono venuti a conoscenza della problematica da poco.
Puntualizzato che G.I.R.A. non sostiene o favorisce alcun Candidato, ma difende il diritto di voto di tutti Giocatori, sembra paradossale che i Rugbisti italiani più rappresentativi non possano scegliere i propri rappresentanti in Consiglio Federale.
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusta una modifica statutaria che cambi l’attuale sistema elettorale, andando a riconoscere il diritto di voto anche ai giocatori italiani all’estero e a quelli “celtici”?
I Candidati ritengono possibile e/o giusta una modifica statutaria che riconosca il diritto di voto ai giocatori solamente in quanto tesserati FIR, a prescindere dalla situazione delle SSD/ASD di appartenenza?

(2) Negli ultimi anni troppo spesso i giocatori si sono trovati al cospetto di inadempimenti contrattuali o insoluti da parte delle proprie Società Sportive, con grave pregiudizio per loro e per le rispettive famiglie. Bisogna rammentare che gli atleti professionisti e semi-professionisti traggono la – esclusiva o prevalente – fonte di reddito dall’attività sportiva, e fanno conto su di essa per pagare mutui, affitti, etc.. Eppure, certi personaggi (che hanno condotto al fallimento talune Società Sportive o non hanno onorato i propri impegni) continuano a rivestire ruoli dirigenziali, magari sotto diversa denominazione societaria. Sebbene non trascurandosi l’attuale situazione economica, tale da rendere inimmaginabile l’imposizione di garanzie bancarie o assicurative gravose per le SSD/ASD, tuttavia si ritiene che così non si possa continuare.
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusto che ad una (doverosa) valutazione economica/finanziaria/patrimoniale delle Società che chiedano l’iscrizione ai Campionati (nazionali ed internazionali), debba accompagnarsi anche la prestazione di garanzie, fideiussorie o di altro tipo, atte a garantire il rispetto integrale degli impegni finanziari assunti nei confronti dei giocatori?
I Candidati ritengono possibile e/o giusto che si restringano i “limiti” alle iscrizioni ai campionati di Squadre che non abbiano rimediato precedenti inadempimenti contrattuali o insoluti? Lo stesso discorso può valere anche per Squadre nuove o subentranti ad altre cadute in dissesto?

(3) Secondo G.I.R.A. ogni componente del movimento rugbistico deve avere voce e partecipazione nelle fasi decisionali, al fine di raggiungere un contemperamento tra gli interessi imprenditoriali delle Società Sportive, professionali dei Giocatori, sociali economici ed istituzionali delle realtà territoriali. In particolare, stanno molto a cuore gli aspetti della tutela della salute e connesse questioni assicurative, della libera circolazione e dell’autodeterminazione nelle scelte che incidono sulla propria carriera, delle formazione sportivo-professionale dei giovani rugbisti. Ad oggi, per esempio, andrebbe fortemente tutelato il diritto dei Giocatori di riunirsi in assemblea, magari non rimettendo il potere di convocazione in capo ai Presidenti (a tal proposito si esprime preoccupazione perché alcuni Presidenti pare non abbiano convocato l’assemblea dei Giocatori per l’elezione del delegato).
Quesiti: i Candidati ritengono possibile e/o giusto strutturare delle forme di confronto ed interazione dirette e continuative tra Ordinamento Federale, Società Sportive e Giocatori? Quali sono le proposte in tal senso per quanto riguarda in particolare il coinvolgimento degli atleti?
I Candidati ritengono possibile e/o giusto che la Federazione contribuisca alla formazione professionale dei Giocatori anche in termini di coinvolgimento in attività, corsi, commissioni, di natura tecnico-sportiva?

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5 thoughts on “Elezioni FIR – Lettera aperta e domande di GIRA ai candidati presidenti

  1. mistral

    credo che la lettera esprima in pieno la grande contraddizione esistente nel simil-professionismo rugbistico all’italiana che si è creato in questi ultimi anni… da un lato l’esigenza dei giocartori (legittima) di essere riconosciuti quale parte contrattuale in un rapporto di lavoro che si prefigura quale subordinato (e quindi soggetto a tutti i diritti/doveri di questo tipo di rapporto), dall’altra l’ipocrisia di considerare i club (anche quelli grandi) indistintamente quali SSD/ASD cioè “dilettantistici”, con le conseguenti difficoltà a riconoscere rappporti di lavoro dipendente; la situazione ricorda molto da vicino quanto avvenuto in francia anni fa, e che ha portato alla creazione della LNR, organo dirigenziale della FFR riconosciuto dal ministero dello sport che rappresenta le società professionistiche di top14/proD2 nell’ambito della FFR stessa; più recentemente (200572006 credo) la FFR ha avuto l’esigenza di adattare il proprio statuto generale alle realtà della Federale 1, il torneo maggiore semi-professionistico (o semi-dilettantistico se si preferisce) francese; la FFR con i suoi organi dirigenziali rappresenta quindi il sistema/movimento rugbistico transalpino sia professionistico (congiuntamente/dualisticamente alla LNR) sia semi-professionistico sia prettamente dilettantistico, ma con all’interno diversi livelli statutari e di responsabilità; è un percorso non certo veloce, e che presuppone la volontà reciproca (società, dirigenti, giocatori, federazione) di riconoscere questi diversi livelli, forse in italia non siamo ancora pronti per questa evoluzione…

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