In un Paese come il nostro, parecchio incline ai colpi di carta bollata, una notizia così fa un po’ specie e pure parecchia invidia.
Insomma, il Newcastle ha fatto sapere che non ricorrerà in appello contro la decisione di una Commissione esterna alla RFU che ha sancito in via definitiva la retrocessione in Championship e la contemporanea promozione dei London Welsh in Premiership, così come aveva stabilito il campo.
I due “movimenti” erano stati inizialmente bloccati perché il club londinese non ha uno stadio che soddisfa i requisiti minimi richiesti per poter giocare nel massimo torneo inglese. Quindi il ricorso – vinto – dai Welsh che giocheranno al Kassam Stadium, campo dell’Oxford United (società di calcio). Una storia che ha talmente messo in imbarazzo i vertici del rugby inglese che molto probabilmente modificheranno quei requsiti minimi richiesti.
In tanti si aspettavano il ricorso dei Falcons, che però non ci sarà.
Mese: luglio 2012
Cavinato sprona la pattuglia italiana di Challenge: “Dimostriamo che non siamo carne da macello”
Il tecnico campione d’Italia, Andrea Cavinato, ha rilasciato una intervista al sito dell’ERC dove non usa certo giri di parole per parlare della partecipazione del suo Calvisano e degli altri club italiani alla Challenge Club
“Il nostro obiettivo prioritario per l’anno prossimo è ovviamente quello di riconfermarci in Italia e dimostrare che la differenza tecnica tra i club italiani e quelli stranieri non è così ampia come invece i risultati, soprattutto di Challenge Cup, degli ultimi anni lascerebbero pensare. Non dico ovviamente che passeremo il turno, ma che potremo toglierci soddisfazioni questo di sicuro. Tornare in Europa con lo scudetto sul petto è una responsabilità in più, perché bisogna dimostrare che il campionato italiano si è sì ridimensionato dopo la creazione delle due squadre per il Pro12, ma sta crescendo e sta valorizzando i giovani italiani. Valorizzare i giovani significa non mandarli in Europa come carne da macello, ma metterli nelle condizioni di poter arrivare a giocare al livello che l’Amlin Challenge Cup richiede.
“Per questi motivi in coppa andremo sempre con la formazione migliore, e spero lo facciano anche le altre tre squadre italiane, anche sacrificando qualche interesse riguardo al campionato. Se le squadre italiane non saranno competitive, penso che la Erc dovrà prendere posizioni dure nei confronti dei club. Essere competitivi significa giocare sempre con la squadra migliore, dimostrare mentalità. Gli aiuti che la Fir dà alle squadre che giocano in Europa non sono soldi a fondo perduto, ma devono trasformarsi in un lavoro per la crescita del movimento. Penso che la crescita del rugby italiano passi necessariamente da questo punto”.
Un fine settimana di beach rugby a Terracina
Se nel weekend avvistate una festosa e goliardica folla di sportivi in giro per le città non vi preoccupate: il beach rugby è arrivato a Terracina.
Anche se nato da poco, infatti, il Terracina rugby non si ferma neanche d’estate e procede con iniziative per promuovere e diffondere la passione per la palla ovale. Da questi presupposti è nato “1°Festival Beach Rugby Città di Terracina”. La kermesse sportiva, tappa del Campionato Nazionale di Beach Rugby – il torneo nato nel 1998 diffuso soprattutto sulle spiagge delle riviere del nord Italia, ma ormai diffuso su tutto il territorio nazionale, isole comprese – sarà ospitata Il 7 luglio al beach arena “Carlo Guarnieri” presso le Rive di Traiano.
Oltre duecento atleti, fra uomini e donne, si sfideranno sulla sabbia calda di Terracina, tra i quali anche alcuni rugbisti che militano nel massimo campionato italiano o sono nel giro delle nazionali.
Dodici squadre maschili provenienti da tutta Italia e tre femminili si affronteranno dalle ore 14 fino alle 21 per contendersi il primo posto. Oltre, ovviamente, alle tigri del “Terracina rugby”, parteciperanno i campioni d’Italia de “I Pessimi”, i veterani del beach rugby delle “Sabbie Mobili” di Roma, la marea arancione dei “Cani Romani”, gli arieti da spiaggia di “Rieti” e i pungenti “CrazyCrabs” di Frascati. Ma anche gli “Strani Tipi” di Prato, i giovani incursori romani dei “The Drills”, i “pazzi” scalmanati del beach rugby dei “Crazy Buffalo” di Santa Maria Capua Vetere, i partenopei dei “Pirati di Nisida”, i “12 fratelli della Compagnia Cantante” di Ostia ed i girovaghi dei “Lengheri” di Frascati.
Le donne invece si sfideranno in una triangolare fra le campionesse in carica de “Le Sabbie Mobili”, le “Spavalde” di Roma e le “folli”dei “Crazy Buffalo”
Un appuntamento imperdibile per gli amanti della palla ovale, ma non solo. Il Terracina rugby, infatti, è lieta di essere riuscita a portare una tappa nella propria città, per permettere a tutti di assistere alla spettacolarità del beach rugby, disciplina semplificata del rugby a XV, alla fisicità e la goliardia dei giocatori, ma anche la bellezza delle giocatrici di rugby.
L’evento sarà accompagnato da altre manifestazioni tipiche del rugby: venerdì 6 ci sarà un tour dei pub, aperto a tutti, con i ragazzi del rugby che partiranno da Piazza del Municipio per le 22, mentre il giorno successivo ci sarà l’imperdibile festa del III° tempo all’Arena “Il Molo” subito dopo la finale con le premiazioni, la musica, il dj set, l’immancabile birra e la carne alla brace.
Il sabato non sarà solo una giornata di sport, ma ci sarà spazio anche le tematiche sociali. Durante la competizione, infatti, saranno presenti con un desk informativo le associazioni di volontariato AVIS (Associazione volontari italiani sangue) e Rugby col cuore, organizzazione no-profit aperta a tutti coloro che intendono fare del rugby uno strumento di sviluppo umano e sociale. In Italia come all’estero, l’A.S.D. Rugby col cuore promuove e sostiene progetti di sensibilizzazione sociale e di aiuto diretto o indiretto a vantaggio di soggetti che versano in condizioni di difficoltà. Tutte le squadre metteranno in palio un loro gadget per la riffa di beneficenza che sarà volta ad appoggiare questi progetti.
Vi aspettiamo numerosi! Non perdetevi le squadre più forti e più titolate per la vittoria del master finale ad Alba Adriatica il 21 e 22 luglio.
Riccardo Pavan: “Il Rovigo non dice la verità”. E va verso Viadana
Andrea Nalio per Il Resto del Carlino – Rovigo
«AVEVO raggiunto un accordo con la Rugby Rovigo, ma la mia firma non era certo vincolata a quella di mio fratello». Riccardo Pavan non è più un giocatore del Rovigo e, ad una settimana dal divorzio ufficiale dai colori rossoblu, intende fare chiarezza in merito ad una vicenda che, a conti fatti, ha scontentato tutti. Sulla chiusura del rapporto con Pavan, la società di via Alfieri in un comunicato ufficiale aveva sottolineato: «valutata la tiepida adesione del giocatore al progetto rossoblu a causa di situazioni di carattere soprattutto personale, ha ritenuto di non continuare il rapporto». Parole poi corroborate da quelle del direttore sportivo Fabio Coppo il quale aveva dichiarato come Pavan avesse legato la sua firma al fatto che Rovigo ingaggiasse anche il fratello Gilberto (in Celtic League nell’ultima stagione con la maglia degli Aironi). Da qui, la decisione di interrompere il rapporto e valutare piste alternative. «Sono state dette diverse cose che non rispecchiano la vicenda – afferma deciso Riccardo Pavan, amareggiato per il divorzio e desideroso di chiarire la sua posizione -. Hanno parlato di mancanza di entusiasmo e del fatto che vincolassi la mia firma all’arrivo di mio fratello. Ma non è vero, perché io sono sempre stato contento di vestire il rossoblu e di mio fratello avevo parlato come di un possibile rinforzo ai centri».
Si è parlato anche di un tuo appuntamento disertato con la presidenza.
«Ho chiesto io di rinviare la data della firma, ma al secondo appuntamento, in cui mi trovavo in città anche per l’appartamento, ad un paio d’ore dall’incontro mi è stato comunicato che non sarebbe avvenuto. Da allora, non ho più sentito nessuno».
Cosa hai pensato quando hai saputo della decisione ufficiale del Rovigo?
«E stata dura per me leggere quelle parole. Le avranno scritte per dare una ragione a questa vicenda, ma la realtà è che a me dispiace lasciare Rovigo, una maglia che ho indossato tutte le partite l’anno scorso».
Ed ora, c’è Viadana nel tuo futuro? «Sì, è possibile». (…)
Rugby a Roma, continua la brutta saga del Tre Fontane
Continua ad essere nebuloso il futuro del rugby al Tre Fontane. Dopo la scadenza lo
scorso 30 giugno della concessione dell’impianto al Coni servizi e il ritorno in mano al comune capitolino, sale l’attesa per il possibile nuovo bando. E ad aspettare una decisione in merito al futuro della storica sede della palla ovale della Capitale ci sono le società sorte dalle ceneri della fallita Rugby Roma: la Nuova Rugby Roma di Roberto Barilari, Rugby
e Altro, Rugby Roma 2000 e la Rugby Roma Club presieduta da Riccardo Mancini, tuttora
senza accordo per una gestione comune.
Un problema serio quello dell’impianto che rischia di lasciare appiedati centinaia di atleti dall’under 6 agli old e mettere in ginocchio il futuro del rugby romano. «Noi speriamo
in un bando e che sia chiaro ed accessibile a tutti – il commento del presidente della Nuova
Rugby Roma Barilari – le assicurazioni avute dalle istituzioni sulla permanenza del rugby
al Tre Fontane ci fanno ben sperare, ma le voci che girano su possibili speculazioni edilizie ci
fanno paura».


