Cavinato sprona la pattuglia italiana di Challenge: “Dimostriamo che non siamo carne da macello”

Il tecnico campione d’Italia, Andrea Cavinato, ha rilasciato una intervista al sito dell’ERC dove non usa certo giri di parole per parlare della partecipazione del suo Calvisano  e degli altri club italiani alla Challenge Club

“Il nostro obiettivo prioritario per l’anno prossimo è ovviamente quello di riconfermarci in Italia e dimostrare che la differenza tecnica tra i club italiani e quelli stranieri non è così ampia come invece i risultati, soprattutto di Challenge Cup, degli ultimi anni lascerebbero pensare. Non dico ovviamente che passeremo il turno, ma che potremo toglierci soddisfazioni questo di sicuro. Tornare in Europa con lo scudetto sul petto è una responsabilità in più, perché bisogna dimostrare che il campionato italiano si è sì ridimensionato dopo la creazione delle due squadre per il Pro12, ma sta crescendo e sta valorizzando i giovani italiani. Valorizzare i giovani significa non mandarli in Europa come carne da macello, ma metterli nelle condizioni di poter arrivare a giocare al livello che l’Amlin Challenge Cup richiede.

“Per questi motivi in coppa andremo sempre con la formazione migliore, e spero lo facciano anche le altre tre squadre italiane, anche sacrificando qualche interesse riguardo al campionato. Se le squadre italiane non saranno competitive, penso che la Erc dovrà prendere posizioni dure nei confronti dei club. Essere competitivi significa giocare sempre con la squadra migliore, dimostrare mentalità. Gli aiuti che la Fir dà alle squadre che giocano in Europa non sono soldi a fondo perduto, ma devono trasformarsi in un lavoro per la crescita del movimento. Penso che la crescita del rugby italiano passi necessariamente da questo punto”.

PER LEGGERE TUTTA L’INTERVISTA CLICCATE QUI

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20 risposte a Cavinato sprona la pattuglia italiana di Challenge: “Dimostriamo che non siamo carne da macello”

  1. Rabbidaniel ha detto:

    Per una volta mi trovo perfettamente d’accordo con Cavinato. Staremo a vedere se le italiane schiereranno sempre la formazione migliore.

  2. MarkElla ha detto:

    sottoscrivo in pieno
    totalmente d’accordo

  3. Ale ha detto:

    sottoscrivo e controllerò che alle parole seguano i fatti….

  4. tony ha detto:

    Bravo Andrea mi sembra un bel segnale….

  5. Matteo ha detto:

    bravo secondo mè lui gioca sempre per vincere come non si può dire lo stesso di molte italiane in challenge

  6. Ferro ha detto:

    Una storia trita e ritrita.Cavinato mandi la sua squadra migliore e non si preoccupi delle altre.Solite parole solite sconfitte.Calvisano ha vinto una partita o due nella sua storia,come mai? Pero’ vincere lo scudetto italiano che vale nulla e’ importante che lo posso dire al mio vicino di casa.

  7. manuel ha detto:

    Io credo che bisogna smetterla di dire che il campionato italiano sia di basso livello. Certo non e’ come quello francese,inglese e tantomeno la celtic. Abbiamo 4 squadre che giocheranno la challenge cup e fa benissimo Andrea quando dice che giocherà con la squadra migliore possibile. Bisogna diventare competitivi anche a questo livello. In campo si va per vincere anche perché non conosco nessun giocatore e allenatore che si diverte a perdere. Osiamo che ci sono giocatori di qualita’ in giro e società che si possono prendere soddisfazioni.

    • Ferro ha detto:

      Io credo invece che bisogna dire la verita’ e quella e’ la verità ,mentre Cavinato la verita’ non la dice nemmeno al suo dottore e si prepara non a motivare le legnate che prendera’ in Europa dove gli alibi sono garantiti,ma come e’ sua abitudine andare a guardare in casa degli altri,per motivare eventuali sconfitte con RO-Moian-Prato se secondo lui risparmiarenno giocatori per Calvisano.Capisci il concetto Manuel o no?

      • manuel ha detto:

        Per dire una cosa del genere credo che tu lo conosca molto bene, che ti abbia allenato o mi sbaglio ferro?

    • Matteo ha detto:

      una domanda come fai a paragonare il campionato inglese con quello italiano pare fanno due sport diversi oppure ci raccontiamo la solita balla che si gioca in 15 le motivazioni sono meglio del know how gioca solo chi si allena….. balle loro sono forti e noi nemmeno un pò e non mi pare che la cosa sarà diversa fra 5 o 10 anni perchè loro lavorano per progredire noi no.

      • manuel ha detto:

        scusa ma non ho paragonato il campionato italiano a quello inglese o francese. Ho detto che sicuramente non e’ dello stesso livello. Dico solo che se mai proviamo a giocare con la formazione migliore che un allenatore può disporre per competere al meglio con loro difficile che possiamo prenderci delle soddisfazioni. Detto questo se posso permettermi ricordo che 3 anni fa a Treviso capitolò Perpignan campione di Francia e Treviso non era in celtic…ricordo una sconfitta del bath in casa sempre con Treviso (allora guidata da green) con Treviso che quell anno non vinse nemmeno il campionato italiano. Lo scorso anno o 2 anni fa (ammetto che non ricordo..) gli aironi battono biarizz a Viadana (forse e ripeto forse al primo anno di celtic..). Poi ci sono state sconfitte umilianti non neghiamolo.Dico che se non abbiamo fiducia e se non lavoriamo per migliorarci mettendo a disposizione il meglio che abbiamo difficile che arriveranno i risultati.

  8. Nicola Bro ha detto:

    Le parole sono più che giuste, sottolineo la parte che la nuova “franchigia” ha saccheggiato molti buoni giocatori dell’eccellenza senza che purtroppo ci sia ricambio, per ora non coinvolgendo Calvisano. Il livello é sceso nonostante gli sforzi che possano fare le società. Diminuire gli stranieri da 5 a 4 ha ulteriormente indebolito il livello, certo quando si acquista all’estero bisogna saper scegliere ma é innegabile che grazie al rapporto tradizione/tesserti sia più facile trovare giocatori migliori stranieri. Se non si gioca con squadre di italiani c’é polemica ma così si vedranno veramente giovani allo sbaraglio.
    Chiudo dicendo quello che penso da quando c’é stato il brutto affare Aironi/Federazione, che nel tempo si è solo rafforzato, in Challenge doveva andare chi vinceva il campionato italiano con forte aiuto della federazione e implementazione di giocatori ex-Aironi perché almeno aveva uno staff comprovato e non veniva creato in pochi giorni.

  9. Matteo ha detto:

    @ manuel ho capito male io scusa ma converrai con me che in altre realtà rugbisticamente più evolute si investe sulla formazione e un ventenne arriva più preparto e con più esperienza sul campo di un coetaneo italiano quindi noi si dovrebbe investire da oggi sui giovani per permettere che arrivino fra 5-10 anni a un livello vicino a questi cosa che in italia non si fà. poi per quanto riguarda treviso hai ragione ha vinto un casa con perpignan quando non giocava la celtic (io cero )e molte partite di hc le avversarie al monigo venivano a sudarsele le vittorie, ma ti sei mai chiesto il perchè? perchè loro programmano magari sbagliano anche loro ma nessuno può dire che a treviso non vedono lungo. Nessuno ha una ricetta giusta per uscire da questo periodo ma non mi si può venire a dire che solo la federazione sa formare giocatori di alto livello.

    • manuel ha detto:

      Posso dirti che sono di Treviso e ho giocato a Treviso anche in prima squadra quindi permettimi che un idea ce l ho di come lavorano. Spiace contradirti ma ultimamente dal settore giovanile di Treviso (e intendo nati a Treviso e usciti dall u.20 di Treviso negli ultimi anni non ho visti chissà quanti..). spesso sono giovani nati da società limitrofe,presi e fatti crescere…ma se hanno bisogno del giocatore forte se lo vanno a prendere. io sono tifoso di Treviso,intendiamoci, mi fanno piacere quando ci sono risultati positivi anche di altre società (prima ho citato Viadana che ha vinto con biarizz..) alla fine ne guadagna il movimento.italiano. credo che possiamo fare bene anche in challenge cup se viene presa col piglio giusto. Le altre nazioni corrono e’ vero, noi abbiamo iniziato a camminare (ci sono anche 100 anni di cultura rugbistica di differenza non dimentichiamocelo…) e non dev’essere una scusa questo. Ci sono cose che funzionano sui giovani e la loro crescita e cose che devono essere cambiate prima possibile. Nessuno ha la bacchetta magica,arriveranno altre batoste,arriveranno delle soddisfazioni ma bisogna smetterla di dire che siamo incapaci che non siamo nemmeno in grado di copiare (come ho visto scrivere in questi blog..).

      • Matteo ha detto:

        hai ragione sul discorso che oramai treviso non “produce” tanti giocatori forti e che se ha bisogno del giocatore forte se lo va a prendere in sud africa o a tonga ma converrai con me che ci sono veramente poche socetà sportive in generale che “programmano” poi per quanto riguarda i sistemi che valgono in uno stato non si possono copiare in un altro sarebbe come cambiare mentalità alla gente non lo fai in 2 anni poi a livello giovanile per l’u20 non so ma ricordo benissimo che quando andavo in ghirada fino l’u18 si prendevano un sacco di botte! forse eravamo scarsi noi o eravate bravi voi ma centri sportivi così ne ho visti pochi in giro

  10. AleVr ha detto:

    Cavinato si sta preparando ad entrare in politica? Belle parole…sono curioso di vedere come ad esse farà seguire i fatti…
    Comunque Matteo ha ragione e penso che il suo discorso sia confermato dagli Aironi, che sono l’esatto opposto!

  11. manuel ha detto:

    @Matteo..Treviso ha una grande tradizione quando giocavo io sia in giovanile sia in prima il settore giovanile aveva importanza. Ora meno. con questo non sto dicendo che non programmano il lavoro (anzi c e uno sforzo incredibile da parte di allenatori e dirigenti e prova e’ lo scudetto u.16) e solo in questo modo ottieni risultati. Comunque stiamo sviando il discorso..qui si parlava di challenge e concordo con cavinato che bisogna provarci con il meglio che si ha a disposizione sempre!e se hai giovani che possono provarci a darti qualche soddisfazione tanto meglio. Se ci limitiamo sempre a partecipare non lamentiamoci che il livello di gioco resta fermo.

  12. Marco Ferrini ha detto:

    @manuel …
    Scrivo per fare chiarezza.
    Mi chiamo Marco Ferrini (1991), per i compagni dell’Accademia di Tirrenia sono “Ferro”, il nomignolo con cui mi chiamavano e mi chiamano ancora oggi in parecchi.
    In ogni caso non sono il Ferro delle risposte a Cavinato di cui sopra, dato che
    si potrebbe pensare (“Manuel” lo ipotizza) che quel Ferro potrei essere io.
    Ho avuto “difficoltà e problemi” non da poco col sign. Cavinato nel mio ultimo anno di Accademia a Tirrenia, problemi da cui sono comunque derivate esperienze molto positive e di crescita.
    Quello che avevo da dire al Sign. Cavinato relativamente a quegli eventi l’ho già detto direttamente a lui, aggiungo con molta chiarezza e spero lealtà, come voglio che sia il mio stile di vita.
    Penso che il sign. Cavinato abbia competenze e caratteristiche positive che possono essere “progressive” per il nostro rugby … fino a quando non si attivano dinamiche distruttive e, come sempre, anche autodistruttive.

    Marco Ferrini

    • manuel ha detto:

      ciao Marco ferrini onestamente mi spiace che tu abbia avuto problemi con lui e so che non e’ facile accettare quello che ti dice a volte andando fuori dalle righe (e non pensare che giustifichi certi suoi modi di fare). Se sono autodistruttivi come dici tu allora avranno anche delle conseguenze..io dico che nonostante il suo carattere (che può essere accettato o meno) nonostante che mi abbia cazziato alla grande per il passato a me ha insegnato tanto sia sotto il profilo tecnico sia sotto il profilo umano forse perché ho sempre cercato di dare per quanto potevo il 100% delle mie possibilità e lui mi ha ricambiato insegnandomi il 100,% delle sue conoscenze. Credo che lui sia on grado di capire quanto puoi dare quanto puoi migliorarti e soprattutto quanto sei disposto a seguirlo e se vale la pena o meno perdere tempo con te.

  13. andreac ha detto:

    bravo @manuel, sono d’accordo su tutto quello che dici!!!!

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