L’IRB mette una pietra tombale sul “caso Shingler”: è un giocatore gallese

Riavvolgo il nastro. Steven Shingler, giocatore nato in Galles ma di madre scozzese. Nel 2011 viene convocato con l’U20 in maglia rossa e gioca contro la Francia, ma lo scorso gennaio a chiamarlo è la Scozia, che lo vuole nel gruppone che prepara il Sei Nazioni. Il Galles non ci sta (a ragione) e presenta ricorso all’IRB che fa sapere che il ragazzo “is tied to Wales”, legato al Galles. Al controricorso scozzese è arrivata la risposta del panel internazionale, che diceva: Shingler può essere convocato solo dal Galles. A Edimburgo ci provano un’ultima volta, ma l’International Board respinge l’ultimo appello: “Wales and France had individually designated their Under 20 teams as their next senior national representative teams”. Significa che sia Francia che Galles hanno designato la nazionale U20 come squadra che determina l’appartenenza di un giocatore (da noi è la Nazionale Emergenti), se metti quella maglia sei “legato”. Quindi Shingler può essere convocato solo dal Galles, e che la Scozia si metta l’anima in pace.

Il Super Rugby (e i Reds) ritrovano Quade Cooper

Quade Cooper debutta nel Super Rugby. Dei tre grandi infortunati lungodegenti (gli altri due erano i Crusaders Dan Carter e Richie McCaw) era l’ultimo rimasto ancora in infermeria, ma questo fine settimana il talentuoso numero 10 dei Reds giocherà a Brisbane contro i Lions mettendosi alle spalle la rottura dei legamenti che lo ha fermato lo scorso ottobre. Il coach dei Reds Ewen McKenzie lo farà scendere in campo fin dal primo minuto. Un rientro che di sicuro non dispiace nemmeno al ct wallabies Robbie Deans in vista dei test-match di giugno

Reds: 15 Ben Lucas, 14 Dom Shipperley, 13 Anthony Faingaa, 12 Mike Harris, 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia; 8 Scott Higginbotham, 7 Liam Gill, 6 Jake Schatz, 5 James Horwill (capt), 4 Rob Simmons, 3 James Slipper, 2 Saia Faingaa, 1 Greg Holmes.
Replacements: James Hanson, Ben Daley, Adam Wallace-Harrison, Eddie Quirk, Nick Frisby, Chris F’sautia, Luke Morahan.

Tagli agli Aironi: il comunicato dell’Associazione Giocatori (GIRA). E la conferma che i debiti ci sono

Dell’accordo tra Aironi e GIRA (la nuova associazione di giocatori, la Giocatori Italiani Rugby Associati) vi avevo detto già ieri sera. Ora arriva il comunicato ufficiale e l’associazione dimostra di avere idee molto chiare e di essere decisamente combattiva:
– premette che gli accordi raggiunti sono una sorta di una tantum dovuta all’eccezionalità del caso
– il giochino di cambiare la ragione sociale, rimanendo però se stessi per cancellare eventuali condizioni debitorie è una cosa che non deve accadere
– il taglio medio degli stipendi sarà del 20% e non del 50% come detto da alcuni organi di stampa
– si parla di “totale rientro delle retribuzioni maturate (…) senza svincolo di fidejussioni già prestate a garanzia”. Evidentemente qualche debito gli Aironi ce l’hanno, nonostante quello che il presidente Melegari va dicendo da qualche mese.
Di seguito il comunicato…

Se ne va un altro Airone: Del Fava ha firmato per Newcastle

La notizia arriva da oltremanica: Carlo Del Fava ha firmato un contratto che lo lega ai Newcastle Falcons (il sito del club inglese non specifica per quanti anni).
Da settembre vedremo quindi il seconda linea sudafricano – di padre italiano – impegnato in Inghilterra, anche se non si sa in quale categoria. I Falcons sono retrocessi dalla Premiership ma probabilmente resteranno nella massima serie perché chi deve salire dalla Championship non ha uno stadio che risponde ai requisiti necessari per il massimo campionato inglese, condizione ineludibile per prendervi parte.
Ci sono anche le prime parole “inglesi” di Del Fava: “Sono felicissimo di venire e poter lavorare con un director of rugby come Dean Richards. Sono davvero contento di aver firmato per un club dal grande futuro e sia io che la mia famiglia faremo del nord-est inglese la nostra nuova casa”.
Altro pezzo di Aironi che se ne va dunque: la nuova (probabile) franchigia perde un uomo di grandissima esperienza ma si libera di un contratto pesante.

Il “caso del cartello”: se Reato sostiene Montauriol, la Rugby Rovigo non sostiene Reato

Nicola Chiarini per Il Corriere del Veneto

Una lettera di Tommaso Reato a difesa di Jean Francois Montauriol rinfocola le polemiche sul comportamento della seconda linea francese del Rugby Rovigo, colto in flagrante mentre abbatteva un segnale stradale dall’assessore comunale Amelio Piscopo che, per questo, lo ha segnalato alla polizia municipale. Il capitano dei rossoblu punta il dito sul ruolo dei politici locali, a suo dire a continua caccia di visibilità sia quando seguono la squadra nei successi, sia in casi come questo. Ma il sindaco Piva, appassionato di palla ovale, ribadisce la sua condanna per il gesto e rimprovera Reato.
«Si possono vestire i panni dello sceriffo implacabile che pattuglia i locali notturni della città,  quando capita una ghiotta occasione – scrive Reato – Uno straniero che si permette di devastare i pubblici arredi, noncurante delle norme che qui da noi distinguono civiltà e educazione. Un vandalo. Ma è più vandalico l’atto di chi rovina un oggetto già compromesso o il non atto di chi perpetua il degrado? È stato detto che il cartello fosse già in procinto di lasciarci. In ogni caso, obiettivo raggiunto: un po’ di popolarità a scapito di quei rugbisti che hanno pure fallito il Tricolore, privando molti di molti flash». Parole in direzione opposta a quelle della società che, all’indomani dell’esplosione del caso, aveva mandato una nota di condanna per il comportamento di Montauriol «Non commentiamo – fanno sapere dall’ufficio stampa rossoblu – sono parole espresse a titolo personale da un giocatore, a cui non possiamo impedire di avere una propria opinione».
Ma non si fa attendere la dura condanna di Bruno Piva che ricorda di parlare, prima ancora che da sindaco, da medico sociale della squadra «Sono sorpreso per questa reazione del capitano – sottolinea amareggiato – Ribadisco la condanna per un gesto che niente ha a che fare con l’esuberanza propria del “terzo tempo”. Il vandalismo non può essere difeso in alcun modo e mi dispiace che qualche giocatore lo abbia fatto». (…)