Il matrimonio BergaMauro-Fiamme Oro? Lui conferma tutto. O quasi

Simone Battaggia per la Gazzetta dello Sport

Mauro Bergamasco ha n futuro nelle Fiamme Oro. Forse da giocatore, forse da allenatore, forse in entrambe le posizioni o in una diversa, ma la decisione è presa. Da Parigi a Roma via Viadana. Il rugbista italiano tutt’ora più famoso, il primo ad aver raggiunto, nell’era pro, una popolarità davvero nazionale, lega il proprio futuro alla squadra della Polizia, che nel weekend comincerà i playoff per salire in Eccellenza, dopo tredici anni di assenza dal massimo campionato.
A lungo respiro «Ho aderito a un programma — spiega il flanker, 89 caps azzurri e la recente convocazione per il tour di giugno nelle Americhe —. È un progetto a lungo termine
che sto portando avanti e che mi coinvolge come giocatore, ma non solo. Se mi chiedete cosa farò da settembre, però, vi dico che non ho ancora deciso». Bergamasco sembra tenersi una porta aperta, forse per decidere che ruolo assumere all’interno del gruppo sportivo, forse per cercare una maglia in un torneo di livello tecnico più alto. La prospettiva a lungo termine è comunque segnata. E dice molto. (…)

Favaro si fa “pescare” in Ghirada: anche lui sulla via di Treviso?

Andrea Passerini per La Tribuna di Treviso

Cosa fa Simone Favaro in Ghirada? La terza linea trevigiana degli Aironi, uno dei migliori talenti del rugby italiano del Duemila, è stata vista uscire dall’ufficio del direttore generale Vittorio Munari in questi giorni. Non una visita di cortesia, tanto più che il giocatore, cresciuto alla Ghirada, aveva lasciato il Benetton a 19 anni, in maniera non proprio indolore, per passare a Rovigo. Avrebbe molta voglia di tornare, la società potrebbe riaprire le porte, se Simone si liberasse dai vincoli con gli Aironi. Fino a quel punto – ma oggi serve anche il nulla osta federale, appena concesso ad esempio per Alberto De Marchi e Toniolatti – non è possibile intavolare nessuna discussione.
Bocche cucite, in Ghirada. Se il ritorno di Favaro diventerà realtà, si potrebbe parlare davvero di un ritorno del figlio prodigo, o di un ritorno all’ovile ovale. La dirigenza sta lavorando sodo per allestire una squadra ancora più competitiva. Perfezionato l’ingaggio, per il pack, del seconda- terza linea neozelandese Budd, e per i trequarti di Doppies Lagrange, centro, un antico pallino di coach Smith. Quanto ai rinforzi di prima linea, i tam
tam battono due nomi. Uno è il sudafricano Jan Nathaliel Du Plessis, già Springbok, l’altra il
georgiano Davit Zirakashvili, del Clermont Ferrand. (…)

BergaMauro fa la valigia, destinazione Fiamme Oro. Se per i romani sarà Eccellenza

Giocatore e poi allenatore, oppure un po’ e un po’ fino al passaggio definitivo alla panchina per ragioni anagrafiche. Queste le fondamenta che avrebbero convinto Mauro Bergamasco a dire quasi sì alle Fiamme Oro. Quasi, perché conditio sine qua non è la promozione nella massima serie del club romano. Se ciò avverrà Bergamauro si trasferirà con ogni probabilità nella capitale.
A rendere nota la notizia è Elvis Lucchese dalle pagine del suo blog, mentre da Roma non filtra nulla e le bocche sono cucitissime, anche perché per entrare nelle Fiamme Oro c’è di mezzo pure un concorso pubblico.
Altro rumors: sempre alle Fiamme Oro dal Petrarca Padova potrebbe arrivare anche il seconda linea Michele Sutto.

Anche Stefania Rocca si dà al rugby. Per film, ovviamente

Io ne avevo parlato a metà aprile. Ora queste battute in una intervista rilasciata da Stefania Rocca a Il Messaggero.

Il prossimo film?
«Lo inizio tra due settimane, si intitola Il terzo tempo, di Enrico Artale, una storia di rugby, tutta al maschile, tranne me».
Cosa pensa di questa Italia?
«Cerco di non drammatizzare, la crisi si sente anche nell’aria, la gente è rabbiosa quando demoralizzata, ma è inutile piangersi addosso, continuare a ripetere che è un disastro. Dobbiamo reagire. Tornare indietro, risalire la china con coraggio. Recuperare la cultura. E la famiglia…».

Europei femminili: l’Italia lotta ma si deve piegare davanti alle inglesi (8-32)

a cura di Francesco Costantino, Ufficio Stampa Europei FIRA 2012

Un’Italia con grande cuore strappa un risultato lusinghiero contro l’Inghilterra a cui segna anche una meta in uno splendido arrembaggio finale. Le ragazze di Digiandomenico giocano il pallone alternando l’uso del piede a quello delle mani in un mix di bel gioco che diverte il pubblico di Rovereto. Le inglesi sono più fisiche ma si affidano alle folate offensive di una Waterman in grande forma. E, adesso, si prepara la partita con la Spagna di sabato quando le Azzurre avranno la possibilità di togliere lo zero dalla casella delle vittorie.

«Ve lo dico sabato sera se vale la proprietà transitiva – dice Digiandomenico ricordando il 61-0 con cui le inglesi avevano distrutto la Spagna nella prima giornata-. Sono soddisfatto di come si applicano le ragazze, dispiace per dei momenti di alti e bassi. Sapevamo che avremmo faticato contro una squadra così fisica e dopo un recupero così breve rispetto alla prima partita. E poi le mete all’Inghilterra le facciamo solo noi com’è successo due anni fa durante il Sei Nazioni. Le ragazze devono giocare sulle situazioni, un percorso faticoso in cui dobbiamo provare a giocare usando la testa e non la forza. Il materiale c’è, bisogna lavorare. Quella con la Spagna sarà una partita diversa, loro giocano in velocità ma dobbiamo avere la capacità di adattarci al tipo di avversario».

«La meta – spiega Veronica Schiavon – è iniziata dieci minuti prima che la Barbanti schiacciasse. All’ultimo assalto ci siamo trovate piazzate bene, ho fatto un buon calcetto e Anna ha schiacciato. Mi aspettavo questa partita: loro sono così, fisiche. La Spagna? Sono nuove, faranno il solito gioco anche se non me lo ricordo perché è parecchio che non le affronto».

Rovereto, Stadio Comunale – martedì 15 maggio

Europei FIRA, II giornata 

Inghilterra “A” v Italia “A” 32-8

Marcatori: p.t. 2’ c.p. Schiavon (0-3), 6’ m. Tuson  (5-3), 15’ m. Millar-Mills (3-10), 18’ m. Waterman (3-15); s.t. 7’ m. Thompson (3-20), 10’ m. Tuson tr. Cattell (3-27), 28’ m. Burnfield (3-32), 40’ m. Barbanti (8-32).

Inghilterra: Waterman (68’ Oliver); Thompson, Tuson, Large, Laybourn (55’ Merchant); Cattell, Rosario (55’ Davidson); Millar-Mills, Sharples, Hunter (61’ Fletcher), Burnfield, Taylor (61’ Braund), Keats (61’ Clark), Fleetwood (61’ Croker), Crowley

all. Smith

Italia: Furlan; Barbanti, Sillari, Zangirolami, Tedeschi (41’ Ferrari); Schiavon, Barattin; Zublena, Molic, Nespoli (69’ Folli), Panzarotto (41’ Giordano), Trevisan (65’ Coulibaly), Gai (41’ Vaghi), Zanon (65’ Ballarini), Bettoni

all. Digiandomenico

arb. Dana Teagarden (USA)

g.d.l. Alessandro Strullato e Ferdinando Cusano

quarto uomo: Andrea Spadoni

Note: P.t. 3-15. Cartellino giallo: 22’ Millar Mills, 43’ Barattin, 75’ Sharples. Calci: Inghilterra 1/6 (Cattell tr. 1/6), Italia 1/2 (Schiavon tr. 0/1, c.p. 1/1). Spettatori: 300.