Tra Rovigo e Montauriol si mettono le Zebre e… Marco Bortolami

Montauriol di ritorno a Rovigo? Fino a ieri era così, ma ora… In mezzo ora ci sono le Zebre, alla ricerca di una seconda linea: pare infatti che il recupero di Marco Bortolami sarà più lungo di quanto preventivato.
Alice Sponton per Il Gazzettino di Rovigo

Tra Jeff Montauriol e la Rugby Rovigo si mettono in mezzo le Zebre. La notizia è trapelata nel pomeriggio di ieri, dopo che il seconda linea italo-francese è stato avvistato in via Alfieri. Quella che sembrava una semplice formalità, ossia la conclusione del contratto tra Montauriol e Rovigo si è invece bloccata per il sopraggiungere dell’offerta della squadra celtica. La scorsa settimana Fabio Coppo, direttore sportivo rossoblu aveva assicurato sul ritorno di Montauriol che oggi, alla luce dei fatti, però, non è più così certo. «Sono stato contattato da Roberto Manghi, direttore generale delle Zebre che mi ha comunicato la volontà di proporre a Montauriol un ingaggio – ha spiegato ieri Fabio Coppo – Questa decisione è maturata durante il fine settimana scorso. Preso atto che il capitano Marco Bortolami dovrà rioperarsi alla spalla e che il suo recupero potrebbe essere più lungo del previsto, le Zebre hanno pensato a Jeff».
Non è, tra l’altro, la prima volta che si vocifera sull’ipotesi di un passaggio di Montauriol alla squadra celtica. «In questo momento il giocatore è combattuto – ha proseguito Coppo – Si trova in una situazione difficile. È diviso tra una opportunità e un palcoscenico internazionale come è quello che può offrire la RaboDirect Prol2 e Rovigo, società alla quale è legato moralmente, anche dopo quanto è stato fatto per lui dopo la squalifica».
(…) Il terza linea Sebastiano Folla è stato operato ieri mattina alla clavicola, all’ospedale rodigino, dal dottor Paolo Friemel. Una decisione presa d’accordo con il medico Giovanni Greggio per permettere all’atleta di recuperare quanto prima dall’infortunio. «Senza operazione la guarigione era possibile in 90 giorni, adesso se ne possono recuperare anche 30-40» ha spiegato Fabio Coppo.

Zebre pronte al via dell’avventura celtica

Ennio Grosso per Il Gazzettino

Dopo aver guidato Benetton e Venezia Mestre, per Christian Gajan, d.t. delle Zebre, inizia una nuova avventura in Pro12.
«All’inizio è tutto bello – dice – c’è tanto entusiasmo, ma solo quando comincia la competizione si può fare una vera disamina del valore di una squadra».
Da direttore tecnico, è la rosa che voleva? «Beh, io non ho fatto alcuna scelta, ho trovato un po’ tutto pronto. Mi sembra comunque un buon gruppo, che ha lavorato bene durante la preparazione e ha voglia di fare».
Però si sarà fatto un’impressione dopo le prime amichevoli.
«Inizio positivo, ma le amichevoli hanno valore relativo. Venerdì, con la prima gara ufficiale (con i Dragons, n.d.r.), si potrà fare una vera riflessione sul valore delle Zebre».
Ha un progetto in testa?
«Nessuno in particolare. Il compito mio e dello staff è aiutare il movimento, creare una squadra competitiva per l’alto livello e far crescere atleti per la Nazionale. Riuscire in questo significherebbe aver centrato gli obiettivi». (…)

La cittadella del rugby, qualche partita al “Tardini”, gli Aironi: Dondi parla da presidente delle Zebre

Articolo/intervista in cui il numero uno uscente FIR sembra già parlare da presidente delle Zebre, ruolo che secondo molti rumors che circolano da tempo (io ne ho parlato già il primo di luglio scorso) andrà a ricoprire dopo le elezioni del 15 settembre. Ad oggi infatti le Zebre da un punto di vista dell’organigramma societario (non tecnico) sono un mezzo mistero, così come la configurazione giuridica della franchigia federale.
L’articolo di Michele Ceparano per La Gazzetta di Parma

Dell’operazione-Zebre Giancarlo Dondi, parmigiano e presidente della Federazione italiana rugby, è stato uno dei fautori. Dopo il precedente degli Aironi, conclusosi in maniera negativa, resta però con i piedi per terra. Certo, la nuova franchigia federale ha iniziato bene. La tournée francese (una sconfitta contro il Perpignan e due successi contro l’Aurillac e, soprattutto, contro i Northampton Saints inglesi) ha fatto crescere l’entusiasmo. Ma
Dondi non si sbilancia « Piedi per terra – raccomanda ancora -, anche se è innegabile che abbiamo già ottenuto dei risultati positivi. Il lavoro da fare è però ancora molto, la strada è quella giusta ma la stagione che ci apprestiamo ad affrontare sarà difficile. Non dobbiamo farci illusioni». Le Zebre vogliono far tornare a innamorare i panuigiani del rugby, ma devono anche guardare oltre E se il Nord Est è monopolizzato dal Benetton Treviso, con cui il rapporto a livello federale è spesso stato difficile, «questa deve essere la franchigia del Nord Ovest, non solo di Parma. Come la storica selezione a inviti da cui prendiamo il nome. Al tifosi di queste zone dico: seguiteci».
Lo «spettro» degli Aironi torna a fare capolino nei suol pensieri.
«E’ stata un’esperienza – aggiunge -che purtroppo è finita come sappiamo. Ne sono rimasto molto amareggiato. Si è trattato di una situazione in cui ci sono stati troppi fraintendimenti. Poi la crisi economica e tante incomprensioni hanno portato a un punto di non ritorno. E noi abbiamo dovuto, come Fir, scegliere di gestire la franchigia in prima persona».
(…) Si tratta comunque di un altro passo verso il risultato finale che «deve essere la Cittadella del Rugby che sorgerà a Moletolo». Sui tempi afferma che «a primavera dovrebbe essere tutto ultimato».
(…) Non chiude neppure la porta all’ipotesi di riportare la palla ovale, magari una tantum,
al Tardini, dove il rugby manca dal 24 aprile 1976, quando venne giocata Italia-Romania. Con gli Aironi non ci si riuscì, chissà che con le Zebre le cose cambino. «Resta un’ipotesi suggestiva – risponde l’uomo che, nel 2009 ha portato gli All Blacks a San Siro – di cui sarei felice. Però, bisognerà valutare». A metà settembre Dondi non sarà più presidente federale. «Ho scelto di non ripresentarmi – racconta dopo aver ricordato che spera fortemente che il suo candidato Alfredo Gavazzi possa prevalere. Avrei anche potuto accettare di fare il quinto mandato, ma da candidato unico. Senza campagna elettorale. Comunque, mi
sia consentito per una volta prendermi un merito: questa è una scelta che ho fatto da vincente». (…)

La “fame” di Bergamauro e quella delle Zebre

dall’ufficio stampa Zebre Rugby

Ultimo allenamento della settimana oggi per le Zebre, la nuova franchigia italiana che dalla prossima settimana – dopo aver collezionato due successi ed una sconfitta nelle amichevoli estive – sarà ai nastri di partenza del RaboDirect PRO12 e dell’Heineken Cup.

Nel campionato celtico la formazione di base a Parma esordirà il 31 agosto in casa dei gallesi Newport-Gwent Dragons ed una settimana più tardi, il 7 settembre (ore 19.05, diretta SportItalia), farà il proprio debutto casalingo scendendo sul prato del “XXV Aprile” per affrontare nel secondo turno la provincia irlandese di Connacht.

Dopo otto settimane di preparazione estiva, per la squadra diretta dal tecnico francese Christian Gajan e dal duo Troiani-Troncon è tempo di prime verifiche su due dei palcoscenici più impegnativi del rugby continentale.

Per Mauro Bergamasco, flanker di lunga militanza internazionale, a trentatrè anni sta per iniziare una nuova avventura: “Le Zebre sono affamate” scherza il terza linea padovano che, con 92 caps, è l’Azzurro di più lunga militanza tra quelli ancora in attività avendo conquistato il suo primo cap nel 1998.

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Sono state otto settimane intense, di duro lavoro, adesso c’è tanta voglia di entrare nel vivo della competizione per dimostrare da subito che siamo in grado di dire la nostra. C’è un ottimo legame tra i tanti giovani del gruppo e noi atleti più anziani, per quanto mi riguarda sono qui per mettere la mia esperienza a disposizione del gruppo e per approfittare dell’entusiasmo che i giovani sanno trasmettere

Costretto da un problema muscolare nella partita contro Perpignan a saltare le due vittoriose amichevoli con Aurillac e Northampton Saints, Bergamasco conta di rientrare a disposizione dello staff nei prossimi giorni, in tempo per il debutto di Newport, ed appare contagiato dalla voglia di mettersi in mostra dei tanti U25 che compongono la rosa bianconera: “Tutti i ragazzi  stanno lavorando molto per poter essere il più utili possibile alla causa, evidenziando un’attitudine al lavoro importante e di cui una squadra nuova come le Zebre ha bisogno per costruire da subito la propria identità”.

Dopo otto stagioni nel massimo campionato francese con la maglia dello Stade Francais e due scudi di Brenno, il maggiore dei fratelli Bergamasco è rientrato la scorsa stagione in Italia terminando la stagione con gli Aironi e confrontandosi per la prima volta con il RaboDirect PRO12: “Un campionato molto duro, con undici avversarie di alto livello ed ad attenderci ventidue partite difficili e molto fisiche. Il PRO12 è un campionato molto bello, divertente da giocare ed insieme all’Heineken Cup è un grande palcoscenico, ideale per formarsi a livello internazionale”.

Sono le ultime stagioni della mia carriera – prosegue Mauro – e qui alle Zebre ho trovato gli stimoli giusti per continuare a dare il meglio di me. Voglio continuare a divertirmi giocando ad lato livello, qui lo sto facendo”.

Tanto che Bergamasco non nasconde il proprio obiettivo personale: “Continuare a poter essere utile alla Nazionale è sicuramente qualcosa a cui ambisco, qualcosa che mi spinge a lavorare ogni giorni per far bene con la maglia delle Zebre. Il pensiero ai Mondiali di Inghilterra 2015 c’è, credo di poter competere per far parte della squadra che andrà al Mondiale e questo è un altro obiettivo a cui tengo molto. Mancano più di tre anni ma il percorso inizia con le Zebre”.

Le Zebre sono una nuova realtà nel panorama sportivo di Parma, lunedì ha preso il via la campagna abbonamenti per il RaboDirect PRO12 e l’Heineken Cup ed in città l’attesa per il debutto casalingo con Connacht sembra crescere: “Parma si sta accorgendo di noi giorno dopo giorno, per strada c’è sempre chi ci saluta e ci fa gli auguri per i prossimi impegni, mi auguro di rivedere queste persone allo stadio nelle prossime settimane. E’ fondamentale che Parma faccia propria la nostra squadra e che noi, con il lavoro ed i risultati sul campo, riusciamo a conquistarci l’affetto della città”.

Heineken Cup, nella guerra tra franco-inglesi e celtiche spuntano gli ultimatum

Una soluzione da trovare entro la fine dell’autunno che inizierà tra poche settimane. Tre-quattro mesi, non di più, poi i club inglesi e francesi daranno vita a un torneo loro abbandonando l’Heineken Cup. A dirlo è stato il vicepresidente della LNR (la lega che raccoglie le squadre francesi) Patrick Wolff.
Soltanto poche ore fa c’erano state le parole dello Chief executive della Premiership, Mark McCafferty, non molto diverse nella sostanza.
Il 18 settembre a Dublino ci sarà un primo incontro tra le parti per discutere di cosa dovrebbe diventare il massimo torneo europeo per club dopo la data fatidica del 2014, quando gli attuali accordi arriveranno al termine.
Si arriverà a un compromesso o si andrà verso la separazione?