Video: quando il derby diventa pugilato. Ma quello vero…

Ok. I derby sono derby, partite molto sentite eccetera eccetera. tanto più se la gara è Edimburgo-Glasgow, valida per la Celtic League. Però. Scott MacLeod (Edimburgo) e il flanker Chris Fusaro (Glasgow Warriors) hanno decisamente esagerato…

E dopo Toniolatti fermato anche Bortolami

Il seconda linea degli MPS Aironi Marco Bortolami è stato sospeso dal Giudice Sportivo della FIR per somma di tre ammonizioni, in accordo con il regolamento della Magners League, dopo il cartellino giallo ricevuto durante l’incontro tra MPS Aironi e Benetton Treviso disputato a Viadana venerdì 31 dicembre.

Toniolatti: squalificato e beffato

Da Rugby Union Times

Esiste la prova foto nel rugby? Infatti, a proposito di spear-tackles durante Aironi-Treviso, ce ne segnalano – mediante prova fotografica – un altro, altrettanto pericoloso, non ravveduto dall’arbitro né segnalato dal commisioner.

Protagonista sempre Toniolatti (appena squalificato 3 settimane per il placcaggio a ribaltare effettuato ai danni di Tobias Botes proprio nel corso dell’italian derby del 31 dicembre); ma stavolta non nei panni del placcatore.

Clicca su questo link sotto e scopri il “colpevole”.

 

 

Cus Brescia e Gorillaz Fan Club: non il solito calendario

Una bella iniziativa, una bella storia. Un articolo di minirugby.it (bravissimi!) a firma di Marco C. e da leggere tutto d’un fiato

Il Cus Rugby Brescia di amici ne ha tanti; c’è chi offre il proprio tempo e chi i proprii soldi. Paolo Ferraglio è una persona che offre tutto se stesso. E’ facile lodare chi grazie alla sua forza di persuasione, è riuscito a convincere i ragazzi del CUS Brescia Rugby, e da questo anno anche il Gorillaz, fan club del Rugby Lumezzane, ad avvicinarsi a noi; è facile e comodo (così ringraziamo tutti, nominandone uno solo), indicarlo come il più benemerito. Dobbiamo dire che il terreno in cui ha seminato è veramente adatto a queste iniziative, i ragazzi del CUS e del Gorillaz li abbiamo conosciuti, e sono l’incarnazione dello sport che praticano. Forza, costanza, impegno, solidarietà e voglia di divertirsi sempre, anche nelle difficoltà. I nostri figli si sono subito trovati a loro agio con questi giganti giocosi e scanzonati, e noi genitori siamo rimasti a bocca aperta davanti alla loro pazienza e alla loro capacità di rendere normale e superabile ogni cosa.
L’anno scorso il loro “lavoro” ha portato alle famiglie del Centro Bresciano Down circa 8 mila euro, risorse fondamentali in questi periodi di vacche magre, ma quello che hanno regalato a noi è molto di più. Quando verifichiamo con mano che c’è un mondo a misura di tutti gli uomini, dove non esiste discriminazione e dove ci sono persone che si spendono con semplicità per gli altri, noi genitori siamo più felici e fiduciosi per il futuro dei nostri figli.

Centro Bresciano Down e Cus Brescia

Il calendario creato con le foto scattate sul campo è uno strumento come altri se si vede lo scopo finale, quello di recuperare soldi, ma assume una dimensione diversa se notiamo la gioia che traspare dalle immagini, e se pensiamo ai bei momenti che hanno immortalato.

L’incontro con i ragazzi del CUS, in un pomeriggio stupendo per il meraviglioso cielo che Brescia ci ha regalato, ma eccezionale per l’atmosfera carica di emozione e di attesa. Primi urli di gioia all’ingresso della nostra squadra in campo, ad attenderli c’erano tutti quelli del CUS; enormi, in fondo al campo li guardavano di soppiatto. Le due squadre si studiavano con curiosità e interesse; i nostri ragazzi che non stavano più nella pelle, orgogliosi nelle loro magliette blu e rosse con il marchio CBD ben impresso, calzoncini rossi, e calze a strisce rosse e blu. Divisa indossata con risultati diversi, taglie giganti per i nostri più piccoli. Poi alcuni atleti del CUS hanno raggiunto la nostra squadra di scalmanati, e dopo una breve presentazione hanno cominciato gli allenamenti.
I primi sorrisi, quando i pantaloni non stavano su e qualche mano forte ha legato la corda in vita, o ha riportato sotto il ginocchio calze altrimenti inguinali. Quanti sorrisi spuntavano sui volti dei nostri ma anche degl’istruttori. E gli altri colossi? Non c’è la facevano più, uno dopo l’altro hanno raggiunto i nostri ragazzi, strette di mano e pacche sulle spalle, ci siamo tutti.
È bastato un via e tutto il campo si è macchiato di colori, gruppi di ragazzi si allenavano insieme, parlavano, giocavano. I genitori seduti su di un muretto, emozionati, quasi con le lacrime agli occhi per il miracolo che stava accadendo. Ragazzi dai 10 al 25 anni che senza remore e con grande divertimento si buttavano, rotolavano, avvinghiavano dei giganti delicatissimi ed attenti.
Chi si è divertito di più? Non abbiamo dubbi: tutti! Questo secondo incontro è stato più sentito dai nostri figli; chi già aveva partecipato nel 2009 desiderava tuffarsi nuovamente alla ricerca del divertimento passato, chi invece era “nuovo” a questa esperienza, voleva vivere appieno quanto i propri amici gli avevano raccontato. Nessuno è rimasto deluso.
Cosa è stata? Una bella esperienza da rivivere. Quando? Certo prima possibile. Nel frattempo, un grande e bel ricordo da portare nel cuore…  grazie ragazzi.

 

Panchina azzurra, Coste dixit: “Brunel è l’uomo giusto”

Per la pagina web sul rugby del sito di Radio R101 ho intervistato l’ex ct azzurro George Coste. Mi ha detto la sua sull’eventuale (probabile, molto probabile) arrivo di Jacques Brunel sulla panchina azzurra dopo i Mondiali neozelandesi in sostituzione di Nick Mallett. Questo è quanto mi ha detto:

D’altronde questa mattina alcuni quotidiani si affrettavano nel definire Jacques Brunel – attuale allenatore del Perpignan, ex vice del ct della nazionale francese Laporte e probabile (al di là delle Alpi ne sono praticamente sicuri. E se il presidente federale Dondi ammette anche che un incontro c’è già stato…) sostituto di Nick Mallett sulla panchina azzurra dopo i Mondiali del prossimo settembre/ottobre – come un “George Costes degli anni Duemila”.
Sarà per la loro vicina provenienza geografica: Costes è nato a Perpignan, Brunel a Gers, entrambi hanno respirato l’aria dei Pirenei fin da piccoli. O per il carattere, molto diretto (troppo diretto secondo alcuni). Ad ogni modo il collegamento era stato fatto e il chiamare il George Costes “originale” è stato immediato.
Coste ha subito chiarito: “non so nulla. Conosco bene Brunel e rispetto il lavoro di Mallett”. Però poi si lascia andare e ritiene il tecnico del Perpignan più che all’altezza del ruolo e in grado di cambiare molte cose. E lancia pure un avvertimento sul “modo di essere” degli italiani. Non resta che sentire quello che ci ha detto.

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