L’Italia e il Sei Nazioni: la storia del cucchiaio che si fece boomerang

I numeri: 5 sconfitte in 5 partite, 0 punti in classifica, 79 punti fatti e 167 subiti (-88 il risultato complessivo), 10 mete fatte e 22 subite. Il nostro Sei Nazioni 2019 è questa cosa qui. E se vogliamo allargare un po’ il panorama da osservare va detto che abbiamo fatto nostro il nono cucchiaio di legno su 20 tornei disputati, che i ko consecutivi sono ora 22, un numero che tradotto in altro modo significa 4 edizioni senza una sola vittoria. O 4 edizioni in cui abbiamo messo in cascina un solo punto in classifica.
I numeri sono questi, non sono discutibili. Qualcuno dirà che non guardo mai il bicchiere mezzo pieno: beh, da parte mia sono abbastanza stupito che sul tavolo ci sia ancora un bicchiere. Perché il mantra del “però stiamo crescendo” oramai è stucchevole e lascia il tempo che trova. Oltre al fatto di essere un’affermazione discutibile.

Con la Scozia non c’è stata partita, il Galles B è sceso a Roma e ha fatto sua la gara con il minimo sforzo, una Irlanda brutta e spocchiosa ha vinto senza grossissimi patemi, l’Inghilterra ci ha asfaltato e la partita con una Francia che definire orribile è davvero poco, è roba che lascia senza parole.
Si ripete a ogni piè sospinto che c’è maggiore profondità ma abbiamo una nazionale che è imbottita di giocatori di formazione straniera, bastano un paio di infortuni (inevitabili in un torneo come il Sei Nazioni) e si va subito in emergenza. La fotografia più impietosa sullo stato dell’arte del movimento la fanno poi le chiamate di giocatori come Callum Bradley.
A forza di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, di trovare alibi e “perché” a una serie sempre più infinita di sconfitte ci siamo ritrovati al punto in cui siamo. Poi, per carità, la colpa sarà di chi prova a dire che forse (forse eh) le cose potrebbe essere un po’ diverse, ma vabbè.

Non so se la luce che il ct O’Shea ha visto in fondo al tunnel ormai un anno e mezzo fa sia davvero quella dell’uscita oppure quella di un treno in arrivo, spero la prima, ma essere ottimisti ormai è davvero dura e a confermarcelo sarà solo il tempo. Se una settimana prima si dice che l’Inghilterra ci ha fisicamente schiantati (ed è vero) bisognerebbe poi sottolineare che una settimana dopo la Scozia non si è fatta battere sotto quel punto di vista (anzi) e se l’è giocata alla pari fino alla fine. La Scozia, ovvero quella squadra che fino all’altro ieri avevamo nel mirino e che ora è scappata via. O forse siamo noi che siamo rimasti fermi. Ad ogni modo cambia poco, il buco si è allargato. Ergo: abbiamo un problema, ma non sono poi così scuro che vogliamo rendercene conto.

O’Shea ha colpe di tutto questo? Certo, solo chi non fa non sbaglia, ma rimane il tecnico migliore a cui possiamo ambire in rapporto alle nostre necessità. Ci prova, prova a difendere il gruppo in ogni modo, a dispetto delle dichiarazioni sa di poter contare su un gruppo di atleti limitato, chiede cambiamenti alla filiera che poi non arrivano mai e quando arrivano è solo perché non ci sono soldi. Non confermarlo sarebbe un errore.
I giocatori? Qui mi ripeto: sono in assoluto i meno colpevoli. Fanno quello che possono, ci mettono la faccia e si prendono un sacco di botte. Danno tutto quello che hanno e se non basta la colpa non è loro ma di un sistema che non li ha messi in condizioni di competere con gli avversari da un punto di vista tecnico.
Il rovescio della medaglia è una struttura tecnica federale che ha lo stesso responsabile da una ventina d’anni: che si vinca (poco, pochissimo) o si perda (molto, troppo), è sempre lì, inamovibile. Il professionismo senza il principio di responsabilità. Ma forse abbiamo da qualche parte abbiamo infilato una sequela di vittorie importanti e continuative e io non me ne sono accorto. Scusatemi.

Chiudo con un cenno alle ragazze: semplicemente strepitose, seconde alle spalle di una Inghilterra fortissima. Miglior risultato di sempre di una squadra azzurra al Sei Nazioni. Qui c’è solo da stare zitti e applaudire. E magari dar loro più risorse e spazi.

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39 risposte a "L’Italia e il Sei Nazioni: la storia del cucchiaio che si fece boomerang"

  1. Mr Ian

    Ormai rimane poco da dire, il mantra é sempre il solito, al punto di perdere interesse anche a commentare.
    Ci saranno anche i miglioramenti, dipende dai punti di vista, come se nel passato i buoni risultati non ci fossero stati, ma si sa che abbiamo memoria corta. Resta il fatto che un altro 6N così ‘facile’ non so quando ricapiterà.
    Interessante invece guardare le altre, un Galles superbo che ha fatto della costanza di prestazione la sua arma migliore. L Inghilterra che sicuramente ha fatto vedere le cose più interessanti dal punto di vista tattico, ma che mentalmente non può permettersi dei crolli simili. La Scozia ha fatto un torneo discreto, salvato solamente dal impresa in terra inglese. Johnson e Graham le rivelazioni più belle.
    L Irlanda ritorna con i piedi per terra, esausta dal rincorrere la Nuova Zelanda gioca un torneo in tono minore, nervosa con Sexton che poteva evitare certe scenette. Hanno tutto il tempo per rifarsi in vista del mondiale e con un ricambio generazionale da affrontare il prima possibile.
    La Francia rimane il solito enigma, gli inespressi per eccellenza. Con tanti problemi fuori e dentro dal campo

    1. kinky

      Ehi Mr Ian….ovviamente nessuno se lo ricorderà ma ad inizio torneo avevo detto che se avessi dovuto scommettere (ovviamente scommettere il non scontato, cioè per fare un po’ di solidi) questi lo avrei fatto sul Galles non certo su Scozia (come qualcuno affermava) o Francia. Ecco oggi dico che al mondiale se dovessi scommettere su qualcuno (e non la solita NuovaZelanda) oggi lo farei sull’Inghilterra. Togliamo la partita di ieri secondo me hanno dimostrato dal punto di vista tattico, tecnico, fisico e atletico di essere veramente forti anzi addirittura impressionanti. Il mondiale è vicino ma possono cambiare tante cose da qui a Novembre….per tutti!

  2. Hrothepert

    Paolo,che la forbice con i nostri competitors si stia allargando è sotto gli occhi di tutti ed è una colpa dell’ intero movimento rugbystico italiano, ma il risultato della Scozia a Twickenham (soprattutto per come è maturato!!), anche se non non rivaluta la sconfitta dell’ Italia a Murrayfield, la giustifica maggiormente e la partita contro la Francia ha dimostrato, per l’ ennesima volta, che l’ Italia è comunque l’ ultima delle più forti, perchè, quando una di queste è inun momento difficoltà, se la gioca per vincere; alla faccia di quelli che predicano la meritocrazia, i “Fenomeni dell’ Est”, al posto dell’ Italia, si beccavano un 40/50ello e tornavano a casa caldi, caldi!!!

    1. Mr Ian

      Io da miscredente non avrei mai pensato ad una vittoria del torneo, meno per il Grande Slam, però si sono susseguite tutti una serie di fattori ad incastro che sono culminati con la vittoria finale. Per il mondiale ancora é presto per fare pronostici, ma sono d accordo con te….

    2. Nick

      Hrothepert, hai ragione, siamo la più scarsa delle più forti. Oggi. Ma metti caso che tra 1-2 anni la georgia dovesse avere una franchigia nel pro14(molto probabile) e quindi la possibilità di equiparare qualche neozelandese o sudafricano(come da sempre facciamo noi), ne bastano 2/3 nei ruoli chiave. Chi vince? Sei così sicuro che saremmo superiori? Non c’è nulla da fare, l’Italia ha perso il treno del grande rugby, e ogni sconfitta lo allontana sempre di più. Mettiamocela via, o arriva un Jones o un Gatland che equiparano 2/3 fenomeni e ci tengono al passo delle big per qualche anno(il tempo utile di far ripartire l’interesse attorno al rugby), altrimenti saremo spinti fuori a breve. E, aggiungo io, a ragione.

      1. Hrothepert

        Nick, basandomi su quello che ho visto di persona a Firenze, ti rispondo tranquillamente di si; dal vero la differenza di cilindrata che intercorre tra l’Italia e la Georgia è palese e paragonabile, quasi, a quella che intercorre tra l’ Italia e l’Inghilterra; basta dire che la Georgia, nel corso dell’ ultimo Rugby Europe Championship, è riuscita a piegare la Spagna (che è vero che è quasi una selezione francese, ma di giocatori transalpini di 4°/5° livello!!!) con non poche difficoltà.
        Ora obiettivamente, forse come dici te, avrebbero anche ragione a sospingerci fuori, ma, se devono sostituirci con una compagine di livello di gran lunga peggiore,se parliamo di meritocrazia, e visto che ritornare a un 5Ns non conviene a nessuno, non credo che accadrà!!!!

      2. Marcello

        La differenza che c’è tra Italia e Georgia a me pare la stessa che c’è tra Francia e Italia. La Francia più brutta che possiamo immaginare batte comunque l’Italia: ecco, l’Italia più brutta che possiamo immaginare batte comunque la Georgia.

  3. kinky

    Per mia attitudine sono sempre rivolto a guardare il bicchiere mezzo pieno…ovunque, però a dir la verità ormai è tanto duro vederlo mezzo pieno. Aggiungo una cosa addirittura, affermare che i ragazzi sono i meno colpevoli dopo sabato è un tantino esagerato e volto solo a criticare il sistema e la federazione. Parlo dal punto di vista puramente tecnico (unica cosa dove mi sento a mio agio, il political-rugby mi annoia): arrivare 5 6, 7 volte ai 5 metri o rimanere dentro ai 22 per molti, molti minuti senza marcare, la colpa va tutta data ai giocatori. Contro la Francia il gameplan era perfetto (forse troppi calci nel box nel primo tempo…anche perché ne calciamo bene uno su quattro), i giocatori hanno fatto vedere di essere più forti e performanti della Francia ma non abbiamo marcato nessuna meta, soprattutto nel secondo tempo. La partita di sabato è la classica dove si può scrivere ed affermare che non l’ha vinta la Francia ma l’abbiamo persa noi e quando succede questo purtroppo i colpevoli per primi sono i giocatori.
    Scrivere questo da un punto di vista è un male ma da un altro è un bene perché una volta corretto questo, quando si deve vincere si vince.
    Adesso però entro nella mia modalità “bicchiere mezzo pieno”: vi sembrerà una bestemmia ma secondo me questo 6nazioni è stato meglio dell’anno scorso. Do un consiglio spassionato che perseguirei fin da subito: crediamo di più ai giovani e giovanissimi che alcuni sono già meglio dei senatori o di quelli che si sentono intoccabili. Mi gioco le palle che l’anno prossimo Trussardi dopo pochi mesi sarà la seconda scelta dopo Duvenage. A giugno va data una possibilità ad alcuni ragazzi a partire da Appiah per finire con Lazzaroni.
    Ecco, dal punto di vista tecnico una delle poche cose che do contro a O’Shea ed il suo staff è quello che non riescono ad inquadrare quali sono i giocatori migliori….poi ovviamente è molto più facile che sbagli io, sia chiaro, però ho sempre questo dubbio. Altra cosa, penso che dopo questo 6nazioni comunque qualcuno verrà bocciato ed è a rischio mondiale.

    1. Geo

      Concordo in pieno con quello che dici. Sui giovani credo che sia proprio la mentalità di COS che probabilmente ha una road map in testa per i vari inserimenti da cui non si discosta. Può essere visto come positivo o negativo ma questa è l’indole e l’approccio al lavoro dei “nordici” che però tanti risultati ha dato. Forse non è del tutto adeguato al nostro contesto…boh.. molti hanno le risposte a portata io un po’ meno.

    2. Sinistrapiave

      Sono daccordo con te, questo sei nazioni meglio di quello scorso. Vado controcorrente: la partita con la Francia è stata in bilico fino alla fine , quante volte è successo? Io mi sono divertito come poche altre volte, salvo mangiarmi le mani alla fine. E x favore non ditemi : era la Francia peggiore etc etc.. Che di solito le prendiamo dalle squadre anche in disarmo. Avevate mai visto litalia dominare una tier 1 ? Io mai ma sabato è successo. Poi i nostri errori hanno vanificato tutto. In due partite quest’anno(irlanda e francia ) ho visto come oshea abbia lavorato sulla tenuta atletica.
      Credo che dovremo affidare i ragazzi a un mental coach ( o come diavolo si chiama) perché quello che è successo sabato non si spiega con la sfortuna : i ragazzi hanno avuto paura di vincere.
      Dico questo perché in linea generale sono d’accordo con te Paolo, ma questo sei nazioni ha una storia diversa dagli ultimi due.

      1. superignazzio

        Ciao, sono d’accordo quando affermi che sabato abbiamo dominato

        Sul mental coach invece la vedo durissima, perchè facendo un paragone anche Eddie Jones probabilmente ne prenderà uno, potendoselo permettere, mentre noi abbiamo il CT/DOR per problemi di soldi quindi la vedo dura che si possa inserire qualche competenza in più nello staff a questo punto

      2. Marcello

        Sì, il problema più grosso di questa squadra, aldilà dei limiti tecnici di qualche giocatore, è quello che nel tennis si chiama “il braccino”: quando sei vicino al traguardo, la paura ti attanaglia e fai scelte sbagliate, poco lucide, il demone dell’ansia che hai provato ad esorcizzare in altri contesti (Treviso….) torna subito fuori.

        Ecco che Allan, bravissimo a calciare quando sei sotto di venti punti, sbaglia una trasformazione elementare e un calcio “facile”. Ecco che Zanon per l’ansia di segnare si dimentica di mettere l’ovale a sinistra (non posso credere che non gliel’abbiano insegnato!) o di passarla fuori (dove c’erano due azzurri e zero francesi). Ecco che dopo una fila di touche perfette, si sbaglia quella a cinque metri. Alla fine fanno 10-12 punti lasciati per strada.

  4. Jiambo

    Se i giocatori entrano 5 volte nei 22 avversari contro la Francia, e puntualmente tornavano indietro senza neanche un punto in saccoccia, di chi è la colpa? Della Federazione o dei giocatori? La partita contro l’ha Francia l’hanno persa i giocatori per colpe loro, visto che il gameplan era pure giusto per una volta, non certo Ascione, Gavazzi o l’Uomo Nero.

  5. Lorenzo

    Paolo come dici te solo il tempo ci può dire se siamo sulla strada giusta… però è da 20 anni che è così! Io seguo il rugby solo da 3/4 anni e già sono abbastanza frustrato e (quasi) rassegnato …non oso immaginare la frustrazione di gente che come te lo segue da tutto questo tempo! 😂 Ho paura che qua possa finire come con la politica italiana (è dagli anni 50 che ci lamentiamo delle stesse cose) speriamo di no 😂😂… Data la mia scarsa esperienza volevo chiederti sulle modalità del rinnovo del contratto dell’Italia per il 6 nazioni…quando è prevista la discussione? Si sa già qualcosa (cioè se così sarà il rinnovo)? Grazie e complimenti per il blog!!

  6. Albe

    Le colpe di FIR e Movimento sono innumerevoli, è chiaro a tutti, ma sabato abbiamo visto una squadra che non ha la testa a posto per poter vincere, neanche quando ne ha tutte le possibilità, e per me questo è un problema di allenatore. La partita va preparata sia a livello tecnico che a livello mentale e di attitudine e per me COS (inteso come staff) in questo non ci sta dentro. Il fatto che i giocatori perdano o guadagnino il posto quasi solo in base al programma o ad infortuni (Polledri, Ruzza, etc…) fa si che non vi sia la tensione che vi è nelle altre nazionali, le parole di Morisi dopo la partita con l’Inghilterra per me sono state chiare, se la partita non è preparata bene a livello mentale, nel 6N esplodi. Quando in passato abbiamo vinto, spesso lo abbiamo fatto approfittando di una situazione particolare dell’avversario ed in questo 6N ne abbiamo avute di possibilità cosi, ma neanche una sfruttata con la sensazione che fosse sempre fattibile…. questo per me è un problema di gestione della squadra, problema risolto a TV ma che in nazionale sta diventando drammatico!

  7. gian

    pur da critico che il bicchiere lo intravede appena e di pieno c’è si e no il fondo, questa volta devo un po’ dissentire con quanto scritto, intanto un miglioramento c’è (arrivato troppo lentamente) che è la tenuta atletica, e le basi tecniche anche, o le ragazze sono delle aliene, manca, probabilmente, la capacità di essere professionisti, quello sì.
    anche le prime tre partite mi sembrano analizzate in maniera poco oggettiva, la scozia è stata preparata male, situazione peggiorata da problemi di salute della squadra gestiti malissimo dallo staff, con la dimostrazione che appena si è cambiato atteggiamento, troppo tardi, si è vista un’altra italia ( e 3 metr in 10min non le fai solo perchè gli altri mollano l’osso), il galles non era una squadra B, certo molto depotenziata, ma non certo non competitiva, è servito mettere i forti dalla panchina per sfangarla ed il problema, come con la francia, a questo punto, è stata la nostra incapacità di sfruttare i nostri mezzi, con l’irlanda anche e, con qualche decisione dubbia, ci siamo giocati il bonus all’ultimo piazzato, con l’inghilterra, invece, si è sbagliato tutto, con la francia un bel mix di tutto quanto sopra; insomma, a conti fatti, almeno 3 partite erano a portata tranquillamente e l’inghilterra non ci è sopra di 40 punti.
    è verissimo che la dirigenza ha delle colpe enormi e che la filiera presenta dei buchi stile fossa delle marianne, ma adesso, dopo la francia e l’inghilterra, bisogna avere il coraggio di dire che uno dei problemi, oltre lo staff che troppo spesso sembra inadeguato, più che incapace, vedi regresso della mischia in quasi tutto, esclusa la touche da quando, guardacaso, l’ossatura della squadra viene allenata da bortolami, è l’atteggiamento dei giocatori, chi più chi meno, nel non voler ferocemente vincere la partita, tebaldi è forte mischia avanzante, come allan, non raccontiamoci storie, altrimenti sono giocatori medi, esposito non ha mai saputo placcare, fa altro, e se non glielo fai fare è inutile metterlo in campo, etc etc, ma la scozia ha ribaltato una partita essendo non così più fisica di noi, noi aspettavamo i bussolotti a 5mt sperando che inciampassero da soli, alla francia abbiamo, per la prima volta nella storia, regalato una partita andando soft sulla difesa ogni volta, non più di una decina, che avevano la palla in mano e non siamo mai riusciti, stando mezza partita nei loro 22, a sfondare il muro (lasciamo stare la sfiga e il numero/ingenuità di zanon), con le loro mischie a 5 che ci aravano (nessuno che abbia la forza della disperazione di buttarli indietro 1 volta che sia 1?), senza riuscire a creare una maul stabile per 5mt e con gente che pareva non saper cosa fare palla in mano che non fosse andare dritti sperando nell’errore avversario.
    le responsabilità vanno distribuite per come è giusto, in questo 6N il fallimento è colpa anche di chi in campo ci è sceso, perchè un mental trainer può servire, ma certe cose sono palesi, o la forza te la tiri fuori da solo o non ci sono ne santi ne madonne

    1. Albe

      Gian, e secondo te in questo l’allenatore c’entra niente? Il fatto di non essere mai in discussione pensi che aiuti? Poi fatalità la sola volta in cui Gavazzi ha sbottato (pre Giappone) la musica è stata un po differente.

      1. gian

        ho detto che lo staff è parte del problema, ma se un giocatore non è in grado di tirare fuori quello che serve, in una partita così, c’è poco da inventarsi, contro la francia il game plan era giusto, però loro ogni palla toccata facevano 20mt con i nostri che giocavano a touch!, noi non riuscivamo a tenere la palla in mano per 3 fasi sui loro 5mt, lì lo staff c’entra pochino, chiaramente nella partita singola, su tutta la gestione, invece, l’ho sempre detto!

  8. romano

    Attenzione quello che sto per esprimere non è per trovare un colpevole, ma per evitare si possa ripetere in futuro. Sì perché circa dal 20′ del primo tempo fino al 40′ abbiamo gettato al vento tre occasioni (due delle quali clamorose) per ridurre lo svantaggio che avevamo di 4 punti nei confronti dei francesi rinunciando a piazzare per tentare invano la via della meta. Sarà stata per la mancata fiducia o per il mancato coraggio che poi nella ripresa non abbiamo trovato i pali sulla trasformazione della meta e su calcio piazzato da posizioni tutt’altro che impossibili. A tutto ciò si aggiunga lo sfortunato, ma in sostanza comunque positivo, esordio di Zanon che si è visto sfumare due occasioni da meta clamorose in un momento topico dell’incontro nel quale stavamo dimostrando di poterlo vincere. Ritengo, nonostante il largo passivo con gli inglesi che vedo favoriti alla prossima W.C., comunque che il Torneo appena terminato, sotto tutti gli aspetti, sia stato migliore di quello dello scorso anno.

  9. andreac

    l’unica cosa che mi fa ben sperare quest’anno è le posizione del benetton in pro14 , il resto è il nulla, tra l’altro con investimenti importanti della nostra principale franchigia in stranieri di qualità e giovani promettenti frutto di una programmazione e di uno staff che poco ha a che fare col nostro sistema , e con una gestione sui permit( autonomo da quel che ne so? qui chiedo lumi) che permette a tanti giovani di fare esperienza, manca però in questo sistema il senso inverso, che permetterebbe a giocatori che rientrano da infortuni di riprendere con più gradualità.
    Mi stupisce invece l’immobilità del coni, nessuno che chieda spiegazioni o che faccia pressione, che verifichi i progetti che vengono portati avanti o i soldi se vengono investiti come si deve. Nulla.
    Rimane una federazione che non da risposte di merito sull’allargamento della base, sulle accademie non collegate a nulla( scandalosa la scelta di quella di Tv) o sull’anomalia zebre, imbottita di stranieri. Nessuno viene mai messo in discussione e la colpa di tutto questo è di tutti, ognuno ancora guarda solo al proprio orticello e le votazioni sono sempre una mediazione politica tra promesse della federazione e piccole realtà che arrancano e che devono accontentarsi.
    Se si vuole cambiare davvero , che si cambi e lo si fa al momento di votare, in nessun altro modo

  10. Vittorio Pesce

    ieri mi ha punto vaghezza di assistere, credo dopo una decina di anni, ad un incontro di Top 12.
    Visto che era presentato come il big match, vai con Calvisano Petrarca.
    dopo 25 min ho preso atto del fatto che non sono masochista. E’ evidente che questo livello non solo non puo’ preparare giovani virgulti per il salto di qualita’, ma al contrario puo’ solo far regredire un talento giovane che abbia la disavventura di farsi invischiare in queste sabbie mobili.
    Ora, se e’ vero, come lo e’, che i vertici federali lo considerino invece il trampolino di lancio, non vedo come si possa essere ottimisti per il futuro del nostro movimento. Perche’ i casi sono 2 e entrambi gravi. O sono in malafede, o non capiscono nulla di rugby
    Vittorio Pesce

    1. fracassosandonà

      caro Vittorio, delle due l’una?
      perché vuoi escludere l’eventualità che oltre a non capire nulla di rugby possano essere pure in malafede?

      negli ultimi dieci anni, con Treviso impegnata in altri lidi, quale società ha vinto più scudetti nel ridimensionato campionato domestico?

      Risulta che Treviso prenda 4 milioni l’anno per giocare in pro14, senza particolari vincoli di spesa e i tifosi trevisani sono contenti così…
      non si chiedono, tuttavia, che cosa impedirebbe un domani alla FIR di sostituire la loro società con un’altra…
      ti rendi conto dover tifare Calvisano in pro14?

      La cosa migliore che ci sia capitata sono Crowley a Treviso e Bradley alle zebre… speriamo che non solo i giocatori ma anche i loro collaboratori stiano imparando da loro…
      ho fiducia che Bortolami ci riesca, ne ho molta meno in Troncon… serve gente abituata a lavorare con quei sistemi per diffondere il verbo ovale…

  11. Gysie

    PW, prendo atto. E non posso darti torto sul singolo punto. Però chiedo – e lo chiedo a te, a me stesso e a tutti: che facciamo? Se mi dite “facciamo piazza pulita di tutti gli attuali dirigenti e allenatori”, beh, non credo proprio che dall’oggi al domani avremo risultati. E, personalmente, neppure dopodomani, salvo con Polledri, Minozzi e qualcun altro dei giorni migliori in campo contemporaneamente. La realtà ci dice che il 6N maggiore ci vede come comparse di fila; e allora, in un soprassalto di dignità, usciamo dal 6N? Non è una domanda retorica (premtto che la penso come Hrothepert). Io ho visto solo gli highlights della gara con la Francia, ai quali ho unito i commenti dagli amici che la seguivano in diretta; quanto basta per incazzarmi e farmi dormire poco la notte. In aeroporto ho visto il primo tempo di Germania v. Spagna: una galera. Da un certo punto di vista, lasciare il nobile consesso farebbe bene a tutti e soprattutto ad allenatori e giocatori. Perché il rugby è prima di tutto una battaglia e, quando ti capita di fare la battaglia, o la vinci o sei morto. Dopo si può dare aria al pallone e ragionare dei massimi sistemi. A parte Scozia e Inghilterra, in questo torneo ci sono state addirittura tre partite in cui, per come si erano messe le cose, la vittoria non era poi così irraggiungibile. In quanti precedenti tornei siamo stati in gara in 3 partite? Se non ricordo male, nessuno. Però… il fatto che, alla fine, non si sia preso neppure un singolo punto di BD, è frustrante. E, perdonatemi, questa volta non è di sicuro colpa di Gavazzi.

    1. dove trovi scritto “facciamo piazza pulita di tutti gli attuali dirigenti e allenatori”?
      Sì, i giocatori commettono banali errori di handling e il singolo sbaglio è ovviamente da imputare a loro. Ma il problema non è X che sbaglia il placcaggio o Y che perde la palla. Se gli azzurri hanno (nel complesso) una caratura tecnica inferiore a quella delle avversarie la responsabilità è di un sistema che porta in nazionale atleti non all’altezza della bisogna. E li porta necessariamente, perché il gruppo della nazionale è sostanzialmente il migliore di cui possiamo disporre.

      1. sentenza

        Ma non è detto che con il miglior sistema possibile i giocatori diventino bravi come gli altri, come non lo si è diventati “giocando contro i più bravi”. Col miglior sistema possibile si arriva al massimo delle possibilità e dei limiti del singolo giocatore, che se è un purosangue potrà arrivare a vincere le corse dei purosangue, se è un mulo al massimo arriverà a vincere le corse dei muli. Se in italia oggi come 20 anni fa e anche prima il 98 o più per cento di chi si da al rugby è nella categoria muli (come continuano a dimostrare le equiparazioni), può arrivare anche Gatland, come paventavano sabato su Dmax, ma al massimo si vince fra i muli come adesso. Il problema sono i muli che non capiscono la realtà e vogliono correre fra i purosangue, o anche i dirigenti della categoria purosangue che pensano (pensavano 20 anni fa) di poter allargare la categoria purosangue includendo dei muli.

    2. Marcello

      “In quanti precedenti tornei siamo stati in gara in tre partite? Se non ricordo male, nessuno”….dunque: 6N 2007 (SCO, GAL, ENG), 6N 2008 (con IRL, ENG, SCO), 6N 2011 (con IRL, FRA, GAL), 6N 2013 (IRL, FRA, ENG). Con l’Inghilterra nel 2013 potevamo pure pareggiarla, e meritavamo di vincerla.

      1. Gysie

        @Marcello hai ragione. Intendevo “negli ultimi anni” ma è rimasto nella penna. Quindi effettivamente sembrava che intendessi “mai”. Grazie.

  12. arali

    Che qualche progresso sia stato fatto è evidente, la partita di sabato è stata sostanzialmente dominata dall’Italia, cosa che nel 6N non ricordo di avere visto prima d’ora (o forse non la ricordo più per i molti anni passati, la vittoria con la Scozia in trasferta di 6/7 anni fa forse).
    Al netto degli errori al momento di marcare e della sorte che di sicuro non ci ha dato una mano, il gioco mostrato dall’Italia aveva anche una certa qualità tecnica, un piano di gioco, un concetto insomma.
    Il lavoro di COS e delle franchigie negli ultimi anni stanno cambiando in meglio le cose, e non rinnovare il contratto dello staff tecnico basandosi solo sui risultati sarebbe davvero una iattura. Concordo in pieno con Paolo che COS sia il migliore dei mondi possibili, e spero vivamente che in federazione ne siano consapevoli e se lo tengano stretto.
    Poi è altrettanto chiaro che si dovrebbe e potrebbe fare molto di più per rafforzare il movimento, far crescere e non disperdere i giovani, la famosa filiera che non c’è. Irrita particolarmente il fatto che basterebbero già alcune piccole cose a costo zero, che nessuno però si prende la briga di fare (ascensore istituzionalizzato tra pro 14 e campionato italiano, obbligo di mettere a referto un numero minimo di U23 in TOP 12, pianificazione degli equiparati già nel campionato italiano ecc.). L’inerzia della federazione su queste cose è a dir poco incomprensibile, e si spiega solo a) con l’incompetenza; oppure b) con il concetto che è meglio tenersi i problemi che risolverli dando fastidio a qualcuno

    1. “la partita di sabato è stata sostanzialmente dominata dall’Italia”. Vero, verissimo. L’Italia ha dominato una Francia INGUARDABILE. E ha perso. Non capisco cosa ci sia da essere soddisfatti

      1. arali

        beh, essere soddisfatti è un’altra cosa, mi sono preso una incaxxatura come poche altre volte. Ma secondo te perchè in federazione non si occupano delle cose? C’è un motivo o è solo fancazzismo?

  13. Pierre

    Io credo che i miglioramenti ci siano, speriamo davvero in un ricambio all’altezza.
    Ad esempio un paio di annate buone in Under20 le abbiamo, non si capisce perché le Zebre non facciano il loro ruolo di development team. Tanto arrivare ultime per ultime…

    Direi comunque come sempre che c’è un concorso di colpe e molte cose non vengono mai risolte, avvitandosi su loro stesse.

    Sulla Federazione, inutile sparare sulla Croce Rossa.
    Dilettanti allo sbaraglio da praticamente ogni punto di vista.
    Vogliamo elencare a caso?
    Gestione dei giocatori che quasi vanno in sciopero, marketing e comunicazione a livello fiorista di provincia, crollo economico da entrate da stadio e sponsor, gestione delle dichiarazioni pubbliche imbarazzante, gestione dell’area tecnica tra accademie e campionati fallimentare o quasi (intendo dire rapporto tra spese e produzione di giocatori internazionali), situazione sportiva avvilente tra Nazionale e Seven, mancanza di idee per il campionato Eccellenza, per la parte arbitrale, per gli allenatori, per la franchigia federale.
    Altre beghe sono poi la nuova sede romana (a che punto è? Questa l’abbiamo scansata almeno?) e il Flaminio (che non è tutta colpa FIR però almeno una dichiarazione di intenti forte. O si aspetta che glielo regalino?).

    Lato allenatore? Io penso che O’Shea sia il meglio che ci possiamo permettere e che non sia lui il problema, lo riconfermerei.
    Anche perché chi si prenderebbe la briga di allenare questa Italia che già ha bruciato gente come Kirwan, Mallet, Brunel e Berbizier + O’Shea in caso?
    Però ci sono delle scelte di formazione incomprensibili.
    Esposito non è a livello, è evidente. Perché non Sperandio?
    Ruzza ci ha messo 3 partite a capire che vale, Barbini non pervenuto.
    Canna, che non è in grande forma vero, completamente abbandonato a se stesso per un Allan che fa il compitino ma che alla fine calcia fuori 5 punti facili che avrebbero cambiato la partita con la Francia.
    Zanon a me piace, ma la superficialità del tuffo in meta con sorrisetto è da schiaffi. Almeno lui all’esordio positivo a parte questo episodio. Per me era già meglio di Castello.
    La prima linea non è a livello, possibile che non si possa allenare meglio? Il materiale c’è!

    E infine i giocatori.
    Come altri hanno fatto notare, con la Francia (ma io direi anche con Irlanda e in parte con il Galles) le possibilità c’erano e il gameplan azzeccato.
    Tralascio errori da episodi, ma i calci fuori con Irlanda (bonus perso) e Francia (5 punti in meno) fanno la differenza.
    Questi sono errori gratuiti e lì solo i giocatori devono pensare a migliorare.

    Insomma per me ci sono vari colpevoli, alcuni ovviamente più di altri.
    Ma dire che non si possono criticare i giocatori mi sembra eccessivo e autoassolutorio.

  14. Maxs

    La partita con la Francia ha dimostrato che potevamo vincere se avessimo avuto giocatori più forti tecnicamente, mentalmente e fisicamente. E questo non è colpa dei giocatori che hanno dato tutto quello che potevano dare nei loro limiti contro un avversario molto disorgannizato e poco coeso ma individualmente superiore tecnicamente (hanno fatto 3 mete con il minimo sforzo, un po’ come fece l’Australia nell’ultimo TM) mentalmente (non hanno ceduto neanche sotto assedio per poi portare a casa la partita un po’ come il Galles con la Scozia) e fisicamente (non siamo mai riusciti a sfondare il muro ed in maul non riuscivamo ad avanzare). La colpa principale è dello staff che nonostante i miglioramenti nella tenuta atletica non ha saputo dare ai giocatori le proprietà sufficienti nominate sopra per vincere. Inoltre siamo migliorati in touche da quando ha finalmente dismesso la coppia Zanni-Budd facendo giocare Sisi-Ruzza cosa che veniva sollecitata da due anni. Per non parlare della cattiva gestione di Canna, che ci ha costretto ad affidarci solo ad Allan, senza nessuna alternativa al game plan. E molti dei progressi avuti come la tenuta atletica sono dovuti al buon lavoro fatto a TV. E a catena lo staff può dare molte colpe alla federazione che non ha apportato in questi anni miglioramenti alla struttura e alla filiera. E il Top12 è stato depauperato e ormai è ridotto ad un livello molto inferiore a quello richiesto in Pro14 e in nazionale. Le nostra uniche alternative sono o lasciare solo TV in pro14 a giocarsela e puntare tutto sul campionato domestico come in Argentina oppure dismettere il Top12 e portare pure Rovigo Padova Roma e Milano in pro14 (ma mancano i soldi)

    1. Maxs

      … e in nazionale prendere un allenatore di livello maggiore uno alla Mallett per intenderci che faccia innalzare più velocemente il livello dei nostri giocatori a livello fisico e mentale.

    2. acdxer

      La tenuta atletica è migliorata per il lavoro che il preparatore portato da O’Shea ha fatto nelle franchigie.
      Per fare crecscere i giocatori in Italia ne servono almeno due.
      Treviso sta raccogliendo i frutti della programmazione iniziata tre anni fa.
      Le Zebre quest’anno sono state colpite da un numero spropositato di infortuni e, visto che non si possono portare permanentemente in rosa giocatori dal Top12 a stagione in corso, sono dovute ricorrere a stranieri perchè non potevano fare altrimenti.
      O’Shea ha detto che dovranno disporre di un numero di giocatori adeguato per la prossima stagione. Se questo avverrà i risultati miglioreranno presto perchè, nelle poche volte che hanno potuto schierare le formazioni migliori, quest’anno hanno battuto avversarie niente male e gettato al vento il primo derby per un malaugurato scivolone di Canna al momento di piazzare una punizione facile a partita agli sgoccioli.

      1. sentenza

        Il miglioramento della tenuta atletica è sempre da prendere con le pinze e da verificare quando gli avversari vanno davvero al massimo. A qualcuno sembra che galles irlanda e francia contro di noi siano andati sempre al 100% come contro gli altri? A me no.

  15. R2D2

    Una domanda per tutti voi: qualcuno di voi che scrive qui partrcipa attivamente alla vita di un club come allenatore o dirigente? Se si, chieda al proprio presidente per chi ha votato alle scorse elezioni e per chi voterà alle prossime. Poi vediamo il perché di questo schifo….
    I club continuano a votare Gavazzi per puro interesse “privato” e mettono davanti all’interesse comune una muta di maglie, un campo in sintetico, due spiccioli, una partita dell’under 20, ecc.
    Dove volete andare se questo é quello che succede da 20 (forse 30) anni a questa parte.

  16. Sinistrapiave

    A proposito di mental coach: Eddie Jones ha detto che i suoi pagano ancora lo scotto del mondiale 2015 a livello psicologico…!
    Al di là della boutade, non sarà che aver chiamato tutti i nostri giocatori in patria e farli giocare in squadre perdenti nel pro 14 abbia minato la mentalità vincente anche di quei pochi che l’avevano? Questi ragazzi perdono tutte le settimane ( benetton 2019 a parte) e probabilmente vedono la sconfitta come una routine. Sarà una coincidenza ma le cose hanno iniziato a peggiorare con l’avvio del torneo celtico..chissa che l’inversione di tendenza non arrivi proprio grazie a treviso.

  17. Gysie

    In attesa che PW aggiorni la pagina (e sia chiaro che non è una critica, perché A) siamo a casa sua; B) questa è una delle prime pagine che apro quando apro il pc la mattina), vi invito a sentire in pdcast la puntata di ieri di Tutti convocati su Radio24, dove ancora una volta il rugby viene “perculato”, anche grazie all’appassionato Michele Dalai. Se poi ascoltate le “fregnacce” del tifoso romanista Roberto Renga, il minimo che che può succedere è che alla società AS Roma vogliate augurare ogni male possibile. Perché? “Perché lo sport è fatto di tradizione e noi italiani nel rugby la tradizione non l’abbiamo”. Rincara la dose il sapientone da studio, che rileva che il Giappone è cresciuto e invece noi no. Ma pochi minuti fa ho visto un lancio del sito argentino Periodismo Rugby che anticipa che venerdì verrà annunciata la fine dei Sunwolves (entro una stagione). E il sito argentino è di solito piuttosto affidabile.

  18. Andrease

    In tre parole: Paolo hai ragione.

    Peccato che a sentire l’intervista al “presidente” fir sembra che lui invece il bicchiere lo veda mezzo pieno (e sentito come biascicava capisco anche perché…).
    Le ragazze sono incredibili! ma forse la fir non sa neanche che esistono, e qui sta la loro immensa fortuna.
    Sul fatto che siamo i peggiori tra i migliori può darsi. Per onestà intellettuale bisognerebbe però dire anche che in Europa, a parte in 5 nazioni, il rugby è davvero poca cosa…

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