Guinness Pro12 e Italia, futuro incerto: siamo alle sliding doors?

Alcuni articoli comparsi in Italia e in Scozia preannunciano scenari molto concreti che vedrebbero cambiare non poco il nostro movimento. Con una domanda che non possiamo non farci

La fine della stagione regolare di Guinnes Pro12 è uno degli ultimi passaggi di un’annata tra le più brutte dal 2000 a oggi, per molti la peggiore in assoluto. Qualche ora dopo il fischio finale di Zebre-Benetton Treviso il sito del mensile AllRugby (in gran parte confermato ieri anche dalla stampa scozzese) ha pubblicato un articolo di quelli che confermano quanto la nostra traversata nel deserto sia ancora lunghissima, sempre ammesso che la si sia davvero iniziata. Prima di proporvi alcuni stralci vi metto in fila i punti salienti (lo potete comunque leggere per intero qui):
– nuovi criteri di qualificazione per la Champions Cup, che saranno puramente meritori. Traduciamo: in Champions a chi se lo conquista sul campo, senza alcune rete di protezione geografica e/o di rappresentazione
– la FIR vorrebbe far partecipare una selezione Emergenti alla Qualifying Cup (bella idea, ma poi in Challenge chi ci va? Sempre loro?)
– il board del Pro12 è stufo della nostra non partecipazione alla creazione di profitto e sul tavolo ci sono nuovi scenari che prevedono in alcuni casi anche la nostra esclusione
– il Pro12 parlerà comunque anche nordamericano

L’articolo è ricco di dettagli e se fosse vera soltanto la metà delle cose scritte (e non vedo perché non dovrebbe esserlo, AllRugby è piuttosto dentro le cose federali per avere notizie di primissima mano) ce ne sarebbe abbastanza da chiedersi che cosa il nostro movimento vuole fare da grande.
Per quanto ho potuto verificare ho trovato solo un errore nell’articolo in questione, ovvero quando parlando del torneo celtico dice: “Se vogliamo restare dobbiamo continuare a pagare il vecchio biglietto (tre milioni a stagione, più o meno)”. La cifra che in realtà la FIR oggi paga è di un milione e 250mila euro circa a stagione. Dettagli, nulla che cambi la sostanza della questione.

Ma dicevamo del cosa vogliamo fare da grandi: come ho più volte scritto una vera analisi di costi/benefici della nostra avventura celtica non è mai stata fatta in FIR, si è semplicemente deciso che era un modo per entrare nella stanza dei bottoni e che i risultati in qualche modo sarebbero arrivati. Dopo sette anni abbondanti possiamo dire che le cose sono andate diversamente. Purtroppo.
Quindi: che fare? Rimanere in quel torneo? Oppure tornare a rilanciare una Eccellenza abbandonata a se stessa in questi anni con una infornata di qualche decina di giocatori che inevitabilmente ne innalzerebbero (almeno un po’) il livello e un sistema di finanziamento di buon senso per i club che meglio lavorano sui vivai? Con una progettazione dal respiro di qualche stagione per quanto riguarda la comunicazione e la visibilità televisiva siamo sicuri che nel medio periodo non potremmo ottenere dei risultati migliori di quelli attuali?
Opinione personalissima: io questa certezza che stare nel Pro12 a dispetto dei santi sia sempre e comunque un vantaggio non ce l’ho. Ma è appunto una opinione solo mia, non pretendo certo di elevarla al rango di verità.
Ecco gli stralci principali dell’articolo di AllRugby.

“…è quello della partecipazione alla Champions Cup della prossima stagione: il dodici maggio, il board dell’EPCR dovrebbe approvare all’unanimità (ma il condizionale è sempre d’obbligo in politica) i nuovi criteri di qualificazione per le coppe europee, ovvero la fine delle “quote nazionali” nel PRO12. Alla Champions accederanno le prime sette della classifica senza garanzie di salvaguardia né per questo né per quel paese. Cambia poco, se non per l’Italia: Cardiff (settima) conquista un posto sicuro nel torneo più importante della prossima stagione (è quello che i gallesi volevano), Connacht ed Edimburgo si giocano l’ipotetico accesso nei play off con le settime classificate di Premiership e Top14, mentre le due italiane e i Dragons vanno in Challenge Cup”.

“Alla fine del Sei Nazioni il PRO12, ha indirizzato alla Fir una lettera di forte critica sui modi e i risultati della nostra partecipazione all’ex torneo celtico. (…) la soluzione è stata trovata oltreoceano: ammettere al Pro12 una, o due, franchigie americane. Gli Stati Uniti si sa sono l’Eldorado dello sport professionistico mondiale. 
(…) Il primo luglio l’Italia dovrebbe diventare partner del PRO12 a tutti livelli e dividere con le celtiche oneri e guadagni del torneo. Ma gallesi e scozzesi non ci vogliono. O meglio non vedono perché si debba dividere con noi una torta alla quale in sette anni abbiamo contribuito poco o niente. Non con sponsor di peso, non con il pubblico, non con le televisioni (inutile fare l’elenco dei fiaschi di questi anni, da Dahlia in poi), non con i risultati. Se vogliamo restare dobbiamo continuare a pagare il vecchio biglietto (tre milioni a stagione, più o meno) e portare una squadra a Milano o Roma. Per noi insomma un posto solo, non di più. E a pagamento”.

“(…)Sul tavolo dunque al momento, ci sarebbero tre possibilità: l’Italia accetta di restare nel Pro12 con una sola formazione, l’altra viene sostituita da una formazione americana. Seconda possibilità: l’Italia rifiuta tout court e nel PRO12 entrano, al posto di Zebre e Benetton, Houston e Toronto. Si procede per vie legali, chissà come finirà.
Ultima ipotesi: l’Italia riesce a convincere i propri partner della bontà del suo futuro, Zebre e Treviso restano, e il PRO12, sempre dal 2018/2019, si allarga a 14 squadre, divise in due gironi, una nordamericana per gruppo, il che significherebbe una trasferta transoceanica all’anno per ciascuno dei club europei. 

“Lo scenario fin qui descritto apre un terzo capitolo: PRO12 e Sei Nazioni fanno riferimento allo stesso organismo, The Six Nations Ltd. Non si capisce come il Sei Nazioni non veda che l’uscita dell’Italia dal PRO12 finirebbe per ridurre considerevolmente anche la competitività della nostra Nazionale. La mano destra non sa cosa fa la sinistra? Vogliono metterci spalle al muro anche sul piano internazionale?”

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66 thoughts on “Guinness Pro12 e Italia, futuro incerto: siamo alle sliding doors?

  1. E che così sia !
    Giustissimo escludere dalla Champions chi non solo non se l’è guadagnata ma non è neppure in grado di sostenerla tecnicamente.
    Se all’inizio aveva senso aiutare le nostre per consentire loro e soprattutto f.i.r. ad adeguarsi o quantomeno avvicinarsi alle “grandi sorelle” oggi, passati due lustri di bastonate, è perfino stridente e imbarazzante.
    L’articolo dice tutto.
    p.s. Se il Benetton non va in Champions ne sarei felice, non è pronta oggi e non lo sarà domani nonostante i nuovi innesti e se è vero che è iniziata una programmazione lasciamoli crescere gradualmente senza riempire l’infermeria e annichilire le poche certezze che abbiamo.

  2. SERF

    Allora facciamo due conti , il truffa12 costa alla fir circa 10.000.000 di € all’anno (secono me sono di più ) , siamo sicuri che questi 10mln spalmati con criterio tra eccellenza e serie A non diano frutti migliori ?
    Destinare che ne sò 500.000 ad ogni eccellente con dei vincoli ad es. stipendi di giocatori italiani e tecnici , 1 mln a chi vince l’eccellenza ed 1 mln a chi sale dalla A dando la possibilita alla neopromossa di crescere , creando squadre con giocatori prof e tecnici prof .
    I restanti mln spalmati tra A , B , e C per far crescere l’intero movimento .
    Ricordo che attualmente la disoccupazione giovanile supera il 40 % , ed un contratto da 25000 €
    puliti all’anno farebbe gola chiunque , il pro rugby usa ne è l’esempio (50.000 $ lordi) .

    1. Marcello

      500.000 euro l’anno per una squadra. Quanti stipendi di giocatori professionisti “veri” ci paghi? Oltre ad uno staff competitivo?
      Già con un budget di 5.000.000 di euro si mette insieme una squadra a malapena competitiva, con staff raffazzonati e che arriva ultima nel torneo professionale meno selettivo che ci sia, davvero pensiamo che con un decimo dei fondi i club possano “far crescere l’intero movimento creando squadre con giocatori e tecnici prof”?
      Quali dei professionisti di zebre e treviso andrebbero a giocare in quel torneo?Quelli buoni andrebbero all’estero, magari nel ProD2 francese, e quelli meno buoni giocherebbero in squadre semiprofessionistiche. Gran bel risultato.

      1. SERF

        Bisogna tener conto che 500.000 andrebbero a sommarsi a quelli raccimolati dalle squadre , un esempio , l’allenatore del Petrarca si è lamentato spesso che i suoi si possono allenare solo una volta al giorno perchè non prof , con i 500.000 secondo me potrebbero garantire stipendi minimi ma comunque stipendi , ed allenarsi da prof .
        Lei non ha evidentemente seguito il fù pro rugby usa , con stipendi massimi di 50.000 $ lordi , avevano creato squadre di tutto rispetto quasi a livello di pro12 , e molto migliori delle nostre due franchigie .
        Con i nostri migliori all’estero ci sarebbe molto più spazio per i giovani che vogliono emergere , e francamente oggi come oggi un laureato se lo sogna un contratto da 25.000 € puliti l ‘anno .
        Bisogna stare con i piedi per terra , non sognare il top14 o la premiership , l’ARGENTINA insegna , e soprattutto non butta i soldi al vento .

  3. Discorso champions cup lo trovo sensato che si vada per merito.. ma personalmente visto il basso numero di squadre professionistiche è ridicolo fare due coppe europee.. mentre per la squadra emergenti italiana è un’idea ridicola messa in piedi dalla nostra politica federale che risponde a delle logiche dilettantistiche.. sarebbe ora anche di levare le nostre squadre dalla qualyfing cup..

    Discorso pro12 mi spiace dirlo ma a questo punto che si continui a pagare questa tassa è giusto.. puoi avere risultati scadenti ma un’organizzazione delle franchigie così approssimativa fa gridare vendetta.. fossi nella federazione cercherei di accordarmi con il board del pro12 x una sola franchigia.. la farei totalmente federale con i migliori 40 giocatori italiani e qualche straniero che risponda direttamente alle direttive del selezionatore della nazionale.. la sede naturale deve essere milano o roma.. cmq sia credo poco nell’entrata di franchigie americane nel pro12..

  4. adriaraldi

    Anni di decisioni fatte coi piedi (per non utilizzare un altro termine) e questi sono i risultati. Purtroppo che ci piaccia o meno lo sport (professionistico) è ANCHE business; questi si sono fatti 2 conti e visti gli OVVI risultati pessimi (al di là dei risultati di per sé) chi gliela fa fare di tenerci dentro anche a pagamento? Tifosi non ne portiamo, diritti TV nemmeno, voglia di mettersi in gioco lasciamo perdere.
    L'”esclusione” dalla Champions Cup ci sta come un vestito nuovo, quella dalla Pro12 oh… ce la siamo voluta. Mi dispiace, soprattutto e più che altro per i giocatori e O’Shea che mi pare si stia facendo in 16 per il movimento.

    Poi: ok portiamo una franchigia a Milano o a Roma. Poni il caso. Non si fa da un giorno all’altro, soprattutto dal momento che la Federazione in questi anni ha fatto TUTTO meno che rafforzare i valori di questo sport in altri posti che non fossero Calvisano o Padova. Chi ci va a vedere una partita a Roma dai, parliamoci chiaro. Sì per l’amor del cielo le potenzialità sono tante, ma le cose andrebbero fatte bene……….. e se in 10 anni i risultati sono questi un POCHINO di dubbi a me vengono.
    Cioè mi sembrano tutte pezze messe su un tubo che ormai perde acqua da tutte le parti, prima o poi scoppia né più né meno.

    1. Se guardi Treviso che sta nella culla del rugby italiano non ha attratto molto.. i tifosi delle squadre vicine han cmq preferito andare a vedere la propria squadra di eccellenza piuttosto che il pro12..

      1. Nuvole!

        Hanno fatto benissimo, visto che Treviso ha sempre rivendicato il fatto di rimanere il club Benetton Treviso e NON di essere, che so, “la franchigia del Nord-Est”.
        Avranno fatto i loro conti e le loro scelte e di conseguenza anche i tifosi di Petrarca, Rovigo, ecc. avranno tratto le loro conclusioni.

      2. Nuvole!

        Io ho risposto alla tua domanda su perche’ i Veneti non si sentano coinvolti nel progetto di Treviso.
        Parma e’ un’altra storia, ne potremo riparlare in un’altra occasione.

  5. gian

    La qualificazione metitocratica ha senso e solo dei perdenti mentali pensano a garantirsi il posto senza sudare, il discorso selezione in coppetta qualificazione è ridicolo perchè siamo stati proprio noi a dire che non volevamo selezioni ed adesso cambiamo idea visto che, come era logico, le nostre eccellenti vengono strapazzate dalle pro dell’est, vogliamo tagliare le spese.
    per il resto è la prova che non sappiamo fare i professionisti, a livello federale in cui si pensa più a fare giochini di equilibrismo politico invece di valutare i risultati, nei club pro dove, nonostante l’assordante nulla federale, non si è riusciti a creare neppure il nucleo di un sistema pro, nei club domestici dove non si è fatto un minimo passo verso un innalzamento del livello, non creando così un piano B degno.
    fallimento totale su tutta la linea

    1. Stefo

      Gian sulle selezioni: qualche anno fa, quando le coppe erano ancora ERC l’Italia ha chiesto al posto delle eccellenti di fare selezione e le e’ stato risposto picche.

      1. gian

        Quelle dell’est sono sempre venute con selezioni e anche spagnoli ed altri, non ricordo perchè ci dissero di no quella volta, quando venne creata la coppa di qualificazione, con un nostro impegno diretto se ricordi, fummo noi a chiedere che non venissero selezioni ma club, ora, probabilmente per provare a passare il turno con una squadra che diventa federale e per non dover tirare fuori le palanche alle prime 4 eccellenti, ritirano fuori questa ideona cercando di salvare qualcosa prima di essere cacciati da tutto, onestamente patetico

      2. Stefo

        La ERC rifiuto’, la loro idea se ricordo bene era di spostare tutti sui club, anche gli altri, non han avuto tempo.
        Sulla qualification…400000 (x club) di motivi direi…e forse, ripeto forse, anche qua era la famosa frase di COS sul mettere da parte i propri ego 😉

  6. 6nazioni

    i signori della f.i.r. prima di decidere devono vedere i risultati della nazionale prima e dopo il
    pro12 e decidere, piu’ semplice di cosi si muore.
    a) chiudere le mangiatoie (*)
    b) investire nei club di base con preparatori e allenatori stranieri
    c) istituire una COVERCIANO del rugby dove vengono fatti CORSI x i ns allenatori e preparatori
    MA VERI.
    d) campionati elitè u19, u21. finanziati direttamente dalla F.I.R.
    e) far giocare ragazzi minimo 3 al di sotto dei 20 anni in eccellenza
    f) tutti i club che giocano in eccellenza,serie a e serie b devono avere un settore giovanile
    minimo di tre categorie che giocano effettivamente i tornei.(no settore giovanile no
    campionato punto).
    g) campionato delle regioni u.15 e u.17.
    LA COSA PIU’ IMPORTANTE E’ PREPARARE I PREPARATORI E ALLENATORI.

  7. Fox

    Mi piacerebbe sapere quanti soldi mettono nel pro12 le altre squadre, specie le scozzesi ma anche le gallesi.
    Perchè mi viene il dubbio che sia tutto il pro12 in difficoltà?
    Oppure credono che con 2 squadre americane risolvino i loro problemi? Americane che non sono nemmeno riuscite a fare un campionato per più di un anno?
    Ma Magari punterano sulle sudafricane.

    Sulla champions credo che tutti siamo della stessa oponione.

    1. adriaraldi

      Sì è tutto il pro12 ad essere in difficoltà: l’entrata delle americane (o chi per loro) porterebbe più palanche in termini di diritti televisivi, pubblico, ecc.
      Sicuramente le gallesi o le scozzesi non navigano nell’oro, ma la gestione è 30 volte meglio di boh le Zebre che nemmeno riesce a pagare i proprio giocatori.
      C’è COMUNQUE da domandarsi (secondo me) quanto convenga tirare dentro 2 americane però considerando i costi di trasferta che le squadre avrebbero… Houston non è esattamente dietro l’angolo.

      1. Stefo

        Il Pro 12 e’ in difficolta’ enorme, cercano mercati nuovi perche’ i 3 celtici sono al plateau ormai e si sta spremendo tutto cio’ che si puo’. L’Italia senza girarci intorno era entrata per quello, purtroppo commercialmente e’ stato un flop colossale.
        Gli USA sono una speranza…anche io nutro dubbi ma e’ anche vero che se fatti intelligentemente attaccando la massa di expats magari ne salta fuori qualcosa…non capisco pero’ Houston nel caso.

    2. Stefo

      Il contratto con Sky Uk basta ed avanza per quello che portano Irlnada, scozia e Galles, ed oltre a quello ci sono i contratti coi broadcast locali che pagano al contrario che in Italia.
      Guinness, Specsavers ed altri sponsor/partenr commericali portati dagli altri.

  8. Mr Ian

    dare la colpa al Pro12 per i fallimenti italici mi sembra ingiusto, oltre che ingiustificato. Tra l altro è l unico campionato economicamente abbordabile gli altri sono proibitivi. Allo stesso tempo il Pro12 mette a nudo il nervo scoperto italico, ovvero la formazione di giocatori. Molti club o franchigie in Pro12 sopravvivono perchè riescono ad attingere dalle accademie a piene mani e questo gli permette di mantenere una certa concorrenzialità con le super potenze francesi ed inglesi. In Italia manca anche questo o quantomeno non è ai livelli dei celti, allora vengono a galla tutti i problemi non affrontanti e gestiti dalla gestione federale di un ventennio a questa parte.
    Anche se si uscisse dal Pro12 non cambierebbe granchè, dei 40-50 giocatori celtici, più della metà si cercherebbero un contratto all estero, il restante sarebbe da suddividere per il numero delle partecipanti, tre o quattro per squadra di sicuro non cambiano il livello generale, anzi va a finire che sarebbero ancora gli stranieri a fare la differenza, come ieri tra Viadana e Calvisano, Ormson, Brex e Tuivaiti, per il resto i grandi attesi han fatto cilecca.

  9. Rabbidaniel

    Facciamo l’esempio della copertura televisiva nostrana del Pro12. Io ignoro quale sarà la sede il prossimo anno. Ignoro se quest’anno Eurosport abbia cacciato qualche soldo, sia pure simbolico. Ecco, se il torneo di punta del nostro movimento è veicolato in modo così attento, non vedo cosa aspettarsi.

    1. adriaraldi

      Sìsì è stato proprio un esempio PRINCIPE di organizzazione italica. Qualche mese a rugbychannel, poi basta, poi eurosport… insomma tutti ottimi segnali

  10. tony

    Che dire i British ci volevano per gli eventuali introiti, abbiamo fallito l’obiettivo , vari i motivi, non avendo centrato gli obiettivi , facciamocene una ragione non ci vogliono, i segnali sono molteplici, purtroppo abbiamo fallito anche l’obbiettivo sportivo per vari motivi e ora come ora manco possiamo agganciarci a questo, anzi lo usano di supporto per cacciarci, il mondo è comandato dagli affari , e per favorirli si usano tutti i mezzi…. quale sia la soluzione migliore non saprei…. certo che se ci sganciamo dal professionismo ci sarà un inevitabile declino verso il dilettantismo….o ce la facciamo a entrare nella stanza dei bottoni di comando (Soldi,arbitraggi,livello tecnico, etc.)o ne saremmo espulsi verso un cammino incerto.

  11. Ginger

    Scusate ma perché non si leggono più i commenti di AdG? Ho forse perso qualche passaggio e magari lui è stato bannato? È un peccato perché su questo argomento, come su tanti altri, le sue competenze sarebbero state molto utili.

    1. Stefo

      Che bello mi ricorda un paio di anni fa un Gino da Agrate che scriveva le stesse cose…pochi si accorsero del giochino AdG=GdA all’epoca…annamo bene

  12. Marcello

    SERF: il fu pro rugby USA, infatti fu e non è più.
    Quanto all’Argentina, sono dilettanti. E per crescere hanno fatto una squadra di professionisti che gioca in un campionato di professionisti non argentino.
    Infine: con 500.000 euro per 40 persone sono 12.500 euro lordi al mese. Ci facciamo un campionato competitivo?
    La si pensi come vuole. Io vedo che anche il club più scarso d’europa ha un budget di 8 milioni di euro. Pensare che con 12500 euro al mese si possa fare un campionato competitivo con quelli di nazioni con budget come quelli a me pare follia.
    Si farà, onestamente, un campionato che vale la terza -o più probabilmente quarta- categoria francese.

    1. Stefo

      L’Argenitna le due semifinali mondiali le ha raggiunte perima di entrare nel SR pero’…puntando su un modello che non prevedesse il professionismo ma la formazione e el’esportazione.

      1. Marcello

        Verissimo: ma non ci raccontiamo che con 500.000 euro si fa una squadra di professionisti, su! In argentina ci sono club di dilettanti -tanti- ma quelli bravi di quei club sono SEMPRE andati a fare i professionisti dove i soldi ci sono, e quelle nazionali -del 2007 e 2001- erano fatte all’80% di professionisti, non dilettanti, che giocavano in Francia, Inghilterra o addirittura Italia!
        Ripeto, per competere a livello internazionale ci vogliono professionisti, ben pagati. 500.000 euro bastano per fra un club di semidilettanti.

      2. Stefo

        Io sottolineavo la differenza di modello di sviluppo scelto…e sottolineo “di sviluppo”…che per arrivare alla franchigia SR hanno scelto una strada precisa, non facendosi tentare da possibili scorciatoie…e cosi’ facendo sono anche arrivati a risultati incredibili.

    2. SERF

      Ho scritto che i 500.000 € si andrebbero a sommare agli attuali budget delle squadre ,
      o lei crede che in eccellenza sia tutto gratis compresi i giocatori ?
      Perchè non chiediamo queste cose ai presidenti di eccellenza ?
      Secondo me un Rovigo un Petrarca un Calvisano o chi che sia , vincendo il campionato intascherebbe 1.000.000 tondo più i 500.000 , sommati al loro badget , farebbero molto meglio di quello che sono riusciti a concludere fino ad ora gli altri .
      E se non se ne è accorto l’ecomia italica è praticamente fallita , siamo finiti , in azienda non passa settimana che non arrivi qualche laureato disperato , disposto a tutto pur di lavorare , siamo il terzo mondo d’europa .
      Perciò qui in italia un campionato prof può esserci anche senza spendere cifre da capogiro .

      1. Hrothepert

        @SERF, mi perdonerà se le faccio notare che è gia patetico quello semiprofessionistico attuale, uno professionistico sarebbe quantomeno drmmaticamente…esilarante!!!

  13. Marcello

    Dimenticavo riguardo al laureato che se li sogna:
    a parte il fatto che non parliamo di 25.000 euro puliti ma lordi, se arriviamo a quelle cifre, un laureato lavora anche dopo i 35, con il fisico integro.
    Un rugbista a 35 smette, e deve essersi inventato nel frattempo un altro lavoro. Quindi o sei un professionista per cifre maggiori, o sei un dilettante che nel frattempo studia o si costruisce un’altra professione. Come ha fatto Bocchino, d’altra parte.

  14. Gianni berton

    Trovo…abominevole perorare l’idea che la Fir debba pagare le società dell’Eccellenza per…farle vivere e proliferare.
    Va in antitesi con qualsiasi dogma sportivo, selettivo e meritocratico.
    Poi paragonare sempre le “vicende” dell’Argentina lo reputo molto fuorviante.
    C’è troppa disparità a livello di praticanti e di cultura.
    Pro 12.
    Se Atene piange, Sparta non ride.

    1. Nuvole!

      E cosa ne pensi della FIR che deve pagare gran parte del budget (a volte quasi tutto) per le societa’ di Pro12?

    2. Hrothepert

      @Nuvole, in parte hai ragione, in quanto è sbagliato che la FIR sovvenzioni delle franchigie private che partecipino al Pro 12, infatti le franchigie dovrebbero essere entrambe completamente federali e per quanto riguarda il i finanziamenti ai club del domestic, io la vedo completamente come il gianni!!!!

      1. Nuvole!

        Personalmente, secondo me sarebbe giusto che la FIR sostenga economicamente in modo forte il rugby di base (=giovanile) e lasci che i professionisti trovino i soldi per i loro stessi stipendi tramite le loro leghe.
        Certo che il passo dai principi alla realta’ a volte non e’ piccolo…

    3. Stefo

      Scusa Gianni invece non e’ fuorviante pensare di avere o di metter ora su quello che le celltiche hanno?
      Dove sarebbe il sistema sportivo scolastico per sostenere dalle fondamenta un modello coem quello delle celtiche? Culturalmente sottolinei la differenza con l’Argentina, pensi che non ci sia coi celti una differenza culturale abissale?

  15. Gysie

    Lo scenario che si verrà a creare (e di fronte ai nudi numeri credo che sia opportuno non usare il condizionale, ma l’indicativo) mette comunque il rugby italiano con le spalle al muro. I nudi numeri (ancora) dicono che la partecipazione italiana al Pro12 è stata fin qui perdente, sia dal punto di vista sportivo che economico. L’opzione di puntare sull’Eccellenza è, sinceramente, patetica: si potranno stipulare contratti “federali” per tenere i giocatori azzurri in club che difficilmente potrebbero permetterseli e con le istruzioni di farli giocare poco e contro avversari che difficilmente ne alzeranno il livello tecnico ed agonistico. Credo si possa vedere l’interesse che desta il campionato nazionale georgiano (ancora loro!) – i cui migliori giocatori sono tutti all’estero. E le loro squadre non si qualificano alle coppe europee.
    Alla fine della fiera, di riffa o di raffa, per rimanere nel rugby che vale, quello che conta è il denaro (attraverso il denaro si assoldano giocatori con cui si può competere almeno per il settimo posto). E quindi abbiamo già capito tutto circa la strada che sta imboccando il rugby italiano.
    Prima nota a margine, apparentemente off-topic. Il presidente del Clermont si lamenta perché la scelta di giocare la finale della Champions Cup a Edimburgo comporterà una spesa di non meno di € 1.000,00 per singolo tifoso, con voli carissimi e posti hotel ancora peggio. http://www.sports-auvergne.fr/rugby/2017/05/08/de-cromieres-asm-edimbourg-pas-un-bon-choix_12394092.html
    La vecchia ERC aveva fissato Milano, ecco serviti tutti gli altri. Perché, appunto, conta una cosa sola.
    Seconda nota a margine. Scozzesi e gallesi pestano i piedi perché sono stufi di noialtri (come dar loro torto, dico subito). Ecco, spero che finisca la solita stucchevole tiritera che sono gli inglesi ad avere da ridire sulle nostre qualità…

  16. SERF

    X Hrothepert : definire patetico il campionato di eccellenza , lo trovo alquanto irrispettoso nei confronti di coloro che si sacrificano per darci un campionato di rugby , giocatori tecnici sponsor giardinieri , tutti .
    Io personalmente ho il più totale rispetto per tutti coloro che contribuiscono al movimento rugbystico italiano , e sono convinto che loro sono il futuro del nostro rugby , non sedi faraoniche fir , stadi da favola , stranieri miracolosi , o truffe fatte passare per occasioni di crescita .

    1. Hrothepert

      Serf, il “patetico” non è in senso assoluto, di venta tale nel momento che qualcuno lo vorrebbe far passare per una cosa di livello superiore, un po’ come quelli che comperavano la macchinetta di serie e poi gli mettevano alettoni, battole ed altri ammennicoli vari, per farla passare come quella che correva nei campionati di Rally!!!

      1. Stefo

        mentre quelli che ereditano qualche soldo e si credono ricchi che si comprano la ferrari e poi non hanno soldi per bollo, assicurazione, benzina e non hanno neanche il box auto?!Quelli son geniali

      2. Hrothepert

        No Stefo, non sono geniali nemmeno quelli, ma ciò non toglie il fatto che qualcuno voglia far passare un’ utilitiaria per una macchina da corsa!!!

      3. sentenza

        Quelli peggiori però sono quelli che credono a chi vuol far passare l’utilitaria per la macchina da corsa. E continuano a credergli, 6 mesi fa e pure oggi.

  17. Giovanni

    Che il mercato americano faccia gola è ovvio, che sia la nuova frontiera, beh, ci andrei cauto: il campionato loro ha ballato una sola stagione, probabilmente ci riproveranno, ma per ora…Poi, se il discorso “60mil. di potenziali rugbysti” era risibile per noi, non vedo perchè debba esser preso sul serio per loro. Certo, sappiamo che in quanto a mezzi gli americani possono surclassare chiunque, se vogliono…ed è su quel vogliono che gira tutta la scommessa. Al momento è più credibile la proposta delle due Saf escluse dal SuperRugby, anche se il viaggetto downunder non è uno scherzo. L’Italia ha commesso lo stesso errore di mentalità compiuto all’epoca dell’ingresso nel 6N: “ormai siamo dentro, il resto verrà da sè”. Abbiamo una classe dirigente rugbystica che ripete sempre i medesimi sbagli da cui non impara mai. Errare humanum est…Lo dico già da oltre un anno e lo ribadisco: quale occasione migliore per scendere ad una sola franchigia, invece di continuare a sperperare milioni di euro, che potrebbero venir investiti sulla base e la formazione, in cambio di risultati scadenti?

    1. Hrothepert

      Hai ragione Giova’, allora, rispedrire immediatamente Treviso nel domestic, spendere uttti i soldi e concentrare tutti i migliori nelle Zebre federali e il gioco è fatto!!! 😀

      1. Antani

        Se devo essere onesto da emiliano dico: franchigia italiana a Treviso tutta la vita. I piccioli delle Zebre andrebbero a Treviso: magari con più di 10 milioni di eurini (5+5 dalla federazione più investimenti eventuali del buon Benetton e compagnia) qualcosa di decente si riesce anche a metterlo in piedi…
        Franchigia gestita dalla FIR in grande città sulla carta sarebbe l’idea migliore, ma possiamo fidarci? O farebbero un’altro casino?

  18. luis

    E alla fine anni e anni di mala gestione, sportiva ed economica, stanno per produrre sti mirabolanti effetti.In tutto il mondo chi è a capo di qualcosa se alla fine del mandato non produce niente di positivo viene mandato a casa ( spesso anche prima della scadenza).
    Ma in questo paese chi produce danni rimane saldamente al suo posto, ergo di cosa vogliamo lamentarci ?
    Nello specifico chi comanda in Fir ha perso (o non ha mai avuto) credibilità e non ci mette più nemmeno la faccia, ma manda COS a trattare e spiegare. . .

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