Semifinale d’Eccellenza: Calvisano, fu disattenzione o furbata? E poi: A Torino c’è chi prova a tenere assieme studio e campo

Il Viadana starebbe per presentare ricorso per la sostituzione temporanea di Paz: all’arbitro è stata presentata come concussion ma il problema era un ginocchio, e non c’è documentazione. La sostituzione in quel caso non poteva essere fatta: i bresciani rischiano lo 0-20.
Poi accendo i fari su un progetto a cavallo tra CUS Torino, Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino e che permette a un po’ di rugbisti di non essere costretti a scegliere per forza tra campo e università

CALVISANO NEI GUAI PER UNA SOSTITUZIONE (FORSE) VIETATA: VIADANA FA RICORSO
La scorsa settimana la FIR ha annunciato l’introduzione del HIA, ovvero il protocollo internazionale per affrontare i traumi cranici, anche nelle gare di Eccellenza. Bene, benissimo, ma c’è già un “caso”. Domenica allo Zaffanella il Viadana si è imposto 18-12 nella semifinale di andata del massimo campionato italiano ma alla fine il risultato potrebbe essere molto più pesante per i bresciani: il Viadana avrebbe presentato ricorso perché gli ospiti al minuto 11 del secondo tempo hanno sostituito temporaneamente Paz con Susio, che tra l’altro marca anche una meta.

Dove sta il problema? Che le sostituzioni temporanee possono essere fatte solo in presenza di perdite di sangue per il giocatore interessato o concussion ma Paz aveva un problema al ginocchio, tanto è vero che è tornato in campo con una fasciatura proprio lì. Non solo: Paz è rimasto fuori meno dei 10 minuti previsti dall’Head Injury Assesment e ha portato a termine la gara.

Il ds del Viadana Alberto Bronzini ha rilasciato una dichiarazione a RovigoOggi, eccola: “Al quarto uomo e all’arbitro era stato indicato dal medico che era uscito per concussion ma manca la documentazione necessaria, e i medici della federazione inviati per il protocollo HIA (Head Injury Assesment) non sono neppure scesi dalla tribuna per accertarsi del problema. Abbiamo fatto una riunione prima delle semifinali, ci è stato spiegato chiaramente il regolamento, per esempio chi entra per sostituire un giocatore per concussion non può neppure piazzare. Parlando con il loro fisioterapista mi parlava di una lesione di secondo grado del crociato del ginocchio, la testa non c’entra nulla”. Da sottolineare che invece la documentazione per concussion è stata invece presentata per Riccioni, che nel primo tempo aveva preso due copi fortuiti alla testa.
Insomma, Calvisano rischia un 20 a 0 a tavolino per non aver voluto rimanere in 14 per qualche minuto (sempre che la versione del Viadana venga riconosciuta): ne valeva la pena?

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TRA SPORT E STUDIO: UN PROGETTO INTERESSANTE A TORINO
Fare uno sport in maniera seria, semiprofessionale se non di più, “occupare” con quella pratica tante ore della tua vita: lo fanno in molti, ma prima o poi c’è lo scontro con la vite reale, quella che richiede un lavoro per pagare le bollette, prendersi cura di sé e dei propri familiari. Insomma, vivere. E non è che il rugby lo consenta. Sì, certo, qualcuno può vivere grazie alla palla ovale, ma sono pochissime persone, una percentuale infinitesimale.
E tutte quelle ore di allenamento, le lunghe trasferte, le partite sono spesso tempo che i nostri ragazzi/giovani uomini “rubano” soprattutto allo studio.
Ovviare al problema di “quale vita dopo il rugby” non è semplice, ci pensano pure in Francia dove le cifre che girano non sono nemmeno lontanamente paragonabili alle nostre. Esistono però dei progetti che cercano di mettere assieme capre (il rugby) e cavoli (lo studio): a Torino già da qualche anno c’è il progetto AGON che risultati li sta dando. Una goccia nel mare? Possibile, ma comunque una storia da raccontare…

A Torino c’è una realtà sportiva che da dieci anni a questa parte si occupa di assicurarsi che giovani atleti e atlete meritevoli, provenienti da tutta Italia, possano garantirsi l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione accademica praticando sport in realtà di eccellenza. È il CUS Torino che, in unione con il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino, ha dato vita al PROGETTO AGON. A differenza delle molte iniziative minori presenti sul territorio, fa parte di un grande progetto di internazionalizzazione nato da un vero e proprio agreement fra il sistema universitario piemontese, di cui fanno parte il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino, e il CUS Torino, il centro di formazione sportiva più grande d’Italia.

Il Progetto AGON ogni anno mette a disposizione 14 borse di studio destinate a diverse discipline sportive come il basket, il volley e in particolare il rugby, che garantiscono agli atleti e alle atlete vitto, alloggio e tasse universitarie gratuiti. A queste 14 borse di studio, da quest’anno, se ne affiancano altre 10 che garantiscono il pagamento delle tasse universitarie dei giovani talenti che risulteranno idonei. Lo scopo di questo progetto che ormai è un vero e proprio pilastro portante nel panorama accademico/sportivo piemontese è quello di garantire l’accessibilità alla formazione universitaria e sportiva d’eccellenza, tramite l’applicazione di un vero e proprio sistema meritocratico, che premia non solo il curriculum sportivo ma anche quello accademico. Non solo corpo sano, ma anche mente sana e soprattutto trasparenza e meritocrazia. L’accesso alle borse di studio infatti non viene deciso da un singolo scrutinatore, ma da una commissione interna, composta da rappresentanti di Unito, Polito, Edisu e CUSI, alla quale i ragazzi dovranno far pervenire il proprio CV accademico e sportivo. Sulla graduatoria le due carriere avranno un peso paritario del 50%, assicurando dunque che dal Progetto AGON escano ragazzi di talento, formati e preparati, in grado di ricoprire ruoli di rilievo in ambito lavorativo dopo aver conseguito la laurea.

Il Progetto AGON, dunque, segue ogni ragazzo fino al completamento della formazione sportiva e del ciclo di studi. A dieci anni dall’istituzione del progetto, il CUS Torino e il sistema universitario piemontese hanno già iniziato a raccogliere i loro buoni frutti. Molti dei ragazzi che sono cresciuti nel Cus Ad Maiora Rugby 1951 oggi sono laureati al Politecnico o all’Università degli Studi, hanno carriere ben avviate e sono a tutti gli effetti dei fiori all’occhiello. A partire da Eliott Harvey venuto in Italia per completare il ciclo di studi universitari che è rimasto per tre anni nel club universitario, conseguendo la laurea e un master in Marketing e Comunicazione, prendendo parte alla promozione dalla serie C alla serie B, e che oggi ricopre la carica di marketing manager della Willis Tower Watson a Londra, fino ad arrivare a Alessandro Alparone neo laureato in ingegneria biomedica, che ha affrontato l’intero ciclo universitario assieme al CUS Ad Maiora, partecipando alla scalata dalla serie C alla serie A e oggi è ricercatore biomedico presso l’Ospedale Molinette di Torino.

I progetti AGON di successo sono molti. Per citarne altri il CUS Torino può portare l’esempio di Vittorio Lo Faro che ha affrontato la laurea in Ingegneria Civile con specializzazione in geotecnica al Politecnico giocando in prima squadra come tallonatore, che oggi è un giovane ingegnere che lavora presso una grande azienda piemontese, fino ad arrivare a Salvatore Fusco, che ha conseguito la laurea in Ingegneria Gestionale e Organizzazione d’Impresa, prendendo parte alle promozioni del CUS dalla serie C alla serie A e che oggi non solo lavora come ICT manager presso il CUS Torino ma è anche diventato coordinatore sportivo del CUS Torino Rugby, dimostrando che lo sport non solo prepara alla vita di tutti i giorni ma resta come bagaglio culturale per sempre.
Molti sono i ragazzi che oggi usufruiscono del Progetto Agon e che sono laureandi, primi tra tutti Luca Bombonati, laureando in Ingegneria Civile specializzando in strutture, e Sergiu Ursache, laureando in Scienze Motorie, che rispettivamente giocano 10 e 8 nelle fila del CUS Ad Maiora Rugby 1951 e quest’anno prenderanno parte ai playoff per salire in serie A.

Il Progetto AGON è una realtà di spicco del panorama sportivo-accademico piemontese. Presto aprirà il nuovo bando e per candidarsi basterà inviare il proprio CV scolastico-sportivo compilando il format su http://admaiorarugby.it/borse-di- studio-rugby/
Le borse di studio sono aperte a tutti i ragazzi neodiplomati o neolaureati di primo livello e sono valide per qualsiasi corso di studi del Politecnico di Torino o dell’Università degli Studi di Torino. Il CUS Torino ormai da dieci anni è parte attiva del sistema sportivo e universitario italiano e continuerà a esserlo per affiancare i ragazzi nella crescita sia sportiva sia accademica, ma soprattutto culturale.  Per informazioni e contatti ci si può rivolgere a Salvatore Fusco: salvatore.fusco@custorino.it

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26 thoughts on “Semifinale d’Eccellenza: Calvisano, fu disattenzione o furbata? E poi: A Torino c’è chi prova a tenere assieme studio e campo

  1. mauro

    concussiongate?
    Se pensavamo che le furbate appartenessero solo ai Quins o al calcio, eccoci serviti. Non ho mai avuto dubbi che le difese d’ufficio delle vestali del rugby sui valori e le altre minchiate fossero solo fuffa per gonzi; sui campi da rugby se ne sono sempre viste di tutte i colori meno quello dell’onestà sportiva, cosa volete è un pregio tutto latino non saper perdere…
    Trascuro il fatto, se confermato, che la cosa arrivi dall’ombelico geografico del rugby, dalla squadra dell’1,33%.

    1. Mr Ian

      secondo me è stata pura e semplice superficialità, non penso che lo abbiano fatto volutamente…salta all occhio perchè è stato proprio il neo entrato a fare meta, altrimenti in pochi si sarebbero accorti dell accaduto. Cmq ci sono due settimane di stop, abbastanza per analizzare il caso ed arrivare ad una decisione.
      Sportivamente parlando poi anche se con un +20, il Viadana in casa del Calvisano dovrà pur sempre fare la partita della vita.

      1. Kinky

        Non è vero, cambia tutto: ad oggi sono 4 punti a 0 come punti con una differenza di pochi punti. Che il 20-0 a tavolino sono 5 punti a zero con 20 punti di differenza! Capisci che se Viadana vince il ricorso il Calvisano è obbligato a fare 4 mete e vincere con più di 2″ punti di scarto!

      1. Rabbidaniel

        “(sempre che la versione del Viadana venga riconosciuta)”. Ah la malafede 🙂

  2. Ginger

    Trovo molto più interessante l’argomento rugby/studio/professione che la presunta furbata o superficialità del Calvisano. Onore alle università sabaude per le possibilità che offrono agli atleti torinesi. Esempio da imitare senza indugi.

  3. Gianni berton

    Reputo che l’errore più grave commesso dal Pelati-ma-non-malato, sia quello di aver pensato di fare i furbi proprio con quelli che, bellamente, erano giunti in semifinale dopo averglielo messo in culo al San Donà…

  4. Cuco23

    Viadana ha tutto il diritto di presentare ricorso: se lo vincerà buon per lei, altrimenti pagherà le spese procedurali. Per quanto riguarda Calvisano, i casi sono due: o ha tentato di fare una furbata oppure ha avuto una disattenzione, in entrambi i casi con la complicità del quarto uomo che non si è accorto del cambio irregolare. A mio avviso tuttavia conviene che il Calvisano richiami il proprio staff della panchina perchè non è la prima volta che cadono in queste disattenzioni, infatti ricordo una partita col Petrarca in cui ci fu un cambio irregolare con i giocatori della mischia (rimisero in campo Costanzo già sostituito per un giallo ad una seconda linea se non ricordo male). In quel caso gli andò bene che l’arbitro si accorse dell’errore e fermò il gioco per risolverlo, in questo caso potrebbero pagarla a caro prezzo. Questione di giorni, stiamo a vedere.
    Per il resto bello l’articolo sul progetto AGON, potrebbe essere un buon modello da replicare qui in UniPd (magari in collaborazione con le realtà Rovigo/Petrarca/Treviso/ecc.) dove sia una buona università che un bacino rugbystico più ampio non mancano

  5. Rabbidaniel

    Molto felice per l’iniziativa del CUS. Se fossimo un paese moderno si investirebbe in questa direzione e non sui corpi sportivi militari.

  6. Andrease

    se quello che è successo è quello descritto c’è poco da fare, disattenzione o furbata sempre di minchiata stiamo parlando…
    2 giri di Viadana a schiaffoni pesanti!

    Complimenti al CUS Torino! vedi che a sbattersi qualcosa si riesce a fare…

  7. mauro

    Ok, vabbè che siamo il paese di Macchiavelli ma come si fa a parlare di disattenzione?
    Un giocatore può avere una sostituzione temporanea solo in caso di sangue o trauma cranico, la famosa concussion: Se ti sto massaggiando il ginocchio e magari facendo la manovra del cassetto mi spieghi dov’è la disattenzione?
    Siete certi di non essere come quelle mamme per cui la colpa è sempre del prof se il figlio non studia ed è sempre bocciato?

  8. Pingback: Una passione che non sa e non può garantire il futuro: cosa fare quando il rugby finisce? | Il Grillotalpa – Dentro il Pianeta Rugby

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