Dopo Italia-Irlanda: Leonardo Ghiraldini e quell’approccio mentale un po’ così

L’Irlanda è una squadra fortissima sotto tutti gli aspetti, il gap tra noi e loro è di quelli molto netti. Non è una novità e non lo abbiamo certo scoperto ieri, nulla di nuovo sotto il sole.
Come ho avuto modo di rimarcare già ieri, ad essere molto negativo è stato però l’atteggiamento mentale del gruppo azzurro, apparso molto più contratto rispetto alla partita con il Galles. Meno libero e “leggero”, e si può utilizzare questa parola. Ne ho parlato con uno dei senatori dell’Italia, Leonardo Ghiraldini. Ecco cosa mi ha detto.

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41 risposte a Dopo Italia-Irlanda: Leonardo Ghiraldini e quell’approccio mentale un po’ così

  1. Jock ha detto:

    Lo zero a fine Six era certo, e il calvario tutto da sopportare, anche dal prossimo mi aspetto molto poco, forse si vede qualcosa dal 2019. Il che non toglie che sia difficilissimo sopportare le prossime sconfitte e che ieri la bastonata mi abbia fatto un male boia. Ma la strada è segnata e spero non venga abbandonata, i quattro sono eccellenti. Hanno detto tutto Conor e Sergio. Nonostante il tempo perso e i passati, gravi errori della FIR, avremo giorni migliori, oggi, le scelte degli allenatori sono perfette. Fiducia e sguardo in avanti. Che andrà meglio e avremo le nostre soddisfazioni; e spero di non sentire più argomentazioni che era meglio perdere con SAF e vincere con Tonga. Meglio non commenti. Un sentito grazie ai ragazzi, cui sono, portatore di profondo rispetto.

  2. Giovanni ha detto:

    Mi associo a quanto detto su da @Jock. Mi levo tanto di cappello nei confronti di O’Shea per l’impegno gravoso che ha deciso d’assumersi nel riportare il rugby italiano a livelli migliori di quelli in cui versa attualmente. Sono solo curioso di vedere cosa succederà il giorno in cui dovesse decidere di mettere le mani su quei punti in cui verrebbero toccati gli interessi personali di qualche mandarino federale in carica: sarà il giorno in cui vedremo se è davvero il DoR a cui son stati conferiti pieni poteri o, come temo, solo l’ennesimo tecnico azzurro che l’establishment politico utilizza come paravento delle proprie nefandezze, da offrire in pasto ai media e agli appassionati.
    In ogni caso buon lavoro a lui ed a tutto lo staff azzurro.

  3. Sinistrapiave ha detto:

    Io ho visto come altre volte una enorme,enorme differenza FISICA. loro avevano un impatto sempre devastante, noi venivamo sistematicamente demoliti.
    Ora,al netto dell’evidente gap tecnico-tattico che ci separa da queste nazionali, sembra solo a me evidente lo strapotere fisico atletico che hanno su di noi ?
    Capisco che l’argomento sia un tabù che nessuno ha il coraggio di affrontare, ma io credo che sarebbe il caso di riflettere in che direzione sta andando il nostro sport…

    • Hrothepert ha detto:

      ….DOPING?!?!?
      …CERTO, fanno tutti i santerellini, ma li gonfiano tutti, come le mucche con gli estrogeni!!!!

    • Jock ha detto:

      Hai perfettamente ragione, una tra le tante carenze, ma ci scherzano pure sopra, se Conor insiste, come prima cosa sul fitness.

    • Stefo ha detto:

      Domanda quindi, gli azzurri all’estero quando nei club i giocatori vengono dopati (perche’; per fare del doping che abbia questo effetto cosi’ marcato non bastano 2 giorni) vengono mandati fuori dalla stanza dicendo “no a te no”?

      • Sinistrapiave ha detto:

        Ovviamente no , infatti basta guardare Campagnaro, che è praticamente raddoppiato !! Scherzo,ovviamente. Però quando vedo Healy entrare come un bisonte con quattro dei nostri appesi senza buttarlo giù… Hmmm io qualche domanda me la faccio.e poi Come si fa a fare quelle corse all’ 80 esimo e planare in meta senza una smorfia?
        Loro sono più forti tecnicamente e tatticamente, non ci piove,ma PERCHÉ ci facciamo letteralmente SOVRASTARE sul piano fisico ? Dovrebbe essere quello più facile da allenare no ? Qualcosa non mi torna, mi dispiace.

      • Stefo ha detto:

        Quindi quando invece a dominare sono gli U20 con fisici il doppio degli avversarti come venerdi’ che mi dici?
        Guarda io sono il rpimo ad avere sospetti, ma il “gli altri si e noi no” o “glia ltri de piu'” mi spiace ma mi semrba l’ennesimo alibi dietro cui anscondersi…e lo dico anche quando vedo i bisonti sudafricani!

    • Stefo ha detto:

      Domanda due: quando lo strapotere fisico e’ a favore come nel caso della U20 venerdi ci si pone le stesse domande?

  4. AdG ha detto:

    Definire O’Shea “paravento delle nefandezze FIR” e al tempo stesso avere profondo rispetto dell’ “impegno gravoso intrapreso” è una prassi logico-comportamentale interessante. Ebbene sì , bravo ma un po’ coglioncello , tanto da non accorgersi che è un oggetto nelle mani dei burattinai del “potere” federale ( Gavazzi? Perruzza? Ascione?)
    E pensare che basterebbe così poco per smascherare il tutto e aprire gli occhi all’Irlandese. Una bella lettera, argomentata e precisa al suo indirizzo di Sirmione. Meglio non spedirla a Roma, perche Cimbrico , addetto alla censura, le apre tutte e le controlla.

    • Giovanni ha detto:

      Bla Bla car ha parlato. Ma sui numeri degli azzurri, che ho pubblicato sul post di commento alla partita, tace. More solito.

    • Jock ha detto:

      Skinner e i comportamentisti.

    • Andreac ha detto:

      La peggiore Italia della storia da tempo. Le virgole sulle parole mi sembrano proprio fuori luogo. È giunto il tempo che dicano ESATTAMENTE cosa pensano di fare per migliorare la situazione: come pensano di gestire le accademie, i permit, la struttura complessiva, le scuole. Io non sento nulla se non proclami politici privi di seguito concreto e il tempo passa , le franchigie ne prendono 50 a partita come la nazionale, ma nessuno mette mano seriamente al sistema. Così anche un santo perde la pazienza.

  5. Giovanni ha detto:

    Il testo dell’articolo di fondo di Francesco Volpe sulla Gazzetta dello Sport di oggi, a cui faceva riferimento @Jock più su:
    Titolo: “Oggi non meritiamo il sei nazioni”.
    “Il pesce puzza dalla testa. E qualche volta dalla coda. Da quattro anni, dal cambio sulle regole d’ingaggio in mischia chiusa per inciso, l’Italia recita da comparsa nel Sei Nazioni. Due chucchiai di legno, 16 sconfitte su 17 e, ciò che è più grave, otto di queste con da 40 a 67 punti al passivo. All’Olimpico non vinciamo da quattro anni e il pubblico di Italia-Irlanda è sceso dai 74.174 di allora ai 50.197 di ieri. E’ tutto un sistema che sta smottando e paga errori commessi non solo in queste ultime stagioni. Paga i vivai trascurati al momento di entrare nel Sei Nazioni, la follia di anni di Super 10 con più giocatori stranieri che italiani e, in ultimo, la poca chiarezza sulle franchigie. Che non è di oggi ma risale alla loro creazione, nel 2010. Quest’anno le Zebre hanno giocato cinque partite contro le omologhe irlandesi, perdendo cinque volte con un punteggio medio di 10-54. Non è lontano da quello registrato ieri all’Olimpico: perchè dovrebbe esserlo? A referto c’erano 8 giocatori delle Zebre, nella “rosa” per il torneo 15. E Treviso non è che abbia fatto molto meglio.
    Il pesce azzurro puzza dalla coda e potrà diventare commestibile solo quando la FIR metterà ordine nelle sue “celtiche”, soprattutto nelle Zebre. E’ questo il cambiamento che O’Shea invoca per l’immediato. Perchè forse la Georgia non meriterà il Sei Nazioni, ma in questo momento non lo meritiamo neppure noi”.

  6. Hrothepert ha detto:

    A me, forse, può star bene, anche la teoria che non meritiamo più il torneo, basta che non salti fuori nessuno che sostenga fantasiose alternative, come Georgia, Romania ed altre amene ed improbabili località, perché allora mi inquaxxo e vi dico che capite di Rugby come io di balletto (classico, o moderno, lascio a voi deciderlo!!)!!!
    In quanto al Giornale…Rosa, non è buono nemmeno per pulirsi le terga!!!!

    • Jock ha detto:

      A me pare che più che la funzione della carta rosa, della quale me ne batto le cuggia, del quotidiano e della carta, conti la riflessione che mi inducono i contenuti di quello che scrivono gli autori. Ma vale, in generale, per tutti i giornali e i libri che leggo.

    • Rabbidaniel ha detto:

      Hro, parlando seriamente:
      1 – Non credo sia in agenda nemmeno una discussione su un’eventuale uscita dell’Italia dal 6N, anche solo per pure, ma consistenti, ragioni economiche.
      2 – Non credo sia in agenda nemmeno un allargamento o un ripensamento del torneo verso una formula “aperta” (con promozioni e/o spareggi) perché le Union del 6N-B non hanno la sostenibilità nel breve-medio termine per poter negoziare.
      Detto questo, noi abbiamo sprecato 17 anni di 6N e stiamo sprecando il Pro12, non decidendo come strutturare la nostra piramide, o il nostro sistema che dir si voglia. Io credo che COS e collaboratori abbiano idee al riguardo, ma sono abbastanza scettico sulla possibilità che abbiano una reale applicazione in tempi non biblici.

  7. Hrothepert ha detto:

    Rabbi, sul punto 2 hai perfettamente ragione, abbiamo sprecato 17 anni di 6Ns e stiamo sprecando il Pro 12 e tutto questo grazie alla mentalità provincialistica del movimentol rugbystico italiano, prigioniero di 4 clubs…SMANDRAPPATI, che si credono di essere rugbysticamente avanzati ed invece non sono altro che il fondamento per cui il buon Mallet esclamò: “Italiani no buoni pe’ Rugby!!!”!!!

    • Sergio Martin ha detto:

      A questo punto non mi pare fondamentale, ma tra le ultime 5 partite nostre non hanno messo quella vinta contro il Sud Africa…

  8. AdG ha detto:

    Analizzare la storia con il senno di poi ( sia essa politica, sociale o di costume) è uno degli esercizi non solo inutili, ma totalmente fuorvianti.
    Ah, se De Gasperi non avesse fatto……, ah, se Zoff avesse parato quel rigore…. ecc., ecc.
    Idem ” abbiamo buttato via 16 anni…..”
    Bene adesso che li abbiamo buttati via , qual’è la delibera che il consiglio federale dovrebbe prendere domani mattina per non “buttare via” anche i prossimi?
    Tenendo presente che nel brevissimo periodo l’unica cosa su cui si possa agire è l’organizzazione e razionalizzazione dell’esistente, ma se non si modifica la qualità nel reclutamento dei talenti sportivi, nulla cambierà nè potrà cambiare.

  9. Stefo ha detto:

    Quindi secondo qualcuno analizzare il passato e gli errori commessi per non ricommetterli e’ un esercizio inutile e fuorviante…con buona pace di Cicerone ed ils uo historia magistra vitae…

  10. Giovanni ha detto:

    Quando un’azienda ha sistematicamente fallito tutti gli obiettivi che si era posta, ne si azzerano i vertici: amministratore delegato, consiglio direttivo, direttori operativi e così via. Ciò in ossequio a chi ha più volte espresso il desiderio di voler amministrare la FIR come un’azienda privata. E’ un concetto talmente semplice che anche un imprenditore ed un dirigente con oltre quarant’anni d’esperienza alle spalle possono comprenderlo. L’ipocrisia sta nel voler continuare ad insistere nel dirigere un’azienda di cui si è stati prima compartecipi e successivamente guida suprema dei fallimenti accumulati in oltre tre lustri, approfittando di una pubblica investitura basata su meccanismi che, con l’interesse supremo dello sport di cui si è rappresentanti, nulla hanno a che vedere. Nessuno potrà restituire al rugby italiano il tempo perso, ma è paradossale che coloro che lo hanno condotto allo stato attuale di sfascio, dimostrando a più riprese la propria inadeguatezza rispetto ai ruoli loro assegnati, pretendano di essere gli stessi che ne dovrebbero rilanciare le ambizioni.

    • Stefo ha detto:

      Giovanni lascia stare la aprte politica, il problema e’ dire che analizzare gli errori fatti sia inutile e fuorviante…come fa uno a decidere quali progetti abbiano protato risultati e debbano essere rposeguiti o estesi ancor di piu’ e quali no e quindi debbano essere tagliati senza analizzare i risulati ottenuti da tali progetti cioe’ il passato?

      E lascio stare discorsi sulla politica piu’ in senso alto che se fosse per il noumeno non si dovrebbe studiare ed analizzare come un Hitler arrivo’ al ptoere giusto epr fare un esempio.,

    • Giovanni ha detto:

      Ciao Stefo, comprendo il senso del tuo discorso e lo condivido. Ma sai bene che certi personaggi restano attaccati alle poltrone solo grazie alla politica. L’analisi del pregresso è fondamentale in tutti i sistemi, per poter stabilire cosa ha funzionato e cosa no, cosa va mantenuto e cosa cambiato. Ma se coloro che dovrebbero fare queste analisi e trarne le conseguenze son gli stessi che non vogliono/non hanno saputo farlo, continuare a difenderne le indifendibili posizioni significa esserne complici. Di esempi se ne possono fare tanti, mi limito a due: dopo sette anni manca uno straccio d’analisi sugli effettivi benefici della nostra partecipazione alla CL e si continuano a tenere le stesse persone come guide tecniche delle accademie, pur avendo il vertice ammesso che “bisognava fare una scelta: o aprire nuovi centri o formare tecnici che potessero guidarli”.

  11. AdG ha detto:

    L’analisi storica ( sportiva, sociale, politica) si compone dell’analisi dei fatti e della contestualizzazione degli stessi. Gli errori o presunti tali vanno contestualizzati nel momento in cui si sono manifestati. Questo consente la “costruzione” della storia. Il giudizio ( morale, etico, ecc) di oggi sui fatti di 50 anni non ha alcun valore storico. Dire oggi che se Mussolini non fosse entrato in guerra, il fascismo non sarebbe caduto , non ha alcun valore storico. Dire invece che Mussolini è entrato in guerra nonostante i vertici militari gli avessero fornito i dati che le forze armate non erano in grado di sostenere alcuna guerra è scrivere storia.
    Nel merito del rugby, dire che si sono buttati 16 anni è un giudizio etico di oggi alla luce dei fatti di oggi. Se si vuole criticare storicamente chi ha fatto le scelte 16 anni fa è necessario contestualizzare quelle scelte e valutarle allora non oggi. Dire che sono state sbagliate perchè oggi noi non abbiamo gli stessi risultati dell’Irlanda è un arbitrio logico che non ha nessun valore storico.

  12. Stefo ha detto:

    Continui a cercare di preotarla su altri binari, non e’ cosi’ ti faccio un esempio molto semplice.
    Il Bar Sport sotto casa compra 50 cornetti alla crema e 50 alla marmellata, da 10 anni ongi santo giorno alle 9:35 del mattino i cornetit alla marmellata sono finiti, mentre alla chiusura 35 cornetti alla crema non sono stati consumati e vengono buttati via…oggi posso dire che contiinuare a comprare 50 cornetti alla crema e 50 alla marmellata e’ da coglioni, e che bisognava accorgerse ben prima di oggi invece che andar avanti per 10 anni!

  13. AdG ha detto:

    Il problema sono le opinioni spacciate per analisi storiche. Se uno vuole affermare che i dirigenti del rugby di oggi sono degli incapaci patentati è liberissimo di farlo. esprime la sua opinione. Se uno afferma che i presidenti dlle società sportive sono dei pecoroni ignoranti perchè eleggono un vertice di incapaci è liberissimo, esprime una sua opinione.
    Diverso è quando uno motiva questa opinione con il fatto che sono incapaci per il fatto che siccome negli anni ’90 in ns gap con l’Irlanda era 10 e oggi è 100 è lampante che sono stati incapaci, mentre non è lampante per niente. Chi volesse sostenere questa tesi la deve argomentare e sostenere con fatti.

  14. Stefo ha detto:

    AdG non stai prendendo nota di un punto fondamentale: io non sto discutendo la aprte politica, Fir, non sto palrando di Dondi, gavazzi questo o quello, sto discutendo il tuo punto secondo il quale analizzare lo storico sia inutile e fuorviante…il concetto pers se dell’inutilita’ dell’analizzare quanto fatto.

    Come fa COS DoR del rugby italiano oggi a tracciare il futuro se non analizza il passato, se non registra dove sono stati fatti errori di valutaizone e magari investimenti non necessari o all’opposto non sufficienti? Puo’ poi dover contestualizzare, cosa su cui concordo al 100%, ma dall’analisi di quanto fatto, di quello che c’e’ e che magari va tagliato e quello che non c’e’ che va aggiunto che parte il suo lavoro…questo per riportare il discorso analisi srtorica alla Fir senza fare discorsi sui dirigienti…e’ piu’ chiaro?

  15. AdG ha detto:

    Io non ho mai detto che il passato non vada analizzato, sarebbe imbarazzante per uno che scrive di storia, non credi?
    Dico che non bisogna spacciare per fatti storici inconfutabili ciò che non lo è.
    Quanto al lavoro di COS, la mia opinione che più che conoscere nel dettaglio il passato debba avere ben sotto gli occhi il presente, l’organizzazione dell’oggi. Anche se sulla struttura e le sue correzioni sta lavorando Aboud .

  16. Stefo ha detto:

    Il presente e’ il risultato delle scelte fatte nel passato, analizzare il presente vuol dire di per se stesso analizzare il passato

  17. Gianni berton ha detto:

    Però ….rivolto al futuro.
    😎

  18. ginomonza ha detto:

    il discorso è lungo e complesso, quello di analizzare il passato etc. etc.
    Però ho una domanda : avere scelto COS, CATT, ABOUD e accettato VENTER è o no frutto di una analisi del passato e dei suoie errori?

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