Sei Nazioni, recensione: l’Inghilterra la spunta sulla Francia, ma che fatica (19-16)

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Dopo lo spettacolo del Murrayfield si torna sul pianeta Terra: a Twickenham va in scena una Inghilterra-Francia tesa e tirata ma non spettacolare. Match molto fisico e spezzettato con una Francia magari poco champagne ma molto solida e quadrata, capace di ingarbugliare e quindi di frenare il gioco inglese ma che non sfrutta la superiorità numerica data dal cartellino giallo comminato a May. A regnare in campo comunque è la confusione e il risultato è una gara molto poco “fluida” che chiude il primo tempo sul 9 a 9 senza alcuna meta.
Lo spartito non cambia sotto nessun aspetto nemmeno nella seconda frazione. L’Inghilterra va in meta con Daly al 46′ ma il giocatore in maglia bianca tocca la linea prima di schiacciare la palla (e comunque l’azione dei padroni di casa era viziata da un tenuto non rilevato dall’arbitro), quella del francese Slimani invece è valida e dopo un’ora di gioco l’equilibrio si spezza. La gara a questo punto si apre un po’ di più, anche se non molto, e la marcatura di Te’o appena entrato le dà la sua forma definitiva con la vittoria inglese per 19-16.
Francia che torna a Parigi masticando amaro ma che può farsi forza di una prestazione importante (per quanto non spettacolare) su un campo difficilissimo, Inghilterra che sorride un po’ storto perché vince ma che deve riflettere sulla prova forse meno convincente dell’era Eddie Jones.

Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Jonny May, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Elliot Daly, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Nathan Hughes, 7 Tom Wood, 6 Maro Itoje, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (capitano), 1 Joe Marler
Riserve: 16 Jamie George, 17 Matt Mullan, 18 Kyle Sinckler, 19 Teimana Harrison, 20 James Haskell, 21 Danny Care, 22 Ben Te’o, 23 Jack Nowell
Mete: Te’o (70′)
Conversioni: (Farrell (71′)
Punizioni: Farrell (9′, 23′, 54′), Daly (38′)

Francia: 15 Scott Spedding, 14 Noa Nakaitaci, 13 Gaël Fickou, 12 Rémi Lamerat, 11 Virimi Vakatawa, 10 Camille Lopez, 9 Baptiste Serin, 8 Louis Picamoles, 7 Kévin Gourdon, 6 Damien Chouly, 5 Yoann Maestri, 4 Sébastien Vahaamahina, 3 Uini Atonio, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Cyril Baille
Riserve: 16 Clément Maynadier, 17 Xavier Chiocci, 18 Rabah Slimani, 19 Arthur Iturria, 20 Loann Goujon, 21 Maxime Machenaud, 22 Yoann Huget, 23 Jean-Marc Doussain
Mete: Slimani (59′)
Conversioni: Lopez (60′)
Punizioni: Lopez (7′, 13′, 20′)

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10 thoughts on “Sei Nazioni, recensione: l’Inghilterra la spunta sulla Francia, ma che fatica (19-16)

  1. AdG

    Peccato per Guy Noves, la mossa l’aveva azzeccata, ma vincere a Twickenham è ancora presto. Di certo nessuno tra i commentatori più o meno autorevoli, aveva previsto, non tanto i risultati delle due prime partite ma come si sarebbe sviluppato il gioco. Gioco multifase entusiasmante e spettacolare , avvincente e imprevedibile. Le squadre più sorprese del fatto sono state Inghilterra e Irlanda.
    Il pranzo è stato servito e speriamo che gli azzurri dimostrino il bon ton necessario per star seduti a quel tavolo.

    1. malpensante

      De gustibus, frank. 🙂 Io mi sono divertito fin quasi alla fine e ho visto una Inghilterra incompleta ma messa alla frusta, Dio benedica Serin: che gli perdoni quell’attacco sconsiderato non ho dubbi per cui sarebbe pleonastico intercedere. Alla Francia è mancato un Picamoles2 in panca e poco di più: al momento questi sono e han fatto il massimo, solidi nei set pieces, accurati in difesa, confidenti nel gioco aperto. L’Inghilterra secondo me, al di là delle assenze, ha faticato oltre misura anche per un gioco al piede che ho capito poco e comunque non troppo accurato: messo a posto e calata la Francia, l’ha portata a casa. Last but not least, Farrell può anche essere l’archetipo dell’antipatia, ma è diventato un giocatore di valore assoluto.

      1. malpensante

        Dimenticavo: nella foto una delle perle arbitrali, questa (e altre tre praticamente uguali del divino Itoje) particolarmente influente.

      2. premetto che ero al pub dalle 14 e che magari mi ero già saziato con la Scozia….aggiungici le birre che magari mi hanno fiaccato e fattostà che la partita non mi ha entusiasmato e sono andato via dopo il primo tempo 🙂

  2. Hrothepert

    Un match interpretato rugbysticamente in manera differente rispetto all’ incontro di Murrayfield, meno spettacolare, ma non meno intenso, né meno qualitativamente importante.

  3. AdG

    Due punti la differenza nel risultato il primo incontro, tre punti il secondo. Il tutto condito, non con possessi lunghi ed estenuanti di fianco al primo raggruppamento ( specialità della casa a Dublino) ma continui pick and go ed aperture dell’ovale. Un gioco in grado di entusiasmare anche i neofiti.
    Il risultato sempre in bilico negli ultimi 10 minuti di tutti e due i match ha fatto il testo.
    Le due squadre più precise e che più hanno retto il ritmo hanno vinto. Non necessariamente le due fisicamente più strutturate.
    Se vogliamo fare un paragone un po azzardato anche i ragazzi di Orlandi hanno cercato questo gioco, ma alla U20 é mancato del tutto l’apporto dei 3/4.
    Sono molto curioso di vedere oggi la terza partita e soprattutto di vedere per quanto tempo staremo attaccati al risultato. Tre numeri 8 li schieriamo anche noi, non fosse infortunato VSCH ne avremmo probabilmente schierati 4.

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