Argentina shock: si dimette Loffreda

Marcelo Loffreda lascia l’incarico di responsabile dell’Alto Livello della federazione argentina di rugby. Le dimissioni sono irrevocabili. A quelle latitudini una notizia di grande rilevanza, tanto più che la decisione arriva alle porte di un mondiale. Loffreda era (è?) tra i papabili alla successione di Mallett sulla panchina azzurra.
L’articolo è tratto da Clarin.com, è in spagnolo, ma assolutamente comprensibile.

El ex entrenador de Los Pumas renunció a su cargo de Director Nacional de rugby de Alto Rendimiento. Había asumido en junio de 2010 y anticipó que su decisión es irrevocable.

INDECLINABLE. Loffreda ya no es el Director Nacional de rugby de Alto Rendimiento. (Prensa UAR)Ampliar

A pocos meses de la gran cita en el Mundial de Nueva Zelanda, el rugby argentino se ve sacudido por una noticia de alto impacto: Marcelo Hernán Loffreda renunció como Director Nacional de rugby de Alto Rendimiento, cargo al que había asumido en junio de 2010. Si bien aun no hay una confirmación oficial por parte de la Unión Argentina de Rugby, el ex entrenador de Los Pumas lo anticipó en la noche del miércoles tras mantener una reunión con los miembros de la Sucomisión de Alto Rendimiento.

La decisión, aunque dolorosa, la estuvo meditando desde finales del año pasado y a poco de expirar su convenio de seis meses. Al parecer, a Loffreda no le cayó bien la salida del Director Nacional de Rugby, Les Cusworth, a quien en noviembre la UAR no le renovó el contrato. Cabe recordar que el inglés Cusworth integró el staff técnico de Loffreda, cuando fue el entrenador del seleccionado nacional que obtuvo la histórica medalla de bronce en el Mundial de Francia en 2007.

Según lo destaca la página web tackledeprimera.com, anoche Loffreda le expuso sus razones de su dimisión a los integrantes de la Subcomisión de Alto Rendimiento (su titular es el tucumano Manuel Galindo, hombre de confianza del presidente de la UAR, Luis Francisco Castillo) y luego en el anexo de SIC, donde se entrena el plantel de los jugadores del PIAR que integran el equipo de Pampas XV y el Seven, le anticipó su despedida a Francisco Rubio, el Manager del CEDAR Buenos Aires. Además, mantuvo una charla con Sergio Carosio, el fisioterapeuta de Los Pumas, a quien le confió que su decisión es irrevocable.

Loffreda tenía como funciones la de coordinar y supervisar las distintas áreas del Alto Rendimiento, los Seleccionados Nacionales y los Centros de Alto Rendimiento. Junto a los responsables de cada área, era quien debía diseñar los estandares técnicos, tácticos y físicos para los jugadores y dotarlos de las mejores herramientas posibles para alcanzar su mejor rendimiento, enfocándose en el Mundial de Nueva Zelanda y en la futura inclusión de Los Pumas en el Torneo Cuatro Naciones a partir de 2012.

“Mi lugar como Director Nacional estará muy cerca del juego, de los entrenadores, de los coaches, de los managers y de los jugadores, que es lo que más me interesa, lo que conozco y lo que me apasiona”, comentó al momento de asumir.

El Tano Loffreda, ingeniero civil de 51 años, fue jugador de Los Pumas entre 1978 (tuvo un paso previo por Los Pumitas en 1976) y 1994 en los que disputó 78 partidos y en 20 fue su capitán. Se retiró como jugador en SIC en 1996, y luego fue el entrenador del seleccionado nacional entre 2000 y 2007, el año en que obtuvo su mayor logro deportivo, el tercer puesto en el Mundial de Francia. Posteriormente, se desempeñó como entrenador de Leicester Tigers en la Liga Premiership inglesa hasta mediados de 2008. La UAR lo contrató en junio de 2010 para comandar un análisis y reestructuración del rugby de alto rendimiento.

Infortunio al dito per Parisse, ma c’è ottimismo per l’Irlanda

Da Rugby 1823

Sergio Parisse, capitano dello Stade Français e della Nazionale italiana di rugby, si è infortunato oggi nel diciassettesimo turno del Top 14. Il numero 8 azzurro è stato sostituito pochi minuti dopo l’inizio della ripresa per un infortunio al dito. Al momento il giocatore sta venendo visitato e, dalle prime notizie, potrebbe trattarsi di una frattura al mignolo. In ogni caso lo staff medico e tecnico dell’Italrugby si dichiara ottimista sulla presenza di Sergio sabato prossimo all’esordio con l’Irlanda al Flaminio.

Tolone, mercato sempre in movimento: oltre a Giteau anche Elsom?

Da rugbymercato.it

Oltre a Matt Giteau, che molto probabilmente si trasferirà a Tolone dopo i Mondiali, un’altra star internazionale potrebbe arrivare alla corte di Mourad Boudjellal la prossima stagione.

Per sostituire George Smith, che andrà a giocare in Giappone, si è sempre parlato dell’australiano Rocky Elsom – che comunque è seguito anche dal Tolosa – ma nelle ultime ore è spuntato anche il nome di Schalk Burger, che sarebbe in scadenza di contratto con gli Stormers e sarebbe affascinato da un’esperienza europea.
A quanto pare gli agenti della terza linea sudafricana sarebbero già in contatto con Philippe Saint-André.

Intanto, dopo l’esperto tallonatore Sebastien Bruno (36 anni, 1,74 x 106), che ha prorogato il suo contratto di un anno, il Tolone ha confermato al centro della prima linea anche due giovani provenienti dal centro di formazione rosso-nero: Mickael Ivaldi (20 anni, 1,81 x 97) e Jean-Charles Orioli (21 anni, 1,79 x 103) hanno infatti firmato il loro primo contratto da professionisti.

 

Tre rinforzi per L’Aquila

Dall’ufficio stampa de L’Aquila Rugby

Tre nuovi arrivi in casa neroverde: si tratta dei tre quarti Andres Brumana e Davide De Biase e l’avanti Chris Long. Tutti i tre gli atleti saranno a disposizione del tecnico Di Marco già sabato, quando il calendario del campionato di Eccellenza propone, per la prima del girone di ritorno, la delicata trasferta in casa del Gran Ducato Parma.
Di seguito le schede degli atleti:

Andres Brumana
Ruolo: centro/ala
Data di nascita 26/07/1983 (Roma)
80 kg per 177 cm
Club di provenienza: Rugby Lecco
Club in carriera: Pro Recco Rugby

Davide Di Biase
Ruolo: tre quarti – utility

Data di nascita: 21/02/1982
92 kg per 182 cm
Club di provenienza: Pro Recco rugby
Club in carriera: Overmach Rugby Parma under 21, Cogoleto, Cus Verona

 

Christofer Long
Ruolo: seconda e terza linea
Data di nascita 15/12/1985
106 kg per 194 cm
Doppio passaporto Neozelandese e irlandese
Club di provenienza: Manawatu B e Evergreen
Club in carriera: Sundayswell RFC, Old Boys Marist Premiers

 

Pepe e cacio sul Sei Nazioni

Marco Ermocida di Rugby Union Times ci racconta la presentazione romana del Sei Nazioni

Pochi convenevoli e tante dichiarazioni importanti in una conferenza istituzionale  (condotta da Francesco Pierantozzi e Tania Zamparo di Sky Sport) ma rivelatasi gradevolmente pepata per aver ufficializzato l’obbligo di vincere per l’Italrugby, rispolverato la grana Stadio Flaminio , sottolineato i problemi dell’attuale gestione Celtica e  chiarito sull’affaire Brunel.

ItalRugby. Obbligo: vincere

Il primo ad esporsi, dopo una piccola intro di accoglienza, è stato il padrone di casa, il presidente del Coni Gianni Petricci: “Devo dare atto della crescita della FIR: c’è grande rilevanza mediatica ogni qual volta giocano gli azzurri, i tesserati aumentano ogni anno ed è una delle poche federazioni che ha sempre un gran numero di sostenitori anche all’estero. L’Italia nel 6 Nazioni migliora ogni volta di più. Ma stavolta non dico possiamo vincere: dobbiamo vincere.

Chiaro e diretto per un diktat ovviamente condiviso da Giancarlo Dondi che, con lo sguardo alla platea ma rivolgendosi direttamente a Nick Mallett, ha dichiarato: “Il periodo del ben figurare è finito. l’Italia è forte, è composta da tutti giocatori professionisti che giocano in Celtic League, in Inghilterra e in Francia.  Bisogna mettercela tutta e a tutti i costi. Mallett, tu sei il responsabile. Ma chiunque scenderà in campo deve sentirsi tale – le parole del presidente FIR – . Non possiamo più parlare al futuro. Dobbiamo far vedere chi siamo e dare soddisfazione ai tifosi e chi ci segue. Dobbiamo metterci il 20% in più di squadre che per storia e tradizione sono più forti di noi.

Lo sapevamo.

Un 6Nazioni senza favorita

Quest’anno non c’è una squadra più forte delle altre – ha dichiarato Nick Mallett – . Incontreremo nella partita d’esordio l’irlanda: è vero che ha molti infortunati (su tutti Trimble e Bowe, ndr), ma ha una rosa di giocatori di alto livello più ampia della nostra: dovremo fare del nostro meglio per vincere”.

Sapevamo pure questo.

L’Impegno di Sky

30 persone completamente dedicate all’evento, 15 partite trasmesse in diretta in HD, 60 ore di programmazione tra telecronache e magazines, l’utilizzo per la prima volta della Ipermotion Cam (un “mostro” in grado di catturare 2000 frame al secondo, contro i 25 delle normali telecamere, per offrire ai telespettatori rallenties ad alta definizione): questo l’impegno di Sky Sport, sempre più dedita alla palla ovale.

Grande novità quest’anno la 3a voce per le telecronache delle partite degli Azzurri. L’ex capitano Alessandro Moscardi farà compagnia a Antonio Raimondi e Vittorio Munari: avrà il compito di spiegare le azioni grazie all’ausilio di “Libero vision” una lavagna interattiva su cui indicare in diretta i movimenti e le giocate.

Bene così. Senza dimenticare anche La7 che, con la solita squadra di qualità, garantirà l’importantissima trasmissione in chiaro del Torneo.

La grana Flaminio

Assente il sindaco di Roma Gianni Alemanno (impegnato nelle manifestazioni per la Giornata della Memoria),  stavolta è toccato al Presidente della Commissione Sport e Cultura di Roma Capitale On. Federico Mollicone rispondere sulla situazione attuale dello Stadio Flaminio. “Si sta lavorando affiinchè i lavori finiscano nei tempi dovuti. Martedì avremo una riunione con le soprintendenze. E’ importante per noi dimostrare la valenza di Roma Capitale nello scenario olimpico(Roma si appresta a candidarsi per le Olimpiadi 2020, ndr), garantendo alla città lo stadio che merita e in grado di ospitare 48000 (!!) spettatori.

Parole, parole, e parole, che seguono altre parole e parole di esattamente un anno fa durante la conferenza stampa in Campidoglio di presentazione del 6N 2010 quando Alemanno presentò addirittura le slides del nuovo progetto.

Peccato che da allora non sia stato mosso alcun mattone. Anzi, stando alle stesse parole di Mollicone, per almeno un anno ancora non si farà nulla; infatti, “se la riunione  del 1° Febbraio andrà bene, i lavori partiranno tra 1 anno.”

Pensa un pò. Peccato che il 2013 scada la proroga del Board data all’Italia per l’adeguamento del Flaminio: dunque  si dovrebbero completare in 1 anno soltanto le ristrutturazioni richieste. Utopia insomma, considerando i tempi italici.

Tanto che Dondi ha messo subito le mani avanti: “Noi non abbiamo voglia di andare via da Roma; ma se si verificheranno spiacevoli condizioni che ci porterebbero a farlo, dovremo avere altre soluzioni. Petrucci (intervenuto a riguardo poco prima, ndr) ci  ha messo a disposizione lo Stadio Olimpico eventualmente. Noi comunque ci guardiamo intorno.

Appunto. Ci si dia una mossa, altrimenti altro che Olimpico…Roma rischia di perderlo davvero il 6N.

Poca sinergia tra FIR e Aironi/Treviso

Presentarsi al 6 Nazioni con una nazionale imbottita di giocatori che nel club sono strautilizzati (per esempio Perugini, Zanni, Geldenhuys) o quasi mai impiegati (per esempio Gori, Canavosio) non è certo un bel viatico per Mallett. “Gli allenatori di Treviso e Aironi hanno le loro esigenze per il bene della propria squadra – ha spiegato il c.t. – . Sicuramente però serve un lavoro più ravvicinato tra il direttore Rugby d’alto livello dell’Italia (Checchianto, ndr) e quelli delle 2 Franchigie”

“Siamo partiti tardi – la giustificazione di Dondi – . Comunque siamo decisi che per il prossimo anno le cose devono andare meglio con un maggior controllo sui nostri giocatori. Sistemeremo poi ciò che quest’anno è andato male e faremo di tutto affinchè non si verificano più certe situazioni. Ci dovrà essere una comunione d’intenti, una riduzione del numero di stranieri e un rapporto più stretto tra i tecnici FIR e quelli di Benetton e Aironi”.

Non aspettiamo altro da tempo Presidente.

Brunel quando dove come

Jaques Brunel: lui sarà il successore di Nick Mallett sulla panchina azzurra. Doveva essere una mossa di mercato silenziosa e discreta: invece prima si trasformato nel segreto di Pulcinella, poi è diventato un tormentone sulla bocca di tutti; un tormentone che ha creato un ripetersi di domande – di stampo calcistico e poco consone alle abitudini di ovalia –  assillanti e spesso banali che non certo producono tranquillità in una stagione chiave per il rugby italiano.

A saziare gli affamati di toto-c.t. ci ha pensato Dondi: “Abbiamo un contratto con Mallett fino alla fine della RWC 2011. Abbiamo però fatto dei sondaggi circa la disponibilità di allenare l’Italia su alcuni allenatori che riteniano adeguati; a questi abbiamo anche detto che parleremo con  Mallett dopo il 6 Nazioni. La Fir ha il dovere di muoversi, chiaramente sempre con il rispetto dell’attuale c.t. Il signor Brunel ci ha solo ribadito che lui sarebbe disponibile anche dopo il 6N”.

Sipario.