Il ritorno, sulla carta stampata, di Lo Cicero

Quanto tempo è che Andrea Lo Cicero non concede una intervista per parlare di rugby? Qualche giorno fa lo ha fatto per un giornale di Parma, ma ha affrontato l’argomento calcio.
Ora invece dalle pagine di “Avvenire” torna all’ovale: le domande sono di Ivo Romano

Il ritorno del barone. Andrea Lo Cicero, catanese, professione pilone. Non un pilone qualsiasi, il miglior numero 1 del campionato francese, secondo il Midi Olympique. Francia e Italia nel suo destino. Storie di alti e bassi. Otto anni fa, a Tolosa, un infortunio, le sofferenze, la depressione. E il ritorno in Italia, ripartendo dalla A2, prima di riprendere da Parigi (nel Racing) il discorso interrotto. In Nazionale, dapprima protagonista, poi messo da parte da Nick Mallett, ora rientrato alla grande. Tanti traguardi già tagliati, nuovi obiettivi da perseguire, a 34 anni suonati. – Lo Cicero, si guarda dietro e vede i momenti bui che cosa pensa? «Innanzitutto che era importante uscirne. E poi il modo in cui lo si può fare. In quei momenti sei solo, devi trovare la forza dentro te stesso. È come quando sei in mischia, in prima linea: fai parte di un gruppo, ma è come se fossi solo col tuo diretto avversario, a spingere, a lottare, a soffrire. C’ero abituato sui campi di rugby, mi è servito nella vita». E se pensa al premio assegnato dai giornalisti francesi? «Una gioia immensa, perché dimostra che valgo ancora tanto come giocatore. Un po’ come il ritorno in Nazionale, dopo alcuni problemi : un riconoscimento importante.
Sono le soddisfazioni più grandi? «Forse in cima alle pur numerose soddisfazioni che la carriera mi ha regalato c’è la convocazione per la selezione dei Barbarians. Ricordo che per giorni mi guardavo attorno, senza vedere altro che fuoriclasse, australiani , sudafricani, neozelandesi, gente per cui nutrivo stima immensa. Se ero lì , insieme a loro, dovevo essermelo proprio meritato. Un invito coi Barbarians e pure una meta realizzata: esperienza incredibile». – Il massimo cui aspirare? «In quel momento non vedevo di meglio: un sogno. Ma gli obiettivi non finiscono. Vorrei vincere qualcosa con la Nazionale e con il Racing, partecipare alla Coppa del mondo il prossimo anno. Poi si vedrà»

Per Parisse “solo” 12 punti alla mano

Ultimora. Un infortunio alla mano destra del capitano Sergio Parisse durante Stade Francaise-Castres di ieri sera aveva messo apprensione al clan azzurro in vista della sfida con l’Irlanda. Ma la moglie del nostro numero 8 – Alexandra Rosenfeld – ha fatto sapere che non c’è nulla di rotto: “più paura che altro, 12 punti e niente di rotto”.

 

Palla ovale tra Flaminio e… Olimpico

Roberto Parretta per La Gazzetta dello Sport di oggi

Il Sei Nazioni non abbandona Roma. Il concetto finalmente senza più velate minacce di trasloco, l’ha espresso ieri il presidente della Fir Giancarlo Dondi, alla presentazione del Torneo 2011. Un concetto su cui pesa già una scadenza immediata: martedì 1° febbraio le Soprintendenze devono concedere il via libera per la costruzione del nuovostadio Flaminio. Lavori Solo a quel punto la procedura prevede la consegna dell’impianto dal Comune alla FIR (che coprirà due terzi della spesa). In un quadrante che si prospetta cruciale nell’ambito della candidatura olimpica di Roma 2020, in viale Tiziano dovrebbe risorgere un impianto da 40.800 posti. «C’è un accordo con il Comune per giocare nel 2013 in uno stadio ristutturato ed adeguato alle esigenze del Board del Sei Nazioni — ha detto Dondi —. Noi vogliamo Roma, il Board del Sei Nazioni vuole Roma. Ma se per quella data lo stadio non sarà pronto, dovremo studiare soluzioni alternative temporanee. Perché se restano i veti delle soprintendenze, non partono i lavori». Alternative temporanee, ma non è detto che non siano nella capitale. Il presidente del Coni Gianni Petrucci, infatti, una soluzione l’ha proposta: «Roma è la casa del rugby, se un giorno dovesse servire l’Olimpico con i suoi 75-80mila, noi siamo a disposizione…». Poi ci sarebbe però il problema del come riempirli, i 75mila. Quest’anno l’Italia giocherà 3 partite a Roma: sabato 5 febbraio con l’Irlanda, il 26 con il Galles e il 12 marzo con la Francia. Alla fine del Torneo il via ai lavori per gli uffici federali e la zona ospitality (quasi 3 milioni, paga il Comune) che dovrà essere inderogabilmente pronta per il Torneo del 2012. Nazionale alla romana Esclusi dalla lista dei 24 giocatori convocati dal et. Nick Mallett per l’Irlanda, i 6 romani chiamati invece in Nazionale A saranno tutti titolari domani (ore 16.15) a Worcester contro gli England Saxons (la nazionale inglese «di scorta») : Bocchino all’apertura, Sepe e Toniolatti alle ali, Andrea e Matteo Pratichetti coppia di centri e Bernabò flanker. Più l’estremo Buso, veneto, ma lo scorso anno alla Rugby Roma.

Flaminio, qualche nube c’è ancora

Christian Marchetti per Il Corriere dello Sport

Il Flaminio, questo Flaminio, non basta più. Lo sostiene il Board del Sei Nazioni, che entro il 2013 vuole uno stadio più grande, moderno, funzionale. Ci sono i fondi, c’è l’ok degli eredi del progettista Pier Luigi Nervi, manca quello della Sovrintendenza statale. «I ritardi non sono certo colpa del Campidoglio – ha detto il presidente della commissione Sport e Cultura di Roma Capitale, Federico Mollicone, a margine della vernice del Sei Nazioni 2011, tenuta ieri al Salone d’Onore del Coni – Tra marzo e aprile inizieremo il completamento delle opere per le aree sottostanti la tribuna coperta. Tra la fine del Sei Nazioni 2012 e il dicembre dello stesso anno procederemo invece all’ampliamento delle gradinate fino ad una capienza di 40.800 spettatori. Lavori per cui sono stati già stanziati 4 milioni’-. Il numero uno del Coni, Petrucci, ha proposto l’alternativa Olimpico. “Rimane un’eventualità – il diplomatico commento di Dondi -potremmo parlarne. Certo, se sul Flaminio rimangono i divieti della Sovrintendenza, i lavori non partiranno mai».

Francia: Skrela lascia Tolosa e va a Clermont

Da rugbymercato.it

La seconda linea argentina Patricio Albacete (30 anni, 2,00 x 115) ha firmato un nuovo contratto di quattro anni con lo Stade Toulousain. Il gigante argentino, arrivato dal Pau nell’estate del 2005, era seguito da molti altri top club, soprattutto dal Bayonne, ma ha deciso di rinnovare con il Tolosa.
“Sono molto felice e molto soddisfatto di poter continuare questa avventura con lo Stade e spero di vincere altri titoli qui – ha dichiarato Albacete – ho avuto altre proposte ma mi trovo molto bene allo Stade Toulousain, dove ho iniziato la mia quinta stagione. È difficile trovare una squadra migliore in Europa e quindi sono felice di continuare qui”.

Subito dopo il rinnovo di Patricio Albacete è arrivata la notizia dell’addio di David Skrela (31 anni, 1,91 x 94), che dalla prossima stagione lascerà Tolosa per trasferirsi a Clermont.
Negli ultimi tempi c’erano state diverse trattative per discutere del prolungamento contrattuale, ma alla fine il mediano di apertura della Francia – convocato per il prossimo sei nazioni – ha scelto di trasferirsi a Clermont, dove giocherà per i prossimi tre anni.
Skrela era arrivato a Tolosa nell’estate del 2008 dopo cinque anni di permanenza allo Stade Francaise (03/08) ed in precedenza aveva giocato anche quattro anni a Colomiers (98/03).
Vista la partenza di Skrela a Tolosa dovrebbe arrivare Lionel Beauxis dallo Stade Francaise.