Mancate comunicazioni. O comunicazioni travagliate, forse volutamente travagliate.
Ieri ho intervistato Marco Bollesan che ha mi ha espresso la sua sorpresa e la sua contrarietà all’utilizzo di quel nome per la nuova franchigia federale. Poi la ricostruzione di come sono andate le cose, con il via libera all’uso del nome Zebre dato alla FIR da Renato Tullio Ferrari, co-fondatore della vecchia squadra a inviti.
Ora sono finalmente riuscito a parlare direttamente con Ferrari, che mi ha confermato che il via libera al presidente Dondi l’ha dato lui di persona. Con un però: la “via” con cui si è arrivata a quel sì è un po’ più tortuosa di quanto si pensi.
L’idea di usare Zebre nasce in ambiti FIR: il consigliere federale Giavazzi contatta Lorenzo Bonomi, altra ex-Zebra, per sondare il terreno. Bonomi chiama Ferrari spiegandogli la situazione e dicendo che Bollesan è d’accordo. Ferrari a quel punto dà il via libera e chiama Dondi. L’inghippo sta nella versione di Bonomi, perché come ben sappiamo Bollesan è contrario. La mancata comunicazione/telefonata tra Ferrari e Marco completa l’opera.
Buona fede da parte di Ferrari, quindi, meno da parte di Bonomi che racconta una storia non vera.
La domanda di base rimane la stessa: perché questo giro bizantino di comunicazioni allungate a dismisura? Non bastava far partire dalla FIR tre-telefonate-tre ai diretti interessati? Oppure si è cercato di by-passare qualche (presumibilmente flebile) opposizione?
Categoria: Zebre
Saccà bacchetta Rovigo e avverte: “Regole? Ce ne sono troppe…”
Ivan Malfatto su Il Gazzettino
«La federugby e il movimento italiano hanno la necessità che i migliori giocatori vadano a misurarsi con l’alto livello. Non capisco perciò la presa di posizione del Rovigo. Anche se mi sembra più una reazione, uno sfogo, che una protesta. E ritengo sia già stato superato».
Fa sentire la sua voce il numero due della Fir, il vice presidente vicario Nino Saccà. Colpito negativamente dal duro comunicato emesso dalla Rugby Rovigo lunedì in merito alle «pressioni e prevaricazioni» messe in atto dalla franchigia federale di Pro12 (ufficializzata, si chiamerà Zebre) per portarsi via Andrea Bacchetti e Filippo Cristiano, dopo Davide Giazzon. La presa di posizione ha colpito tutto il mondo federale, perchè siamo nell’anno elettorale e viene da un importante club d’Eccellenza ritenuto politicamente allineato. Anche perciò sarebbe in programma un vertice fra i presidenti Francesco Zambelli (FemiCz Vea) e Giancarlo Dondi (Fir).
Intanto il vice Dondi “bacchetta” (gioco di parole visto il nodo del contendere) Rovigo.
«Ricordo che l’88% del bilancio della federazione direttamente o come indotto deriva dall’attività internazionale – spiega Sacca – Dei fondi di tale bilancio beneficiano anche i club d’Eccellenza come Rovigo. Ad esempio con i soldi girati dalla Fir per le coppe europee (circa
400mila euro, ndr), cosa che in altre union affiliate all’Erc non avviene. Non ci può essere
quindi concorrenza fra federazione e club. C’è il perseguimento di un obiettivo comune. Consiste nell’alimentare le due franchigie di Pro12, che a loro volta alimentano la nazionale.
Non si può pensare che se c’è un atleta di interesse nazionale non debba salire di livello. È un bene di tutti che ciò avvenga».
Quello che chiede Rovigo, però, è che ciò avvenga con regole, tempi e modalità precise. Non attraverso pressioni. Regole invocate dallo stesso Benetton Treviso, che ha dimostrato di pensarla come i rossoblu. «Non sono d’accordo perchè le regole ci sono, anzi forse ce ne sono troppe – contesta Sacca – Non bisogna sempre e solo invocarle, ma essere concreti. E sono dispiaciuto che tale critica venga anche da Treviso, partner della Fir come
franchigia, col quale i rapporti sembravano normalizzati».
Le Zebre tra FIR, Bollesan e un “amico ingrato”
Premessa: quell’espressione, amico ingrato, non è tra virgolette per caso ed è una considerazione assolutamente personale. Quindi, nessuno si offenda. o al massimo se la prenda con il sottoscritto.
La vicenda è ancora quella delle Zebre, o meglio della scelta di quel nome così particolare e ricco di significati e storia per il rugby italiano per la nuova franchigia federale. Quando le voci sono aumentate di rumore e hanno acquisito i contorni della quasi-certezza ho contattato Marco Bollesan, fondatore e anima di quella esperienza. Cosa mi ha detto lo potete trovare qui, ma riassumendo si può dire che era deluso e contrariato: nessuno lo aveva contattato, informato o gli aveva semplicemente chiesto se era possibile usare quel nome. La sua intenzione era quella di chiedere conto al presidente FIR della vicenda.
Purtroppo per lui qualche telefonata tra Italia e Francia è stata sufficiente per togliere praticamente ogni velo alla vicenda. A dare il via libera alla FIR per l’uso della parola Zebre è stato Renato Tullio Ferrari, ex presidente del CUS Milano e co-fondatore con Bollesan della squadra a inviti nel 1973, oggi residente a Nizza.
Ferrari nelle ultime settimane sarebbe stato avvicinato prima da Alfredo Gavazzi e quindi contattato dal presidente Dondi. E ha dato il suo via libera. Bollesan mi aveva detto che quella dicitura era coperta da una qualche registrazione, ma bisogna vedere quali fossero gli accordi stipulati magari 30 anni fa e forse mai formalizzati. Se avessero ancora un qualche valore. Insomma, nessun mistero.
Quale la morale? In primis la sensazione – personale – che comunque si poteva scegliere un nome diverso: quelle Zebre sono state una cosa, la Nuova Franchigia è un’altra completamente diversa. Non migliore o peggiore, semplicemente diversa.
Secondo: dalla FIR qualcuno si poteva prendere comunque la briga di dare un colpo di telefono a Bollesan. Non per chiedergli il permesso, semplicemente per informarlo, visto che alla fine è uno dei due fondatori delle Zebre in vita. Si chiama cortesia. Lo so, pratica ormai fuori moda.
Terzo: il punto più triste, forse. La mancata comunicazione della cosa da Ferrari a Bollesan. Qui credo siamo ben oltre la scortesia. Un aspetto davvero amaro della vicenda che pesa tutto su Marco Bollesan.
Ma come canta Vinicio Capossela in una sua vecchia canzone
poco importano i dolori
non son spine senza fiori
vino ed ostriche guarnite
ho male a un fianco e la colite
Nascono le Zebre, ora è ufficiale
La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato oggi il nome, la sede e lo staff tecnico della squadra che militerà nel Rabodirect PRO12 ed in Heineken Cup nella stagione sportiva 2012/2013 in sostituzione degli Aironi Rugby.
La FIR, in onore al glorioso club ad inviti del Nord Ovest fondato nel 1973, ha deciso di attribuire alla neonata formazione il nome “Zebre”.
Logistica
Le Zebre avranno a Parma la propria sede sociale e la città ducale ospiterà, presso gli impianti dello Stadio “XXV Aprile” di Moletolo attualmente in fase di ampliamento, gli incontri di Rabodirect PRO12 della neonata formazione.
Staff tecnico
Direttore sportivo: Roberto Manghi
Direttore tecnico: Christian Gajan
Allenatori: Vincenzo Troiani, Alessandro Troncon
Team Manager: Fabio Ongaro
Preparatore atletico: Massimo Zaghini
La direzione sportiva è stata affidata a Roberto Manghi, 53 anni, direttore generale e guida tecnica del Rugby Reggio nel campionato d’Eccellenza 2011/2012; Manghi ha già ricoperto in passato il ruolo di general manager del Gran Parma e di direttore sportivo della Rugby Parma, raggiungendo i play-off del massimo campionato con entrambi i club ducali.
Christian Gajan, su indicazione del Commissario Tecnico Jacques Brunel, ha invece assunto il ruolo di direttore tecnico della franchigia: il 55enne allenatore francese, già in possesso di una profonda conoscenza del rugby italiano avendo rivestito il ruolo di capo-allenatore alla Benetton Treviso dal 1998 al 2000 ed al VeneziaMestre nella stagione 2008/09, vanta un curriculum internazionale di alto profilo.
In carriera, Gajan ha allenato lo Stade Toulousain – di cui è stato anche giocatore – con cui ha vinto il massimo campionato francese nel 2000/01 mentre con il Castres Olympique, che ha allenato a più riprese, ha conquistato nel 2003 l’European Shield.
Gli allenatori che affiancheranno Gajan alla guida delle Zebre saranno Vincenzo Troiani, che dopo aver guidato la Rugby Parma nel Super 10 2005/2006 raggiungendo i play-off e vincendo la Coppa Italia ha svolto tutta la trafila come tecnico delle Nazionali giovanili ed è al momento impegnato presso l’Accademia U18 “Lorenzo Sebastiani” di Roma, e l’ex mediano di mischia dell’Italia Alessandro Troncon, dal 2007 e sino all’RBS 6 Nazioni 2012 assistente allenatore della Nazionale, dove è stato responsabile dei trequarti.
Fabio Ongaro, tallonatore della Nazionale ritiratosi dalla scena dei test-match nel marzo scorso a margine della vittoria sulla Scozia, ha assunto invece il ruolo di Team Manager dopo aver annunciato in giornata il ritiro dall’attività agonistica.
Infine Massimo Zaghini, quest’anno all’Accademia FIR “Ivan Francescato” di Tirrenia dopo aver collaborato in estate alla preparazione estiva alla Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011”, è stato scelto per ricoprire il ruolo di preparatore atletico.
Ufficiale, Lorenzo Romano è un Saracens!
I Saracens hanno annunciato l’acquisto di Lorenzo Romano. Il pilone ex Aironi è ora in tournée in Argentina con il gruppo azzurro.
A lui si era inizialmente pensato come a uno degli atleti certi di passare alle Zebre, la nuova franchigia federale, ma il 22enne toscano (è nato a Bagno a Ripoli, Firenze) ha preferito andare a tentare la fortuna in uno dei più grandi e importanti club inglesi. Buona fortuna!

