Nessun appello per la squalifica di Ghiraldini

dall’ufficio stampa FIR

Auckland (Nuova Zelanda) – Leonardo Ghiraldini, tallonatore e vice-capitano dell’Italia, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sospensione di quindici settimane inflittagli in seguito ad un’infrazione alla regola di gioco 10.4(m) nel corso del match contro l’Irlanda del 2 ottobre a Dunedin: “Accetto la sanzione e non ricorrerò in appello, ma sono contrariato. Il mio percorso agonistico si è sempre basato sulla sportività e sul fair-play e sono profondamente amareggiato per quanto è accaduto. Voglio ribadire, come peraltro fatto in udienza, la totale involontarietà del mio fallo ed ho già avuto modo di estendere le mie scuse al collega irlandese coinvolto nell’episodio”.

Quarti di finale RWC: preview infografica di Irlanda-Galles

da Ruggerblogger

Uenuku – Caro diario… Jimmy Cowan e i suoi emozionati 50 caps

di Stefania Mattana
Qualche ora prima della partita contro il Canada, Jimmy Cowan si lascia andare in un post sul diario degli All Black, ringraziando tutti e prendendo con la giusta filosofia qualche chiamata in meno del coach. Tutto in pieno New Zealand style!

Caro Diario,

quando ho iniziato a giocare per gli All Blacks nel 2004, non avrei mai immaginato di arrivare a quota 50 caps. É molto difficile spiegarlo a parole, ma è una cosa incredibile a cui tengo davero tantissimo. Non ho giocato molto in questo mondiale, per cui sono ancora un po’ incerto nell’immaginare di celebrare i 50 caps.

Man mano che gli anni passano, ho realizzato che voglio anche io fare la storia della maglia All Black, voglio darle qualcosa in cambio. Sono stato abbastanza fortunato, perché questo gruppo di giocatori e lo staff dirigenziale mi è stato a fianco nei bei momenti, ma soprattutto in quelli cattivi. Voglio essere in grado di ricambiarli, soprattutto per quanto hanno fatto nel 2008, un periodo difficile per me. Se non fosse stato per loro chissà dove sarei ora.

Mi ricordo quando ho lasciato la scuola e per andare a lavorare. Stavo nel Southland (la regione più meridionale dell’Isola del Sud) e giocavo a rugby a livello semiprofessionistico: lavoravo dalle 9 alle 15 e poi dalle 15 alle 17 mi allenavo. Sono molto grato alla gente di Southland per avermi dato questa possibilità: sarebbe stato difficile per ma allontanarmi da casa. Sono un ragazzo del Southland nel profondo e mi piace il posto.

Affronterò la partita contro il Canada come una partita normale, un’altra occasione con maglia All Blacks. Ma sarà comunque un momento speciale, perché raggiungerò i 50 caps. Prima di tutto però sarà la mia possibilità di giocare, e non ne ho avuto troppe ancora in questa Coppa del Mondo. Il mio lavoro è quello di aggiungere la mia parte al gioco di squadra, e giocare bene all’interno dei nostri schemi. Voglio godermi l’occasione e spero mi vedrete in campo con un sorriso sul volto, ma sempre lavorando sodo.

Non ho visto molte partite del mondiale fino ad ora. Facciamo molta analisi su noi stessi, sul nostro rugby, e mi piace guardare altro per rilassarmi, qualcosa lontano dal rugby. Però c’è da dire che ho visto la sconfitta dell’Australia contro l’Irlanda nella club house della vecchia squadra di Dan (Carter, ndr) a Southbridge, vicino a Christchurch. Ci siamo divertiti un mondo.

Non sono stato chiamato per giocare la partita contro la Francia, così io e gli altri sette giocatori che non sono stati convocati ci siamo fatti un giro a Auckland per provare a goderci l’atmosfera e le feste. Ci siamo fatti una passeggiata e siamo stati insieme ai tifosi. É stato bello uscire dall’hotel e avere un assaggio di quello che sta succedendo.

Il resto può solo migliorare, man mano che il torneo va avanti. Questa è la cosa importante che ho imparato nel corso delle ultime settimane: è facile demoralizzarsi perché non si gioca, ma basta uscire in giro e godere di questo torneo in qualsiasi modo possibile, mentre è qui in Nuova Zelanda .

Cheers,
Jimmy (Cowan)

Video: e il Canada stravince il premio per la clip più trash (e divertente) del Mondiale 2011

Caccia all’Eliota in tutta la Nuova Zelanda

Prima aveva dato del razzista all’arbitro di Sudafrica-Samoa (via Twitter). Erano seguite delle scuse poco convinte, poi l’altro giorno un nuovo “cinguettio” molto polemico e la conseguente convocazione davanti alla commissione disciplinare dell’International Board. Ma Eliota Fuimaono-Sapolu, il centro samoano – e del Gloucester – protagonista di questa vicenda, non si è presentato. L’IRB lo ha sospeso con effetto immediato “from all rugby”, da qualsiasi competizione rugbistica mondiale.
Tutto qua? No, perché il buon Eliota in qualche modo si è dato alla fuga ed è letteralmente scomparso, tanto da costringere la federazione samoana a diffondere un comunicato ufficiale che sembra un appello alla popolazione neozelandese. La nota comincia con le scuse ufficiali per la mancata presentazione davanti alla Commissione:
“La fédération samoane de rugby et les Samoa sont extrêmement déçus des actions perpétrées par le joueur samoan Eliota Fuimaono Sapolu, qui ne s’est pas présenté à l’audience de la Coupe du Monde de rugby 2011 pour mauvaise conduite, programmée mardi à Auckland”.
Poi l’annuncio vero e proprio, abbiamo provato a cercare e a contattare il giocatore, ma non abbiamo la minima idea di dove si trovi. Cioè, sappiamo che è a Auckland, ma nulla di più…
“A réception des chefs d’inculpation, la fédération s’est efforcée de contacter Eliota pour l’informer des faits retenus contre lui et des détails de l’audience en question. Nous avons tenté de le contacter par téléphone et par le biais d’un média social et ce, pour déterminer où il se trouvait. Malgré des tentatives répétées, son apparition à la télévision néo-zélandaise et sa présence manifeste à Auckland, la fédération et l’équipe n’ont toujours pas eu de contact avec Eliota depuis que les membres de l’équipe se sont dispersés le week-end dernier. L’équipe poursuit ses efforts dans le but de contacter Eliota”.
Infine l’appello, come si dice in questi casi, accorato: Eliota, ovunque tu sia, presentati e fatti trovare. Nel frattempo se qualcuno lo vede in giro, ce lo faccia sapere…
La fédération samoane de rugby soutient le processus de discipline de la CdM 2011 et encourage vivement Eliota à prendre contact avec son équipe immédiatement. En outre, la fédération souhaite souligner que les commentaires exprimés par Eliota à la télévision néo-zélandaise ne reflètent en aucun cas les idées ou opinions de la fédération samoane de rugby et de son équipe, et nous sommes particulièrement déçus du comportement d’un joueur cadre de l’équipe qui est censé être un ambassadeur du rugby samoan.
Si conclude poi con la leccata di rito
Nous souhaitons préciser que la Coupe du Monde de rugby 2011 a été une expérience exceptionnelle pour les Samoa. Nous remercions la communauté samoane locale et le public néo-zélandais pour leur soutien incroyable et aussi reconnaissons l’engagement continu de l’IRB pour soutenir le rugby dans les îles du Pacifique.”
Buona caccia.