La regola “usala!”, cosa dice la delibera federale

Federazione Italiana Rugby
Delibera Presidenziale n. 5 – s.s. 2011/2012
Oggetto: modifica delle Regolamento di gioco per il Campionato Nazionale di Eccellenza

Il Presidente,
VISTO l’art. 28, lettera f) dello Statuto federale che attribuisce al Presidente la facoltà di adottare provvedimenti in via d’urgenza necessari a evitare pregiudizio alla FIR;
VISTI lo Statuto ed i regolamenti federali;
TENUTO CONTO della proposta del Coordinatore Tecnico federale in merito alle nuove disposizioni di gioco relative al possesso del pallone in un ruck ;
TENUTO CONTO che in data 26 settembre u.s. si è tenuta la riunione annuale tra il settore arbitrale e i tecnici delle squadre di eccellenza e che la succitata proposta ha raccolto il consenso unanime dei presenti;
CONSIDERATO che nel fine settimana dell’8 ottobre p.v. inizierà il Campionato di Eccellenza e che la data della prossima riunione del Consiglio Federale non è stata ancora programmata.
Tutto ciò premesso e considerato

DELIBERA
La seguente integrazione all’ art. 16.7 del Regolamento di Gioco (NON CORRETI A CONCLUSIONE DI UN RUCK)
Dopo la lettera b) si aggiunga:
c) Solo nelle gare del Campionato Nazionale di Eccellenza, nel momento in cui un ruck si concluda correttamente ai sensi dell’art.16.6 ed il pallone, uscito, sia divenuto utilizzabile, l’arbitro inviterà la squadra che ne ha il possesso a giocare il pallone per mezzo della comunicazione verbale “USA” o “USALA”. La squadra, dal momento dell’invito dell’arbitro, dovrà obbligatoriamente utilizzare il pallone entro i successivi 5 secondi.
Sanzione: Calcio Libero, non commutabile con mischia.
La suddetta deliberazione avrà esecuzione successivamente alla comunicazione di autorizzazione da parte dell’IRB – Intemational Rugby Board e sarà ratificata alla prima riunione utile del Consiglio Federale.
Roma, 4 ottobre 2011
Il Presidente Federale
Giancarlo Dondi

Giudice Sportivo: per l’Amatori Milano altri 4 punti in meno

Eccellenza
ILLECITI TECNICI A CARICO DI GIOCATORI – SQUALIFICHE
– PULLI GIAN MARCO, della RUGBY REGGIO ASD, espulso al 43° del 1°tempo, i nfraz. Art. 026/01 lett. S) (PLACCAGGIO AL COLLO), DUE SETTIMANE DI SQUALIFICA (dal 10/10/2011 al 23 Ottobre 2011 compresi)

Serie A
ILLECITI TECNICI A CARICO DI GIOCATORI – SQUALIFICHE
– DEL BUBBA FABRIZIO, della C.U.S. VERONA RUGBY ASD, espulso al 30° del 2°tempo , infraz. Art. 026/01 lett. N) (CALPESTATA), UN MESE DI SQUALIFICA (dal 10/10/2011 al 9 Novembre 2011 compresi)
ILLECITI TECNICI A CARICO DI TESSERATI – INTERDIZIONI
– BERETTA DANILO, Allenatore della C.U.S. VERONA RUGBY ASD, ammonito al 30° del 2°tempo, infraz. Art. 027/01 lett. B)
reiterato (PROTESTE ARBITRO), VENTI GIORNI DI INTERDIZIONE (dal 13/10/2011 al 1 Novembre 2011 compresi)
ILLECITI TECNICI A CARICO DEL SOGGETTO AFFILIATO – MULTE
– GLADIATORI SANNITI ASD, infraz. art. 28/1 lett.K) in relazione art. 55 punto 10 R.O. (Assenza Allenatore), MULTA DI EURO
150.00 (CENTOCINQUANTA/00)

Serie B
DELIBERA GARA “ASD RUGBY LUMEZZANE/AMATORI MILANO 2008” del 9/10/2011
Il Giudice Sportivo, vista la comunicazione di rinuncia alla gara in oggetto inviata in data 7 ottobre 2011 dalla Società Amatori Rugby
Milano; Visti gli art. 28/1 lett. E) Reg. di Giustizia, 24 1° comma e 25 lett. A) del Reg. Attività Sportiva e il punto 10 lett. B) pag.97 della Circolare Informativa FIR 2011/2012, dichiara la Società Amatori R. Milano rinunciataria e perdente con il risultato di 20 a 0 in favore della Società Asd Lumezzane Rugby la punisce inoltre con la penalizzazione di quattro punti in classifica e con la MULTA di EURO €.
500.00 =(CINQUECENTO/00)
SQUALIFICA AUTOMATICA – Doppio Cartellino Giallo

– DI VITO ALESSANDRO, della C.U.S. PERUGIA RUGBY ASD, espulso temporaneamente al 32° del 1°tempo ed al 34° del 2°tempo,
infraz. Art. 025/02 lett. B) (DOPPIO CARTELLINO GIALLO), UNA SETTIMANA DI SQUALIFICA AUTOMATICA (dal 10/10/2011 al 16 Ottobre 2011 compresi)
ILLECITI TECNICI A CARICO DI GIOCATORI – SQUALIFICHE
– FERRARI GABRIO, della IMOLA RUGBY ASD, espulso al 9° del 2°tempo, infraz. Art. 026/01 lett. S) (PLACCAGGIO PERICOLOSO), DUE SETTIMANE DI SQUALIFICA (dal 10/10/2011 al 23 Ottobre 2011 compresi)

Serie A femminile
DELIBERA RITIRO ED ESCLUSIONE SOCIETA’ PIACENZA RUGBY CSD
Il Giudice Sportivo, preso atto della comunicazione di ritiro della società Piacenza Rugby CSD dal campionato Nazionale Femminile Serie A datata 8 Settembre 2011;
considerato che il ritiro è intervenuto oltre il 30° giorno su ccessivo alla scadenza del termine previsto per l’iscrizione al campionato Seniores (10 Luglio 2011);
in applicazione dell’art. 28/1 lett. f) del Reg. di Giustizia e tenuto conto del punto 4.6 lett. A) pag. 57 della Circolare Informativa FIR 2011/2012, la società Piacenza Rugby CSD viene punita con l’esclusione dal campionato Nazionale di Serie A Femminile e con la sanzione pecuniaria di Euro 1.000,00.(Euro MILLE/00).
Roma, 12 Ottobre 2011
(Avv. Michele Carlotto)
DELIBERA RITIRO ED ESCLUSIONE SOCIETA’ ASD TAURINIA RUGBY RUGBY
Il Giudice Sportivo, preso atto della comunicazione di ritiro della società ASD Taurinia Rugby dal campionato Nazionale Femminile Serie A datata 29 Agosto 2011;
considerato che il ritiro è intervenuto oltre il 30° giorno su ccessivo alla scadenza del termine previsto per l’iscrizione al campionato Seniores (10 Luglio 2011);
in applicazione dell’art. 28/1 lett. f) del Reg. di Giustizia e tenuto conto del punto 4.6 lett. A) pag. 57 della Circolare Informativa FIR 2011/2012, la società ASD Taurinia Rugby viene punita con l’esclusione dal campionato Nazionale di Serie A Femminile e con la sanzione pecuniaria di Euro 1.000,00.(Euro MILLE/00).
Roma, 12 Ottobre 2011

Usala! Ovvero una nuova regola di gioco per l’Eccellenza. E forse per il mondo

Ieri ero alla presentazione del Campionato di Eccellenza che va iniziando. E’ stata annunciata una nuova regola, che il torneo sperimenterà per conto dell’IRB.
Di cosa si tratta? Il numero 9 0 comunque chi ha la palla in una situazione di ruck dovrà metterla in gioco entro 5 secondi dopo che l’arbitro avrà gridato «usala». Se ciò non avviene lo stesso arbitro assegnerà un calcio libero per la squadra avversaria
L’intenzione è quella di velocizzare al massimo il gioco e se tutto funzionerà a dovere potremmo vedere la nuova regola applicata ovunque e a qualsiasi livello.

 

Dondi e Mallett, qualche straccio vola. Civile, ma sempre straccio…

Una intervista rilasciata a massimo Calandri e pubblicata da Repubblica.it
Eccone uno stralcio

Giancarlo Dondi se lo sentiva. Il presidente della Federazione italiana rugby, ammette di aver avuto un brutto presentimento già prima della disfatta azzurra contro l’Irlanda, che è costata all’Italia l’eliminazione dal mondiale in nuova Zelanda. “Non siamo arrivati ai Mondiali nelle migliori condizioni tecniche e mentali”.

E gli azzurri: così grossi, così fragili.
“Nello sport si può vincere o perdere. Ma nel rugby, se scendi in campo pensando solo a difenderti, allora finisce che perdi di sicuro”.

Due vittorie contro due squadre da terza fascia, due sconfitte pesanti con chi conta davvero.
“S’era già visto con il Giappone, che qualcosa non funzionava. Tanti errori in attacco, la difesa che non avanzava”.

Con Australia ed Irlanda ci siamo illusi per un tempo.
“Per crollare appena siamo andati sotto nel punteggio. Troppo deboli mentalmente. Questo è uno disciplina di combattimento: c’è modo e modo di perdere”.

Il bilancio s’appesantisce guardando il ranking mondiale: siamo scivolati al dodicesimo posto, altro che andare ai quarti e scrivere la storia.
“Bisogna mettere rimedio subito. Non possiamo più aspettare”. (…)

Se ne va Nick Mallett, che non le è mai piaciuto.
“Credo di averlo messo nelle condizioni di lavorare al meglio”.

E’ arrivato Jacques Brunel. Lei gli dava la caccia dai Mondiali del 2003.
“Brunel saprà cosa fare. Io non ci metto becco. Penso solo che i giocatori di qualità ce li abbiamo. E che per andare avanti non basta sperare. Bisogna crederci, agire”. (…)

Appunto. Che succede?
“Succede che anche con l’Under 20 abbiamo voluto fare un gioco diverso da tutti gli altri. Ed è finita che ci siamo salvati per un pelo, nonostante giocassimo i mondiali in Italia. Succede che bisogna cambiare programma. Subito”.

Tira aria di rivoluzione.
“Adesso lasciamo lavorare Brunel. Lavoriamo sui giovani dell’Accademia e con le franchigie. Il rugby si gioca tutti insieme. Mi aspetto un bel Sei Nazioni. Ma questa volta attaccando l’avversario. Il catenaccio lasciamolo agli altri”.

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Dove va l’Italia ovale dopo Dunedin

C’è chi se la prende con i giocatori, chi con Mallett, quasi tutti con Dondi.
Ora, le responsabilità di quanto avvenuto in campo a Dunedin sono di molti, però non mettiamoci a sparare un po’ a caso nel mucchio. L’Italia è arrivata a 40 minuti dal coronare una vittoria che avrebbe segnato un momento fondamentale per la palla ovale del Belpaese. Non ci è riuscita. Merito soprattutto degli irlandesi che si sono strameritati i quarti di finale, ma anche dalla nostra parte della barricata le responsabilità non mancano.

C’è Mallett che non è stato in grado di far cambiare passo alla nazionale una volta andata sotto ad inizio secondo tempo: per 40 minuti hai imbrigliato le terze linee e i centri irlandesi, non hai giocato benissimo ma in maniera molto intelligente e vai al riposo sostanzialmente in pareggio. Se gli avversari per fortuna, bravura o demerito della nostra difesa riescono a trovare il bandolo della matassa e a riscrivere la storia della partita qualcosa devi fare. Invece nulla. E un giorno o l’altro, caro Nick, ci dovrai spiegare perché la difesa – che fino a un annetto fa era il nostro punto di forza oggi è diventata un mezzo problema.

Ci  sono ovviamente i giocatori, che in campo alla fine ci sono loro. Tra pregi e manchevolezze per un tempo il loro l’hanno fatto. Potevano osare un po’ di più? Certo che sì, ma insomma, la partita era apertissima. Poi la meta irlandese. Io capisco tutto, il contraccolpo psicologico e bla bla. Però se ti giochi l’accesso ai quarti di finale in una partita dentro-fuori può capitare che le cose non vadano come le avevi programmate e che magari gli avversari abbiano l’ardire di segnare una meta. In quel caso si prende, si porta a casa e si riparte, magari con un atteggiamento un pochino meno difensivista. Se poi te ne segnano un’altra e ti ritrovi sotto di 20 punti con mezzora di gioco ancora davanti, ecco a quel punto dovresti buttare a ramengo tutte le paure e i timori. La partita è persa a quel punto, tentare di fare qualcosa non sarebbe stato poi così brutto. Invece nulla, e diciamocelo, è questa la cosa che ci ha fatto arrabbiare tutti (capitano, Sergio, dov’eri in quel momento? Perché non sei riuscito a dare la scossa? Non ti hanno ascoltato? Non ne avevi più?). Perché perdere contro l’Irlanda ci sta, però il come è importante. A volte la forma è sostanza.

Poi ci sono le colpe che arrivano da lontano. Quelle federali, per intendersi. Dare contro la FIR è una disciplina piuttosto diffusa dalle nostre parti. Non che Presidente e sottoposti non abbiano responsabilità. Però anche qui, siamo davanti a un bersaglio molto comodo e molto facile con cui prendersela.
Dice, la politica federale, le franchigie, la gestione del potere, le scelte, gli uomini preposti a… e tutto il resto del rosario. Per ognuno di questi atti d’accusa c’è un fondo più o meno consistente di verità: le Accademie non funzionano ancora a dovere e il rodaggio dovrebbe essere finito già da un paio di anni almeno (quanti erano i giocatori passati per Tirrenia e consorelle presenti in Nuova Zelanda? Pochi, pochissimi). La stessa scelta degli atleti di interesse nazionale ha registrato delle manchevolezze pesanti: tanto per dire non c’erano Semenzato e Gori (e qui pure Mallett ha le sue belle responsabilità).  Uno staff tecnico – a tutti i livelli – che avrebbe bisogno di un po’ di aria fresca e non della girandola di sedie che però portano sempre gli stessi nomi.
Però la FIR è solo uno degli attori sul palcoscenico, per quanto importante. Le società che tanto se la prendono con Dondi (ma chi lo ha votato il Presidente? Non mi pare si sia autoimposto…)  hanno la loro bella fetta di colpe: la scorciatoia degli stranieri per ottenere prima risultati, per esempio. Se da anni in Italia non produciamo aperture degne di questo nome, forse qualche colpa ce l’hanno ANCHE i club.
Non difendo la Federazione a prescindere, non sono l’avvocato del diavolo, ma nemmeno l’attacco a prescindere. La gestione di una Federazione – qualsiasi  federazione – è politica e potere. Tutto sta nel dare a un movimento intero un progetto, un obiettivo di media-lunga durata e adoperarsi per quello. Poi le magagne, le critiche, le accuse di favoritismi eccetera sono connaturate ad ogni centro di potere, piccolo o grande che sia. A fare la differenza è la chiarezza degli obiettivi e il vigore con cui si lavora per ottenerli. Non credo che se al posto di Dondi ci fosse Mister X le cose andrebbero molto diversamente. Dondi è il vertice di un blocco di potere, Mister X pensate invece che governerebbe il rugby italiano dall’alto di una pianta? La differenza sta nella spinta e nel vigore con cui si fanno le cose, con la capacità di imporsi sugli altri attori del palcoscenico. La grande domanda oggi è questa: questa gestione, dopo 15 anni e passa, è in grado di farlo? Io non lo so, non ho la risposta in tasca come molti invece sembrano avere. Certo le premesse non sono ottimali: il fatto di aver conservato lo staff tecnico fino alla fine del prossimo Sei Nazioni non è molto logico. Sarebbe stato ok se a sceglierli fosse stato Brunel, ma sappiamo tutti che non è così. Arriva il nuovo ct e bisognerebbe dargli la possibilità di scegliere i collaboratori più stretti. Lo vuole il buon senso. Altrimenti ci si espone a critiche che si potevano tranquillamente evitare e si da ai propri avversari un’arma in più.
Il 2012 sarà anno di rielezione federale. Qualche giorno fa Dondi con il sottoscritto è stato piuttosto sibillino sull’opportunità o meno di una ricandidatura. Forse era solo pretattica, diplomazia di un uomo che ben sa navigare in certi mari. Oppure no, forse c’era sincera stanchezza dopo tanti mandati che inevitabilmente ammorbidiscono ogni spinta riformatrice. Non lo sappiamo, non ora quantomeno.
Quello che so io è che quello che ora proprio non serve al nostro movimento è il traccheggiare, il cercare di mantenere in qualche modo in navigazione la barca nei mari di cui sopra. Oggi serve chiarezza e soprattutto forza e volontà politica di fare le cose. A parole la prima c’è, quanto al vigore invece tutto è molto più nebbioso. La palla però ora ce l’ha proprio il Presidente Dondi: dia carta bianca a Brunel (se lo ha scelto evidentemente gli obiettivi sono gli stessi) e lo sostenga con tutte le forze a disposizione della Federazione. Contro chiunque. Altrimente sarebbe un’altra occasione sprecata. L’ennesima. E poi come lo va a spiegare ai 40-50mila che nonostante tutto andranno all’Olimpico a febbraio/marzo per il Sei Nazioni?