Consiglio Federale: il nuovo presidente FIR il 15 settembre, Eccellenza a 12 squadre, Guidi all’U20 e Tonga a Brescia

Nessuna sorpresa da Parma. Come vi avevo anticipato ieri, nessuna comunicazione sui diritti tv, ma notizie dovrebbero arrivare presto: SportItalia dovrebbe avere il Pro12 e La7 trasmettere i test-match di novembre.

dall’ufficio stampa FIR

Si è tenuta ieri sera a Parma la riunione del Consiglio Federale della Federazione Italiana Rugby presieduto da Giancarlo Dondi. Di seguito le decisioni assunte dall’assise:

Assemblea Ordinaria Elettiva

Il Consiglio Federale ha definito la data e la sede dell’assemblea ordinaria elettiva, che si terrà sabato 15 settembre a Roma.


Cariparma Test Match Italia v Tonga

Il Consiglio ha ufficializzato che il Cariparma Test Match Italia v Tonga del 10 novembre si disputerà allo Stadio “Mario Rigamonti” di Brescia. Gli altri due appuntamenti della finestra IRB di novembre vedranno l’Italia affrontare la Nuova Zelanda Campione del Mondo il 17 novembre allo Stadio Olimpico di Roma e l’Australia il 24 novembre allo Stadio “Artemio Franchi” di Firenze.


Campionati Nazionali 2012/13

Il Consiglio ha esaminato le richieste d’iscrizione ai Campionati nazionali 2012/13. E’ stato deliberato che il Campionato Italiano d’Eccellenza 2012/13 si disputi con dodici squadre, con il reintegro della Società Rugby Viadana ed il ripescaggio della Società Fiamme Oro Rugby, finalista del Campionato Italiano di Serie A 2011/12.

Le dodici squadre iscritte al Campionato Italiano d’Eccellenza 2012/13 sono le seguenti:

Cammi Calvisano (Campione d’Italia 2011/12)

Estra I Cavalieri Prato

Marchiol Mogliano

Vea Femi-CZ Rovigo

Petrarca Padova

Mantovani Lazio

Rugby Reggio

L’Aquila Rugby

Crociati Parma

Rugby Viadana

Orved San Donà (Campione d’Italia Serie A 2011/12)

Fiamme Oro Roma

Il Campionato d’Eccellenza 2012/13 manterrà invariata la formula del girone all’italiana con partite di andata e ritorno e semifinali in doppia gara per le prime quattro classificate al termine della stagione regolare, mentre la finale che assegnerà il titolo di Campione d’Italia 2012/13 si disputerà in gara unica in casa della squadra meglio classificata in regular season.

Retrocederà nella Serie A 2013/14 la formazione ultima classificata al termine della stagione regolare.

Il planning aggiornato del Campionato Italiano d’Eccellenza 2012/13 è allegato al presente comunicato stampa.

Conseguentemente all’iscrizione della Società Fiamme Oro Rugby nel massimo campionato, sono stati disposti dal Consiglio i seguenti ripescaggi in base all’articolo 19 del Regolamento Sportivo:

Società Roccia Rubano dal Girone 2 al Girone 1 della Serie A

Cesin Cus Torino dal Girone 1 della Serie B al Girone 2 della Serie A

Bassa Bresciana dalla Serie C al Girone 1 della Serie B


Staff tecnici Squadre Nazionali 2012/13

Il Consiglio ha ufficializzato i responsabili tecnici delle Squadre Nazionali per la stagione 2012/13:

Italia Emergenti – Andrea Sgorlon/Roland De Marigny

Italia U20 – Gianluca Guidi (responsabile)/Luca Bot (assistente)

Italia U18 – Fabio Roselli

Italia U17 – Massimo Brunello (responsabile)/Paolo Grassi (assistente)


 

Staff tecnici Accademie Federali 2012/13

Sono stati infine definiti gli staff tecnici delle Accademie federali, che opereranno sotto il coordinamento di Carlo Orlandi, nominato dal Consiglio Federale nuovo Coordinatore dell’Alto Livello Giovanile:

Accademia Nazionale U19 di Tirrenia “Ivan Francescato” – Luca Bot, Roland De Marigny

Accademia Zonale U18 di Parma – Philippe Doussy, Stefano Romagnoli

Accademia Zonale U18 di Mogliano Veneto – Massimo Brunello, Andrea Sgorlon

Accademia Zonale U18 di Roma “Lorenzo Sebastiani” – Paolo Grassi, Fabio Roselli

Elezioni FIR: l’accetta delle opinioni e delle voci su un quadro complesso

Tagliare le cose con l’accetta è facile e giornalisticamente efficace. Lo facciamo spesso noi scribacchini, sottoscritto compreso. Parlo ovviamente della campagna elettorale per la presidenza FIR. Esempio: dire che il Veneto è con Zatta e la Lombardia o la Toscana con Gavazzi. Rende l’idea, il messaggio arriva subito a chi legge ma si rischia di non cogliere bene il quadro d’insieme con tutte le sfumature, che magari fanno la differenza. Oppure c’è chi mette nel suo mirino solo quelle sfumature, rendendole più grandi o “pesanti” di quello che sono.
Prendiamo il Veneto: si dice il Veneto è con Amerino Zatta. Poi si legge che nella provincia X la società Y non voterà per lui e allora in tanti si affrettano a dire che il “Veneto è disunito”, ma sarebbe più corretto sostenere che anche gli altri candidati possono godere di qualche spazio al sole. Quanto ampio? Impossibile dirlo. Io non so cosa l’attuale presidente del Benetton Treviso si aspetti dalla sua regione, ma direi che se il Veneto votasse con percentuali altissime anche se non da plebiscito bulgaro per un solo candidato, beh, sarebbe un grande politicamente pesantissimo visto che da quelle parti per molti anni lo sport principale è stato quello di mettere in difficoltà il proprio vicino. Come dicono a Livorno? Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio…
Ecco, la Toscana. Si dice che la Toscana è compatta con Gavazzi. Probabilissimo. Poi bastano due telefonate per sapere che il fronte ha più di una crepa, che tutti non sono d’accordo e che anche gli altri candidati (Zatta e Gianni Amore) hanno ben più di uno spazio di manovra. Questo significa che la Toscana nella sua maggioranza si esprimerà per un candidato diverso da Alfredo Gavazzi? No – anche se lo potremo dire con certezza solo a metà settembre – ma le percentuali potrebbero essere diverse da quelle che si prefigurano oggi.
O la Lombardia. Il mantra è: la Lombardia è con Gavazzi, memori di quello che è successo quattro anni fa. Poi un osservatore più attento si potrebbe accorgere che le volte che Gianni Amore è venuto in questa regione (io scrivo da Milano) ha sempre trovato orecchie attente pronte ad ascoltarlo. Ieri sera Zatta a Bergamo ha raccolto tantissime società: gran parte del milanese, della Brianza e ovviamente della provincia orobica, dando corpo a tutte quelle voci che vogliono una Lombardia tutt’altro che monolitica e con le società di quelle aree geografiche molto ben disposte verso il candidato trevigiano. Come leggere tutto questo? Difficilissimo dirlo a luglio, ma si può pensare che forse Gavazzi in Lombardia avrà una maggioranza molto meno ampia di quanto non dice la “vulgata popolare”. Zatta può contare su diversi voti e anche Amore potrà dire la sua.
Insomma l’accetta è utilissima, ma poi sono coltelli e coltellini a dare un forma e un senso al quadro generale. E – a naso – quello che potrebbe uscirne non è poi così scontato.

Giallo a Rovigo: a rischio l’elezione di Salvan?

Alice Sponton per Il Gazzettino di Rovigo

Secondo indiscrezioni i voti conquistati da Lello Salvan come rappresentate dei tecnici di Rovigo per le prossime elezioni Fir potrebbero essere invalidati. Il dubbio riguarda la norma relativa allo statuto, recentemente pubblicato, secondo cui possono votare «i tesserati in attività», mentre nel vecchio regolamento, in aggiunta si parlava di «attività svolta negli ultimi 12 mesi». Non è specificato cosa debba intendersi per attività. Salvan però non si dice preoccupato: «Sono sereno. Sono tesserato in regola sia con le indicazioni del nuovo che vecchio statuto».

Elezioni FIR: il passo “tecnico” di Rovigo verso la candidatura Zatta

Da Il Gazzettino di Rovigo

È Lello Salvan il rappresentante dei tecnici rodigini alle prossime elezioni federali. A confermarlo è lo stesso segretario della Rugby Rovigo che ha battuto i candidati
Pier Paolo Tellarini (6 voti) e Antonio Romeo (2) nell’assembela svolta martedì sera.
«Ho deciso in seduta stante di candidarmi. Ho ricevuto 7 voti – dice Salvan – La mia linea sarà quella indicata dalla Rugby Rovigo, società madre, punto di riferimento
per tutte le altre società polesane». Non lo dice espressamente, ma la linea indicata dal club di via Alfieri, come espresso dallo stesso presidente Francesco Zambelli è quella di sostenere Amerino Zatta alle prossime elezioni del dopo Dondi.
(…) Oggi sarà scelto il candidato di Treviso, domani di Venezia e lunedì del Friuli Venezia Giulia. Si attende ora la votazione da parte dei giocatori che in consiglio avranno due loro rappresentanti.

Elezioni FIR: il programma di Gavazzi a fine agosto. E pensa a tre franchigie celtiche

L’Associazione Rugby Futuro ha intervistato Alfredo Gavazzi (non vorrei sbagliarmi, ma credo sia nata per sostenere la candidatura a presidente FIR dello stesso Gavazzi).
Una intervista lunghissima di cui vi propongo uno stralcio mentre quella integrale la potete trovare a questo link.
Una intervista importante perché per la prima volta il candidato in questione scende un po’ più nel dettaglio del programma, anche se l’annuncio dello stesso è rimandato a due/tre settimane prima del voto.

(…) D: iniziamo dall’analisi di quanto fatto negli ultimi anni. Lei, in quanto consigliere federale, hapartecipato agli ultimi quattro mandati sotto la Presidenza di Giancarlo Dondi.

Come lei sa ho ricoperto diverse cariche all’interno della Federazione negli ultimi sedici anni e ho avuto modo di vivere dall’interno i momenti salienti che hanno portato la Federazione a oggi. Quanto fatto dal 1996 al 2012 rappresenta il cambiamento più importante che il rugby italiano sia stato capace di compiere nella sua intera storia. Nel 1996 ho ricoperto la carica di tesoriere della Federazione e nessuno avrebbe mai immaginato che saremmo stati capaci di passare da un bilancio vicino agli 8 miliardi di lire – circa 4 milioni di Euro – provenienti principalmente dal contributo CONI, al bilancio Federale di oggi, intorno ai 40 milioni di Euro, basato principalmente su aspetti commerciali quali diritti televisivi e sponsorizzazioni. Questo fatto non è stato solo la conseguenza dell’entrata nel Sei Nazioni ma anche dell’attività assidua del nostro Presidente sotto il profilo commerciale. Questo dato, unito alla crescita del numero di tesserati, che sono saliti da circa 26 mila a oltre 96 mila, rappresentano alcuni importanti traguardi raggiunti durante la Presidenza di Giancarlo Dondi,
oltre all’entrata nel Sei Nazioni quali soci paritetici alle altre Union, ai 70.000 spettatori dell’Olimpico contro la Scozia. Non vorrei dimenticare, inoltre, che sono state eliminate sia le tasse gara che le tasse di iscrizione ai campionati, oltre ad incentivare il reclutamento con i finanziamenti del Progetto di Base.
Giancarlo Dondi, inoltre, è diventato componente del Comitato Esecutivo dell’IRB. (…)

D: sia lei che il Presidente Dondi avete più volte sottolineato l’intento di dare una continuità attraverso la sua candidatura. In che modo, però, intenderebbe innovare la Federazione, qualora venisse eletto?

Ringrazio il Presidente Dondi per il suo appoggio. Chi mi conosce sa che ho sempre espresso le mie idee, anche se, qualche volta fuori dal coro. Esistono differenze tra me e Giancarlo Dondi, com’è giusto che sia, abbiamo ognuno la propria cultura e mentalità ma, soprattutto, oggi i tempi e le esigenze sono diversi rispetto alle sfide degli ultimi sedici anni. La Federazione deve essere in grado di affrontare nuovi scenari, in quanto, non solo il ruolo del rugby italiano è cambiato ma è il rugby moderno ad essersi evoluto
radicalmente e richiede un equilibrato mix di continuità e innovazione. Il concetto che io e Giancarlo Dondi intendiamo trasmettere è proprio questo: “l’innovazione nella continuità”. Ecco perché il mio programma sarà in funzione delle nuove esigenze.

D: a questo proposito, lei non ha ancora presentato un programma elettorale, quando intende ufficializzarlo?

Congiuntamente con i miei collaboratori e con il comitato elettorale abbiamo tracciato il
programma ma abbiamo deciso di presentarlo al termine di una serie d’incontri che
svolgeremo sul territorio al fine di ascoltare e raccogliere tutti i possibili spunti che ci
aiutino a renderlo attinente alle aspettative delle Società. Presenteremo il programma definitivo verso la fine di agosto, anche se, leggendo quest’intervista si possono già intuire le linee guida del nostro programma. (…)
Sono convinto che occorra programmazione e che i programmi a breve termine rappresentano il supporto per quelli a medio termine, così come questi ultimi costituiscono la base per gli obiettivi di lungo periodo, che rappresentano il vero
traguardo.
Attraverso un costante monitoraggio devono essere analizzati i risultati di breve termine, così come devono essere evidenziate eventuali problematiche inaspettate.
Questo processo porta, anno con anno, ad apportare le necessarie modifiche per concretizzare gli obiettivi di medio e lungo periodo.

D: entriamo nello specifico di alcuni argomenti. Quali sono le sue idee per quanto riguarda il settore tecnico?

Come ho accennato in precedenza, i tecnici Federali e i tecnici dei club devono lavorare insieme attraverso un interscambio virtuoso. Le due esperienze sono diverse e complementari, è importante che un tecnico, dopo aver lavorato per un periodo in Federazione possa completare il proprio percorso lavorando nelle Società, così come un tecnico cresciuto all’interno di un club possa avere l’opportunità di un’esperienza in Federazione. Credo che sia giunto il momento di definire e valorizzare una Scuola italiana e una metodologia italiana nella formazione dei nostri tecnici.
Il Centro Studi della FIR necessita di un più cospicuo investimento, affinché, possa offrire alle Società una serie di servizi e strumenti. La Federazione potrà aiutare le Società a dotarsi degli strumenti e delle metodologie più moderne di lettura e analisi dei dati e potrà mettere a disposizione gli highlights delle partite del campionato di Eccellenza. Vede, oggi esistono innumerevoli strumenti tecnologici che possono permettere la creazione di un network attraverso il quale condividere informazioni.
Penso a uno strumento web a supporto della formazione che sia aperto al contributo degli allenatori italiani e stranieri, anche in questo caso creato dal lavoro comune di FIR e club.
E’ importante predisporre una conferenza annuale degli allenatori italiani della durata di tre giorni, gestita dalla FIR e aperta a tutti gli interventi degli allenatori. Inoltre, bisogna allestire una nuova struttura di formatori dedicati al tutoraggio. (…)

D: a questo proposito vedrebbe positiva una ristrutturazione dei campionati? Potrebbe essere funzionale al supporto dell’alto livello?

Non lo ritengo necessario allo stato attuale. Un campionato di Eccellenza a 10-12 squadre, una serie A divisa in due gironi da 12 squadre ciascuno e quattro gironi da 12 club per la Serie B, sono una formula adatta. Visto che non sono presenti nel rugby italiano le Leghe, proporrò di istituire commissioni miste FIR – Società – Arbitri per il coordinamento e lo sviluppo dei campionati, però sarebbe anche interessante per il rugby Italiano, la nascita di una Lega di Eccellenza.
Per quanto riguarda l’alto livello, è più equilibrato l’allestimento di tre franchigie le quali possano diventare il punto di riferimento per una struttura piramidale composta da quattro club di Eccellenza e quattro Accademie ciascuna. Inoltre, tornando sempre al fulcro del nostro progetto, la nostra proposta è quella di strutturare un vero campionato Under 14, mentre i campionati Under 16 e Under 20 verranno
suddivisi in tornei di Elite, a carattere nazionale, e campionati regionali o interregionali. (…)

D: come vede il rugby a 7?
Il circuito Seven diventerà sempre più importante, dato che sarà presente alle prossime Olimpiadi. La Federazione dovrà investire in questo settore strutturando un dipartimento a se stante che si occupi dello sviluppo del rugby a 7, sia a livello giovanile (maschile e femminile) che a livello seniores costruendo gruppi specifici per il gioco del Seven.

D: si è parlato parecchio del problema della trasparenza legato al bilancio della FIR. Qual è la sua posizione a questo proposito?

Come sappiamo tutti i tesserati possono accedere al bilancio della Federazione. Per dissipare ogni dubbio ritengo che il bilancio della FIR, non solo debba essere accessibile, ma che debba essere pubblicato e inviato alle Società. Il mero bilancio dovrebbe essere affiancato da altri indicatori, come avviene nel mondo anglosassone, penso che vadano rilevati e comunicati gli indici di performance. In questo modo sarà possibile evidenziare gli obiettivi prefissati e quelli effettivamente conseguiti, la cosiddetta “performance review”.

D: passiamo alla competizione elettorale, qualora fosse eletto, ritiene necessario rivedere l’assegnazione di una franchigia a Treviso, come ha fatto la FIR nel caso di Viadana?

Credo che non sia corretto pensare che la FIR abbia escluso Viadana e gli Aironi dalla possibilità di partecipare alla Celtic League. La Federazione è intervenuta, esclusivamente, in quanto non vi erano più le condizioni economiche a supporto di
un campionato di Celtic League. Mi dispiace molto per Silvano Melegari che ha investito energie, tempo e denaro in questo progetto. Chiunque dia tanto al rugby merita rispetto e stima da parte di tutti.
Per quanto riguarda la Benetton Treviso trovo che sia una risorsa importante per il rugby italiano e una Società che ha sempre lavorato bene per l’alto livello. Occorre trovare una nuova strada per confrontarci, non sarà difficile trovare le soluzioni che diano le giuste soddisfazioni alla Società e che siano a supporto della crescita della Nazionale e del rugby italiano. (…)