Elezioni FIR: il programma di Gavazzi a fine agosto. E pensa a tre franchigie celtiche

L’Associazione Rugby Futuro ha intervistato Alfredo Gavazzi (non vorrei sbagliarmi, ma credo sia nata per sostenere la candidatura a presidente FIR dello stesso Gavazzi).
Una intervista lunghissima di cui vi propongo uno stralcio mentre quella integrale la potete trovare a questo link.
Una intervista importante perché per la prima volta il candidato in questione scende un po’ più nel dettaglio del programma, anche se l’annuncio dello stesso è rimandato a due/tre settimane prima del voto.

(…) D: iniziamo dall’analisi di quanto fatto negli ultimi anni. Lei, in quanto consigliere federale, hapartecipato agli ultimi quattro mandati sotto la Presidenza di Giancarlo Dondi.

Come lei sa ho ricoperto diverse cariche all’interno della Federazione negli ultimi sedici anni e ho avuto modo di vivere dall’interno i momenti salienti che hanno portato la Federazione a oggi. Quanto fatto dal 1996 al 2012 rappresenta il cambiamento più importante che il rugby italiano sia stato capace di compiere nella sua intera storia. Nel 1996 ho ricoperto la carica di tesoriere della Federazione e nessuno avrebbe mai immaginato che saremmo stati capaci di passare da un bilancio vicino agli 8 miliardi di lire – circa 4 milioni di Euro – provenienti principalmente dal contributo CONI, al bilancio Federale di oggi, intorno ai 40 milioni di Euro, basato principalmente su aspetti commerciali quali diritti televisivi e sponsorizzazioni. Questo fatto non è stato solo la conseguenza dell’entrata nel Sei Nazioni ma anche dell’attività assidua del nostro Presidente sotto il profilo commerciale. Questo dato, unito alla crescita del numero di tesserati, che sono saliti da circa 26 mila a oltre 96 mila, rappresentano alcuni importanti traguardi raggiunti durante la Presidenza di Giancarlo Dondi,
oltre all’entrata nel Sei Nazioni quali soci paritetici alle altre Union, ai 70.000 spettatori dell’Olimpico contro la Scozia. Non vorrei dimenticare, inoltre, che sono state eliminate sia le tasse gara che le tasse di iscrizione ai campionati, oltre ad incentivare il reclutamento con i finanziamenti del Progetto di Base.
Giancarlo Dondi, inoltre, è diventato componente del Comitato Esecutivo dell’IRB. (…)

D: sia lei che il Presidente Dondi avete più volte sottolineato l’intento di dare una continuità attraverso la sua candidatura. In che modo, però, intenderebbe innovare la Federazione, qualora venisse eletto?

Ringrazio il Presidente Dondi per il suo appoggio. Chi mi conosce sa che ho sempre espresso le mie idee, anche se, qualche volta fuori dal coro. Esistono differenze tra me e Giancarlo Dondi, com’è giusto che sia, abbiamo ognuno la propria cultura e mentalità ma, soprattutto, oggi i tempi e le esigenze sono diversi rispetto alle sfide degli ultimi sedici anni. La Federazione deve essere in grado di affrontare nuovi scenari, in quanto, non solo il ruolo del rugby italiano è cambiato ma è il rugby moderno ad essersi evoluto
radicalmente e richiede un equilibrato mix di continuità e innovazione. Il concetto che io e Giancarlo Dondi intendiamo trasmettere è proprio questo: “l’innovazione nella continuità”. Ecco perché il mio programma sarà in funzione delle nuove esigenze.

D: a questo proposito, lei non ha ancora presentato un programma elettorale, quando intende ufficializzarlo?

Congiuntamente con i miei collaboratori e con il comitato elettorale abbiamo tracciato il
programma ma abbiamo deciso di presentarlo al termine di una serie d’incontri che
svolgeremo sul territorio al fine di ascoltare e raccogliere tutti i possibili spunti che ci
aiutino a renderlo attinente alle aspettative delle Società. Presenteremo il programma definitivo verso la fine di agosto, anche se, leggendo quest’intervista si possono già intuire le linee guida del nostro programma. (…)
Sono convinto che occorra programmazione e che i programmi a breve termine rappresentano il supporto per quelli a medio termine, così come questi ultimi costituiscono la base per gli obiettivi di lungo periodo, che rappresentano il vero
traguardo.
Attraverso un costante monitoraggio devono essere analizzati i risultati di breve termine, così come devono essere evidenziate eventuali problematiche inaspettate.
Questo processo porta, anno con anno, ad apportare le necessarie modifiche per concretizzare gli obiettivi di medio e lungo periodo.

D: entriamo nello specifico di alcuni argomenti. Quali sono le sue idee per quanto riguarda il settore tecnico?

Come ho accennato in precedenza, i tecnici Federali e i tecnici dei club devono lavorare insieme attraverso un interscambio virtuoso. Le due esperienze sono diverse e complementari, è importante che un tecnico, dopo aver lavorato per un periodo in Federazione possa completare il proprio percorso lavorando nelle Società, così come un tecnico cresciuto all’interno di un club possa avere l’opportunità di un’esperienza in Federazione. Credo che sia giunto il momento di definire e valorizzare una Scuola italiana e una metodologia italiana nella formazione dei nostri tecnici.
Il Centro Studi della FIR necessita di un più cospicuo investimento, affinché, possa offrire alle Società una serie di servizi e strumenti. La Federazione potrà aiutare le Società a dotarsi degli strumenti e delle metodologie più moderne di lettura e analisi dei dati e potrà mettere a disposizione gli highlights delle partite del campionato di Eccellenza. Vede, oggi esistono innumerevoli strumenti tecnologici che possono permettere la creazione di un network attraverso il quale condividere informazioni.
Penso a uno strumento web a supporto della formazione che sia aperto al contributo degli allenatori italiani e stranieri, anche in questo caso creato dal lavoro comune di FIR e club.
E’ importante predisporre una conferenza annuale degli allenatori italiani della durata di tre giorni, gestita dalla FIR e aperta a tutti gli interventi degli allenatori. Inoltre, bisogna allestire una nuova struttura di formatori dedicati al tutoraggio. (…)

D: a questo proposito vedrebbe positiva una ristrutturazione dei campionati? Potrebbe essere funzionale al supporto dell’alto livello?

Non lo ritengo necessario allo stato attuale. Un campionato di Eccellenza a 10-12 squadre, una serie A divisa in due gironi da 12 squadre ciascuno e quattro gironi da 12 club per la Serie B, sono una formula adatta. Visto che non sono presenti nel rugby italiano le Leghe, proporrò di istituire commissioni miste FIR – Società – Arbitri per il coordinamento e lo sviluppo dei campionati, però sarebbe anche interessante per il rugby Italiano, la nascita di una Lega di Eccellenza.
Per quanto riguarda l’alto livello, è più equilibrato l’allestimento di tre franchigie le quali possano diventare il punto di riferimento per una struttura piramidale composta da quattro club di Eccellenza e quattro Accademie ciascuna. Inoltre, tornando sempre al fulcro del nostro progetto, la nostra proposta è quella di strutturare un vero campionato Under 14, mentre i campionati Under 16 e Under 20 verranno
suddivisi in tornei di Elite, a carattere nazionale, e campionati regionali o interregionali. (…)

D: come vede il rugby a 7?
Il circuito Seven diventerà sempre più importante, dato che sarà presente alle prossime Olimpiadi. La Federazione dovrà investire in questo settore strutturando un dipartimento a se stante che si occupi dello sviluppo del rugby a 7, sia a livello giovanile (maschile e femminile) che a livello seniores costruendo gruppi specifici per il gioco del Seven.

D: si è parlato parecchio del problema della trasparenza legato al bilancio della FIR. Qual è la sua posizione a questo proposito?

Come sappiamo tutti i tesserati possono accedere al bilancio della Federazione. Per dissipare ogni dubbio ritengo che il bilancio della FIR, non solo debba essere accessibile, ma che debba essere pubblicato e inviato alle Società. Il mero bilancio dovrebbe essere affiancato da altri indicatori, come avviene nel mondo anglosassone, penso che vadano rilevati e comunicati gli indici di performance. In questo modo sarà possibile evidenziare gli obiettivi prefissati e quelli effettivamente conseguiti, la cosiddetta “performance review”.

D: passiamo alla competizione elettorale, qualora fosse eletto, ritiene necessario rivedere l’assegnazione di una franchigia a Treviso, come ha fatto la FIR nel caso di Viadana?

Credo che non sia corretto pensare che la FIR abbia escluso Viadana e gli Aironi dalla possibilità di partecipare alla Celtic League. La Federazione è intervenuta, esclusivamente, in quanto non vi erano più le condizioni economiche a supporto di
un campionato di Celtic League. Mi dispiace molto per Silvano Melegari che ha investito energie, tempo e denaro in questo progetto. Chiunque dia tanto al rugby merita rispetto e stima da parte di tutti.
Per quanto riguarda la Benetton Treviso trovo che sia una risorsa importante per il rugby italiano e una Società che ha sempre lavorato bene per l’alto livello. Occorre trovare una nuova strada per confrontarci, non sarà difficile trovare le soluzioni che diano le giuste soddisfazioni alla Società e che siano a supporto della crescita della Nazionale e del rugby italiano. (…)

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51 thoughts on “Elezioni FIR: il programma di Gavazzi a fine agosto. E pensa a tre franchigie celtiche

    1. Vinicio

      Devo essere sincero.falso come pochi e mente ridotta esclusivamente all’interesse personalissimo. Proposte vecchie e superate ,inarrivabili nel sistema sociale italiano,extra rugby,per cui solo propaganda.Basta il passaggio delle accademie al sud,lui che il sud lo odia e che in passato lo vide protagonista in negativo di un rifiuto(quando era vice presidente federale) proprio alle squadre del sud,Catania,Aquila,Roma di fondi federali,fondi che avrebbero permesso la salita di questi club,non la morte come avvenne, e che avrebbero avuto tutte le società ,ma quelle erano del sud e bisosognose,per cui meglio la loro morte,per il trionfo del paese Calvisano.Chi lo conosce non lo puo’ volere al comando di una federazione,stia a Calvisano con il suo tutor Vaccari padre.

      1. Baffone

        Tra l’altro si rese protagonista nel concedere un rimborso a chi dal nord andava al sud una volta l’anno e non il contrario…. oltre a far pressioni per i calendari della coppa italia per avere trasferte ravvicinate

      2. Peter Alexander Stringer for President

        Ma dai come siete polemici e terroni e malfidati e campanilisti.
        Ho appena visto il logo FIR sulla locandina del beach di Cosenza!
        Per un pugno di voti magari portano la nazionale a Reggio Calabria 😉
        P.s.: caro Gavazzi ti dedico un video
        http://www.youtube.com/watch?v=6x5rY7EoygA ….

      3. Centomila

        No, in cambio della promessa rielezione in Fir di Paolini (sponda Cosenza, uno per capirci che si è candidato sindaco chiedendo ospitalità a tutti gli schieramenti da sinistra a destra) il test a Reggio non si farà

  1. Stefo

    Alcune cose interessanti atra propaganda…il solito discorso sui soldi, dice poi che vengono dai diritti TV…di che cosa?Del 6N?Bene allora che dica la verita’: l’Italia prende X da Sky li mette nel calderone del 6N con i soldi delle altre Unions e poi c’e’ una sudivisione basata su percentuali decise in anticipo, quindi l’Italia ci guadagna a questo sistema sfruttando i grossi contratti dei francesi e degli inglesi (anche Irlanda, Scozia e Gales ci guadagnano da questo sistema)…poi magari se ai appena preso 10 Milioni dala IRB per avere votato Lepasset cioe’ il 25% del tuo budget non dire che e’ quasi tutto attivita’ commerciali e TV.

    Nel’intervista inegrale poi parla di 96mila tesserati…di grazia potrebbe dare dei cumenti ufficiali che dimostrino tale numero?Perche’ a me sembra una balla grande come la casa (e ricordiamo che gia’ quando la Fir si candidava per ospitare i Mondiali piu’ di qualcuno parlava di numero tesserati incredibilmene gonfiato).

    Tre franchigie?Con che giocatori?Non ce ne sono abbatsanza per fare 2 squadre realmente competitive con chi pensa di giocare?

    Piu’ ineressanti certe cose che dice nell’intervista integrale sul progetto scuola ed altre iniziative, altre risposte molto vaghe come quella sul 7s.

    1. Elena

      Ma anche avessimo i giocatori (grandissimo MA)… non è che con la storia delle tre franchigie poi ci troviamo a fare la versione europea della figura da chiodi dei sudafricani in Super 15?

      1. bloubulle

        “la figura da chiodi dei sudafricani in super 15”?????
        ma che sport guardi? quest’anno il sudafrica ha mandato 3 squadre ai quarti

      2. Elena

        Bloubulle, io parlavo del numero di franchigie, non di risultati, quindi è ovvio che mi riferivo alla storia del rifiuto Sanzar di ammettere una 6° franchigia Sudafricana.

    2. Peter Alexander Stringer for President

      Scusa Stefo, ma soprattutto con che soldi le fa 3 franchigie?
      Mi par di capire che se Benetton rinuncia a Zatta manager (che in una intervista era stato definito il quinto fratello Benetton) per portare avanti la baracca, non credo sia disposto a fare una delle fantomatiche 3 franchigie in caso di non vittoria.

      FIR= 3 franchigie e 1 nazionale a 8 milioni l’una = in circa 200 uomini si sono mangiati tutta la torta

      USANO DROGHE O PENSANO PROPRIO CHE LA GENTE SIAMO COGLIONI? (CITAZIONE COLTA)

      Tra l’altro sembra che Gavazzi quando parla del lavoro della FIR fatto fino ad ora, ne parli come se fatto da altri. E che vi e’ urgente bisogno di cambiamento.
      Ma poi propugna la continuita’ con il lavoro precedente… Antinomia semantica o paradosso?

    3. Peter Alexander Stringer for President

      Ah Stefo tu che sei Dubliner. Un po’ di tempo fa sono andato a Dublino ad accompagnare un importantissimo contatto di lavoro al Westbury. Vi era l’allegra combriccola FIR. Sarei curioso di vederle quelle note spese… Minzolini docet

  2. NO GAVAZZI

    C’e un curioso passaggio quando vuole riavvicinare Melegari dopo quello che e’ successo,e dice di stimarlo ma non esistevano le condizioni economiche.Calvisano deve pagare ad alcuni giocatori 3 mesi a qualcun altro 2 ed ai più ” cattivi” 1 solo,non si samai.un vero ladro di speranze,bugiardo e come di sua abitudine cerca di portare fieno in cascina, dicendo che l’avversario arrivo’ al rugby per motivi aziendali, quindi non mosso da una passione vera come la sua,e che dietro in effetti c’è Munari.E allora? Zatta ama il rugby più di Gavazzi che ama solo il suo paesello,e sicuramente di rugby internazionale,italiano non autoreferenziale ne capisce ben poco Le societa’ che voteranno Gavazzi,al dila’ di tutto sappiano sin da ora che avranno responsabilità serie sullo sviluppo stesso di questo sport,della sua credibilita’ all’ estero dove viene considerato un buffo grassone,e sopprattutto vedranno improvvisamente esaltare amici improponibili,evoluzione di stadi etti nel frumento, ma tanta tanta rabbia ,invidia e frustrazione materializzarsi con quella persona.

  3. Gsp

    Non c’e’ fretta nel presentare il programma. Se aspetta un po’ piu’ puo’ darcelo dopo le elezioni, o prima delle prossime.

    Molti temi sono ricorrenti anche rispetto agli altri candidati; centralita’ delle societa’, accademie zonali, una specie di stati generali.

    Sulla terza franchigia, oltre ai problemi di numeri e risorse, non mi sembra le altre federazioni celtiche abbiano interesse ad un allargamento. C’e’ la proposta gallese per la quinta franchigia, ma e’ tutto molto fumoso. Pero’ tra 6/8 potrebbe anche tornare utile

    Almeno sappiamo che l’eccellenza rimane cosi’ com’e’, e l’inteoduzione dei campionato under elite, regionali…

    Stoccata ai suoi sue rivali quando dice che hanno poca esperienza di federazione, e che il vero collante tra zatta e la federazione e’ munari. Entrambi argomenti che vanno a suo svantaggio nell’ambiente allargato italiano, cioe’ inclusi pubblico alla larga e opinioni piu’ o meno informate. Vediamo pero’ che ne pensano i club.

    1. Stefo

      Stccate?Mah sulla prima dell’inesperienza in ambito federale Gavazzi e Dondi devono secondo me stare atenti ad inistsere perche’ zatta ed Amore porebero rispondere mlto velocemente che i psoti sono da anni (e non 2 o 3) occupati dale stesse persone con un sistema molto clientelare tra le altre cose…insomma insistere su questo punto otrebbe anche rivelarsi un autogoal.
      Sulla seconda…boh non la vedo chissa’ che stoccata, che Munari avra’ un grosso ruolo progettuale ed operaive qualora Zata vincesse credo che lo sapiano anche i muri…e tra Munari ed il duo Ascione-Checchinato chi prendi?

      1. Gsp

        Esatto, ho detto che la strategia e’ controproducente nell’ambiente allargato. C’e’ da vedere come funzionera’ sulla platea dei votanti, e quindi sulle societa’.

    2. spisier

      ” per il programma , non c’e’ fretta . Vi basti il mio bel faccione sorridente e affidabile . ve lo faro avere , con calma , dopo la mia elezione ….. ” Mamma mia !!!

  4. Rabbidaniel

    Concordo a vario titolo con i commenti fatti. Una frase mi è parsa agghiacciante “credo che sia giunto il momento di definire e valorizzare una Scuola italiana e una metodologia italiana nella formazione dei nostri tecnici”. In astratto può anche essere condivisibile, nel concreto mi pare mettere il carro davanti ai buoi o, peggio, buttare fumo negli occhi.

    1. Peter Alexander Stringer for President

      Ma porca ******* chi c**** ha deciso le strategie della FIR fino ad ora?
      Fanno una programmazione a 3 o 4 mesi

  5. gian

    spunti interessanti ce ne sono, sopratutto quello sul settore tecnico, certo che leggere i programmi degli altri, fare la campagna elettorale (magari sentendo cosa ti chiede la gente) e solo poi presentare il proprio programma, a neanche un mese dalle elezioni, mi sa tanto di presa per i fondelli, inoltre, se è vero che questa intervista è stata rilasciata ad un “amico”, vedendo i toni, puzza tanto di preparata a tavolino da parte di un ufficio stampa…………

  6. malpensante

    Nessun accenno a rimediare la colossale cazzata dell’abolizione dell’U18. I numeri, economici e di tesserati, non si possono giocare al lotto che arriva solo a 90. Quelli CONI dicono una piccolissima parte della verità: i tesserati in età agonistica sono calati e calano anche di più. Tra politica delle accademie e taglio dell’U18, a 17 anni decidi sempre più spesso di far dell’altro. O di giocare da dilettante, ch’è una bella scelta ma non certo funzionale agli investimenti federali.

  7. Maurizio

    Stefo un solo appunto sui famosi 10 milioni perchè è vero che li ha presi ma non li ha ancora incassati quindi verosimilmente andranno aggiunti ai famosi 40 o pomo meno milioni del bilancio federale, per il resto d’accordo con te

  8. Maurizio

    Comunque Gavazzi e Dondi sono dei miti e ancor più grandi le persone che li appoggiano, che li promuovono, che si vendono per 4 palloni, si parla infatti dei risultati, si dice che va tutto bene ma Gavazzi parla di distanza che va colmata tra federazioni e società, di dialogo che si è indebolito… si parla poi di programmazione, programmi, obiettivi… si peccato che tra quelli che si è sempre dato Dondi non ne ha centrato nemmeno uno se si escludono quelli di essere nelle prime 10 del mondo e dei tesserati superiori ai 100 mila… si peccato che questi dati siano stati comunicati più volte da dondi ma nessuno si è mai premurato di avvisarlo che quei dati sono solo nella sua testa, se si esclude in 2007 non siamo più entrati nei 10 e non abbiamo mai superato i 100 mila tesserati. Ha parlato di lega di eccellenza, ma non fu lui il primo ad uscirne? Parla di tavoli e corsi, ma gli unici assenti a questi pochi tavoli che si tengono non sono sempre stati notoriamente quelli di Calvisano se si escludono i tavoli tecnici da loro organizzati? Perché poi non parla dell’abbandono avuto quest’anno dopo l’under 16? È proprio così improponibile rimettere la under 18? Parla del bilancio che è pubblico ma perché non parla delle difficoltà di lettura del bilancio da parte di chi lo richiede e dall’impossibilità di averne copia? Zatta e Amore è vero che non avranno una approfondita conoscenza dell’apparato federale ma è verissimo, anche se non lo dice, CHE HANNO UNA APPROFONDITA CONOSCENZA DELL’INEFFICENZA FEDERALE…!

  9. Vinicio

    Aggiungo che in caso di vittoria Zatta da manager abituato a gestire risorse umane e finanziarie si premurera’ di scegliere i migliori in Italia ,settore per settore ,per il bene federale.

  10. Da

    Son d’accordo con tutti i commenti già espressi. Comunque, è facile parlare quando si ha già il piatto pronto da un altro (Dondi).

    Da

  11. Matteo

    belle parole ma un pò fumose non si capisce ancora una volta come, per esempio, aiutare il 7s e il progetto scuola e dato che sono progetti se non c’è un piano dietro, leggasi soldi e programmazione specifica, cascano ancora prima di partire

  12. Gorry

    @grillotalpa, Paolo scusa il disturbo ma ho scoperto la rubrica “Nel tinello del grillotalpa” solo oggi, mi interesserebbe ascoltare l’intervista ad Ascione (OT ma non troppo, visto che penso possa fare capire meglio le scelte della attuale dirigenza federale) ma forse si è cancellata, puoi ricaricarla.
    Grazie.

    1. xnebiax

      per esempio il discorso del sentire prima le societá e poi mettere insieme il programma: provo a tradurre: “sento un po’ cosa vogliono in cambio del voto e poi lo scrivo nel programma”. O penso troppo male?

      1. xnebiax

        ma gli altri 2 il programma lo hanno giá presentato… se fanno accordi questi non sono quantomeno preventivi… una differenza c’é… .

      2. Gsp

        @nebia, la politica della rappresentanza e’ cosi’. Perche’ uno dovrebbe votare misure che non condivide?

        Facevo solo notare che anche nel programma di zatta c’erano molte punti che zatta stesso dice avrebbe presentato dopo consultazione post elezioni.

        Aggiungo, questo non mi piace ne’ di alcuni punti del programma di zatta, ne’ gavazzi. Vorrei sapere prima delle elezioni che idee hanno su delle aree critiche.

      3. Stefo

        Gsp se i candidati prevedono di fare gli stati generali del rugby per forza devono lasciare che qualche decisione venga presa in conseguenza di questi ed in base a cio’ che i clubs non solo d’elite ma anche della base hano da dire…se ogni cosa fosse decisa prima non avrebbe alcun senso fare degli stati generali e voler coinvolgere maggiormente la base cosa assolutamente non fata da piu’ di un decennio.

      4. Gsp

        @stefo, e’ vero che ci vuole un equilibrio, e che il confronto e’ mancato per troppo tempo. Pero’ mi vedo perso senza un’odea precisa sulla CL. Immagina Obama che va alle elezioni senza un’idea su come risolvere la crisi. Il presidente, oltre al ruolo di mediatore, deve anche essere un po’ leader.

        Magari si poteva spostare l’attenzione piu’ su formazione e percorsi formativi agli stati generali.

      5. Stefo

        Gsp mi sembra che Amore e Gavazzi abbiano idee chiare sulla CL e le abbiano espresse…Gavazzi con una sparata assurda parlando di terza franchigia…Zatta sembra meno deciso ma si puo’ anche pensare che sia dovuto alla sua posizione di potenziale conflitto d’interessi. Poi se devo dirla tutta sai bene che al momento ho dubbi su quale sia la miglior strada per il rugby come movimento nel suo insieme e non solo elite quindi forse un bel confronto al riguardo potrebbe anche servire.

      6. Gsp

        @stefo, a me sembra che la CL come sia oggi, sara’ sostenibile tra 2/3 anni. Quando ci saranno piu’ giocatori e con le nuove entrate.

        Pero’ il dibattito e’ necessario ed e’ giusto averlo una volta per tutte. Uscire tra 2 anni per me sarebbe follia pura. Magari tra 6 anni, se lavoriamo a misure alternative, ci possiamo anche pensare.

        Vogliamo fare l’argentina? Magaaari, quello sarebbe il sacro graal. Ma anche se dovessimo mai arrivare a quel livello, anche loro si sono posti il problema di avere squadre che giocano in campionati pro. Che facciamo, usciamo per rientrarvici?

        Su zatta e’ indubbio, che abbia piu’ capacita’ di portare innovazione e fare un po’ di pulizia. Amore non penso abbia i voti. Non penso che zatta sia necessariamente piu’ capace e rugbysticamente preparato di gavazzi, ma di certo piu’ motivato ad apportare cambiamenti neessari. Pero’ se ha avuto delle conversazioni, piu’ che lecite, con rovigo su contributi all’eccellenza, io preferirei che ne parlasse apertamente.

      7. Stefo

        gsp uscire tra 6 anni dopo aver fatto dei sacrifici enormi ed aver probabilmente a quel punto ucciso i clubs per un domestic rugby serio sarebbe assolutamente follia…il problema e’ capire se si puo’ sostenere non solo a livello finanziario ma come sistema nel suo complesso questo tipo di professionismo.
        Che questo tipo di professionismo “uccida” la possibilita’ di avere contemporaneamente un campionato nazionale di alto livello e’ un dato di fatto, le prove sono sotto gli occhi guardando chi e’ dentro alal CL dall’inizio e sono paesi con numeri di tesserati e produzione di talenti di alto livello che l’Italia non riuscira’ a raggiungere tra 6 anni. Il problema e’ che comunque questo tipo di professionismo inizia a mostrare qualche probelma anche come squadre della CL stessa come si vede in Galles dove i migliori (James, Jenkins, Rees, Rhys Thomas, Yapp, Charteris, Richie Rees, Brew emigrano come gia’ fatto da Phillips, Hook e Byrne, ed anche sugli stranieri non possono confermare i Laulala, Bowe, Walker, Morgan, Lamont) non sono in grado di tenerli e si son dovuti mettere un salary cap molto basso per non esplodere…pero’ cos’hanno loro?Una base enorme ed una struttura di sviluppo dei giocatori che erano gia’ presenti prima della CL e che l’Italia non ha. Semmai penso il contrario che si dovrebbe lavorare per creare una base solida e numerosa ed implementare un sistema di sviluppo, un percorso per far si che i giocatori arrivino veramente preparati all’alto livello…per un po’ di anni si puo’ puntare all’esportazione dei talenti come in Argentina (25-26 giocatori sui 33 convocati per la Championship giocano in Europa) ed una volta che questo sistema si dimostra collaudato pensare ad un professionismo tipo quello CL.

        Il problema per me resta sempre lo stesso che si pensava che la CL sarebbe stata la solzuione a tutti i problemi e si pensa che un movimento solido ed efficente si costrusica partendo dall’elite.

        Con questo non voglio dire che si debba uscire dalla CL, ma mi pongo la domanda se ci sia o meno un movimento in grado di pagarne i costi (non solo finanziari) senza rischiare che collassi su se stesso…la CL era una soluzione per i celti che avevano ed hanno un movimento con delle fondamenta solidissime e nonostante questo crea anche a loro dei problemi.

  13. nessuno

    “Come ho accennato in precedenza, i tecnici Federali e i tecnici dei club devono lavorare insieme attraverso un interscambio virtuoso.” in 2 anni la benetton gli aironi e fir si sono seduti al tavolo insieme 0 volte……ma vai a prendere per il culo altri……

    1. Centomila

      Non è vero che non si sono mai seduti al tavolo, Checchinato almeno si è spesso seduto al tavolo della club house di viadana a mangiare insieme a mallet… solo per mangiare però…

      1. Peter Alexander Stringer for President

        Ho letto da qualche parte che a vedere la Benetton fino ad oggi della FIR e’ andato solo Sacca’ pochi mesi fa!

        Alla faccia dell’interscambio virtuoso….

  14. Hrothepert

    Qui si passa da uno che vorrebbe eliminare le franchigie, per fare un fantomatico campionato italiano di livello, ad uno che ne vorrebbe addirittura tre, cosa che non si permette nemmeno la Scozia!! Io (come sa chi ha letto qualche mio intervento in altri post) sono “sperticatamente” per le franchigie, ma di discreto livello, e, vista l’approssimazione con cui sono state allestite le Zebre, al momento di discrete ne abbiamo una sola; possibile che tra i candidati alla presidenza federale nessuno sia consapevole che il movimento rugbystico italiano, al momento, è in grado di esprimere un numero di atleti di livello limitato?!?! Per il resto non dico niente, perchè qui si rischia di rimanere bollati come pro Gavazzi o pro Zatta e a ma di ciò mi interessa un…baffo!!

    1. nick

      posso dire che gavazzi lo conosco e di lui non mi fido . questo non vuol dire che darei cambiali in bianco a zatta. Ci vorrebbe un candidato coraggioso come il prof Invernici che affidò il rugby a un 36enne con il compito di sviluppare una scuola italiana

  15. Hank

    Gavazzi ripete le sparate di Dondescu, e le aumenta pure! sostiene di aver portato il movimento a ben 90.000 praticanti (per Dondi un mese fa erano 70.000, lieviteranno ancora?)… che ci dimostri da dove arrivano.

    la stagione 2011/12 ha visto 337* società iscritte, che ipotizzando 40 giocatori per club porta il totale di praticanti reali a 13380, che diventerebbero 16850 volendo credere alla favolosa media di 50 tesserati per club

    *la cifra viene dal comunicato federale n.1 stagione sportiva 2011/2012:
    10 squadre in eccellenza, 24 in serie A, 34 in serie B, 257 in serie C (40 in area1 Triveneto + Sardegna; 76 in area 2 Lombardia Piemonte Liguria VDA; 70 in area 3 Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria ; 71 in area 4 Lazio Abruzzi Campania Puglia Calabria Sicilia)

      1. Claudio "hank" Zamboni

        se invece vai sul sito FIR e ti prendi la briga di contarli, provincia per provincia, ti accorgi che ci sono 830, comprendendo gli enti scoltastici le società di comodo tipo questa :
        Codice Società 240943
        Stato Affiliazione rinnovata
        Denominazione RUGBY TRIVENETO ASD
        Indirizzo VIA DON BALLAN 7 C/O ROSOLEN TULLIO 31030 – CARBONERA (TV)
        Presidente TULLIO ROSOLEN

      2. Peter Alexander Stringer for President

        Beh, la scuola media di mia nipote pochi anni fa era iscritta alla Fir come squadra….
        Mai visto neanche un pallone da rugby…. Chissa’ se le societa’ fantasma hanno diritto di voto?

      3. Centomila

        Occhio nel contare i club perchè le maggiori società sono frazionate addirittura in 3 o 4 società solamente per fini elettorali we per disporre di più voti, in genere si ha una società per il minirugby, una per il resto del settore giovanile e una per la prima squadra, qualcuno ha anche una società solo per la under 14

  16. mistral

    la volta scorsa il residente ha “contato” su complessivamente 41.000 e oltre voti, il migliore dei consiglieri quasi 28.000… qualcuno è in grado (avendo conoscenza dei verbali di assemblea) di splittare i voti in società, si avrebbe un’idea della percentuale di dissenso (in allora) … ed anche la (presumibile) suddivisione geografica comparando con i voti dei singoli consiglieri… è comunque probabile che la nuova norma sulle deleghe comporterà qualche imprevisto ulteriore… tornata elettorale very interessante.

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