Il ritorno di ROCK RUCK RUGBY: dai Lions al Pro14, riassunto di una estate

Il podcast ovale più bello del mondo ritorna dopo la pausa estiva. Il Grillotalpa e Antonio Raimondi riavvolgono il nastro degli ultimi mesi e partono dal tour in Nuova Zelanda dei British & Irish Lions, passano attraverso il Rugby Championship per approdare al nuovo torneo celtico. Con noi Vittorio Munari. Si parte!
Qui sotto potete ascoltare o scaricare la puntata. Per il supporto tecnico si ringrazia come sempre PES srl!

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9 thoughts on “Il ritorno di ROCK RUCK RUGBY: dai Lions al Pro14, riassunto di una estate

  1. a.d.g.

    40 minuti di chiacchiere senza impegno, comunque con molti spunti di discussione. Mi soffermo su due questioni.
    La crescita di un movimento di base è abbastanza inconciliabile con il professionismo a 17 carati, o meglio non è detto che sia un veicolo certo di crescita. Il professionismo “canalizzato” e “verticistico” non funziona sempre e ha forse più controindicazioni che impatti positivi sul movimento di base.L’Argentina è la prova di questo fatto.( lasciando stare, per il momento, il Giappone che partiva da ancora più indietro). Hai voglia a dire è troppo presto per giudicare l’Argentina in questa sua scelta. E perchè mai è troppo presto?
    L’Argentina ha gli atleti che sulla carta equivalgono Sudafricani e Australiani,ma al momento il S15 li ha spompati e munti all’inverosimile.
    Volendo fare un paragone con la NBA, questa prospera e fa business, ma gli atleti glieli fornisce un sistema dilettantistico ( NCAA) che ha una sua ragion d’essere con e senza NBA e che continuerebbe e vivere anche il giorno che la NBA chiudesse i battenti.
    Pertanto l’accenno alla “tutela” del rugby dilettantistico è forse la parte più interessante, per quanto appena nominato, dei 40 minuti .

    1. Mr Ian

      dire che la ncaa è dilettantistica è alquanto azzardato…se per dilettantismo in senso economico ci può stare, in quanto gli atleti sono studenti universitari e per forza non possono essere pagati. Quanto a business e prestazioni sportive la ncaa non è per nulla dilettantistica, c’è massima attenzione nella preparazione dei futuri atleti e l interesse di una nazione intera quando questi giocano le fasi finali, il march madness.
      Senza attenzione verso la base non ci sarà mai vertice stabile e duraturo, è inutile girarci intorno

      1. a.d.g

        Se una università viene scoperta a dare soldi ad un atleta può venire esclusa per uno o più anni dal torneo NCAA a cui é iscritta con quel ragazzo. Si può dire di tutto sulla NCAA ma sicuramente non che sia professionistica. Il che non vuol dire che non sia professionale. J. Wooden, forse il più grande allenatore di basket americano ha allenato solo per UCLA.

    2. rugbydinasty

      Beh, ma l’Argentina, ha pressapoco gli stessi problemi gestionali che abbiamo noi nell’affrontare il professionismo. Vale a dire, Che sotto le squadre di vertice (nazionale e SR o pro 14) c’è il vuoto economico, ciò che non hanno inglesi francesi ecc..
      Per fare confronti e proposte, sarebbe utile avere prima ben presente le situazioni dei vari paesi e mettere a confronto vantaggi e svantaggi.
      Per quanto riguarda il dilettantismo/professionismo in USA, come le vogliamo chiamare le borse di studio date per iscriversi all’università X invece che Y solo perché sei una promessa del basket o del football o atletica tralasciando, se sei un genio della matematica, informatica o chimica. Forse, ora è cambiata, ma qualche anno fa, me l’avevano venduta così.
      Per quanto riguarda le chiacchiere senza impegno, almeno, loro non fanno danni e al limite si prendono degli incompetenti a costo zero.
      Pensa invece a quelli che le chiacchiere e i progetti li fanno spendendo milioni di euro e non li mantengono, o li cambiano anno sì e l’altro pure.
      (vedi zebre private / zebre federali nel giro di un anno e mezzo oppure allenatori di alto livello italiani e poi tornare ad allenatori stranieri, megasede federale oggi sì e domani no ecc ecc.)
      Ci aggiungo la dichiarazione, che il campionato italiano si è livellato verso l’alto perché ci sono più squadre che ambiscono ai play off ….mah boh. Il metro di misura io credo sia quello del confronto con le altre nazioni……ma li non mi sembra che navighiamo bene.

  2. a.d.g.

    Ot su Zebre.

    Secondo i “soliti noti” l’arrivo di due piloni da federazioni straniere sarebbe venir meno alla “mission” di franchigia di “formazione”. Ad oggi nelle Zebre non gioca alcun straniero ineleggebile, Quindi tutti “formabili” per la nazionale con l’eccezione di Afamasaga. Non di formazione italiana sono: Sisi, Meyer, Gaffney, Minnie. Coloro che indicano come sacrilego l’arrivo di due piloni stranieri dovrebbero, diligentemente, indicare chi sono i ragazzi italiani “sacrificati”. Tenendo presente che Jacob e Rimpelli sono già P.P. e Zilocchi non è ancora rientrato dall’infortunio.

    1. rugbydinasty

      Ah ecco, ci aggiungo aumento delle accademie con sperpero di denaro, poi chiusura delle accademie e aggiunta del tuo ragionamento qui sopra….Se non sono chiacchiere in libertà queste e a che costo…..

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