ROCK RUCK RUGBY: di Eccellenza, coppe e cose celtiche. E il nostro “grazie” a Carlo Festuccia

Di nuovo dietro ai microfoni, di nuovo con la cuffia in testa: il Grillotalpa e Antonio Raimondi tornano con il podcast ovale più bello che c’è.
Temi della puntata sono le semifinali celtiche, una analisi della finale di Champions Cup che ha visto trionfare ancora una volta i Saracens. Con Vittorio Munari parliamo del lunghissimo momento di stasi del nostro movimento, per le semifinali di Eccellenza graditissimo ospite è Umberto Casellato. Infine una chiacchierata con Carlo Festuccia, che ha da poco annunciato l’addio al rugby giocato ma di cui sentiremo prestissimo di nuovo parlare dalle nostre parti…
Qui sotto potete ascoltare o scaricare la puntata. Per il supporto tecnico si ringrazia come sempre PES!

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21 thoughts on “ROCK RUCK RUGBY: di Eccellenza, coppe e cose celtiche. E il nostro “grazie” a Carlo Festuccia

  1. Mr Ian

    Giustamente dopo dieci anni di fallimenti, le parole di Munari sono di circostanza, già sentite altre volte e che poco aggiungono.
    Interessanti le parole di Raimondi sui Saracens, ecco da loro prendiamo l organizzazione come valore se si vuol far ripartire il rugby in Italia…
    Intanto sui territori dove han tolto le accademie stanno presentando quelli che dovrebbero essere i nuovi progetti formativi, che poco convincono i club che a dire il vero si sentono scippati da quello che forse li legava al vertice del rugby italiano..

  2. Stefo

    Intanto O’Brein fuori questa sera (era in rientro in panchina), al suo posto Ross Byrne (Cullen aveva inizialemte portato dolo due trequarti in panca. PErdita sul piano dell’impatto anche se non essendo al 100% forse era minore di quanto si pensasse.

  3. Rabbidaniel

    Munari esterna una riflessione che ha già ripetuto altre volte. Io aggiungo che nel Pro12 siamo noi che rischiamo di restare col cerino in mano. Teniamo conto che le seconde squadre di irlandesi e gallesi partecipano anche a competizioni che sono un bel percorso di preparazione al livello superiore: British and Irish Cup e Anglo-Welsh Cup. Noi andiamo avanti per inerzia e, complici i risultati in campo e fuori, siamo sempre meno appetibili.

    1. Noi andiamo avanti col Trofeo Eccellenza!!! Ah, ahh!!!
      e poi da lì qualche giocatore diventa un punto fisso, quasi un cardine, attorno al quale ruota la mischia della nazionale da più di un anno!!!

  4. Stefo

    Sulla questione Pro 12…beh senza andare tanto sul SR, anche il Pro 12 si e’ allargato, proprio in Italia con insuccesso in termini economici e di innalzamento della competizione…sul discorso restare legati al territorio, ok siam tutti d’accordo pero’ occhio che applicandolo al Pro 12 allora una puo’ dire che l’Italia con una Lega Celtica…Celtica, ha poco a che farci.

    Concordo con Munari sul non dover guardare al SR ed alla NZ, quest’ultima perche’ fuori portata, il torneo in fase interlocutoria e forse al plateau come sfruttamento economico, come il Pro 12 del resto lo e’ da anni.

    Manco da troppo dall’Italia per fare un’analisi sui club piccoli come Munari, ma quello che mi viene detto da amici in Italua ancora dentro conferma ogni parola di Munari.

    Il resto lo ascoltero’ dopo 🙂

  5. Mr Ian

    il famoso protocollo di Dublino…Mitrea si è fatto influenzare dal pubblico di casa rumoreggiante…
    giallo tutta la vita, ma rosso non esiste ne ora ne mai

    1. Stefo

      quanto scritto di la:
      rosso tutta la bita e vi e’ andata bene sui pugni a sexton e furbi a trasformare veloce la seconda meta ad evitare il tmo…se ti lamenti oggi e’ meglio kasciar perdere!!!

      1. Stefo

        C’e’ niente da spiegare, loro nettamente meglio di noi, difesa Scarlet super che sale velocissima e ci soffoca, noi nel primo tempo difesa molle. Loro bravi nelle linee di supporto ma la nostra difesa sulle 3 met e’ stata pessima, ed in altre occasioni ci siamo salvati per il miracolo di qualcuno.
        Avevo scritto dopo al regular season che gli Scarlets con 10 vittorie nelle ultime 11 erano delle 4 la suadra che arrivava con la forma migliore alle ssemifinali e sta sera si e’ visto: molto piu’ veloci, reattivi e fisici di noi. Sexton che al di la’ dell’ottima difesa Scarlets ha girato a vuoto ed e’ sembrato completamente fuori condizione…se confornto a Farrell la scorsa settimana non ho un secondo di dubbi su chi sia il 10 dei Lions. L’unico sta sera in attacco positivo Ringrose che pero’ in difesa ne ha combinate alcune di bruttine.
        Per loro un Beirne ancora una volta superlativo ed un reparto di terze che e’ girato a mille con un lavoro ui bd superlativo.

      2. Stefo

        Detto questo frank dire che quello non era rosso e’ ridicolo, talmente rosso da poter essere usato in un video per spiegare la regola 😉

      3. Stefo

        Ah resto anche saldamente convinto che Carbery da estremo non vada, in difesa non da sicurezza mi spiac ma e’ cosi.
        Mi andrebbe anche bene vedere Ross Byrne a Belfast e far fare a Carbery 1-2 stagioni da vice a Sexton a tempo pieno: titolare qunado Johnny non gioca ed in panca quando gioca…si puo’ fare uno scambio a Belfast con un loro estremo-ala…scelgan loro Gilroy o Stockdale mi van bene entrambi

      4. @stefo volevo solo fare una battuta 🙂

        purtroppo non ho visto la partita. spiace per il tuo Leinster, mi fa piacere che gli Scarlets siano per la prima volta in finale. la vedo male, comunque….

      5. Stefo

        PEr me vincono, sono in una forma fisica incredibile.
        Temevo questo (mal, rabbi e fracasso possono testmoniare) visto anche che noi non abbiam girato fisicamente benissimo nell’ultimo mese, e purtroppo si e’ avverato questo.

        Delle altre due: il Munstermi sembra piu’ o meno come noi come condizione , Ospreys che son sembrati ancora piu’ cotti.

  6. Mr Ian

    una gioia immensa alla quale non eravamo abituati…bellissima vittoria figlia di una prestazione oltre le aspettative e contro un avversario che per fortuna nostra non era in forma smagliante.
    Quello che più mi è piaciuto è stato il fight spirit della squadra, in molte occasioni si è sofferto la fisicità degli avversari, ieri no, c’era lotta e sacrificio su ogni pallone.
    Ieri il gamplan degli Scarlets è stato eseguito alla perfezione, grande lavoro intorno al breakdown e running rugby d alta scuola. Tanti protagonisti in caso, dal mom Davies, passando per Shingler, Beirne, Williams. Tutti han dato il 100%. Mi spiace per Evans, fino a quel momento uno dei migliori in campo, il fallo c era, ma non la volontarietà. Speriamo che il cartellino rosso non gli pregiudichi la finale.
    Un commento a parte meritano gli allenatori, in primis Pivac, figura mal digerita dal tifo radicale, ma che giorno dopo giorno è riuscito a conquistare la fiducia di tutti. Il suo rugby neozelandese ha trovato terreno fertile a Llanelli e speriamo possa continuare a migliorare ancora a lungo.
    A lui si aggiunge l immenso lavoro di Jones e Hayward, il primo è riuscito a riportare a Llanelli quel rugby di cui tanto si sentiva la mancanza, tipico della terra dei dragoni. Il secondo è il vero artefice della difesa Scarlets che quest anno si è fatta notare anche dal grande pubblico, molto interessante l analisi su PR di qualche giorno fa.
    Mi auguro che anche per la nazionale ci possa essere un ritorno al rugby delle origini. sia Jones che Wilson hanno rifiutato di aggregarsi al tour di giugno, alla base cè la non condivisione della visione di gioco di Gatland e Howley. Spero di vedere loro prossimamente nello staff gallese, con Young capo allenatore.
    Aspettiamo la prossima finalista, che di sicuro ci farà tornare con i piedi per terra…per ora godiamoci il momento e la felicità di una partita che rimarrà nella storia del club

    1. Onestamente, non vedo l’ora che Gatland se ne vada. E’ anche vero che con lui avete fatto dei gran sei nazioni e per il rotto della cuffia non siete arrivati in finale mondiale.

      Quindi niente ingratitudine, ma penso si sia chiuso un ciclo ormai.

      1. Mr Ian

        assolutamente nessuna ingratidudine, solo la fine fisiologica di un ciclo. Gatland è stato e rimarrà un grande, ma il suo non volersi riadattare al rugby che cambia lo ha un pò limitato. Mi da più fastidio Howley che con una grandissima occasione di mettersi in mostra, non fa altro che riproporre lo stesso gioco senza grossissime variazioni

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