Quei riflessi pavloviani quando si parla di Georgia, Italia e Sei Nazioni

georgiaUna discussione che fa spesso capolino sui media internazionali e di casa nostra, ma che viene affrontata nella maniera sbagliata. Dimenticandoci di troppe cose.

Quando qualcuno butta lì la frase “L’Italia cosa ci fa ancora nel Sei Nazioni?”, seguita dall’immancabile “al posto nostro dovrebbe giocare la Georgia”, le reazioni sono soprattutto due. C’è il tifoso scandalizzato/stupito per il semplice fatto che una questione del genere sia stata posta e quello che invece un po’ gode, che a lui Gavazzi sta sulle balle e la FIR di conseguenza, e quindi si trova ad avere a che fare con l’ennesima dimostrazione dello sfascio del rugby italiano. Che bello. Come il tizio che se lo taglia per fare dispetto alla moglie.
Da come si è capito la posizione del sottoscritto non è certo la seconda, che trovo estremamente stupida, ma pure la prima non è particolarmente intelligente e appartiene più a un moto di stizza che non a una reazione più ragionata. Perché è vero che noi il posto nel torneo più importante ce lo siamo conquistato con la fatica, il sudore e i risultati del campo grazie soprattutto alla nazionale capitanata da Massimo Giovanelli, ma proprio per questo non dovremmo considerare sciocca la questione. E nemmeno trattarla con fastidio. Certo, il fatto che ci venga sbattuta in faccia dopo ogni pesante ko che incassa la nostra nazionale non aiuta nella serenità di risposta, ma dovremmo comunque usare un po’ di sale in zucca.

Provate a pensare se i georgiani fossimo noi, se questo blog si chiamasse Il Grillotalpshvili e io di cognome facessi Wilhelmnadze. E che tutti voi foste georgiani, al pari mio. Con varie gradazioni di colore sosterremmo tutti o quasi la tesi di una Georgia “fit” per il Sei Nazioni. O meglio: ci diremmo che se c’è dentro un’Italia che in 17 anni ha raccolto pochissimo tutto sommato potrebbero starci altri. Perché saremmo tifosi? Certo, questo va da sé, ma sappiamo tutti che qualche ragione oggettiva per almeno discutere della cosa c’è.
A mio personalissimo e trascurabilissimo parere il punto è proprio questo: noi italiani di questa cosa non vogliamo discutere, non dico con i georgiani, ma nemmeno tra di noi. Ed è un errore. Possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto, ma prima o poi uscirà. Non oggi, non domani, nemmeno tra due anni, ma uscirà. E a quel punto forse sarà davvero troppo tardi.
Siamo blindati nel torneo fino al 2024, su questo non si discute, ma quella data alla fine non è troppo lontana. Noi di Sei Nazoni ne abbiamo ben 17 sul groppone e non è che finora siano stati indimenticabili (eufemismo). Finora a lamentarsi di noi al di là delle Alpi è stata “solo” la stampa e parte della tifoseria, ma prima o poi – se i risultati del campo non dovessero cambiare – anche nel chiuso delle segrete stanze del board qualcuno potrebbe cominciare a esternare dubbi.

Alla fine, se vogliamo essere onesti fino in fondo, oggi la nostra vera forza è che Roma è meglio di Tbilisi e che da un punto di vista del marketing  dell’aspetto economico siamo più attrattivi della Georgia. Per carità, nello sport professionistico il business è determinante, ma pure l’aspetto tecnico dovrebbe avere un peso. O no? Se domani al posto della Georgia ci fosse la Spagna? Con Madrid, o Barcellona, sul tavolo? Fantarugby, sicuro, ma dimostra quanto alla fine siano vulnerabili i nostri attuali punti di forza.
Perché i risultati del campo dicono che noi siamo ormai in pianta stabile ben oltre la 10a posizione del ranking, che spesso la stessa Georgia ci è davanti (come oggi, loro dodicesimi, noi due scalini sotto), che l’ultima partita che abbiamo vinto al Sei Nazioni risale a fine febbraio 2015 e quella prima al 16 marzo 2013. E in mezzo di gare che abbiamo davvero rischiato di vincere sono poche, troppo poche. Possiamo far finta di nulla e dire che Roma è più bella di Tbilisi: sulla seconda parte dell’assunto non c’è molto da dire, ma non è che sia esattamente una posizione di chi sa guardare oltre il suo naso.

Dice: ma la Georgia di scalpi importanti ne ha ottenuti pochi, meno di quell’Italia che si conquistò il Sei Nazioni e poi gli azzurri giocano sempre con le squadre più forti del ranking. Verissimo, ineccepibile. Ma bisogna anche sottolineare che a noi negli anni ’90 le opportunità per giocarcela con le squadre dell’allora Tier 1 le abbiamo avute, in numero importante, oggi alla Georgia vengono negate o concesse con il contagocce. Loro vorrebbero affrontare in maniera continuativa gli azzurri, gli scozzesi, gli inglesi e compagnia cantante. Siamo noi dentro il rugby che conta di più che diciamo di no. Per motivi economici e – nel nostro caso – anche di mantenimento del nostro stile di vita rugbistico, diciamo così. Senza dimenticare la valanga di soldi e di contributi internazionali che in forza di questa situazione a noi sono arrivati e a loro no. Non si può non tenerne conto.
Sia chiaro, non sto dicendo che in Italia bisognerebbe aprire il dibattito se siamo all’altezza o meno del Sei Nazioni. No, il torneo c lo siamo meritato e fino al 2024 i contratti e gli accordi ci blindano e ci mettono in una botte di ferro (ma se si dovesse andare avanti così fino al 2020…), la questione davvero non si pone. Sto dicendo che bisognerebbe ragionare sui motivi di forza della candidatura georgiana, sulla nostra situazione oggettiva e concentrarsi su quelli. Capire che nulla ci è dovuto in virtù di chissà quale volontà divina, sia essa ovale o meno.
Oggi a Tbilisi si lamentano per gli stessi motivi che per diversi anni sono riecheggiati anche alle nostre latitudini. E che si possono riassumere con il concetto di meritocrazia, quella che ha fatto entrare noi nel Sei Nazioni.

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72 risposte a Quei riflessi pavloviani quando si parla di Georgia, Italia e Sei Nazioni

  1. AdG ha detto:

    Ma di cosa, dovremmo discutere?

  2. maximages ha detto:

    Dal mio modesto punto di vista l’Italia sta al 6 Nazioni come Zebre e Leoni stanno al Pro12. Ciò premesso, non vedo perché l’eventuale cacciata delle squadre italiche debba essere per forza rimpiazzata da altri. Non potrebbero tornare ad essere il 5 Nazioni e una Celtic League a 10 squadre?

    • Jock ha detto:

      Il Piccolo Padre Paolo, da Tiflis, pone, a mio personale giudizio, la questione nell’ ottica giusta, equilibrata e onnicomprensiva; il perimetro della riflessione, credo, è proprio quello. Da tempo immemore, sostengo che, al momento, una delle cose che ci salva è l’appeal dell’ Urbe, rispetto ad altrui capitali, e turismo conseguente, attesa l’ attenzione del Board, per il giro di cicoria conseguente. Ma il 2024 è lì, e dovrei essere in pensione dal I agosti dell’ anno prima, e per allora dovremo essere challenging. E questo, credo, il presidente lo ha capito, da cui le scelte dello staff. Se non ci mettiamo in riga, entro pochi anni, comunque, c’è la fanno pagare, il Board Celt e quello del Six, per certo, in qualche modo. Attendo con ansia il commento di @ rabbi, ferrratissimo in storia e lingua degli indigeni.

      • Stefo ha detto:

        Io penso che finche’ l’Italia genere un ritorno economico accettabile restera’ nel 6N, se dovessi preoccuparmi di qualcosa mi preoccuperei piu’ di quello…sui risultati anche dovessero pensare di farli fuori sicuro che World Rugby farebbe non poca attivita’ di lobbying per tenre l’Italia dentro come ha fatto per fare entrare i Pumas nel RC (pagando anche le Sanzar per il disturbo).

        Io sono particolare ma io sogno che nel 2024 il rugby in certi paesi si sia evoluto al punto tale in termini di competitivita’ da dover far ragionare non su esclusioni/sostituzioni ma su espansioni…ma so che e’ un sogno.

      • Giovanni ha detto:

        “Io penso che finche’ l’Italia genere un ritorno economico accettabile restera’ nel 6N, se dovessi preoccuparmi di qualcosa mi preoccuperei piu’ di quello…”
        Oltre 30mila spettatori persi, nelle prime due uscite casalinghe…ci facevi una partita intera, ai tempi del Flaminio.

  3. Stefo ha detto:

    “Oggi a Tbilisi si lamentano per gli stessi motivi che per diversi anni sono riecheggiati anche alle nostre latitudini. ”

    Questa frase riassume secondo me quello che i tifosi stizziti fanno finta di dimenticare quando deridono nel migliore die casi o insultano nei peggiori, l’allenatore della Georgia dice che vorrebbe avere le possibilita’! Io li ricordo quegli anni ed i discorsi che nelle clubhouse si facevano al riguardo molti mi sembra li dimentichino di proposito!

    Nessuno pensa che la Georgia oggi valga il 6N, neanche loro probabilmente, quello che pero’ vorrebbero e’ poter giocare piu’ spesso TM di alto livello…cosa che grazie al fatto che l’aspetto commerciale all’poca non era cosi’ dominante all’ITalia venivano concessi…e epr farsi sentire devono alzare la voce/spararla grossa.

  4. Meridion ha detto:

    Ma avete mai visto una partita dei Georgiani??? giocano in 8 zero gioco al piede ed ai tre quarti anche con squadre inferiori…Tre anni fa Emergenti li ha battuti a Tiblisi.. Per carità è sacrosanto che debbano avere la possibilità di giocare contro le big globali ma se Italia non è performante nel 6 nazioni figuriamoci loro!! Sabato contro Irlanda avrebbero perso e di brutto , non soffreddo i ball carrier irlandesi ma soffrendo i tre quarti ed il gioco al piede, per me il ”pericolo” al massimo è pensare di tornare al 5 nazioni ma il board perderebbe soldi! Poi non credo che quando Irlanda le prendeva dalla Namibia( perso 2 volte) qualcuno auspicasse un ritorno al 4 nazioni oppure ad una sostituzione Irlanda/Italia, chi vivrà vedrà.

  5. AdG ha detto:

    Il calendario internazionale non lo fa l’Italia, se non incontriamo la Georgia non è colpa nostra. Che poi il board del 6n nel 2024, non ritenendo più interessante avere tra le palle l’Italia, voglia proporre l’ammissione del SAF o degli USA, non credo sia un affare nel quale nè noi nè i Georgiani si possa minimamente influire.

    • il grillotalpa ha detto:

      beh, il calendario internazionale non lo fa un generatore automatico di test, ma delle persone sedute intorno a un tavolo che rappresentano delle federazioni con i loro interessi. Il peso politico dell’Italia oggi è infinitamente più basso dell’Inghilterra ma più alto della Georgia.
      Io credo che giocarcela con sta gente anche una sola volta ogni due anni farebbe bene pure a noi, ma equivale a dare una possibilità a uno che ci vuole fare le scarpe. Dirgli di no ha un senso autoconservativo – ci sta, intendiamoci – però da un punto di vista meramente sportivo è una mezza bestemmia.
      Un modo per azzerare queste discussioni c’è: invertire il trend dei risultati e delle prestazioni del campo. Se oggi giocassimo 10 volte contro la Georgia quante volte vinceremmo? Io una risposta non la so dare con certezza, ma un po’ la temo pure

      • AdG ha detto:

        Io continuo a non capire perché noi dovremmo farci carico. all’interno di WR dei problemi della Georgia. Sarà meglio che quelle poche cartucce che abbiamo siano usate perché siano AB, Saf, Australia o Argentina a giocare con noi quando ci tocca giocare in casa.Morire per Tblisi mi sembrerebbe veramente fuori luogo. Ribadisco che , in ogni caso, la Georgia é stata sistemata dai ns Emergenti, l’ultima volta che ci siamo incontrati. Anche se molti si sono affrettati a dire che “non era la vera Georgia” perché mancavano 3 giocatori che giocavano in Francia, di fronte c’erano giocatori italiani “uncapped” . Cosa poi c’entri il fatto che noi spendiamo una montagna di quattrini senza cavare un ragno dal buco ( almeno fino ad ora) mentre loro sono più bravi di noi, io non capisco. Così come non capisco il senso di alimentare bugie sul 6n. (Spareggi, retrocessioni ed altre amenità del genere). Qualcuno potrebbe mostrare la lettera con la quale la Federazione Georgiana chiede di essere ammessa tra i membri del torneo ? O chiede di negoziare il suo ingresso ?
        Dette tutte queste ovvietà io credo che anziché andare a fare i test di giugno in Patagonia e Canada la Fir sarebbe felicissima di cavarsela con un viaggetto a Tiblisi. Bucarest e San Pietroburgo.

    • andreac ha detto:

      io penso che le possibilità dabbano essere date a tutti, e sarebbe un grande passo per il mondo intero rugbystico e non , perchè oltre ai soldi si guarderebbe il merito . Mi è sempre sembrata anacronistico uno spareggio sù e giù , molto meglio un’estensione del torneo da 6 a 8 ( ad esempio) se veramente vuoi crescere come movimento globale. Altra cosa, la georgia questo novembre una prima possibilità contro una squadra del 6n l’ha avuta e l’ha cannata in pieno contro la scozia. Anche loro devono sicuramente migliorare per entrare nel 6n non basta battere la Romania, l’italia quando è entrata aveva battuto l’irlanda 3 volte e la francia, cosa che ancora gli amici georgiani non hanno fatto.

  6. Meridion ha detto:

    http://www.rugbyeurope.eu/rugby-europe-international-championships-m11-georgia-vs-germany Tra una mezz’ora c’è proprio la Georgia contro la sopresa Germania per chi è interessato 🙂

  7. malpensante ha detto:

    La Georgia ha la sfiga di essere da questa parte dell’equatore e dell’Atlantico, altrimenti saremmo qui a discutere di quanto siano bravi con 4-5 milioni di abitanti, i mercenari di Putin dentro i patri confini e la pellagra postsovietica, a navigare ormai stabilmente tra le prime 15 al mondo e a suscitare in quelli che gli stan sopra la cordiale simpatia che navigando si riserva alle mine. Sono l’Argentina dei poveri, magari forse anche gli isolani boreali, ed evidentemente riescono a formare giocatori anche senza gli Jokey Club e le scuole dei preti, senza Buenos Aires o i parenti ospitali a Christchurch, e anche senza partecipare a campionati internazionali di club e a coppe del babbo, dello zio e del nonno, soprattutto senza la montagnola di soldi del 6N. Esportano, come peraltro abbiamo fatto anche noi quando producevamo una discreta quantità di giocatori di livello super, o almeno sufficienti per i campionati pro. Sono anche brutti, sporchi e cattivi, ma questo potrebbe o forse dovrebbe essere un complimento se il nostro modello non fosse quello dei collegi ma dei campionati. Dove si diventa buoni e belli, giocando da brutti, sporchi e cattivi.

  8. Ermy ha detto:

    Forse per il 2024 il vero pericolo potrebbe essere la Germania? Se si mettono sul serio…
    Riguardo a noi, non vedo perchè non chiedere proprio un match con chi vince il 6 Nazioni B, per testare il nostro vero livello e mettere fine alla questione… anzi, un paio contro prima e seconda… a novembre e a giugno., mentre la Emergenti o B che giochi contro le altre…
    Ma mettersi in discussione non è proprio la caratteristica di questa federazione… 🙂

  9. ginomonza ha detto:

    interessante quello che ha fatto notare COS in una intervista a TIME : da quando siamo entrati nel 6N al 2016 la Scozia ha vinto solo un incontro più di Noi.

    • il grillotalpa ha detto:

      sì, ma la qualità media delle sue prestazioni è decisamente più elevata. E’ più competitiva, di asfaltate ne prende poche. Perdere bene alla fine pesa.

      • ginomonza ha detto:

        ultimamente è vero ma non sempre è stato così.
        IL mio commento ( non so bene il pensiero di Cos) si riferiva al fatto che per la Scozia non si è mai (?) pensato che venisse sostituita dalla Georgia.
        E fino al 2014 aveva perso una partita in più di Noi.

    • Stefo ha detto:

      Sto provando a postare un link ma non passa.
      Si riferisce alle vittorie di ITalia e Scozia, perche’ credo che gino stia riportando male le aprole di COS (spero): COS forse parla di scontri diretti perche’ in termini di partite in totale la Scozia ha 10 vittorie in piu’ dell’Italia non 1. La statistica la si puo’ trovare sullo statsguro di ESPN:
      PArtite giocate 87 (incluse le due di questa stagione)
      Scozia: 22 W, 2 D, 63 L
      Italia: 12 W, 1 D, 74 L

      • Stefo ha detto:

        NEanche negli scontri diretti, controllato 7-10 per la Scozia…sei sicuro che COS ha detto questo perche’ nel caso non e’ vero.

      • ginomonza ha detto:

        COS ha detto che la situazione è 25/5 contro 26/4 quindi non di scontri diretti direi.
        Se poi lui ha detto una cosa sbagliata non lo so.
        Personalmente avevo calcolato non le vittorie fino a due anni fa ma la ultima posizione e la scozia era arrivata ultima più di Noi.
        Se ritrovo il calcolo lo posto.

      • ginomonza ha detto:

        mi correggo Stefo : dal 2011 al 2016

      • ginomonza ha detto:

        partite giocate dal 2011 al 2016 : 26/4 contro 25/5

      • Stefo ha detto:

        30 partite e’ un calcolo su 6 anni quindi non dall’entrata nel torneo…dall’entrata del torneo il record W-D-L e’ quello postato sopra

      • Stefo ha detto:

        Ok allora puo’ essere

      • il grillotalpa ha detto:

        Questa la frase di O’Shea: “Over the last 30 Six Nations matches before this year Scotland had won one more than Italy, and go back to my day and Ireland would have been relegated a few times”.

      • Stefo ha detto:

        Si corretto, controllato con lo statsguru 😉

    • malpensante ha detto:

      Anche che in 17 edizioni il cucchiaio di legno è toccato 11 volte a noi, 4 volte a loro, 1 alla Francia e al Galles, quello pallido: 6 volte noi, 3 loro, 1 il Galles. Adesso vado, che risuona Hydn anche se i crucchi ovali sono insolitamente stonati.

  10. Hrothepert ha detto:

    A me pare che si stia parlando del…NIENTE!!!! E lo dico non da scandalizzato o da stizzito, ma portando dati di fatto.
    1°): perchè il torneo non è del IRB o di EPRC, ma un torneo privato (qui si tende continuamente a dimetnicarselo!!) e quindi le Home Unions decidono loro chi invitare, secondo criteri che LORO e soltanto LORO, ritengono opportuni e che potrebbero anche non tenere assolutamente in conto la meritocrazia, senza dover dare spiegazioni a chicchessia, tipo, se al 2024 decidessero di far fuori l’ Italia e far entrare la Finlandia, perchè piace loro andare ad Helsinki a fare la…sauna, nessuno potrebbe dire…PE’!!!
    2°): son tutte belle frasi, “Sono gli isolani dell’ emisfero boreale.”, “Sono l’ argentina dei poveri.”, “Ci sono avanti nel Ranking.”, ecc., ecc., ma siccome “i discorsi un fan farina” (prov.le), vanno presi i risultati come termine di paragone, e questi;, come le poche, ma significative, vittorie degli azzurri, vedi anche l’ ultima contro il S.A., e l’ ultimo incontro tra le due nazionali, che ha visto i “fenomeni” dell’ Est Europa, soccombere contro la Nazionale Emergenti; dicono chiaramente che per ora non ci valgono.
    3°): conseguenzialmente ai punti 1° e 2°. perchè le Home Unions dovrebbero rinunciare ad un partner che garantisce al Board una location gradita ai propri tifosi, un buon numero di tifosi italiani che vengono a portare € sonanti, introiti pubblicitari e televisivi (non eccezionali, ma nemmeno disprezzabili!!), per tirare dentro una realtà di “4 gatti” che, economicamente, porterebbe una cippa lippa, scomoda da raggiungere, senza appeal ed, oltretutto, meno performante a livello di gioco???
    In conclusione, senza essere scandalizzati, o stizziti, basandosi su oggettivi dati di fatto,e, guardandola dal punto di vista delle Home Unions, per cui va anche essere buoni, generosi e politically correct, ma no…BISCHERI, di cosa stiamo parlando?????

    • Stefo ha detto:

      Hro a parte le solite derisioni ai gerogiani che vabbeh…il senso dell’articolo sto giro non l’hai colto…

    • malpensante ha detto:

      Hroth, me ne sbatto i maroni dei discorsi a capocchia su dentro i georgiani e fuori noi, ma se non vedi che da diciassette anni innaffiamo l’orto con l’oro e raccogliamo cenere, vabbè. Che poi la Scozia sia piena di scozzesi ad honorem e noi attualmente meno, è un altro discorso.

      • Stefo ha detto:

        Ma il vero il discorso non e’ il dentro e fuori di Georgia e ITalia sul 6N, ma altro ben espresso da Paolo nel pezzo. E’ una questione di traiettorie di sviluppo, e di non dare per scontati gli status…dire come fa hro “e’ un torneo privato e IRB puo’ dire un cazzo” e’ poi una baggianata…chi ha spinto a suo tempo perche’ l’ITlaia entrasse nel 6N? BAbbo Natale o IRB? Chi ha spinto perche’ l’Argentina entrasse nel RC? World Rugby che ha anche sgangiando 10 milioni a Sanzar (proprietaria del torneo come il board del 6N) per il disturbo? Oh niente di scandaloso, sono la federazione mondiale di rugby e devono spingere per queste cose…aggiugno si pensa che IRB a suo tempo sull’entrata delle italiane in Celtic non abbia detto nulla? Se si beh allora proprio non e’ chiaro come funziona!

      • Hrothepert ha detto:

        mal, il dibattito sul fatto che dopo 17 anni di 6Ns la forbice tra l’ Italia e le altre, invece che ridursi, si sia ampliata è…DOVEROSO, ma in tutto questo la Georgia centra come i cockles and mussels con lo steak and ale pie!!!!

      • Hrothepert ha detto:

        Stefo, che IRB abbia spinto per l’ ingresso dell’ Italia nel torneo è indubbio, ma l’ unica cosa che poté portare a suffragio della candidatura furono le vittorie ottenute contro l’ Irlanda, la Scozia ed a Grenoble, per il resto le Home Unions, + la Francia, si misero al tavolino e vagliarono se al board fosse convenuto e per una serie di ragioni, che non sto qui a ripetere, convennero che a loro, il nostro ingresso, sarebbe convenuto, se fosse stato altrimenti, avrebbe avuto voglia IRB di spingere!!!!

      • Stefo ha detto:

        Hro ho scritto da qualche aprt che le vittorie dell’Italia non contavano? No ho scritto qualcosaltro.
        WR/IRB fa il suo lavoro, l’ha fatto con l’ITalia per il 6N ed il Pro 12, l’ha faatto per l’Argentina nel RC e se pensa che valga la pena lo fara’ ancra…innalzare il livello della cometizione internazionale e’ uno dei loro compiti…

    • Ermy ha detto:

      Va bè Hro, ma non si potrebbe metter fine a tutte queste storie con un bel test match annuale? O biennale, toh… L’Emergenti non ha affrontato la vera Georgia, dai…
      poi se vinciamo di 30 punti, tutti muti e a casa, ma se no??? Tu sei convinto che vinciamo facile? Mah, mah…

      • Hrothepert ha detto:

        Ermy, che all’ Italia converrebbe, sul piano sportivo, su quello economico naturalmente no, mettere nel calendario dei test matches anche incontri con Georgia e Romania, è indubbio, ora metterli con scadenze regolari, quello non lo so.
        Io penso che li batti, forse facilmente, forse meno facilmente, ma li batti!!!!

    • 6nazioni ha detto:

      hro ogni 6n si ritorna con sta storia non lo vogliono capire E’ UN TORNEO PRIVATO
      E’ UN TORNEO PRIVATO,
      E’ UN TORNEO PRIVATO
      E’ UN TORNEO PRIVATO
      ARRIVEDERCI AL 2024
      ps state attenti alla GERMANIA altro che i georgiani.
      COSPIAZZAPULITA

      • Stefo ha detto:

        Argentina che entra nel RC, SANZAR=PRIVATO…WORLD RUGBY che fa tutta l’attivita’ di lobbying per farli entrare incluso gancuiare 10 MILIONI alle Sanzar!

      • Hrothepert ha detto:

        Stefo, sono daccordissimo che IRB faccia lobbying a favore di qualcuno, ma tu sarai daccordo che, nel farlo, non può a discapito di qualcun altro.

      • Stefo ha detto:

        Hro ho scritto sopra e sempre che l’Italia secondo me non e’ a rischio, l’unica cosa che la metterebbe a rischio sarebbe un calo del ritorno economico…ed anche in quel caso comunque WR singerebbe per tenerla dentro…se qualcosa dovesse succedere sarebbe ampliamento o una revisione dei calendari del tutto diversa.

  11. il grillotalpa ha detto:

    Hro ha ragione sulla natura privata del torneo, non è un dettaglio. Però vorrei ribadire che il punto non è la Georgia, ma la nostra reazione e le nostre argomentazioni. Oggi ai georgiani diciamo che Roma è meglio di Tbilisi e che siamo più appetibili economicamente, che è vero, ma se domani ci fosse la Spagna (è solo un esempio) è un discorso che andrebbe a farsi benedire.
    E ai georgiani non viene data la possibilità di crescita di cui noi abbiamo beneficiato negli anni ’90. Tutto qui. Poi io spero di rimanere nel Sei Nazioni EVER, magari con risultati migliori eh

    • Hrothepert ha detto:

      Paolo, conoscendo i nostri “polli” d’ Oltre Manica, Mar d’ Irlanda ed Oltr’ Alpe, l’ unico spauracchio, se dovesse avere una significativa, quanto improbabile, crescita a livello di prestazioni e risultati, sarebbe la Germania.
      Grazie per aver riconosciuto e sdoganato, di fronte a questi novelli San Tommaso 😀 , il fatto che la mia non è una tesi, ma è il dato di fatto, che è un torneo privato e che il Board ne dispone a proprio piacimento.

    • Stefo ha detto:

      Paolo le possibilita’ di crescita erano maggiori perche’ l’aspetto commerciale non era cosi’ fondamentale, anche la Romania aveva piu’ possiblita’ di gicoare TM di alto livello in quegli anni…purtroppo l’aspetto commerciale ha preso il sopravvento, basta ricordarsi il ritorno alle serie di 3 partite con le Sanzar…che hanno motivazioni puramente commerciali.
      Io concordo con te che e’ un peccato ed anche molto poco corretto da un punto di vista sportivo ma la verita’ e’ che ospitare una Georgia o un Canada per un TM a novembre vuol dire dover accontentarsi di un incasso minore (entrambe ospitate qua a Dublino gli ultimi anni), per riempire lo stadio devi mettere prezzi bassi (25-30 Euro bambino+adulto in entrambi i TM citati, family ticket 2+2 sui 55 queste le tipologie di biglietti che han venduto di piu’ per questi TM).

      Aspetto rpivato del torneo: nessuno nega che non sia importante pero’ pensare che WR/IRB non abbiano alcun influenza/potere vuol dire per me non aver ben chiaro le dinamiche e si che di esempi in cui hanno influenzato i grandi tornei privati negli utlimi 20 anni son li’ sotto gli occhi

  12. fracassosandonà ha detto:

    Due cose.
    Se fossi un georgiano vorrei poter sfidare due tier 1 all’anno.
    Chi continua a parlare di emergenti georgia alla nations cup verifichi come si sia giocata ai primi di giugno con mezza nazionale georgiana impegnata nelle semifinali del top 14.
    C’è più da imparare ad allenarsi e talvolta giocare in un club vero che lotta in un campionato vero che a fare i nazionali di professione parcheggiati in due entità non retrocedibili a prendere sberle in pro12.

    I nostri in top 14 o premiership sono pochi. Loro hanno parecchi titolari.

    Quali nazionali italiani riuscirete a piazzare in un club prestigioso in questo momento?

    • Ermy ha detto:

      Infatti… non conosco bene nomi e quantità, ma andando a memoria non credo che i nostri Lovotti, Panico, Chistolini, passerebbero un bel pomeriggio contro i bestioni georgiani che fanno a capociate in pro14 tutte le sante settimane, con dietro i trattorini di seconde che si ritrovano e con timoniere Gorgodzilla! Mah, mah!!!

    • Meridion ha detto:

      Aptsiauri; Giorgadze, Talakhadze (14′ s.t. Tziklauri), Mtchedlidze, Khutsishvili; Malaghuradze (13′ p.t. Pruidze), Khutsishvili; Bitsadze, Gorgadze, Shubitidze (31′ p.t. Giorgadze); Chkhaidze (17′ s.t. Mikautadze), Datunashvili (cap) (16′ s.t. Mikautadze); Mirtskhulava, Maisuradze, Peikrishvili questa la formazione che ha giocato contro Italia Emergenti, 3/4 sono quelli del mondiale 2015.

  13. malpensante ha detto:

    Comunque, il discorso di O’S è del tutto sensato e condivisibile, basta non travisare e banalizzare, tipo il “son proprio contento che sua moglie la dia via come la mia”. Su questa storia insulsa di metto quello e tolgo ‘altro: “c’erano quattro nazioni, poi cinque. Dovremmo se proprio espanderci, non andare nell’altra direzione“. Piuttosto continuo a pensare che a noi farebbe benissimo mettere una squadra B nell’Europeo, se solo fossimo politicamente e tecnicamente all’altezza e non ci pippasse il culo alla grande.

    • fracassosandonà ha detto:

      Facciamo sempre i conti senza l’oste.
      A rugby europe può interessare un Italia emergenti senza pubblico senza sponsor senza tv che rubi il posto a Belgio Portogallo o Germania nel torneo cadetto?

      • malpensante ha detto:

        Bah, se hai visto qualche partita di questo europeo, la tv ce la mettono loro, quanto a sponsor spesso le maglie sono vergini immacolate o quasi, e quanto a pubblico: appassionato e non trendy, stile un derby Sissa-Trecasali anni ’60, ma non serve la protezione civile per gestire il traffico. Bellissime quelle tribune scoperte in mezzo alla neve, o le gradinate in legno e campo itterico dei georgiani: di sicuro siamo più fichi ma ci farebbe bene confrontarci.

  14. jazztrain1 ha detto:

    La Georgia merita di disputare i test match contro tutte le squadre di Tier1, compresi gli All Black; se rusciranno a battere più volte l’Italia, la Francia, la Scozia, l’Irlanda, l’Inghilterra, il Galles, allora rivednicare sarà legittimo. Se perdono male come è successo contro l’Irlanda e la Scozia, allora temo che dovranno rivedere i loro sogni….

    Ho visto la partita contro la Germania, Georgia in formazione rimaneggiata ha schiantato la Germania anche con un discreto gioco dei 3/4 e con discreti tentativi al piede.

    Oggettivamente la Georgia è nettamente superiore alla Romania e ad altre squadre del Campionato Rugby Europe.

    • malpensante ha detto:

      Formazione molto domestica, probabilmente usano questo europeo più per allargare (e mettere in vetrina) la rosa di quanto tengano al piazzamento: al mondiale sono già qualificati.

  15. venezuela ha detto:

    Che poi io non ho mica capito le motivazioni che definiscono la Germania come la nuova stella nascente del rugby internazionale, ma se ci penso bene in passato lo si é detto anche della Russia: “con quel bacino ed una montagna di rubli”….. mah

    • Hrothepert ha detto:

      Venezuela, non hai capito, nessuno dipinge la Germania come nuova stella del nascente Rugby internazionale, quando viene definita l’ unico pericolo per la partecipazione italiana al 6Ns, viene fatto in via del tutto ipotetica e cioè: se la Germania riuscisse un giorno ad arrivare ad un livello competitivo quanto il nostro, potrebbe mettere sul piatto, una maggiore vicinanza geografica, una città come Berlino, che sarebbe attrattiva per i tifosi delle isole e per i frogs, gli ipotetici investimenti e le ricche sponsorizzazioni della prima economia europea ed un potenziale bacino di “utenza” di più di 80.000.000 di persone tutte cose che potrebbero far gola a quelli del Board, ma, mi pare che, non è che ai tedeschi del Rugby gliene importi più di tanto e quindi, probabilmente, possiamo continuare a dormire sonni tranquilli.

      • jazztrain1 ha detto:

        Condivico in parte la tua analisi Hrothepert, però non tieni conto di un fattore che potrebbe essere da stimolo per la potenziale crescita del rugby tedesco.

        I tedeschi hanno un obiettivo: la qualificazione ai mondiali di Tokio; perché. in questo frangente, lu’unico obiettivo possibile sarebbe quello di parteciparvi; infatti, pensano che l visibilità per un simile avvenimento potrebbe fare datraino per la diffusione della palla ovale in un paese con più di 80.000 abianti.

        Se riuscissero nell’intento e se riuscissero a comportarsi dignitosamente allora si potrebbe parlare di eventuale crescita del rugby tedesco, per questo stanno cominciando a puntare.

        Per la prima volta il rugby tedesco potrebbe uscire dalla nicchia e creare eventuali premesse di crescita. In ogni caso da qui ad una eventuae sostituzione della Germania con l’Italia…

  16. gysie ha detto:

    Vedo con piacere che qui si comprende pienamente che la questione va presentata in primo luogo dal punto di vista economico e poi (molto poi) dal punto di vista dei risultati. I tempi della sportività e del “merito sportivo” appartengono al passato, in quanto l’unica vera ragione è portare a casa quanti più quattrini dal rugby.
    Sotto questo profilo, non c’è una seria alternativa all’Italia attualmente in giro: a) la Georgia è un Paese con pochi abitanti e nel quale investitori britannici e francesi hanno interessi molto limitati, se non inesistenti (la Jaguar sponsorizzerebbe la nazionale georgiana? quante auto pensa di vendere?); b) una trasferta a Tbilisi a fine inverno / inizio primavera non è proprio il massimo per il benessere di giocatori attorno ai quali girano un sacco di soldi; c) se entrasse oggi la Georgia, ci sarebbe il problema di negoziare i permessi dei giocatori georgiani con Top14…(e fra poco anche con Pro12 e Aviva, visto che è aumentato il numero di georgiani in quei campionati), nei quali forniscono manodopera specializzata a basso costo. Insomma, l’entrata della Georgia nel torneo causerebbe solo problemi alle 5 Unions storiche; e francamente credo che la competitività dei risultati interessi molto poco a chi comanda nel board. Il problema, in altre parole, siamo noi italiani, i cui risultati sono in caduta libera, sia come Nazionale che come Celtic League, cosicché non raggiungiamo un minimo livello di competitività. Per quanto sia al momento fantarugby (e quasi sicuramente lo sarà anche nel 2024), il problema sarebbe più pressante se anziché la Georgia avessimo la concorrenza di Spagna o Germania.
    Ma non solo. Come correttamente notato, sono drammaticamente in calo gli spettatori italiani all’Olimpico; e questo potrebbe essere l’aspetto economicamente più rilevante.
    Infine, è in picchiata il numero di giocatori italiani nei campionati stranieri (e su questo mi piacerebbe che PW intavolasse una discussione…ovviamente quando gli garba!).
    Insomma, il rischio vero è che alla fine, facendo i conti economici, la presenza dell’Italia non sia più così redditizia rispetto ad un altro Paese. Dopodiché… a me girano, oh quanto mi girano, quando la Nazionale e anche i club di Pro12 fanno queste figuracce, quasi sempre subite senza un acuto di orgoglio. E purtroppo credo che non siamo vicini a vederne la fine.
    Con il corollario dei sorrisetti degli invidiosi degli altri sport italioti, dalle redazioni (ne abbiamo parlato) ai bar, ai quali fa sotto sotto piacere vedere affondare l’Italrugby.

  17. Stefo ha detto:

    Io comunque continuo a non capire perche’ da AMANTI DEL RUGBY e non da ultras curva nord/sud/ovest/est non si possa essere felici di vedere alcune realta’ crescere ed innalzare quindi la competitivita’ internazionale ed augurarsi che abbiano successo ed altre realta’ riescano a fare lo stesso.

    Io mi auguro che un giorno la Georgia sia in grado di venire qua a Dublino e batterci come AMANTE DEL RUGBY, certo non godrei come ho goduto a vedere il Giappone battere il SAF ma io spero che il rugby esca dal circolino delle “solite note” per le vittorie!

  18. AdG ha detto:

    Io non credo che un “amante del rugby” possa essere, tout court, contento quando e se la Georgia batterà l’Italia sul campo. Se succederà ne prenderemo atto e come con qualunque altra nazione ritenuta a torto o a ragione, fino a quel momento , meno forte di noi, riconosceremo che hanno lavorato meglio di noi.
    Lo sport senza il concetto di vittoria e sconfitta su campo non ha alcun senso. Gioire per essere sconfitti, lo trovo un po’ sopra le righe. Diverso è essere contenti per la diffusione dello sport e del rugby in particolare. Detto questo chi è convinto, come me, che il campo non mente mai e che tutte le vittorie sono meritate come pure le sconfitte, quello è il luogo dove ogni chiacchiera finisce.

  19. Stefo ha detto:

    Non mi sembra di aver scirtto di dover gioire…ho scritto qualcosa di diverso al di fuori dal pensare al proprio orticello…ma fa parte delt uo travisare di proposito…che barba, che noia!

  20. agostino pea ha detto:

    alla fine di ogni anno rugbystico gli ultimi del 6 nazioni gruppo 1 potrebbe fare uno spareggio con il primo del 6 nazioni gruppo 2

  21. Giorgio Brera ha detto:

    Non ho idea se il board del 6N, privato, pubblico, con spintarelle economiche di WR, di Putin o di chi si vuole, sarebbe contento dell’uscita dell’Italia dal torneo per far posto alla Georgia. Il punto, richiamato IMHO correttamente nell’articolo, è “cosa ci facciamo noi nel 6N (e ancor di più in Celtic)?” Questa è la domanda che, dopo tutti questi anni, dovremmo porci. Sarà pur vero che ogni tanto bisogna fare un bilancio? Sarà pur vero che tirare a campare prendendo cinquantelli ogni settimana facendo finta di niente non è salutare? Sarà pur vero che il rugby italiano sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia? Bui in termini di risultati, di politica e trasparenza federale, in termini di pecunia, di interesse, di sponsor di spettatori, di solidità delle franchige (Aironi, Zebre, aspettiamo i Dogi, ma cambierà la musica?), di credibilità del nostro campionato, ecc. Dire che Roma è più bella di Tiblisi è solo uno dei mille elementi da mettere sul piatto. IMHO è più facile che decidano di tornare a 5, anche perché la pressione dei club francesi e inglesi per contingentare gli impegni internazionali è ormai fortissima e a quelli del Top 14 una giornata in meno di 6N secondo me piacerebbe e non poco. Ma la cosa che non si può fare è quella di far finta di niente, far finta che la nostra presenza nel 6N e in Celtic sia ovvia e scontata, far finta che il rugby italiano sia in salute e che tutto va bene. Il bilancio di quasi un ventennio di 6N ci deve far riflettere in termini soprattutto di crescita del nostro movimento. Un movimento che vent’anni fa riuscì a “scollinare” il passaggio al professionismo in modo tutto sommato positivo, quando anche irlandesi, gallesi e scozzesi hanno faticato e non poco a reggere l’urto. Poi ci siamo fermati. E oggi, con la crisi economica ormai endemica, la vedo sempre più dura. Con il Seven che bussa, con la Georgia che bussa, con gli USA che non si sa mai che si mettano a fare sul serio, con la Germania e la Spagna che non bussano ancora, ma chissà. Dopo 17 anni dobbiamo decidere una volta per tutte: Tier 1 o Tier 2? Perché continuare a galleggiare in mezzo non va bene. Quello che dovremmo fare, ma a quanto pare non ne siamo capaci per davvero, è programmare a medio/lungo termine. Cosa vogliamo fare tra 5 o 10 anni? Quali risorse abbiamo per fare quello che ci piacerebbe fare? Non abbiamo risorse (economiche, tecniche, mediatiche, sportive, ecc.) per confrontarci alla pari con quelli del Tier 1 (cioè fare un dignitoso 6N e un dignitoso Pro12)? Bhe, si passa al piano B. Ma un piano dobbiamo averlo. Oggi il piano quale sarebbe? Nascondere i bilanci federali, dare la nazionale in mano a COS e soci sperando che faccia diventare dei purosangue i nostri brocchetti (con tutto il rispetto per i ragazzi, eh)? Aumentare le accademie? Terza franchigia? Per carità, poi siamo talmente imprevedibili che battiamo pure il SA, e tanto di cappello. Ma ‘sta vittoria non ha risposto e non può rispondere alla domanda “qual è il nostro posto nel rugby mondiale (o anche solo europeo)”? La risposta a questa domanda non può prescindere dalla tristezza infinita che coglie leggendo di accesso agli atti negato a due consiglieri federali.

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