Nel Tinello di Vittorio Munari arrivano le nuove regole sul placcaggio alto. Che però non ci sono.

Si fa un gran parlare delle nuove regole che sanzionano i placcaggi alti, però World Rugby non ha promulgato nessuna nuova norma, bensì ha “solo” invitato a una sorta di tolleranza zero. Cosa che peraltro aveva già fatto prima della RWC 2011, rimanendo inascoltata. E in questa stretta forse c’entra pure la NFL. Intanto arbitri, giocatori e soprattutto allenatori devono cambiare approcci e allenamenti. A volte pure alcuni insegnamenti.
Vittorio Munari prende la palla e ci porta dentro la mischia: kick off!

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20 risposte a Nel Tinello di Vittorio Munari arrivano le nuove regole sul placcaggio alto. Che però non ci sono.

  1. superignazzio ha detto:

    il vangelo del rugby viene recitato ogni maledetto tinello dal vate Vittorio, che con semplicità tera tera spiega delle dinamiche che forse neanche in giro per il mondo vengono comprese pienamente…

    sugli arbitri è come sparare sulla croce rossa poi, ogni arbitro se la canta e se la suona come gli gira, a discapito del fatto che una bella partita di rugby deve sempre vedere l’arbitro come migliore in campo

    non vedo l’ora di sentire le telecronache del 6N

    • Mez10 ha detto:

      arbitro migliore in campo? l’arbitro migliore è quello invisibile!!!

      • AdG ha detto:

        Soprattutto quello che , “invisibilmente”, usa lo stesso metro, dal momento che le regole sono sempre frutto di una interpretazione più o meno guidata dalle varie commissioni tecniche nazionali e internazionali.

      • Mez10 ha detto:

        Era solo per dire che i protagonisti son sempre i giocatori..
        sul metro concordo..

      • Ermy ha detto:

        Ciao Mez!
        Cordialità AdG!

      • superignazzio ha detto:

        invisibile, preparato, posato, chiaro e comunicativo ma sempre il migliore deve essere
        perchè quando sbaglia lui purtroppo viene danneggiata una squadra intera

      • AdG ha detto:

        Mi spiace @superignazzio ma un arbitro che non faccia errori, non esiste nè esisterà mai, nè esisterà mai alcuna squadra che non sia danneggiata da errori arbitrali o presunti tali. L’importante è che il metro usato , specie sulle macro evidenze ( mischia chiusa, fuorigioco, rilascio placcaggi, ecc) sia reso chiaro ai giocatori.

  2. Rabbidaniel ha detto:

    Come dice spesso Munari, la vera innovazione sarebbe applicare il regolamento esistente, senza inventare l’acqua calda. Se si comincia a sanzionare in modo puntuale e consistente il placcaggio alto, evidentemente anche il gioco cambierà di conseguenza.

  3. LiukMarc ha detto:

    Sta storia del toccare la palla in ruck prima del calcio non ci avevo pensato in effetti. Immagino la faccia del primo numero 9 a cui viene fischiata una cosa simile (giustissima) 🙂

    • carpediem ha detto:

      più che la faccia del 9, vorrei sentire i boooh del pubblico-abituato male- quando la guardia avversaria gli da una tranvata bestiale, naturalmente punita da un calcio perchè oggi viene dato fuorigioco- non molto tempo fa un italiano(non ricordo chi fosse) è stato punito per un placcaggio ad un 9 che faceva questo giochino.
      ringrazio Munari perchè quando inegnavo ai bimbi il placcaggio basso tanti mi davano del brotosauro estinto!
      grande Vittorio

      • Mez10 ha detto:

        Non è così. Vero che viene tollerato ora il sistemare il pallone con la mano, col piede è lecito ad esempio..ma la palla, anche se sistemata con la mano non può esser “considerata fuori e tutti dentro!” come dice Munari, giacche il regolamento parla di “lift the ball”, cioè sollevare il pallone..poi chiaro se il mediano facendola rotolare la porta fuori (dalle gambe dell’uomo in ruck) lo puoi assassinare!

      • mez10 ha detto:

        inoltre vorrei precisare che tutti insegnano il placcaggio basso, almeno nei corsi fir che ho avuto modo di seguire..basti partire dai manuali, vecchi e nuovi, fino ad arrivare al cosiddetto “corso 1 e 2” attuale..
        Lunari ovviamente parla dei professionisti, io faccio un discorso più generale a partire dalle under..
        comunque ha ragione, le regole ci sono, e pure tante, andrebbero fatte rispettare con un metro più uniforme possibile..
        ma poi comunque l’ interpretazione (soggettiva) dell’ arbitro è quella che fa la differenza..
        si deve accettare senza se e senza ma, come fanno i giocatori in campo!

      • mez10 ha detto:

        Munari, non lunari..maledetto correttore!

      • malpensante ha detto:

        mez, per me Munari intendeva quello: palla fuori dalle gambe dell’ultimo uomo. Si vede spessissimo, e se provi ad assassinarlo ti condannano all’ergastolo. L’Ugo dei tempi recenti, per dirne uno che era buono, è ancora vivo solo e soltanto per quello. Quanto a sistemarla col piede, è più o meno come raccoglierla e darla in un gesto solo, e magari neanche al primo schierato: merce ormai rara almeno come le lampade di Aladino all’Euronics.

      • Mez10 ha detto:

        arieccomi..beh se intende quello ha straragione! e la penso anche io così..ho capito male io, pensavo quando il mediano aggiusta la palla e se la piazza (la accomoda) con la mano prima di aprire o calciare..
        anche se nella regola è già specificato chiaramente quale uso delle mani è lecito..

      • Mez10 ha detto:

        inteso col pallone ancora “dentro” e non già “fuori”, ma ancora a terra..

  4. Mamo ha detto:

    13 minuti e mezzo a parlar di regole e sembra sian stati al massimo 5.
    Utile unito al dilettevole.
    Grazie.

  5. Albe ha detto:

    Mamma mia che bel tinello!!! Sono contentissimo che anche uno come lui, con la sua conscenza, lo dica: il problema nel rugby e’ che le regole non vengono applicate ma si seguano le consuetudini…
    E io aggiungo: visto che le consuetudini le fanno le principali squadre, le piccole avranno sempre un tempo di ritardo per adeguarsi!
    Grande Vittorio

  6. Pingback: Di Nigel Owens, di Sei Nazioni incombente e di calci tattici: un ricco Tinello di Vittorio Munari | Il Grillotalpa – Dentro il Pianeta Rugby

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