Quella spocchia da “This is not soccer”: qualcosa di impopolare sul rugby

ph. Fotosportit/FIR

ph. Fotosportit/FIR

Il nostro sport è differente. Pensateci un po’ e provate a fare un conto di quante volte avete sentito pronunciare questa frase, quante volte l’avete letta su qualche social network o quante volte magari l’avete detta voi stessi.
Davanti alle immagini di qualche “impresa” degli ultras, quando vedete centinaia di agenti in tenuta antisommossa chiamati a mantenere l’ordine per una qualsiasi partita di calcio, quando sentite Nigel Owens riprendere un giocatore dicendo “this is not soccer!”, davanti a simulazioni tanto plateali quanto patetiche, quando vi tocca assistere a proteste nei confronti di una decisione arbitrale che il campetto con le H dove vi allenate o dove sgambettano i vostri figli non ha mai visto nemmeno di striscio. Ecco in tutte queste occasioni o in molte altre gonfiate il petto e dite “il mio sport è differente”. Pardon, gonfiamo il petto e diciamo “il mio sport è differente”.
Tutte quelle situazioni sopra descritte sono vere e si ripetono spesso, certe cose le vediamo continuamente sui campi di calcio e raramente su quelli da rugby. Il nostro orgoglio, il nostro senso di appartenenza, il nostro sentirsi “altro” non è inventato.

Però ci sono dei però, ovviamente. Questo atteggiamento ci fa apparire spocchiosi a chi non segue le cose ovali. Chi se ne frega, direte voi: sì e no, rispondo modestamente io. Perché è vero che da una parte c’è una situazione oggettiva – quelle cose sopra descritte succedono – ma il modo con cui la nostra “diversità” viene raccontata e proposta a chi sta fuori da Ovalia conta, è importante.
Soprattutto se si parla di media: se qualcuno di voi un giorno avesse la possibilità di farsi un giro in una qualche redazione, non necessariamente sportiva, e provasse a chiedere a un qualsiasi giornalista di definire i rugbisti nel 95% dei casi si sentirebbe dire “quelli che se la menano e che perdono sempre”. O comunque qualcosa di molto simile.
E i giornalisti sono poi quelli che “vendono” il rugby e il suo mondo attraverso i quotidiani, i siti, i magazine in cui lavorano. La percezione che i non rugbisti (ovvero la quasi totalità della popolazione) hanno della palla ovale dipende in buona parte da loro. Nel 2017 il modo in cui uno sport nel suo complesso viene comunicato al resto del mondo è importantissimo, ne va della sua capacità di ingrandirsi, allargarsi, di trovare nuove risorse e di aumentare il numero dei suoi praticanti. Non decide magari la sua sopravvivenza, quello no, ma lo stile di vita che si può permettere di sicuro sì.

Un piccolo esempio, che può sembrare stupido, ma non lo è: fino a 10, massimo 15 anni fa il golf era considerato uno sport da classi agiate, da ricchi. Oggi non è più così e la federazione di quella disciplina si è trovata a gestire una crescita imponente. E ora pensate alla frequenza con cui il maggior quotidiano sportivo di questo paese – che è anche il più diffuso tout court – propone intere paginate dedicate al golf, pensate a quante ne proponeva una decina di anni fa e fate un raffronto con quelle dedicate al rugby. Non ho numeri certi sottomano, ma tutto sommato siamo lì, anzi, oggi forse su quel quotidiano è più facile trovare pagine dove si parla di birdie che non di drop e touche.
Potreste sentire dei giornalisti che dicono che il golf è noioso, ma non che “i golfisti se la menano e perdono sempre”. Un dettaglio insignificante? No, credetemi, se non c’è una notizia oggettivamente importante da dare e bisogna scegliere se dare più spazio a uno dei due sport in questione secondo voi chi ha più probabilità di essere premiato? Al tipo noioso magari non do le pacche sulle spalle ma la faccio passare liscia, non dà comunque fastidio, a quello spocchioso se posso rompergli le palle…

E poi diciamocelo, ci piace vincere facile: il calcio tra simulazioni plateali, proteste tanto smisurate quanto incomprensibili, sceneggiate per qualunque decisione avversa e problemi di ordine pubblico è un bersaglio fin troppo semplice. Vero che è la disciplina che da noi monopolizza tutte le attenzioni (e gran parte delle risorse finanziarie) però il rugby non è certo l’unico sport dove si rispetta l’avversario e il direttore di gara e dove non si va a vedere le partite in un clima di guerriglia incipiente. 
Senza dimenticare che gente che simula, si dopa, che cerca di scappare con la cassa sotto le braccia ce n’è in giro anche per Ovalia. Parole come Bloodgate non dovremmo mai dimenticarcele, invece tendiamo un po’ a farlo.

La verità, alla fine, è che come in ogni altro gruppo di persone pure nel rugby ci sono i furbi, quelli che se ne fregano delle regole. E’ inevitabile. Quello che la palla ovale ha e che deve coltivare e tenersi stretta è la riprovazione sociale: per chi infrange norme e codici di comportamento le sanzioni sono chiare e mediamente pesanti, ed è una cosa importante, ma quello che più conta e che fa da sostegno determinante a quelle stesse punizioni è che quegli atteggiamenti, quei comportamenti sono ritenuti sbagliati da chi gioca, da chi pratica e da chi segue quella palla che rimbalza dove e come gli pare. Se fai il furbo vieni messo in un angolo. Questa cosa pesa, molto. Nel calcio se fai il furbo per portare un vantaggio alla tua squadra diventi un mezzo eroe, un atleta “astuto”, nel rugby non è così. Non ancora. E quella riprovazione sociale, unita a una cultura sportiva sicuramente più diffusa e radicata che in altri ambiti, ha un peso determinante.
Chi se ne frega di dire che il nostro sport è differente, non facciamo gli spacconi: non serve a nulla e può anzi diventare un boomerang. Vogliamo mettere a tacere chi critica il nostro pezzettino di Ovalia? Chiudiamo in un cassetto il “this is not soccer” e cominciamo a vincere.

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150 thoughts on “Quella spocchia da “This is not soccer”: qualcosa di impopolare sul rugby

  1. superignazzio

    Minchia Paolo… lo spunto è interessante però sinceramente se per pubblicizzare il rugby in Italia devo scendere a patti con la cultura calciofila, che seguivo e ho abbandonato definitivamente 3 soli anni fa, mi verrebbe da rispondere “col cavolo”

    D’altronde lo dici tu stesso nell’articolo: chi frega nel calcio viene incensato come un eroe dalla stessa stampa che dovrebbe darci risalto, come si fa a scendere a patti con una cultura così sbagliata? Questo vale anche per gli altri sport, sopratutto quelli di squadra, dove se sbaglia uno ci rimette tutta la squadra.

    Sicuramente l’unica via è la vittoria, chi vince ha sempre ragione

    1. zappinbo@hotmail.com

      Non serve scendere a patti con una cultura che si sta letteralmente suicidando. Leggere sulla Gazzetta per crederci: non interessa piú a nessuno veramente, solo che per accorgersi che hanno dimezzato i click nonostante le tette ovunque ce ne vuole ancora un pó.

    1. superignazzio

      sì certo non intendevo fare le pulci all’articolo, che comunque offre uno spunto interessante quanto meno per pensare al rugby e discuterne

  2. Gysie

    Post da 10/10. Fino al 2004 ho bazzicato le redazioni sportive della mia provincia, dove i grandi capi prediligevano calcio e ciclismo. Il rugby era ospitato con calore… ma fino ad un certo punto e alla fine della fiera arrivava sempre il commento “voi del rugby, sia qua che con la nazionale, non vincete mai nulla” (beh in quella provincia, a parte il rugby, si è dovuto aspettare il calcio femminile per vincere campionati… a parte il rugby ovviamente). A livello nazionale… per non fare nomi, se ascoltate Radio24, i commentatori di sport “generalisti” contestano sempre che la nazionale non vince mai (competente è invece il piacentino, di comprovata fede ovale, che fa i servizi di cronaca del match).

  3. Mr Ian

    “Il mio sport è differente” è la fregnaccia dietro cui continuiamo a nasconderci per non ammettere l inadeguatezza nel gestire questo sport. Questo articolo mi è piaciuto tantissimo, lasciamo perdere i palcoscenici internazionali dove anche li le scazzottate e le oscenità si vedono pure, ma nei piccoli campi di periferia succede di tutto e di più, roba da piantare tutto in asso e andarsene via..

  4. carpediem

    tutto vero, probabilmente ce la meniamo troppo per i risultati che mettiamo in saccoccia.
    Parimenti vero c’è gente che conosco che è stata ad una partita di test mach anni fa e ancora oggi ricorda che su 30.0000 tifosi allo stadio ci fossero 5 carabinieri 5 per tutto l’ordine pubblico

  5. AdG

    Chi questo sport l’ha praticato ( in Italia) sa benissimo che nessun giocatore se la tira più di tanto e di dirigenti posti sul piedestallo che predicano il “noi siamo diversi” ne conosco pochi. Anzi la maggior parte sono anche “tifosi” di calcio. Onestamente va riconosciuto che molti giornalisti sportivi che vivono di calcio sono equilibrati e seri, molto più di altri che vivono di rugby. Certo il calcio rimane fondamentalmente uno sport i cui supporters sono persone che non hanno mai praticato nessuno sport , inoltre esistono frange di tifosi che vivono l’esperienza del tifo come uno modo per sopraffare gli altri fuori dal rettangolo di gioco.
    Io credo di più al fatto che il rugby , catalogato come sport minore, non abbia la ribalta proprio perchè oggettivamente minore. Se qualcuno volesse poi togliersi il dubbio sul “noi siamo diversi” basterebbe leggere alcuni commenti nei blog dedicati agli arbitri e agli avversari e vedrebbe che di diverso non c’è proprio nulla.
    Parlando di forze dell’ordine non mi pare che ai meeting di nuoto o di atletica leggera siano schierati eserciti in assetto antisommossa.

      1. AdG

        E perchè, se avessi voluto li avrei già fatti e non mi sembra questo il luogo per queste polemiche. Sappi solo che esistono.

    1. Mez10

      completamente d’accordo..ne ho sentiti pochissimi e raramente in tanti anni ribadire quel concetto..vero poi che il rugby ha alcune peculiarità che debbono essere preservate, rispetto per arbitro e avversari in primis (anche in altri sport, giusto, ma il paragone è col calcio), penso al terzo tempo (quello vero, non le cene eleganti in frac cui sono ormai abituati i pro)..
      che poi sia tutta un’ altra cosa, un altro ambiente, un altro mondo non ci piove, basterebbe fare un giro la domenica nei vari campi delle serie minori, dove giocano le under di mattina e la prima squadra al pomeriggio..

  6. Sottoscrivo in pieno. Bell’articolo, lo condividerö.

    A volte mi cascano porprio le braccia quando leggo certi commenti in giro sui social network da certi “tifosi” e anche da certi giocatori che conosco personalmente.

    Cio’ comunque ha poco a che fare col rugby, Paolo, ma molto piu’ con le capacita cognitive di una persona, l’istruzione, la personalità ecc. ecc.

  7. Mamo

    Ieri ho ringraziato per il Tinello e oggi elogio la schiettezza dell’articolo con il rischio concreto d’esser tacciato per Lecchino (un’onta).
    Per lenire l’effetto di quella che potrebbe sembrare piaggeria aggiungo alcune mie considerazioni sullo snobismo dei rugbisti, lo snobismo spocchioso di quelli che han giocato.
    Per questi, gli altri, fra i quali rientra evidentemente (per sua ammissione) PW, che non lo hanno fatto, non capiscono un cazzo;
    1) – un dirigente che non è stato un rugbista è mediamente, a esser buoni, un ebete che sta lì o perché ha il figlio che gioca o perché non ha niente da fare di meglio: non negate, ipocritamente, che la prima domanda che gli rivolgete è la classica “ma hai giocato ?”.
    2) – un giornalista o un telecronista, che non è un ex giocatore, è i gravato dal peccato originale che rende del tutto inaffidabili le sue cronache è ridicoli i suoli commenti;
    3) – sugli spalti, durante una qualsiasi partita, gli ex giocatori si riuniscono in sotto gruppi:
    3a) – i “noi sì che si giocava il vero rugby”; tutti i giocatori in campo sono a malapena sopportati;
    3b) – i “Ingresso Laterale ? Ma scusi lei ha pervaso giocato ?”, rivolgendosi al vicino che, capita, potrebbe pure rispondere di “sì, ho giocato”. Scatta la seconda domanda: “con chi” nella speranza che la risposta sia “Col XXX” e l’XXX era in una sei e inferiore rispetto a quella dove avevii giocato tu.
    Se invece quell’XXX era un Club di serie A, terza domanda diventa un’affermazione tranchant: “Si, in giovanile.” .. e non gli si rivolge più la parola.

    Mi fermo qui.

    Poi, però, ci accorgiamo che Gavazzi, che giocatore lo è stato, è dagli stessi gloriosi ex atleti considerato un ebete esattamente come Zatta che giocatore non lo è mai stato (almeno credo).
    Ci accorgiamo che persino Pierantozzi (lo dice lui) ha giocato .. e ho detto tutto.

    La realtà è che il nostro snobismo è deleterio perché da un lato vorremmo gli stadi pieni ma dall’altro guardiamo come delle merde gli spettatori “che non capiscono un casso perché non han giocato”.
    Il giorno che riusciremo ad andare allo stadio come vanno i tifosi del basket, della pallavolo, del tennis o della box, ossia con l’intento di divertirci e basta e non quello di impartire lezioni, beh forse a quel punto diventeremmo più credibili tutti perché non siamo stati eroi di un’epopea sportiva ma semplici atleti, magari pure mediocri come lo son stato io, di uno sport semi-sconosciuto.

    E adesso alzi la mano chi fra di voi – ex rugbysti o rugbisti attivi – dopo aver letto questo post, non ha pensato di replicare “Ma tu, mano, dove hai giocato ? No, perché a leggerti sembra che tu sia nella Hall of Fame del World Rugby”.
    😀

    1. AdG

      No @mamo sei solo snob. Francamente vado in tribuna mediamente due volte alla settimana , ma non riscontro quanto tu , volutamente e scientemente, amplifichi. Detto questo è evidente che capire le dinamiche del rugby è più facile per chi lo ha giocato. Se poi chi dirige una società sportiva è un “ebete” , ma al contempo rilascia le fidejussioni alle banche, speriamo ce ne siano sempre di più..

      1. Mamo

        Ciao Carpediem,
        credo di ricordare che tu sei di Trieste e quindi posso dire d’avervi incontrato – allora Fiamma Trieste – da ragazzo, ma poi giocavamo campionati in categorie diverse e voi – almeno in quel periodo – eravate in C.

    2. R2D2

      Sottoscrivo parola per parola. Da ex rugbista odio gli ex rugbisti per ognuno ha la CERTEZZA di sapere tutto e che gli altri devono solo imparare da lui.
      Per me questo è il principale limite del nostro sport.
      Quello che scrive Paolo è altrettanto condivisibile. Putroppo ho sempre di più la sensazione che siano i neofiti che si riempiono la bocca con “this is not soccer” (inteso come senso di superiorità). Chi ha vissuto o vive l’ambiente più dall’interno sa che è uno sport come un altro, con gente virtuosa e gente che lo è molto meno.

      1. AdG

        Ribadendo il concetto già espresso c’è molta curiosità tra i neofiti relativamente ai “valori del rugby”. Tra gli addetti ai lavori, coloro che ogni sabato e domenica aprono e chiudono i cancelli dei campi e delle club house non riscontro alcun “superiority complex”.

  8. Giovanni

    “Quelli che non vincono mai”, però poi aggiungono “com’è possibile che ogni anno puntualmente riempiono l’Olimpico?”. Attenzione, perchè l’equazione numero di vittorie = indice di successo di uno sport non è sempre vero: basti pensare alla scherma, dove si vince a mani basse da decenni, ma che resta sport di nicchia. Poi lo stesso golf italiano non mi pare dia grandi soddisfazioni (e lo dico da ammiratore di uno sport che trovo bellissimo). Certo, anch’io sostengo che se arrivasse qualche vittoria in più sarebbe un gran bene per tutto il movimento, ma se per ottenere maggiore popolarità bisogna scendere a patti con la propria natura, allora meglio di no. Al netto del fatto che anche nel rugby esistano gli scandali e le mele marce. Poi, senza offesa per nessuno, ma “il maggior quotidiano sportivo di questo paese”, Paolo hai visto cos’è diventato? Un misto tra Novella2000 e “La vita in diretta”. Se lo volessimo prendere come esempio del livello del senso di sportività del nostro Paese, beh…ci siamo capiti vero? Basta fare un confronto con “L’Equipe” (e qui mi tornano in mente le parole di Brunel sulla formazione sportiva scolastica in Francia).

      1. Giovanni

        D’accordo. Però se nell’articolo il tema è “la spocchia del mondo del rugby”, io allora ti faccio una domanda: il solo numero di copie vendute è l’unico parametro valido per un giornalista (sportivo o non che sia). O esiste pure (dovrebbe esistere) un senso di responsabilità/codice deontologico/qualità minima nel trattare gli argomenti? Lo so è un tema enorme, che va ben oltre l’ambito del tuo articolo…che però pure dovrebbe avere una sua propria valenza, io trovo.

      2. Giovanni

        Hai ragione. Lasciami solo ricordare una cosa: a Scampia, da alcuni anni, è in atto un’iniziativa di “inserimento sociale” portata avanti attraverso il rugby. Sarebbe stata altrettanto possibile con altri e più celebrati sport?
        Spocchia? Forse. Orgoglio? Tanto.

      3. Giovanni spocchia e orgoglio non sono la stessa cosa. Si puo’ essere orgogliosi del proprio sport e di quello che si fa senza risultare spocchiosi.

      4. Giovanni

        Ciao Frank, certo, non voglio dire che le due cose debbano necessariamente far parte del “pacchetto”. Volevo solo ricordare come certi valori del rugby si traducano in progetti coraggiosi, che forse non in tutti gli sport si vedono così spesso.

  9. L’articolo di Paolo apre due filoni di discussione, secondo me: il primo riguarda la percezione che i media hanno del nostro sport e qui, possiamo menarcela finché vogliamo, ma fino a quando non si otterranno risultati significativi a livello sia di nazionale che di club sarà pressocché impossibile invertire il trend che vede i rugbysti come gente noiosa, che se la tira e perde sempre.
    Il secondo filone apre, come giustamente evidenziava Mamo, il problema della percezione che la comunità ovale ha di se stessa.
    Io, per mia personale esperienza, ho incontrato tanta gente di rugby in questi anni (compresi giocatori della nazionale) ed ho sempre percepito una grande umiltà nei loro atteggiamenti, di persone che se la tiravano, magari con il solito discorsetto “sì, beh, tanto tu non hai giocato” non ne ho mai incontrate, boh, forse son stato solo fortunato.
    Anche in Galles, dove son stato in vacanza, ho trovato solo gente disponibile, simpatica ed aperta, pur essendo ovviamente molto più competente del sottoscritto.
    Magari, questo devo dirlo, l’atteggiamento di cui parlava Mamo l’ho riscontrato sul forum del precedente sito (uno dei motivi per cui raramente leggo i commenti che vi vengono pubblicati), ma questo fa parte, mi spiace dirlo, di un modo di fare del nostro rugby, molto provincialotto, per cui ciascuno millanta competenze ed esperienze che magari non possiede, un po’ come i bambini che fanno a gara a chi fa la pipì più lontano.
    Su questo, magari, si può lavorare.

    1. Ciao @burrohugs70,
      hai ragione ma in realtà la capacità, l’alto livello e le soddisfazioni raggiunte nel rugby sono direttamente proporzionali alla modestia e inversamente proporzionali allo snobismo spocchioso di cui parlavo io.

      1. Sì, è vero, in effetti penso sia capitato un po’ a tutti di notare che i veri fuoriclasse hanno una modestia che quasi sorprende noi “profani”, nel rugby come in molte altre professioni. I Soloni, in genere, corrispondono quasi sempre ai mediocri.
        Detto questo, visto che penso di sapere chi tu sia ;-), goditi le partite, tutte le volte che vai allo stadio, e non ti curare dei cretini…
        Ho letto alcuni tuoi commenti, ne capisci molto di più di tanti che -così dicono- hanno calcato i campi d’Italia, Galles e chi più ne ha più ne metta.

  10. carpediem

    Forse a monte di tutto, ci sono:
    1- non abbiamo mai vinto nulla
    2- quei pochi episodi che hanno dato lustro al rugby italico non sono stati accompagnati da una figura carismatica riconoscibile subito al lettore medio (di quel giornale li.)
    Mi ricordo,dopo la battaglia del Madison Square Garden con Griffith, Benvenuti transitò in Costiera- 17 km- tra 2 ali di folla e da quel giorno il pugilato visse un periodo meraviglioso e proficuo come immagine, popolarità e seguito di pubblico e tanti nuovi atleti e talenti.
    Spero la simpatia di Castrogiovanni e la sua presenza sui social ci dia una mano.

    1. … al punto che se fossi la f.i.r. lo ingaggerei come uomo-immagine e gli metterei persino a disposizione gli addetti alla promozione.
      Credo sia stato (e possa essere) più utile lui a pubblicizzare il rugby, lui e i suoi capelli, la sua barba, la sua mole unite alla sua esilarante “cazzoneria” che le analisi tecniche di Griffen (per carità interessantissime) o la vittoria sul SAF.
      Così come il binomio Ongaro – Perugini, del resto.

      1. eh no @mamo, va bene tutto ma declassare così la partita con il SAF proprio no…il campo è e deve sempre essere il fulcro, ed il resto il contorno.

      2. lo so Venezuela, hai ragione, ma temo che siano in tanti che la pensano come mia moglie che, nonostante i trent’anni (quasi) di matrimonio con un a dir poco appassionato, si è accorta che il rugby è bello solo grazie a una fotografia di Chabal che teneva in braccio un neonato.
        E ancor oggi, se guardo in TV chessò Quins vs Waps mi chiede: “E Chabal c’è ?”.
        Per un po, furbescamente, le ho taciuto che aveva smesso di giocare prima per la nazionale e poi comunque diradare in comparsate le sue partite in TOP 14, ma – stizzito – alla sua ennesima “Chabal c’è ?” le ho dovuto dire la verità aggiungendo “..ed è pure francese, cazzo”..

      3. fracassosandonà

        @mamo…
        non è che Chabal sia esattamente il tuo clone 🙂

        io mi accontento di poter dire che il nostro sport è differente nell’approccio del pubblico allo stadio: pochi vigili anziché squadre di celerini, possibilità di portarsi la “merenda” da casa, facoltà di percularsi col tifoso avversario senza rischiare niente di più che un’alitata, disponibilità dei protagonisti della partita dopo la stessa…

        dall’altro lato non siamo per nulla diversi dagli altri: business, tv, sponsor prendono molto più di quello che danno… in Italia non corriamo grossi pericoli 😉

      4. Mamo

        Ciao Fracasso,
        bon, mi sarei preoccupato di più se la passione fosse nata per una foto di Parisse che trovo molto f…f…fotogenico, ecco 😁
        Per il resto hai ragione anche se sto autunno, al Monigo, mi han fatto lasciare fuori l’obrello come in un qualsiasi Stadio di calcio, e non credo fosse per prevenzione al terrorismo 😡😡

  11. Rabbidaniel

    Per estremizzare i concetti espressi da Paolo – che condivido e che ogni tanto ripeto, da un po’ – il rugby, presso il grande pubblico in Italia, è una roba fatta di valori immarcescibili e aurei, di terzo tempo, di birra, di sconfitte onorevoli e di grandi imprese. Cosa manca? La “normalità” di uno sport, di una prestazione, di obiettivi, di cultura diffusa che guardi al rugby come a uno sport come gli altri (in senso positivo).
    Ecco, il basket o il volley sono molto meno “mistici” (per non parlare della “vile” palla tonda), ma sono più giocati, più conosciuti e più compresi.

    1. Pumba

      Mi sembra un discorso molto sensato , anche nel parallelo con il basket , altro sport che mi piace seguire. Sport che come il Rugby è tutto un altro mondo rispetto al calcio , ma che nonostante tutto mi sembra più aperto all’esterno rispetto al rugby. Il discorso sui valori (che per carità condivido) che è anche giustamente cavalcato nella commercializzazione (brutta parola ma ahimè…) del rugby da parte dei media vari , finisce a volte per renderlo un po’ snob agli occhi di chi riesce a dare , per un motivo o per un altro , solo uno sguardo superficiale a questo bellissimo sport. Soprattutto in momenti in cui i successi di prestigio latitano. Ed è un peccato perché invece quello che è il rugby è l’opposto dell’essere snob

      1. Rabbidaniel

        Però Pumba hai centrato la parola, commercializzazione. Per vendere il prodotto si è puntato molto sui luoghi comuni, su un’essenzializzazione quasi mistica. Un dato culturale diventa tale quando è assolutamente normale, non eccezionale. Si prenda la Georgia, visto che è di moda parlarne, dove il rugby è entrato di fatto nella cultura del paese, anche grazie a qualche somiglianza, sia pur remota, con il lelo burti, uno sport tradizionale, infatti in georgiano meta si dice lelo.

  12. Rigamonti

    L’umiltà è sempre stata al centro dei valori del rugby. Personaggi come Adg in un campo da rugby non resisterebbero dieci minuti perché i compagni lo farebbero a pezzi. Il rispetto si guadagna con i comportamenti e non con le chiacchiere. Perché le botte sono vere e fanno male. E se qualcuno le deve prendere per te, lo fa per la squadra. Poi il discorso tecnico è tutt’altro.

    1. AdG

      Per la verità AdG sui campi di gioco ha “resistito” come giocatore, dirigente e sponsor per circa 40 anni. Detto questo mi pare di vedere che personaggi come @rigamonti ci tengano poco a questo blog , visti i toni nei confronti degli utenti.

      1. Rigamonti

        Allora non hai capito nulla perché la spocchia con cui scrivi la dovrebbe avere Henry.

    2. Mez10

      e chissà tu dall’alto di quale pulpito ti permetti di dire certe cose ma soprattutto di provocare in questa maniera? Provocazione totalmente gratuita! Questo a voler ribadire che i tifosi son tutti uguali!
      Oltretutto so che AdG ha giocato, anche a buoni livelli e per tanti anni..altro che 10 minuti..mah!

      1. Rigamonti

        Uno come te che parla di púlpiti è stucchevole. Fatti un giro attorno. Ma ti pagano per fare la claqué?

    3. Ciao Rigamonti. Spesso non la penso come AdG, e in particolare non condivido il tono sprezzante e tranchant di alcuni suoi post (del passato), questo non toglie che PW ci abbia meno di una settimana fa invitato a mantenere rispetto e cordialità nei commenti. MI pare tu abbia iniziato con i modi sbagliati….ma sono fiducioso che si possa ancora recuperare un po’ di educazione.

      1. Rigamonti

        Il rispetto per chi non ha rispetto ce l’hanno i santi. Io sono un mediocre al cospetto di individui di tal portata. Ma proprio non riesco ad avere rispetto per chi non è niente e si atteggia a Henry. Che poi azzeccasse ad un pronostico. Ridicolizzare chi ha idee diverse da te mettendola su altri piani è da personaggi alquanto discutibili. E questo non me lo tolgo dalla testa.

      1. Rigamonti

        Denunciami moralizzatore. Non tutti siamo al tuo livello di educazione e sapienza. Perché non ci incontriamo di persona?

  13. AdG

    Interrogarsi sul fatto che il rugby, in Italia, stenti a crescere credo sia corretto. Affibiare a qualcuno la responsabilità di questo fatto è un’operazione più complessa e difficilmente attribuibile in “esclusiva” alla spocchia di alcuni dirigenti e/o ex giocatori. Anzi io credo che, spocchiosi o meno che siano, ex giocatori e dirigenti che ogni giorno si impegnano nel tenere aperte le società vadano ringraziati.
    Ipotizzare, poi, crescite di spettatori senza ipotizzare crescita di società e atleti è una pia illusione.

    1. Non mi pare che Paolo attrrbuisca in via “esclusiva alla spocchia di alcuni dirigenti e/o ex giocatori” il fatto “che il rugby, in Italia, stenti a crescere”.

      Mi sfugge qualcosa?

  14. Stefo

    Dove erano i difensori del bon ton quando il loro protetto scriveva: “La sindrome Georgia, essendo, per appunto, una sindrome, non si cura con la logica e il ragionamento ma con farmaci .”?
    Dire che chi ha un’opinione su una cosa, ha una sindrome e si deve curare coi farmaci e’ umile? ?Non e’ provocatorio? Non e’ MALEDUCATO E CAFONE? Che differenza c’e’ con quando dava del coglione direttamente su altro sito? O faceva il dito medio? Solo che usa un “raffinato” (per chi vuole credere che lo sia) giro di parole? Scrivere “l’intelligenza non si compra alla Lidl” o che un’opinione e’ una sindorme da curare coi farmaci e’ la stessa idnetica cosa che dare del coglione a qualcuno, e lo sapete!

    Paolo purtroppo il tuo “sperimento” sta gia’ fallendo dal primo giorno…

    1. Stefo a me interessa che si possa commmentare qua, per cui cerco di mantenere i miei toni su un livello civile. Le mie idee le ho e le mantengo 😉

      1. Rigamonti

        Ma se ti ridicolizzo per ciò che scrivi dall’alto di non si sa bene che e non conosci nemmeno quella persona, allora che si fa? Se poi non usi toni da presunto gentlemen arrivano gli amici a minacciare denunce. E poi quando i risultati del campo sono evidenti, mai una abiura. Solo presunte ironie degne del pettegolezzo di paese del bar più altolocato. Altro che rugby. Solo l’ipocrisia del rugby.

      2. Riga monti posso condividere parte del tuo pensiero. Allora o lo ignori o gli rispondi per le rime, ma garbatamente. Non farti infinocchiare dall’Azzeccagarbugli.

    2. Rabbidaniel

      Volevo scrive quanto hai scritto tu Stefo, ma mi sono morso le dita proprio per cercare di non contribuire a polemiche. Però mi pare che i pozzi continuino a essere avvelenati…

      1. fracassosandonà

        Vi è così difficile non leggere, ignorare e comunque non interloquire con chi non merita il vostro tempo e la vostra considerazione?
        Se non per voi stessi fatelo per rispetto a Paolo e a chi vuole continuare a commentare con garbo.

      2. Rabbidaniel

        Ha ragione presidente, è che a volte ti tirano per i capelli.
        Una volta in alcune chatroom c’era il tasto “ignora utente” era molto liberatorio 🙂

      3. Stefo

        fracasso io l’ho fatto, e per mesi altrove, ed attenzione: la mia mail e’ per i difensori che l’altro giorno si son ben guardati da dirgli “dai su Paolo ha detto di evitare, contieniti”, il mio post e’ per loro!

      4. Paolo ha chiaramente detto che non ha voglia di stare a fare il Carabiniere….meglio ignorarli certi post allora, o quantomeno non abbassarsi a certi livelli.

    1. Rigamonti

      Ho delle serie difficoltà. Poi da quando ho scoperto che lo psicoterapeuta della Brianza mi considera un folle davvero ho bisogno di una querela.

      1. malpensante

        E perché mai dovrebbe riferirsi a te? Non sei in cima ai miei pensieri, tranquillo. E’ un comune modo di dire e si riferisce ovviamente a me: serve un disegnino?

      2. Rigamonti

        Vai di querela moralizzatore della brianza. Brianza alcolica cirrosiepatica cantavano i tuoi conterranei. Denunciali.

  15. ginomonza

    Beh direi che che con gente che provoca al fine di far bannare gli altri non ho niente da spartire!
    Ci sono altri blog con gente più educata!

    1. Rigamonti

      Laiatollá del galateo brianzolo ha sentenziato. Vai di sciaria della birra con acqua ma che costa almeno sette euro perché altrimenti la bevono anche i maleducati. Sei stucchevole. Denunciami.

  16. Mr Ian

    e smettetela tutti…andate altrove a litigare.
    Suicido Ulster ma difesa eroica di Bordeaux nel secondo tempo. Gli uomini di Belfast non hanno nulla di che ricriminare se non contro loro stessi. Anche certe scelte arbitrali a loro favore al limite dell incredibile…
    Al Clermont bastano 20 minuti per chudere la pratica

    1. malpensante

      Scelte arbitrali incredibili? Ok, non è stato granché, tal quale quello di ieri sera e continuo a vedere un abisso di eterogeneità nelle valutazioni: si preoccupassero di quello prima di altre regole. Da qui a dire che abbia favorito Ulster (come ieri Leinster) ce ne passa. Spiace per i tifosi di quelli lassù, mai ‘na gioia, e per un Trimble maiuscolo e mai domo (anche Paddy, però). Kiss è meglio si porti uno strapuntino da casa, si sa mai che non trovi la panchina al suo posto. Turno pesante per le irlandesi, e non dico altro che ormai ho la pressione a due atmosfere.

      1. Mr Ian

        mi ha fatto pensare il fuorigioco fischiato sul box kick del mm francese, ma quante volte li fischiano sti falli????
        Poi un altro (tenuto mi pare) dentro i 22 francesi…quando invece a Best non fischiano mai un lancio storto…non dico che l arbitro voleva palesemente favorire Ulster, però che si riuniscano tutti gli arbitri di alto livello e si mettano d accordo su cosa si e cosa no

      2. malpensante

        A riequilibrare ci ha pensato Rory da solo: ne ha sbananate un paio da querela. 🙂 Intanto Tolone schiuma come un Miura coi maroni legati.

      3. Mr Ian

        fine primo tempo Sale – Scarlets 16 a 10, opaca prova degli Scarlets, troppo fallosi nei breakdown. FInale nel finale di DTH che tiene viva la speranza…

  17. Mamo

    Beh, intanto qui mi posso finalmente sfogare dopo un anno e mezzo di duepunti parentesichiusa o puntoevirgola parenesichiusa, il mio massimo di duepunti e D maiuscola, ecco dopo tutte queste fatiche … 😀😂😅😉🙃😌😗😜🤑🤗🙄😞😡🙁😖😨😦😥😭🤐🤕😴😷😵😪😧😰😮😫☹️😔😟🤔😑😏🤓😝😙😍☺️😊😆😃😬😥🤕😧😫😟🤓😍😃😥😊😑💂😆😙😏😔😮😪🤐😨😁😁😄😇🙂😋😘😛😎😶😒😳😠😕😣😩😱😯😢😓😲🤒💤….

      1. Mr Ian

        neanche io me li sarei giocati vincenti a dire la verità…cmq arbitraggio molto scarso.

  18. Ragazzi ma il Tolone che sta combinando?? Pensate che se Glasgow dovesse perdere contro i Tigers Tolone passerebbe come terza migliore seconda. Scandalo. Forza Warriors

      1. Mr Ian

        finita a Sale, loro molto più motivati nel volere la vittoria, noi molto mosci in difesa e prevedibili in attacco..
        Giornata finale molto sorprendente

  19. Stefo

    Ordine delle prime 4 deciso a questo punto;
    Clermont
    Munster
    Saracens
    Leinster

    Toulon peggiore seconda giochera’ con Clermont, la vincente giochera’ contro chi vince il quarto tra Leinster e Wasps (dubito non facciano i 5 punti domani).
    Per Munster e Saracens decidera’ l’avversatio il risultato di domani tra Toulouse e Connacht

    1. malpensante

      Vero, bene in difesa e fa vedere cose discrete in attacco. Peccato la disciplina, ma hanno il piede storto e va bene così.

  20. Giovanni

    Buon Treviso per 65′: poi bastano 10 minuti di black-out per prendere 3 mete e rovinare tutto. Pensare che i francesi hanno cominciato a fare sul serio dopo il 40′. Per Paulo possibile squalifica in arrivo.

  21. AdG

    Dulcis in fundo, il club delle prime moglie ha sentenziato.
    Io continuerò a commentare dal mio punto di vista, sicuro di non offendere nessuno, ogni volta che mi piacerá farlo. Inviterei coloro che si spacciano per
    sereni e pacati di rileggere ció che hanno scritto in passato.
    Buona domenica

      1. AdG

        Io credo dovresti dare retta al cretino e lasciarmi perdere. Se tu avessi qualcosa da dire, di interlocutori con altissime competenza in materia, qui, ne hai a bizzeffe i quali , tra l’altro, non cercano altro che qualcuno che gli tenga su la coda. Vedi, in democrazia, le nullità fatte con il niente ricevono a casa la scheda elettorale al pari dei fisici nucleari che lavorano all’ Enea . Rassegnati.

      2. Rigamonti

        Bravo adg. Hai ragione. Però ogni volta che mancherai di rispetto a chi non la pensa come te, mi permetterò di ribadirlo.

      3. Warning numero 1
        Rigamonti, userò un francesismo: hai rotto. Ho riaperto il blog da una settimana e tu me le stai già facendo fumare… Piantala.
        Ti prego di cambiare immediatamente toni e parole, in una scuola materna c’è più maturità ed educazione. Prego anche tutti gli altri di non cadere in provocazioni da parte di chicchessia.

      4. Rigamonti

        Buonasera Paolo. Utilizzerò il tuo ammonimento nel migliore dei modi. Cercherò di non far prevalere i miei limiti emotivi di fronte a certe astuzie. Lungi da me voler provocare risse mediatiche.

  22. mez10

    e tu sei solo un patetico troll che non ha nulla di meglio da fare che rompere i coglioni alla gente..
    anzi sei proprio un co……e! inoltre aggiornati, il reato di ingiurie non esiste più da un pezzo, quindi evita di scrivere querelami denunciami etc..
    sei solo un tapino! misero tapino!

    1. mez10

      o forse sei uno di onrugby che teme l’ emorragia di utenti..gia iniziata a quanto pare..
      magari sei avesani? ahahahah

      1. Mez10

        Beh in effetti i suoi eran molto più delicati, fini..da far esaltare monsignor della casa direi!

      2. Estremo

        Non ti conosco di persona e mi spiace molto tu ti permetta di rivolgerti a me con tali toni. Se hai dei problemi esistenziali sfogali con chi consoci e soprattutto non con il sottoscritto.

      3. Estremo

        Reato di ingiuria
        La fattispecie penale è stata sostituita da una sanzione pecuniaria civile, che può essere irrogata dal giudice civile solo all’interno di una causa di risarcimento per danni promossa dalla persona offesa.

        La sanzione va da 100 a 8 000 euro nel caso di ingiuria semplice, mentre per l’ingiuria aggravata la sanzione va da 200 a 12 000 euro.

      4. Rigamonti

        Il commento giusto per quanto riguarda la spocchia di cui si parla nell’articolo. Sei anche paranoico. Strano per uno che ha tutto questo da fare con il rugby giocato.

    2. Rigamonti

      Scrivo su onrugby sin dal primo giorno ed ho sempre evitato di confrontarmi con uno come te. Sarà per questo che non mi hai mai letto. I motivi per cui ti hanno cancellato sono evidenti. Per quanto riguarda l’insulto, credo che da un poveretto come te non ci sia molto da aspettarsi. Il coraggio lo hai solo dietro ad uno schermo. Spero vivamente a mai più.

      1. Mez10

        Qua hai scritto solo per provocare..inpost son tutti su..inoltre a quell’altro che si è immischiato dico solo che quella era una battuta, ma forse l’ironia sai manco dove stia di casa.
        Comunque il vostro intento di bassa lega, anzi infimo, di far chiudere i commenti non andrà a buon fine, il giochino è chiaro a tutti..
        e si a mai piu, e rileggi i post del tuo caro amico rigamonti signor estremo, vedi poi a chi fare i “complimenti per i toni”..e credimi vivo benissimo, col rugby giocato non con quello chiacchierato che a voi piace tanto!
        a mai più!

      2. Mez10

        Ah e con te non mi sono mai confrontato perché di rugby ne capisci un’acca! per usare un eufemismo..estremo spiegagli cosa vuol dire..

      1. Rigamonti

        1 non sono un troll
        2 il reato di ingiuria esiste
        3 la tua spocchia in qualità di presunto esperto di rugby è perfetta per l’articolo
        4 la H non è contemplata nel mistero di Fatima
        5 la tua paranoia dei servizi segreti deviati lascia capire quanto tu sia un personaggio lucido e con una vita

      2. Rigamonti

        La presunzione da dove ti viene? È innata? Oppure è maturata per negare che sei un fallito? Magari solo un disturbato mentale con una vita affettiva pari a meno cento. Nella bassa è pieno di signorine che per venti euro ti dicono che sei un grande tecnico di rugby. Ciao poveretto.

      3. Estremo

        Che tu fossi un asino lo avevamo capito da molto. Ma che fossi anche disturbato mentalmente non l’avrei mai creduto.

      4. Mez10

        Ecco l’altro compare! Bravi bravi, c’è chi si diverte come può..
        patetici..anzi, patetico!!!

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