Il Mondiale di Sky Sport, non solo partite

Sky sarà la tv ufficiale del mondiale neozelandese di rugby, almeno alle nostre latitudini. La piattaforma satellitare trasmetterà per intero – e in diretta – l’evento. Tantissime le repliche per poter vedere le partite ad orari un po’ più “normali” anche per il nostro emisfero.

Qui però, più che delle partite, vi volevo parlare del “contorno”. Sky infatti trasmetterà tre documentari: “Due isole, una Nazione” (viaggio da Auckland a Cristchurch, passando da Nelson, dove ci sarà il ritiro dell’Italia); “Il mondiale degli All Blacks” (il torneo ritorna laddove la sua storia è cominciata, nel 1987, anno del primo mondiale, l’unico vinto dagli All Blacks padroni di casa e squadra favorita per la vittoria finale);  “La terra del rugby” (il rugby in Nuova Zelanda è una cultura ancora prima che uno sport e indossare la maglia degli All Blacks è il sogno di ogni bambino di quella terra).
E ancora, sei film-storici, per ripercorrere la storia della Coppa del Mondo di rugby, dal 1987 ad oggi, con un focus su quelli disputati dall’Italia e sull’ultima edizione, quella del 2007 giocata in Francia: “Le mete più belle della storia della Coppa del Mondo”, “Il film del mondiale 2007”, “Il  mondiale 2007 dell’Italia”, “La storia delle finali mondiali” (raccontate da John Kirwan), “La storia dei mondiali azzurri” e “Il viaggio dell’Italia” (dai raduni alle amichevoli fino al viaggio verso la Nuova Zelanda).

Buona visione

Tra musica e video il rugby fa Tilt

Il backstage del video dei Tilt, “Come se”, di ambientazione rugbistica. ILa band è attiva dal 2000 e propone un rock molto orecchiabile. In passato hanno fatto da spalla a Caparezza, Negramaro, Velvet, Elio e le Storie Tese e Tre Allegri Ragazzi Morti.
A prestare campo e giocatori è stato l’Asti Rugby.


 A QUESTO LINK IL VIDEO FATTO E FINITO

Video: “Meta” un piccolo film per crescere (qui il trailer)

Un Istituto Tecnico della periferia milanese, la sua squadra di rugby, il campionato delle scuole che si avvicina… e un ragazzo che si sta isolando dalla scuola, da coloro che gli sono più vicini, dal mondo… e un allenatore che prova ad usare il rugby come metafora di una cosa ancora più grande. Un mediometraggio fiction realizzato dall’Itsos Albe Steiner di Milano.

Video: Ovalbin, la puntata numero 4 di Story Kiwi TG

E Castro fece arrabbiare il Vaticano…

C’è stato un tempo in cui pensavo che essere anticlericale fosse sostanzialmente una perdita di tempo. Pensavo fosse meglio lasciarli nel loro brodo. Pensavo. Il fatto è che nel loro brodo non ci rimangono e hanno sempre da dire sulla minestra altrui, su come va fatta e come va mangiata. Cosa piuttosto diffusa tra le religioni monoteiste. Non è una questione di religione, ma di come vivere la propria religiosità e cercarla di imporla anche al resto del mondo, che crede ad altro o non crede affatto.
Scusate, ma queste cose mi fanno arrabiare, perciò vi invito a leggere il comunicato stampa..

“I pių grandi campioni dello sport diventano santi e personaggi di biblica memoria: un’iconografia forte, quella scelta da Sky per la sua nuova campagna pubblicitaria Solo su Sky lo sport fa miracoli. Ma la sensibilità di un credente può venirne colpita? Tv Sorrisi e Canzoni, in edicola martedì 26 luglio, lo ha chiesto ad alcuni esponenti del mondo cattolico e a personaggi della tv.
Primo fra tutti il cardinale Ersilio Tonini, che risponde in modo netto: “è una gravissima mancanza di rispetto: associare la religione al concetto di vendita e acquisto insito in una pubblicità è contro la dignità. E se perdiamo questo rispetto, come facciamo a insegnare i giusti valori ai più giovani?. Duro anche il parere della critica televisiva Mirella Poggialini: “E’ una pubblicità antipatica, un esempio di cattiva educazione. Non si può usare la parola “miracolo” per una pantomima così”. Critico, ma con giudizio, il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio: “Premesso che questi spot non mi piacciono, ugualmente però non li trovo cattivi. Mi rifaccio alla saggezza popolare che dice: Scherza coi fanti e lasciare stare i santi. Sky si è avventurata su una china scivolosa perché tocca i sentimenti pių profondi della gente: forse anziché fare una parodia sarebbe stato meglio inventare qualcosa di nuovo”.
Stessa linea anche per Massimo Giletti: “Non amo questa pubblicità, ma non la condanno. Un po’ di ironia e autoironia sono fondamentali nella vita: certo è che in questo modo si svilisce il concetto di religiosità”. Più aperta Lorena Bianchetti: “Non credo ci sia un’intenzione denigratoria: la pubblicità ha bisogno di forme di comunicazione semplici e credo sia questo il caso. Il problema è, piuttosto, di carattere generale: è tutta la società ad aver svuotato la religione della sua profondità”.