La sfida Casellato-Checchinato a “Quelli che… il rugby”

La puntata è quella di qualche giorno fa, del 30 dicembre, ma visto che “Quelli che… il rugby” torna il 13 gennaio vi riportiamo alcune dichiarazioni dei due ospiti della puntata in questione: il responsabile federale per l’Alto Livello Carlo Checchinato ed il tecnico del Mogliano Umberto Casellato.

Checchinato: “Benetton e Aironi non parlano la stessa lingua della Fir? Lo scorso anno giocavano nel campionato italiano, da quattro mesi sono in Celtic League e aspettarsi che in così poco tempo non ci sia alcun problema è utopistico.  Ci vuole tempo

Casellato, 1: “Ho sentito in questa trasmissione Checchinato parlare dello specialista della difesa (Mouneimne, ndr) per la NazionaleMa vogliamo finalmente pensare ad un allenatore per l’attacco?”

Casellato, 2: “Pentito per la squalifica? Lo sarei se avessi commesso qualcosa di grave.  Ho fatto delle affermazioni, peraltro in un momento particolare, e ritengo di non aver offeso nessuno

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Il 2011 del Calvisano

Una società che ha segnato in profondità il rugby italiano. Poi il fallimento e le difficoltà economiche. Ora la luce in fondo al tunnel, come ci racconta Beppe Di Maria di Brescia Oggi

Si chiude un anno decisamente positivo per il Calvisano, che guarda al futuro con interesse e con la voglia di fare ancora meglio. Se il 2010 è stato l’anno della promozione in A1, dopo aver dominato il Girone 2 ed essersi piazzato alle spalle del San Gregorio, perdendo il confronto diretto con la formazione catanese, il 2011 potrebbe essere l’anno del ritorno in Eccellenza, ovvero, Magners League a parte, il ritorno fra le grandi del rugby italiano.
E Calvisano butterà anche un occhio al Mondiale, in programma in Nuova Zelanda dal 9 settembre al 23 ottobre. Con l’Italia ci sarà il pilone di Botticino Lorenzo Cittadini, ex giallonero.
Nel 2010 appena concluso sono state gettate le basi per un nuovo progetto che a medio termine potrebbe riportare il club bresciano a rivivere, almeno in parte, il decennio che si è lasciato alle spalle nel corso del quale sono stati vinti 2 scudetti e giocate sette finalissime. A ottobre il ritorno di Gianluigi Vaccari alla presidenza, dopo che in estate Francesco Casali aveva annunciato il proprio disimpegno, è coinciso con l’avvio di una nuova fase: quella del ringiovanimento della squadra, l’ allargamento e lo sviluppo del vivaio. L’obiettivo: tornare presto ad essere il grande riferimento per tutto il rugby bresciano.
LO AVEVA anticipato a suo tempo proprio Vaccari: il progetto potrebbe portare alla costituzione di una nuova franchigia, tutta bresciana, con la quale partecipare in maniera competitiva al Super 10. Una franchigia capace di creare opportunità per tanti giovani della provincia. Ci vorrà tempo ma è una fase obbligata per non trovarsi poi ad affrontare da soli il momento della trasformazione che altre società stanno già vivendo.
Un progetto ambizioso che solo Calvisano può realizzare, in quanto è da sempre la società che più di altre ha saputo esprimere idee e conseguire risultati, a volte praticando anche scelte in controtendenza.
Calvisano si accosta al 2011 con il primato in classifica, l’imbattibilità, la miglior difesa e il miglior attacco della A1. Dati significativi: da ottobre il Cammi gioca con qualche pedina di grande esperienza, ma sopratutto con tanti ragazzi promettenti e con alcuni di loro già convocati dalle rispettive nazionali di categoria.
La prima sfida del nuovo anno, domenica 9 con il Firenze, è il giro di boa della stagione. E il 6 febbraio c’è il recupero del derby con il Brescia. Una nuova alba quella del 2011 che sorge all’insegna di progetti ambiziosi per la compagine giallonera guidata da Beppe Mor e Dean McKinnel.


 

Aironi-Benetton: le pagelle

I voti che La Voce di Mantova ha assegnato ai protagonisti del secondo derby celtico

La redazione del quotidiano mantovano ci offre le pagelle degli Aironi dopo aver analizzato le singole prestazioni in campo durante il dodicesimo turno della Magners League che ha visto la franchigia lombardo-emiliana ospitare sul proprio terreno di gioco il Treviso nel ritorno del derby “tutto italiano” della lega celtica.

LAHARRAGUE 5,5
Pesa l’errore finale con quel drop che avrebbe significato la vittoria per gli Aironi, ma ad eccezione di questo episodio sembra stia tornando sui livelli di un tempo.

TONIOLATTI 5,5
Si becca un giallo pesante che ne condiziona il proseguo della partita.

PENNEY 6
Qualche ottimo placcaggio su cui poter contare. La solita partita di quantità.

PIZARRO 6
Deve chiamare in causa lo straordinario per svolgere l’ordinario. Ce la mette tutta, ma spesso deve fare i conti con troppa indisciplina.

PRATICHETTI 5,5
Perde palloni molto pesanti nell’economia del gioco e del risul- tato finale. Qualche altra sbavatura per una gara in chiaroscuro.

MARSHALL 6
Prova senza infamia e senza lode pur se in alcune occasioni avrebbe potuto effettuare scelte migliori.

TEBALDI 5
Nessun calcio o quasi, un mezzo intercetto su calcio a scavalcare, lente uscite della palla e la tragica ripartenza alla mano dai 22 al posto di un calcio lungo lungo in touche. Una giornata da dimenticare.

WILLIAMS 6,5
Poteva fare qualcosa in più sfruttando la propria potenza, ma quello che comunque ha fatto è come al solito di grande spessore.

KRAUSE 6,5
Sempre nel vivo dell’azione, dà il via alla manovra che porterà alla meta del compagno

SOLE 7
Una meta che aveva rotto l’equilibrio e consentito agli Aironi di lanciarsi con fiducia nella partita. La sua corsa riempie gli occhi. Pesante la sua presenza in campo.

GELDENHUYS 6
Ci prova con la forza e con la tecnica, ma il muro eretto da Treviso era davvero di quelli tosti.

BORTOLAMI 6
A fasi alterne, comunque sempre una presenza di un certo peso. Cartellino giallo ingeneroso.

STAIBANO 6,5
Lotta con accanimento, si fa sentire quando è il momento di farlo e in mischia è a volte travolgente.

ONGAR0 6,5
Ci mette tutta l’esperienza che possiede per tenere alta la linea degli Aironi. Grande prova negli ultimi metri.

Questi invece i voti ai giocatori del Benetton Treviso

Williams 5,5
Nitoglia 5,5
Sgarbi 6
Garcia 6
Benvenuti 5,5
Burton 6,5
Botes 6
Vosawai 6,5
Zanni 6
Derbyshire 6
Van Zyl 6,5
Pavanello 6,5
Di Santo 6
Ghiraldini 5,5
Rouyet 6
Sbaraglini 6

 

In mischia, per uscire dai problemi

Un articolo a firma di Marco Birolini su L’Avvenire di oggi

«Ragazzi difficili? Forse sono solo in cerca di quattro regole che nessuno ha mai dato loro…». Agostino Gotti è il referente di “Facciamo meta”, un progetto educativo che mira al recupero degli adolescenti problematici attraverso il rugby. Il metodo è semplice e piuttosto spiccio: niente prediche e inutil i lavate di testa, Gotti e i suoi allenatori prendono i gianburrasca e li scaraventano in campo. Lottando per conquistare una palla ovale, ritrovano fiducia negli altri e soprattutto in se stessi, con benefici comportamental i evidenti già dopo pochi incontri . A portare avanti il progetto, attivo a Grumello del Monte e in altri otto comuni bergamaschi vicini, sono Bergamo Rugby e Cooperativa Arkè. I presidenti delle due associazioni sono stati i primi a credere nelle potenzialità formative di uno spor t chi sarà pure minore ma che tempra fisico e spirito come pochi altri . “Facciamo meta” raggiunge le scuole, ma soprattutto i doposcuola organizzati da comuni e oratori in un territorio dove l’integrazione degli immigrati indiani e nordafricani resta fragilissima. Spesso gli esclusi sono proprio i giovani stranieri.Visto che educatori e volontar i faticano a contenerli e a coinvolgerl i nelle altre attività, si è pensato di ricorrere alle maniere ruvide del rugby. L’impatto equivale a uno choc. «Puntiamo a sorprendere e a spiazzare i ragazzi fin dal primo contatto: individuato nel gruppo quello che fa il bulletto lo si smonta subito – spiega Gotti -. Lo prendi e ad esempio gli dici: ok, hai dimostrato di saper fare il pagliaccio, ora dimostrami che puoi fare anche la persona seria…». Una terapia d’urto che funziona perché obbliga a togliersi la maschera. Il rugby richiede del resto un forte spirito di gruppo: «Molti di questi ragazzi si relazionano a fatica con i coetanei. Magari sono già stati anche scartati dalle squadre di calcio locali. Noi gli diamo una seconda possibilità, facendogli capire che tutt i possono essere importanti . Anche il ragazzotto sovrappeso che non è un fulmine di guerra. Lo mettiamo ad alzare i compagni nella rimessa laterale, gli altri capiscono subito che c’è bisogno di lui». L’esperimento pilota è partito l’anno scorso a Tagliuno: alla fine è nata una vera squadra che si è confrontata con un team della Bergamo Rugby. «È bastato dar loro una divisa nuova per farli sentire importanti : per la prima volta gli altri ragazzi del paese li hanno guardati con ammirazione e rispetto». Gli insegnamenti sul campo valgono più di mille parole: «Nel rugby devi sempre passare indietro – continua Gotti -. Capisci in fretta che se non c’è nessuno alle tue spalle, non puoi fare molta strada. E poi c’è un’altra cosa che attrae i ragazzini…» Quale? «Beh, il fango. Sguazzarci dentro piace tantissimo…». La scuola del rugby è così: dura e pure sporca. «Ma sa far emergere la parte più bella che uno ha dentro», sorride Gotti .

 

Aironi-Benetton Treviso: gli highlights