Niente tour per Parisse: non c’è frattura ma strappo muscolare

Tweet di Sergio Parisse ore 12.20

Risonanza fatta: strappo muscolare vicino al tendine Del bicipite femorale..niente operazione, tra 5-6 settimane di stop! Bye tournée.

Tra tribune e divani, i freddi numeri del rugby d’Eccellenza negli stadi e in tv

Sul sito Toscana Rugby.it ho trovato questi dati. Voi che ne pensate?

72350. Gli spettatori di Italia – Scozia dell’ultimo Sei Nazioni? Quasi! E’ il
dato totale degli spettatori della stagione regolare dell’Eccellenza 2011/2012,
il dato riferito alle 90 partite. Per una media di 804 spettatori, rispetto ai
751 del 2010/2011 e dei 1241 del 2009/2010 (più alta per la presenza anche di
Viadana e Treviso).
La stagione regolare è dunque vinta da Padova, con 1.444 di media, seguita da
Rovigo con 1.289 e Prato chiude il podio con 917. “Retrocede” Parma con 328, con
la partita più seguita in Padova – Rovigo con circa 4.000.
Dati in aumento ovviamente considerando le semifinali appena terminate e la
prossima finale.

In ottica Celtic League, Treviso viaggia a 3.900 di media, e Viadana con
2.876…
Numeri ben diversi dai dati di Premiership (Saracens – Harlequins, partita
evento giocata a Wembley, è stata seguita da 83.761 spettatori, record mondiale
per partita fra squadre di clubs…), Celtic League e Top 14, ma ben diverse sono le attenzioni e la storia di queste realtà (i quotidiani sportivi italiani dedicano all’eccellenza nulla piu’ del risultato…)

Parentesi a parte per RAISPORT: i dati diffusi, relativi alle 18 partite trasmesse (di cui 13 in diretta), registrano share piuttosto desolanti: Rovigo- Padova del 29/01/2012, data peraltro in differita, ha registrato 68.448 contatti di media, per un’ambizioso 0,27%…
Fra i matches più seguiti, sommando i dati di dirette, differite e repliche (curiosità: le repliche notturne di Rovigo-Mogliano e Reggio Emilia-L’Aquila, date alle 2 di notte, hanno registrato la media di 0, sì, zero tele utenti), Reggio Emilia-L’Aquila 56.104, Rovigo-Mogliano 47.888, L’Aquila-Lazio 45.806. La singola diretta più vista è stata Prato-Calvisano con 40.700.

Italia-Tonga, Reggio Calabria ci prova. Sabato la decisione

Franco Pellicanò per La Gazzetta del Sud

(…) Dopo le prime riunioni svoltesi tra quanti sono stati chiamati, dallo stesso presidente, a far parte del Comitato Organizzatore Locale e la richiesta ufficiale consegnata alla federazione centrale, dalla capitale è pervenuta una prima, positiva indicazione ufficiale. Il Consiglio federale ha deliberato di far disputare, il prossimo 10 novembre, in riva allo
Stretto, il test-match in calendario tra Italia e Tonga e la notizia è stata accolta con notevole entusiasmo, non solo dai promotori dell’iniziativa, ma anche da quanti nell’intera Calabria, hanno a cuore le sorti di questa disciplina, visto che esiste il pieno coinvolgimento del consigliere federale Enzo Paolini, che è di Cosenza, oltre che dei rappresentanti federali
delle restanti città. (…)

PS: dopo una veloce verifica in FIR non risulta che al momento il Consiglio abbia eliberato alcunché. Probabilmente in Federazione hanno preso atto dell’interesse di Reggio Calabria. Una decisione verrà presa nel Consiglio Federale che verrà tenuto sabato e che sarà annunciato ufficialmente in giornata (e dove si prenderanno le decisioni circa il nuovo staff tecnico azzurro e la vicenda Aironi)

Super Rugby, turno 12: tutti gli highlights

Speranze azzurre: se Gori si dimentica di essere Gori potrà diventare… Gori!

La rubrica di Antonio Liviero, “Mischia aperta” per Il Gazzettino

L a primavera in casa Gori è carica di energie e di promesse. Di corse libere e spensierate. Il mediano di mischia del Benetton ha offerto un finale di stagione strabiliante: 80′ pieni nella notte trionfale di Newport, uomo del match a Monigo col Glasgow, partita intera da trequarti sotto il segno della polivalenza a Edimburgo, coronata da una meta.
Edoardo Gori detto Ugo, 22 anni, toscano, è il più dotato dei numeri nove di nuova generazione. E’ stato imposto precocemente, e ancora acerbo, al comando della mischia azzurra. Una fretta dettata dalla necessità di trovare l’erede di Troncon, di dimostrare la bontà del lavoro dell’accademia federale e allo stesso tempo di forzare le scelte in casa Benetton dove il giovane, in attesa di completare la formazione per l’alto livello, era ancora la terza scelta alle spalle di Botes e Semenzato.
È così che, complici gli infortuni, si è trovato a detenere un record paradossale: unico
giocatore al mondo con più test-match che partite di club. Le sue prove in azzurro
finora sono state oneste: determinato e distributore preciso di palloni. Ma per leadership
tattica, intraprendenza e personalità ancora lontano dagli standard internazionali.
Ho avuto l’impressione che non si sentisse ancora sicuro. Che la pressione e la paura di sbagliare lo frenassero. Ritornato a Treviso è apparso trasformato, sbloccato, liberato
di un peso, complice forse anche l’assenza per infortunio di Botes. Ed è venuta fuori la sua personalità: l’estro e la sensibilità che sono manna per un mediano di mischia. Una lieta sorpresa: perché lo abbiamo visto accelerare e rallentare l’azione, riorganizzare il gioco portando il pallone attorno alle mischie aperte e persino usare meno timidamente il piede.
Tanto da scavalcare Semenzato nella gerarchia interna al Benetton.
Al momento Botes gli resta superiore. Ma non è un problema per Gori. Al contrario,
essere il numero due di uno effettivamente più forte, ed avere un margine di progresso,
specie se legato all’età, migliore, ha i suoi vantaggi: meno responsabilità, meno pressione, il diritto di sbagliare senza che gli errori pesino troppo inibendolo nelle scelte. E poi credo che abbia ancora cose da imparare dal sudafricano.
La morale è semplice: lasciamolo crescere in pace, diamogli il tempo di cui ha bisogno
senza gravarlo troppo. Il resto verrà da sé. All’inizio come quasi tutti i giovani numeri nove prevarranno forse le gambe e l’istinto. Quando comincerà a usare bene anche la testa e i piedi, allora potrà non avere rivali in Italia. Ma a una condizione: dimentichi il talento, di cui è certamente dotato. Lo consideri un ostacolo e stia alla larga da chi glielo ricorda di
continuo, magari con qualche secondo fine. Come dice uno scrittore, il talento è una
botola sotto i piedi. Può essere una scorciatoia pericolosa che tiene lontano dalla costanza,
dalla disciplina, dalla dedizione e dal duro lavoro: le vere qualità che fanno emergere i campioni.