Super Rugby: i Brumbies vincono in casa degli Hurricanes (25-37)

The scorers:

For Hurricanes:
Tries: Perenara 2, Vito, Toomaga-Allen
Cons: Taylor
Pens: Taylor

For Brumbies:
Tries: Auelua, Carter, Hooper, Holmes
Cons: Holmes 4
Pens: Holmes 3

Hurricanes: 15 Andre Taylor, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith (c), 12 Tim Bateman, 11 Julian Savea, 10 Tusi Pisi, 9 TJ Perenara, 8 Victor Vito, 7 Karl Lowe, 6 Brad Shields, 5 Jason Eaton, 4 Jeremy Thrush, 3 Ben May, 2 Dane Coles, 1 Reggie Goodes.
Replacements: 16 Motu Matu’u, 17 Jeffery Toomaga-Allen, 18 James Broadhurst, 19 Jack Lam, 20 Chris Eaton, 21 Beauden Barrett, 22 Jayden Hayward.

Brumbies: 15 Jesse Mogg, 14 Henry Speight, 13 Andrew Smith, 12 Pat McCabe, 11 Joe Tomane, 10 Zack Holmes, 9 Ian Prior, 8 Fotu Auelua, 7 Michael Hooper, 6 Ben Mowen (c), 5 Sam Carter, 4 Scott Fardy, 3 Dan Palmer, 2 Stephen Moore, 1 Ben Alexander.
Replacements: 16 Anthony Hegarty, 17 Ruaidhri Murphy, 18 Peter Kimlin, 19 Ita Vaea, 20 Nic White, 21 Robbie Coleman, 22 Tevita Kuridrani.

Referee: Mark Lawrence (South Africa)

Staff azzurro: il francese Berot per i trequarti e un italiano alla mischia?

Rumors, solo rumors. Magari forti, ma solo indiscrezioni, quindi qui non aspettatevi nulla di ufficiale.
Dunque, sabato al Consiglio Federale verrà tolto il velo sullo staff tecnico di Jacques Brunel. Intanto le certezze: il coach dei trequarti sarà nuovo, al 95% anche quello della mischia. Si può discutere a lungo sul tempo che è stato impiegato per arrivare a questo punto – e io l’ho fatto – però siamo arrivati al dunque. Pare, che finché non c’è nero su bianco…
I trequarti saranno (vabbé, dovrebbero essere, ma saranno…) affidati a un francese. Nomi? Impossibile averne, almeno dalla FIR e dintorni, ma dalla Francia arriva la nomination giusta: Philippe Berot, fino a questa stagione nello staff tecnico del Tarbes come head coach, formazione di ProD2 e 19 caps con la nazionale transalpina alla fine degli anni Ottanta (ala o estremo). Un “pirenaico” come Brunel. Non ha ancora firmato perché prima deve arrivare il via libera del Consiglio, ma dovrebbe eessere una formaltà.
Più nebulosa la vicenda-allenatore della mischia: potrebbe essere lo stesso Brunel ad assumerla ad interim, ma negli ultimi giorni sarebbero salite le quotazioni degli italiani: Properzi, in primis, ma si rumoreggia di un tentativo fatto per De Carli anche se si è appena accasato a Perpignan. Altro rumors: Massimo Cuttitta, il cui contratto con la Scozia scadrebbe il 30 giugno, certo ci sono di mezzo le sue dichiarazioni su Castro dello scorso marzo che non aiuterebbero il suo arrivo, però siamo tutti uomini di mondo…
Ci sarebbe anche un’altra indiscrezione, ma non voglio nemmeno scriverla tanto sarebbe… fantascientifica (per la mia personalissima opinione in negativo).
Ripetop rumors, soprattutto per quello che riguarda la mischia. Per il francese invece qualche euro lo scommetterei… Sabato la sentenza

Rovigo trova il ds e seleziona giocatori

Alice Sponton per Il Gazzettino di Rovigo

«È stato individuato come direttore sportivo Fabio Coppo. Lui vuole riservarsi qualche ora
per accettare, ma la decisione arriverà entro questo fine settimana». Dopo una lunga serie di incontri Francesco Zambelli, patron della Femi Cz Vea Rugby Rovigo ieri ha annunciato la notizia. «So che non è un rodigino di nascita, ma è una persona valida, con la quale vogliamo proseguire e ottimizzare il rapporto già iniziato. Tra l’altro va d’accordo con l’allenatore Polla Roux e può darsi che ci aiuterà a trovare il nuovo allenatore per l’under 23».
Francesco Zambelli smentisce cosi le voci che volevano Pepe Scanavacca vicino a via
Alfieri come candidato ideale a ricoprire il ruolo di direttore sportivo, tra l’altro, già rivestito
qualche stagione fa. Oggi i due avrebbero dovuto incontrarsi. «Con lui prenderò un caffè
volentieri, ma dobbiamo ripartire da ieri, non da tre anni fa» ha chiosato il presidente.
Nel ruolo di vice allenatore, fino alla stagione appena trascorso ricoperto proprio da
Coppo, ci sarà Joe McDonnell. «Ci siamo incontrati, anche insieme a Polla, e abbiamo raggiunto l’accordo» ha confermato Zambelli. Soddisfatto l’ex ll Black che si è detto «molto
contento per l’opportunità».
La lunga giornata del presidente è quindi proseguita con gli incontri individuali con i
giocatori: Tumiati, Wilson, Pedrazzi, Ciochina, Datola, Quaglio, Lubian, Marzola. Sono stati
tutti confermati e dal canto loro hanno dato la disponibilità per un’altra stagione a Rovigo.
Rimangono quindi oggi da incontrare Ceglie, Ravalle, Lombardi, Giazzon, Reato, Montauriol, Scholtz, i fratelli Zanirato, Martinelli, Bovolenta , Zorzi e Merlo. Si prospetta la giornata più dura per Zambelli. Tra questi nomi, qualcuno non rientrerà nei piani del club per la prossima stagione sportiva. Ad esempio Montauriol il quale da tempo manifesta l’intenzione di tornare in Francia. A Rovigo, da Badia, intanto è pronto ad arrivare il mediano di apertura Nicolò Fratini. (…)

Francesi e irlandesi, sberleffo europeo che fa rosicare l’Inghilterra

Simone Battaggia, La Gazzetta dello Sport

Per gli inglesi non è facile da digerire. Tra oggi e domani Twickenham ospiterà le finali
delle coppe europee: quella di Challenge, stasera alle 21 italiane (dir. Sky Sport Extra) nel piccolo «Stoop» casa degli Harlequins, vedrà di fronte due francesi, il Tolone di Wilkinson e il Biarritz. Quella di Heineken, domani alle 18 nel grande «Headquarter» del rugby mondiale, opporrà due irlandesi, il Leinster e l’Ulster. Comunque vada, per la quinta volta nelle ultime sette stagioni il più importante trofeo di club in Europa finirà sull’altra sponda del mare d’Irlanda.
Negli ultimi sette anni il Trifoglio ha vinto un solo Grande Slam, e in Coppa del Mondo è uscito una volta in poule (2007) e una volta ai quarti (2011). I successi delle province,
quindi, non si riflettono automaticamente sul destino della Nazionale. Certo, di base c’è la
qualità dei vivai. Pur da un serbatoio ristretto, Leinster e Munster sfornano talenti in continuazione, e dopo anni di difficoltà si è riagganciato anche l’Ulster (…)
Se le province fanno meglio dell’Irlanda, i motivi sono anche altri. «A differenza di altre nazioni in cui il sistema delle franchigie è stato adottato recentemente — spiega il direttore generale di Treviso Vittorio Munari, che incrocia le irlandesi in Celtic League e in Heineken —, in Irlanda le province sono da sempre la struttura portante del movimento. Il passaggio dei giocatori dai club alle province e la loro gestione avvengono in modo naturale». Scozia, Galles e Italia si sono trovate quindi a rincorrere un modello che l’Irlanda vanta da sempre, e che le permette di dare spazio ai talenti e di preservare i campioni. (…)

Italia-Tonga, Brescia ci spera ma non ci crede

Alberto Pellegrini per Il Giornale di Brescia

La Nazionale di Rugby a Brescia per il test match contro Tonga? Un sogno, molto probabilmente destinato a rimanere tale. Ma se ne parla, perché dopo che Torino ha rifiutato di ospitare il test match di novembre contro gli isolani del Pacifico e dopo che anche San Siro si è reso indisponibile per Italia-NuovaZelanda, la federazione rugby ha già deciso che il test match con gli All Blacks si giocherà il 17 novembre a Roma, all’Olimpico;
il match contro l’Australia sarà ospitato dal Dall’Ara di Bologna il 24 novembre mentre resta ancora da «piazzare» la partita contro Tonga in programma il 10 novembre.
E così si sono fatte avanti Monza, Bergamo, Ascoli, Reggio Calabria e pure Brescia. La candidatura della nostra città per una partita al Rigamonti è stata avanzata dalla GSport di Montichiari, società che cura tutta la pubblicità della Nazionale di rugby e anche dello stadio
Rigamonti. Sabato a Parma si riunisce il consiglio federale della Fir che dovrebbe anche decidere sulla sede del terzo test match.
Ma non tutte le candidature sembrano allo stesso livello: Monza ha già ospitato il rugby nazionale e internazionale, ma lo stadio non è molto capiente; Ascoli ha tutto a posto, ma ha già ospitato nel 2009 un match della Nazionale; Reggio Calabria potrebbe essere favorito
da considerazioni «geopolitiche»: un match al Nord / (Bologna), uno al Centro (Roma) e uno al Sud. Infine Bergamo e Brescia che paiono sullo stesso piano: Bergamo ha strutture un po’ migliori ma meno tradizione rugbistica, che peserebbe ancor di più se il Calvisano dovesse
vincere lo scudetto nei prossimi giorni. E il discorso torna, ineluttabilmente, all’insufficienza delle strutture: lo stadio Rigamonti è omologato per 16mila spettatori; qualche lavoro potrebbe aumentarne la capienza, ma difficilmente raggiungere i 25-30mila posti che
la Nazionale di rugby riempie sempre senza sforzo. Il grande rugby a Brescia? Un sogno
che, stando cosilo stadio, difficilmente diventerà realtà.