Il Petrarca saluta l’Europa con il Brive

Federico Fusetti per Il Mattino di Padova

Ultimo appuntamento con la vetrina europea per il Petrarca che affronta oggi al Plebiscito (ore 15, arbitro lo scozzese Macmenemy) i francesi del Brive, già matematicamente
qualificati ai quarti di finale dell’Amlin Challenge Cup. Obiettivo del Petrarca: chiudere
con onore la stagione continentale nonostante i transalpini siano sulla carta nettamente superiori nella classifica del girone. I bianconeri chiuderanno probabilmente al terzo posto, dietro ai francesi e al Sale, conservando un punto di vantaggio sugli spagnoli di El Salvador:
all’appello mancano proprio i punti lasciati inaspettatamente in terra iberica.
Nel Brive, terzultimo nella top 14 francese, milita anche quel Luciano Orquera che ha vestito per tre stagioni la maglia del Petrarca 6 anni orsono, e recentemente tornato anche a vestire la maglia azzurra. Oggi sarà in panchina. Quanto al Petrarca, i tecnici Presutti e Bot danno minutaggio ai più giovani, forse anche in vista di sabato prossimo, ultimo turno di campionato prima della lunga, anzi lunghissima, sosta per il Sei Nazioni. Quattro i giovani in
campo dall’inizio, altri cinque in panchina. Attesi anche un gruppetto di sostenitori dalla Francia, a testimonianza del calore dei tifosi transalpini, che zoppicanti in campionato puntano quindi alla Challenge. Il Petrarca, pur sconfitto 32-6, ha ben figurato nella gara di andata, subendo due mete solo nei minuti finali.
«Noi vogliamo onorare fino in fondo la competizione – conferma l’allenatore Pasquale
Presutti – E’ importante anche per la nostra immagine. I nostri avversari sono superiori, ma dovranno dimostrarlo».
LA FORMAZIONE: Acuna, Sanchez, Alessandro Chillon, Bertetti, Spragg, Walsh, Alberto
Chillon, Kingi, Bezzati, Barbini, Sutto, Tveraga, Leso, Costa Repetto, Sodini. (A disp.: Gega,
Caporello, Naka, Targa, Billot, Ansell, Borgato, Favaretto).

Lo Cicero torna a parlare. Ma solo di calcio…

Non parla da tempo con i giornali. Rientrato da poco nel giro azzurro Lo Cicero ha infranto questa regola autoimposta, ma di rugby nemmeno l’ombra.

Da La Gazzetta di Parma, la firma è diVanni Buttasi

Da Parigi con il Catania nel cuore. Andrea Lo Cicero, pilone del Racing Mètro, segue il campionato di calcio dalla capitale francese nei telegiornali italiani, dove riesce a vedere anche degli spezzoni delle partite, soprattutto quelle della compagine rosso-azzurra.
«Sono al Racing Mètro da cinque anni – sottolinea il rugbista siciliano, colonna della nazionale azzurra -: in campionato siamo secondi, a due punti dalla capolista. Ma sono attento anche alle vicende del “mio” Catania. Purtroppo siamo in una delicata posizione di classifica. Adesso abbiamo cambiato anche l’allenatore (Simeone, ndr) e spero che il suo arrivo dia una scossa a tutto l’ambiente. Con tanti argentini in squadra, lui saprà trovare le giuste motivazioni e mi auguro che la ventata di novità porti anche dei punti, a cominciare proprio dalla partita con il Parma. Purtroppo, nel mondo del calcio, spesso non viene dato tempo all’allenatore di progettare, perché si vogliono subito i risultati».
Il pilone catanese del Racing Mètro si sofferma un attimo anche sul Parma: «Conosco bene
la città, un po’ meno la squadra, anche se ho visto che ha gli stessi punti del Catania: il suo percorso è simile a quello della mia squadra. Oggi, però, potrà contare sul sostegno del pubblico: è un aspetto da non sottovalutare. Pronostico? Spero che vinca il Catania, anche se le due squadre sono affamate di punti e una sconfitta potrebbe complicare la loro classifica. E poi il nuovo allenatore, magari, darà la carica giusta».
Lo Cicero si considera un «italiano atipico» e spiega il perché: «Gioco negli stessi orari
delle partite di calcio, così mi risulta difficile seguirle in diretta anche se il calcio è uno sport
molto bello. Talvolta, purtroppo, rovinato da alcuni delinquenti che dovrebbero stare in
carcere. Mi spiace che accadano cose di questo genere che fanno molto male allo sport».

Affrontare il Generale Inverno con l’ovale

Sportweek in edicola oggi dedica il suo servizio di copertina allo sport praticato in condizioni climatiche difficili o estreme: freddo, neve, pioggia, ghiaccio e fango. Per il rugby la testimonianza è “firmata” da Marco Bortolami. Eccola

(Con il maltempo, ndr) Le difficoltà nascono soprattutto col freddo e il vento. Il primo diminuisce la sensibilità delle mani e la precisione dei passaggi. Il secondo incide sulle
traiettorie dell ovale. Quando giocavo in Inghilterra, ventosa molto più che l’Italia, non esistevano specifici allenamenti anti-vento; lo si combatteva raffinando la tattica; quando il vento era a favore si usavano più il piede e i lanci. Avendolo contro si preferivano i calcetti
rasoterra. Comunque, anche con la neve non mi faccio certo problemi a giocare. La trovammo 5 anni fa Monza, contro le Figi. Uno di loro, mio compagno del Gloueester, mi svelò che loro, invece, all’intervallo, si fecero un bagno bollente…».

I Bergamasco, tra nuovo libro, il rugby e… Ruby

Roberto Rizzo per le pagine milanesi de Il Corriere della Sera di oggi

Il rugby non è (solo) uno sport, ma è soprattutto «uno stile di vita». I fratelli Mauro e Mirco Bergamasco non sono (solo) i rugbisti italiani più famosi, ma sono anche: sex symbol, icone gay (vedere il calendario «Dieux du Stade»), testimonial pubblicitari e di iniziative benefiche, imprenditori e ora filosofi. Della palla ovale s’intende. Filosofia applicata al vivere quotidiano e messa nero su bianco in «Andare avanti guardando indietro » (Ponte alle Grazie), libro che i due atleti padovani (Mauro, classe 1979, Mirco 1983) presentano oggi
alla Libreria del Viaggiatore, il bookstore interno a Cargo (via Meucd 39, ore 16.30, ingresso libero). Scritto con Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta, il volumetto
spiega come e perché dentro un campo da rugby «si riflettono la lotta che anima la vita e i nostri impulsi più ancestrali».
Tradotto, significa?
«Il rugby insegna alcuni concetti fondamentali che aiutano a vivere meglio la quotidianità», risponde Mauro Bergamasco da Parigi (dal 2003, i fratelli, nazionali azzurri, giocano in Francia: Mauro nello Stade Francais, Mirco nel Racing Metro, ndr). «Insegnamenti che
noi rugbisti diamo per scontati, ma che tali non sono».
Un esempio?
«Il rispetto delle regole, degli avversari e dei compagni di squadra. Un comportamento che dovrebbe valere per tutti, non solo nello sport».
Come è nato il libro?
«Abbiamo iniziato a pensarci un anno fa. L’idea nasce da un progetto che ci sta a cuore, una serie di seminari per giovani sportivi. Vogliamo mettere a disposizione di tutti la nostra esperienza».
Voi siete personaggi che esulano dai mondo dello sport: il rugby vi va stretto?
«No, dobbiamo tutto al rugby che ci ha dato un’immagine oggi consolidata e che ci permette di fare tante altre cose. Ma, se domani mattina smettessimo di giocare, molti dei nostri progetti non vedrebbero la luce».
Com’è l’Italia vista dalla Francia?
«In questi giorni è dura a causa della vicenda Ruby, i francesi ci prendono in giro, lasciamo perdere… A Parigi viviamo bene, ma l’Italia rimane il nostro Paese».
E Milano?
«Abbiamo tanti amici e siamo spesso a Milano per lavoro. Personalmente la trovo una città dai tanti volti, nel complesso mi piace. Ho consumato le scarpe facendo le “vasche” in Montenapoleone e per sei mesi ho vissuto in corso Como».
Nonostante gli sforzi il rugby a Milano stenta a fare il salto di qualità.
«Club come l’Amatori e Grande Milano ci provano, sarebbe importante perché questa città potrebbe diventare una bella vetrina per tutto il rugby italiano».
Mancano gli impianti, non solo per la palla ovale ma per tutti gli sport.
«Lo sappiamo e speriamo che l’Expo sia l’occasione per costruire gli impianti che Milano merita».

Nazionale under 20: D’Apice non ce la fa, convocato Andrea Manici

Niente tour del Regno Unito per Tommaso D’Apice, ventiduenne tallonatore della Futura Park Rugby Roma, fermato da un problema muscolare alla vigilia dell’ultimo turno del Trofeo Eccellenza.

In sua sostituzione il tecnico dell’Italia “A” Gianluca Guidi ha convocato il giovane numero due dell’HBS GranDucato Parma Andrea Manici, classe 1990, formatosi come D’Apice all’Accademia “Ivan Francescato” di Tirrenia.

L’Italia “A” si radunerà lunedì sera proprio al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia dove preparerà i due incontri internazionali contro England Saxons (Worcester, 29 gennaio) e Scozia “A” (Galashiels, 4 febbraio).

La lista dei convocati è aggiornata come segue:

Piloni

Matias AGUERO (MPS Aironi, 17 caps)

Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)

Michele RIZZO (Benetton Treviso, 2 caps)

Fabio STAIBANO (MPS Aironi, 9 caps)


Tallonatori

Andrea MANICI (HBS GranDucato Parma)*

Franco SBARAGLINI (Benetton Treviso, 5 caps)


Seconde linee

Marco BORTOLAMI (MPS Aironi, 84 caps)

Joshua FURNO (MPS Aironi)*

Antonio PAVANELLO (Benetton Treviso, 5 caps) – capitano


Flanker/n.8

Nicola BELARDO (Estra I Cavalieri Prato)*

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)

Josh SOLE (MPS Aironi, 46 caps)

Francesco MINTO (Benetton Treviso)


Mediani di mischia

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso)

Tito TEBALDI (MPS Aironi, 14 caps)


Mediani d’apertura/estremi

Riccardo BOCCHINO (MPS Aironi, 6 caps)*

Paolo BUSO (MPS Aironi, 1 cap)

Andrea MARCATO (Petrarca Padova, 16 caps)


Centri/Ali

Gilberto PAVAN (MPS Aironi)

Andrea PRATICHETTI (Benetton Treviso)*

Matteo PRATICHETTI (MPS Aironi, 22 caps)

Michele SEPE (Benetton Treviso, 3 caps)

Giulio TONIOLATTI (MPS Aironi, 5 caps)

Giovambattista VENDITTI (MPS Aironi)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”