Italia U20: due nuovi arrivi per il Galles

Andrea Cavinato, tecnico della Nazionale Italiana U20, ha convocato l’ala del Petrarca Padova Alex Morsellino ed il flanker del Rugby grande Milano Matteo Dell’Acqua in sostituzione degli indisponibili Marco Gennari (BancaMonteParma Crociati) e Ruben Riccioli (Mantovani Lazio) per la partita di venerdì 25 febbraio al San Vito di Cosenza contro il Galles (ore 19, diretta Rai Sport 2), terza giornata dell’RBS 6 Nazioni di categoria.

La rosa dell’Italia U20 è aggiornata come segue:

Matteo APPIANI (Cammi Calvisano)*

Andrea BALSEMIN (HBS GranDucato Parma)*

Cesare BERTON (Petrarca Padova)*

Diego BISSO (Med Italia Pro Recco)

Jacopo BOCCHI (Benetton Treviso)*

Riccardo CAGNA (MPS Viadana)*

Vittorio CALLORI DI VIGNALE (Estra I Cavalieri Prato)*

Tommaso CASTELLO (Banco di San Giorgio Cus Genova)

Augusto COSULICH (Benetton Treviso)*

Matteo DELL’ACQUA (Rugby Grande Milano)

Marco FERRINI (Livorno Rugby)*

Alessandro FURIA (Petrarca Padova)*

Marco FUSER (Benetton Treviso)*

Edoardo GHIRALDINI (Petrarca Padova)*

Amar KUDIN (Benetton Treviso)

Piermaria LESO (Petrarca Padova)* – capitano

Andrea LUPETTI (Estra I Cavalieri Prato)*

Alfio MAMMANA (Amatori Catania)*

Luca MORISI (Rugby Grande Milano)*

Alex MORSELLINO (Petrarca Padova)*

Guglielmo PALAZZANI (Cammi Calvisano)

Nicola QUAGLIO (Femi-CZ Rovigo)

Leonardo SARTO (Petrarca Padova)*

Michele VISENTIN (Benetton Treviso)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Super Rugby: fratelli Whitelock contro tutti

Tre fratelli titolari nella stessa squadra. Un mezzo record, forse anche uno tutto intero. Anche perché la squadra in questione è quella neozelandese dei Crusaders, una delle favorite alla vittoria finale nel Super Rugby che andrà cominciando nelle prossime ore. I tre sono Adam, George e Sam Whitelock e il 19 febbraio avranno addosso – rispettivamente – la maglia rossonera numero 12, 6 e 5. Di fronte gli Auckland Blues capitanati da Keven Mealamu.
E una bella spinta al record arriva dai tanti assenti tra i Crusaders: Richie McCaw e Sonny Bill Williams su tutti.

Pazzia in Spagna: vietato il terzo tempo

Da Repubblica.it

Incredibile a Barcellona: la tradizione del dopo partita della palla ovale è stata vietata con tanto di macchina della polizia municipale, lampeggianti e palette. “Ci accusano di fare bere anche i bambini, ma è assurdo, il motivo è che non conoscono il nostro sport”

di RAFFAELE R. RIVERSO

 

BARCELLONA – Quando ha visto la macchina della polizia municipale allo stadio, non poteva crederci. Jordi Homs, presidente del club di rugby CN PobleNou-Enginyers, sapeva che i vigili erano venuti a controllare “il normale svolgimento” del terzo tempo: “Ci accusano anche di ubriacare i bimbi, è assurdo”. Casualmente alla partita di terza divisione, che il club barcelonista giocava contro una squadra di Valencia, c’era in visita il presidente della federazione spagnola di rugby, Alfonso Mandado, che è rimasto impietrito quando ha visto lampeggianti e palette.

I problemi sono iniziati quando il comune di Barcellona ha deciso di attuare “senza eccezioni” la normativa che proibisce bere e mangiare all’interno di impianti sportivi fatto salvo il recinto del bar: “Quello che vogliono – inveisce Homs – è che andiamo a fare il terzo tempo al bar e non nel nostro clubhouse (sempre all’interno dello stadio) dove abbiamo i nostri trofei, le nostre fotografie, le magliette internazionali. L’ambiente perfetto per un terzo tempo. Non è una questione di soldi, bensì di principi”.

Ed è per questo motivo che i vigili erano lì: “Ci fanno mobbing. Controllano che nessuno di noi esca a prendere una boccata d’aria fuori dal clubhouse, con una birra o un panino, anche solo per pochi istanti”. Il perché di questo “sequestro” secondo Jordi sta nel fatto che al Comune “conoscono così poco il rugby che pensano che il terzo tempo sia un

momento per ubriacarsi. Il nostro è uno sport di aggressività regolata. Il terzo tempo è il ritorno all’ordine dopo il caos”. Naturale, come la quiete dopo la tempesta: “Si tratta di un momento di pace dove sfogare tutta l’adrenalina che si è accumulata durante gli 80 minuti. Perché nel rugby non ci sono nemici, ma solo avversari. Il fatto è che al Comune di Barcellona per quando riguarda il rugby regna l’ignoranza”. Il terzo tempo, infatti, è il trait d’union tra una partita del Sei nazioni e una di Terza divisione. È il momento in cui si annullano le differenze tecniche e tutti i rugbisti si sentono uguali.

Però il peggio è arrivato quando sono stati accusati di ubriacare i bambini: “Non sanno più cosa fare. Ci hanno addirittura accusato di dare della birra ai bambini, quando l’unica cosa che bevono è aranciata. E poi lasciano che la gente si ubriachi, questa volta per davvero, sulla Rambla”. Il divieto, inoltre, proibisce di fatto al club di “organizzare un barbecue, perché farlo all’interno del clubhouse vorrebbe dire intossicarci di fumo. Questo non ci permette di fare le cose come vorremmo. Il terzo tempo è il momento in cui si dimostra il proprio spirito di ospitalità nei confronti della squadra avversaria, che farà lo stesso quando noi andremo a visitarli”. Capire questo, per una società calcio-pensante, dove spesso il tuo avversario è anche il tuo nemico, non sempre è facile.

Video: gli highlights del Las Vegas Sevens

Il Sudafrica ha vinto la tappa di Las Vegas dell’Irb Sevens World Series, un successo quello dei sudafricani che era atteso da ben due anni. In finale superate le Isole Fiji.
Prossima tappa Hong Kong tra il 25 e il 27 marzo: ben 24 le squadre presenti

Fischietto azzurro per le ragazze del Sei Nazioni

La Nuova Ferrara, articolo a firma di Dario Cavaliere

La seconda giornata del 6 Nazioni femminile ha visto disputarsi a Ashbourne, vicino a
Dublino, Irlanda-Francia, una partita bella, tirata, vinta dalle transalpine 14-12. A fine gara vincitori e vinti a stringere la mano al direttore di gara, complimentandosi per la conduzione: la “nostra” Federica Guerzoni.

Come annunciato, infatti, a dirigere il match è stata Federica Guerzoni, il fischietto ferrarese al debutto nella competizione continentale.
«Sono molto contenta per com’è andata – esordisce Federica – prima del match ero tesissima, emozione a mille. Già il breefing con le due squadre tenuto in inglese mi
pareva arduo… Poi, fischiato l’inizio, mi è passato tutto e mi son sentita subito bene. Sono
rimasta molto concentrata – prosegue il direttore di gara ferrarese – e devo dire che i
due giudici di linea mi hanno aiutata a dovere, anche nei momenti più caldi. Il match è
vissuto sempre punto a punto, con tante ruck e maule, dove devi tenere gli occhi ancor
più aperti e a un certo punto c’è stato anche un parapiglia generale, dal quale ne sono
uscita con autorità».
Un debutto riuscito nel migliore dei modi, dunque, per la Guerzoni: «Penso proprio
di essermi comportata bene; il commissario dell’Irti (International rugby board, ndr)
mi ha fatto i complimenti. Dal pubblico ho ricevuto qualche fischio, da parte irlandese,
e un bel “vaffa” da alcuni francesi, ma ci può stare. L’importante è che a fine partita
il coach irlandese (sconfitto) sia venuto a stringermi la mano, condendo il tutto con
un “good match” che mi ha rinfrancata ulteriormente. Adesso speriamo che il commissario
nel rivedere il match su dvd a tavolino non trovi qualche imperfezione sfuggita in presa diretta».
Il gran finale, comunque, c’è già stato: «Nel terzo tempo mi sono finalmente rilassata e mi son potuta godere appieno dov’ero e cosa avevo fatto. Il ghiaccio è stato rotto e adesso
– conclude la Guerzoni – aspetto il 13 marzo per andare vicino a Cardiff per dirigere
Galles-Irlanda, sperando vada altrettanto bene».