Sei Nazioni, arriva il Galles e l’Inghilterra cambia volto

Tanti i cambi annunciati dal ct inglese Stuart Lancaster per la sfida di Twickenham di sabato. Lee Dickson, Ben Morgan e Geoff Parling partono dal primo minuto. Farrell viene spostato dal numero 12 all’apertura, Tuilagi va tra i centri. In panchina ci sono Courtney Lawes  e Toby Flood

15 Ben Foden (Northampton Saints)
14 Chris Ashton (Northampton Saints)
13 Manusamoa Tuilagi (Leicester Tigers)
12 Brad Barritt (Saracens)
11 David Strettle (Saracens)
10 Owen Farrell (Saracens)
9 Lee Dickson (Northampton Saints)
1 Alex Corbisiero (London Irish)
2 Dylan Hartley (Northampton Saints)
3 Dan Cole (Leicester Tigers)
4 Mouritz Botha (Saracens)
5 Geoff Parling (Leicester Tigers)
6 Tom Croft (Leicester Tigers)
7 Chris Robshaw (Harlequins, capt)
8 Ben Morgan (Scarlets)

Replacements
16 Rob Webber (London Wasps)
17 Matt Stevens (Saracens)
18 Courtney Lawes (Northampton Saints)
19 Phil Dowson (Northampton Saints)
20 Ben Youngs (Leicester Tigers)
21 Toby Flood (Leicester Tigers)
22 Mike Brown (Harlequins)

Tutti i perché di Brunel sul XV anti-Irlanda

”Credo sia il momento giusto per vedere Botes all’apertura dal primo minuto, dopo averlo messo in campo a gara iniziata con Francia ed Inghilterra. Rispetto a Burton, lui gioca più vicino alla linea del vantaggio e dobbiamo capire come può esprimersi a livello internazionale giocando dal primo minuto”.
Il ct dell’Italrugby Jacques Brunel spiega così la scelta di far giocare all’apertura l’equiparato sudafricano che quasi sempre, nel Benetton Treviso, gioca invece mediano di mischia e fa coppia con quel Burton che ora il ct rispedisce in panchina. Contro l’Irlanda a Dublino con la maglia numero 9 continuerà infatti a giocare Gori, elemento nel quale Brunel continua a nutrire notevole fiducia. Tutta trevigiana sarà invece la prima linea, scelta a cui il tecnico è stato costretto per il forfait di quel Castrogiovanni per il quale questo Sei Nazioni è già finito. ”La scelta di Rizzo titolare è dettata dall’ottima alchimia con Cittadini e Ghiraldini – spiega Brunel -, e dal fatto che Michele si è allenato molto bene in queste settimane in cui è stato convocato con la Nazionale. Inoltre abbiamo necessità di portare due piloni destri nei 22 e Cittadini, in caso di necessità, può essere impiegato anche a sinistra” ha detto Brunel.
Rimane fuori anche Canale, perché secondo il ct ”non e’ al meglio, e faccio notare che la coppia di centri con Sgarbi e Benvenuti è quella vista contro la Francia: in quell’occasione Alberto non si era espresso al massimo del suo potenziale, vogliamo rivederlo”.
Ma che partita sarà quella contro gli irlandesi? ”Nelle ultime partite contro di loro – risponde – il divario non è mai stato particolarmente ampio, anche ai Mondiali l’Italia a metà gara era a pochi punti dagli avversari anche se nel secondo tempo la partita ha preso una piega favorevole a questi ultimi. L’Irlanda ha cambiato poco dall’ultimo scontro diretto ai Mondiali, è una squadra con un pack di grande qualità in grado di mettere i trequarti nella posizione di giocare un ottimo rugby. La terza linea irlandese è molto fisica, la nostra più rapida: credo che le terze linee, da una parte e dall’altra, avranno un ruolo decisivo nella sfida di sabato a Dublino”.
Ma l’Italia può vincere all’Aviva Stadium? ”Se avremo lo spirito giusto sabato potremo vincere – dice Brunel -. Voglio uno spirito vincente in ogni caso e mi aspetto di vedere sul campo quello che abbiamo lavorato in settimana. Credo che sia con la Francia che con l’Inghilterra la squadra abbia dimostrato di poter vincere queste partite, a patto di eliminare alcuni piccoli difetti che hanno fatto la differenza”.
Infine un annuncio: ”Mirco Bergamasco è rientrato con il suo club (il Racing Metro) nei giorni scorsi e credo che presto potremo rivederlo in nazionale, forse già dalle prossime partite”.

Sei Nazioni: Scozia che cambia per l’arrivo della Francia

Andy Robinson ha fatto le sue scelte per la sfida di domenica che vedrà arrivare la Francia sul prato di Murrayfield. E il ct scozzese lancia Stuart Hogg per la prima volta dal primo minuto nel ruolo di estremo.

Scotland: 15 Stuart Hogg, 14 Rory Lamont, 13 Sean Lamont, 12 Graeme Morrison, 11 Lee Jones, 10 Greig Laidlaw, 9 Mike Blair, 8 David Denton, 7 Ross Rennie, 6 John Barclay, 5 Jim Hamilton, 4 Richie Gray, 3 Geoff Cross , 2 Ross Ford (c) 1 Allan Jacobsen.
Replacements: 16 Scott Lawson, 17 Ed Kalman, 18 Alastair Kellock, 19 Richie Vernon, 20 Chris Cusiter, 21 Duncan Weir, 22 Nick De Luca.

Date: Sunday, February 19
Venue: Murrayfield
Kick-off: 15.00 GMT
Referee: Wayne Barnes (England)

BergaMauro squalificato 4 settimane: Sei Nazioni finito

dall’ufficio stampa FIR

Mauro Bergamasco, flanker della Nazionale Italiana Rugby e degli Aironi, è stato squalificato per quattro settimane dal Giudice Sportivo del Rabodirect PRO12 al termine di un’udienza svoltasi oggi ad Edinburgo, alla quale il giocatore ha partecipato in video-conferenza, successiva alla citazione ricevuta da Bergamasco per un’azione di gioco pericolosa nel corso del match Ospreys v Aironi del 17 febbraio.

Gli azzurri per l’Irlanda e una seconda linea troppo poco biancoverde

Il Benetton Treviso rischia di diventare un piccolo paradosso per la nazionale azzurra. Nella formazione azzurra per la sfida all’Irlanda nella terza giornata del Sei Nazioni 2012 annunciata dal ct Jacques Brunel gli uomini che vestono biancoverde sono tanti, tantissimi: ben 13 sui 22, 10 in campo dal primo minuto. C’è una prima linea completamente trevigiana, una terza linea – tolto capitan Parisse in forma smagliante – che segue il trend, così come la mediana (con Botes al numero 10 al posto di Burton) e per finire il trio McLean-Sgarbi-Benvenuti a far mostra di sé nella “cavalleria leggera”. Andiamo in panchina? Bene, ci sono Pavanello, Semenzato e Burton.
Un vero blocco-Treviso quindi, su cui si innestano un paio di giocatori che giocano all’estero e 7 degli Aironi. Una cosa che non stupisce e non fa (o dovrebbe) fare notizia, visto l’andamento delle due nostre franchigie da cui arriva il 95% del gruppo azzurro.

Però c’è quel paradosso di cui dicevo all’inizio. Prendete il pacchetto di mischia: prima linea trevigiana, terza linea praticamente trevigiana. E in seconda linea? La coppia Aironi formata da Geldehuys e Bortolami. E qui le cose un po’ stridono. Perché a quel punto si poteva fare il passo in più e vestire di biancoverde anche la seconda linea: avremmo avuto un pack che gioca a memoria, che sa benissimo cosa fare anche a occhi chiusi, abituato a lavorare insieme da anni e che non avrebbe sbagliato praticamente nessuna chiamata. Intendiamoci, la mia non è una bocciatura tout-court di Bortolami o Geldenhuys. Sono due ottimi giocatori, non “rubano” il posto a nessuno. Però in questo momento particolare Van Zyl e Pavanello sembrano poter dare maggiori garanzie e attraversare un migliore momento di forma. E sotto questa luce diventano poco comprensibili le scelte fatte per quanto riguarda Van Zyl: forse il miglior azzurro visto in campo a Parigi (tanto da entrare nel XV ideale di Planet Rugby) e poi relegato a 23° contro l’Inghilterra e ora non convocato con l’Irlanda. Posizione che lo rende praticamente inutilizzabile per la nazionale ma anche per il club (Treviso parte nella tarda mattinata di mercoledì per il Galles in vista della sfida di giovedì sera con gli Scarlets per il Pro12).

Dice, ma questa è la nazionale, non il Benetton. Verissimo. Però in tanti sport il blocco legato a una squadra di club è una cosa ricorrente. E pure nel rugby. Giusto l’Irlanda pochi anni fa aveva un pacchetto di mischia composto praticamente solo da giocatori del Munster. Oggi non è più così, ma perché le scelte che vengono fatte vanno a premiare (quasi sempre) gli atleti migliori. Io di rugby ci capirò poco, pochissimo, ma in questo momento uno come Van Zyl non lo toglierei mai. Lo dico a bassissima voce, ma la paura è che il famoso “Manuale Cencelli” sia arrivato anche nel rugby.