Estate, vacanze e… battaglie sindacali. Anche se non conquista i titoli dei giornali, prosegue il lavoro del GIRA, Giocatori d’Italia Rugby Associati.
Mentre continuano sottotraccia le trattative sulla questione Aironi, il nuovo sindacato tiene a precisare che GIRA assolutamente non sostiene alcuno dei candidati in corsa, lasciando a ciascuno la libertà di esprimere la propria personale preferenza, ma si propone di monitorare la situazione per quanto riguarda il rispetto del diritto al voto dei giocatori.
A tal proposito sono state inviate ai vari Presidenti di SSD e ASD una lettera, che qui ripropongo
Categoria: Cose d’Italia
Elezioni FIR: Gavazzi “scarica” Sky
A me a fine giugno aveva detto che l’eventuale “perdita” di Sky non sarebbe stata poi così grave per il movimento. Ora, in una intervista rilasciata a Patrizio Sanasi di Brescia Oggi il candidato a presidente FIR Alfredo Gavazzi va oltre…
Personalmente non credo che il dubbio sia tanto tra tv a pagamento/tv in chiaro, ma più sulla qualità dell’offerta. Ma sono solo punti di vista.
«Credo che il fulcro della nostra crescita passi dall’aumento di spettatori. Spettatori dal vivo, prima ancora che televisivi. Quest’anno purtroppo il 6 Nazioni non ha portato aumenti di spettatori a Sky. Bisogna cercare partner Tv che trasmettano in chiaro e facciano arrivare con facilità il rugby nelle case di tutti. Un corretto piano di marketing, oltre a un minuzioso lavoro di supporto ai club di tutti i livelli, potrà aiutarci ad aumentare gli spettatori degli incontri, già a partire dall’Eccellenza – conclude Gavazzi -, con tutte le ricadute positive che questo comporta».
Il Cus Padova chiede ufficialmente i bilanci: la FIR risponderà?
Roberto Zanovello, presidente del CUS Padova, ha inviato in Federazione la richiesta ufficiale di poter visionare i bilanci degli ultimi quattro anni e ha avuto la cortesia di girarmela.
La pubblicazione dei bilanci è stata resa obbligatoria dal nuovo Statuto fatto approvare dal CONI a metà luglio. Nell’ultima settimana la notizia che la FIR avrebbe pubblicato il resoconto solo dell’ultimo anno disponibile non considerando retroattivo il nuovo Statuto. Non solo: non si sa quando verrà reso disponibile quel bilancio, prima o dopo l’elezione del nuovo presidente in programma il 15 di settembre? Va da sé che vista l’importanza della competizione elettorale quel documento doveva essere disponibile già da tempo. Domani è comunque già tardi.
Di seguito l’immagine (espandibile) della lettera inviata da Zanovello in FIR
Elezioni FIR: Amore rilancia dalla Lombardia e accusa il duo Gavazzi/Dondi
Paolo Carbone per La Prealpina
«Se vogliamo aumentare tesserati e club non abbiamo bisogno della palestrina per giocare ma di un campo di 100 metri per 70». Idee chiare per Gianni Amore a meno di due mesi dal 15 settembre 2012, data nella quale la Fir andrà alle urne senza Dondi, da 16 anni presidente della federazione. Alfredo Gavazzi e Amerino Zatta i carichi pesanti,
Gianni Amore, presidente del comitato regionale siciliano, è il pericoloso outsider per la poltrona federale.
59 anni, esperienza sul campo da giocatore prima (scudetto con l’Amatori Milano) e allenatore poi (tra gli altri Parabiago), per passare dietro la scrivania e risollevare le sorti della regione Sicilia, fucina di giocatori interessanti nonostante mille difficoltà, a cominciare dagli impianti. E proprio sull’impiantistica c’è un importante capitolo nel suo programma con un investimento previsto di 4 milioni di euro, il 10% del budget federale dichiarato.
«Per aumentare quantità e qualità -ha detto Amore – si deve intervenire utilizzando quelle risorse che fino ad oggi sono state male utilizzate e per questo verrà destinata una cifra
otto volte superiore all’attuale per il recupero di impianti esistenti o per la realizzazione di nuovi». E Varese, Tradate, Busto e Cassano Valcuvia potrebbero essere molto interessate.
«Conosco bene queste parti come quelle dell’altomilanese. Ho amici qui e ritengo siano zone che potrebbero essere ben rappresentate nella massima serie, il potenziale c’è, il materiale anche. Come? Le realtà locali devono mantenere la propria identità e cercare di andare più in alto possibile. Se poi ad esempio Varese dovesse essere la società di vertice della zona, perché non poter essere quella capofila che potrebbe portare alla creazione di una nuova squadra di alto livello?». In sintesi parliamo di franchigia a carattere provinciale o poco più, oggi un’ utopia (ma non troppo…) però la strada da percorrere è questa e per favorire ciò
Gianni Amore ha l’asso nella manica. «Se verrò eletto – ha svelato – nel mio staff troverà spazio Gino Vinella con l’intento di creare una lega delle piccole società che tuttora non hanno peso e rappresentanza». Il programma c’è, gli altri candidati, Gavazzi e Zatta, hanno il loro, le idee sono tutte buone quindi perché votare Gianni Amore? «Perché non
sono condizionato né sostenuto da nessuno. Non ho nessun impegno con alcuna società, posso essere solo quel dirigente imparziale che serve. Oggi gli altri contendenti alla
poltrona federale sembrano non avere le medesime caratteristiche, e non basta dare le dimissioni dalle altre cariche. Ricordo inoltre che l’articolo 2 comma 3 dello statuto federale parla di democrazia, uguaglianza e pari opportunità: non dev’essere più disatteso. Per esempio un presidente federale, Dondi, non avrebbe dovuto presentare il suo “delfino” (Gavazzi ndr): questo è contravvenire a più di un articolo del regolamento di giustizia».
C’è chi parla di accordi con uno o l’altro candidato «ma allo stato attuale – dice Amore
– non c’è nessun accordo e nessuna unità d’intenti all’orizzonte». (…)
Elezioni FIR: Zatta sicuro, la battaglia è apertissima
Presidente Zatta, alle elezioni per la presidenza della Fir mancano 45 giorni. Ha completato i suoi incontri con le società del Nord: il primo bilancio?
«Io registro forte interesse, è importante presentare il nostro progetto. Ora gireremo il Centro Sud»
Sempre ottimista? I sondaggi vi danno fra 25 e 30%…
«Non so chi li faccia né chi li diffonda. Dicono che arrivino telefonate ai club da Roma, ma
che l’accento non sia proprio romano…Secondo me sarà un’elezione tutt’altro che scontata. La nostra proposta, specie sul piano tecnico, è articolata, basata su una programmazione».
I suoi avversari non hanno aspettato, per attaccarla. Dicono che negli incontri lei parli
pochi minuti, poi è Munari a illustrare il programma tecnico.
«Non sono un accentratore, io illustro i cardini della candidatura, io credo in uno staff, ognuno con le sue responsabilità. Trasparenza sui bilanci e sui contributi, centralità dei club, competenza tecnica e merito sono i miei pilastri. Scusate, e chi dovrebbe parlare di tecnica e club, se non Munari, la cui professionalità è fuori discussione?»
Treviso attira simpatie, ma anche antipatie. Forse per il ruolo di leader italiana.
«Qui non si parla di simpatia, ma di rilanciare il rugby italiano e di farlo crescere. Preferisco essere poco simpatico ma competente che simpatico ma non adeguato»
Guardiamo oltre il 15 settembre. I tifosi trevigiani cosa debbono aspettarsi, per la Celtic?
«C’è un accordo della Fir con il board del torneo fino al 2013/2014. E il Benetton è garantito dalla fidejussione e dalla licenza della Fir fino a quella data»
E dopo il 2014? Quali garanzie ci sono, anche rispetto all’impegno dei Benetton? Le sorti di volley e basket, io capirà, mettono apprensione.
«La prima a dover decidere sul proseguimento della Celtic è la Fir. A Treviso sappiamo bene cosa possiamo fare. Il volere è un altro discorso, perché non decidiamo noi, o almeno solo noi».
Gavazzi parla già di tre franchigie…
«Sono vincolato dalle norme federali, non posso parlare sull’argomento». (…)



